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Figisc Anisa News 29/2012

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FIGISC AI GESTORI ENI: ATTENZIONE ! NON SOTTOSCRIVETE NÉ ACCETTATE ALCUN IMPEGNO RICHIESTO DALL’AZIENDA PER  GARANTIRE IL PRESIDIO DELL’IMPIANTO DA PARTE DEL GESTORE DURANTE I FINE  SETTIMANA CHIUSI  PER  TURNO

«RIPARTI CON ENI» OLTREPASSATO IL LIMITE. QUALCUNO VIGILA  ?

Il titolo è: «Riparti con ENI. Diamo un pas­saggio agli italiani». L’iniziativa (definita da ENI stessa come «unica») verrà pre­sentata, scrive Staffetta, giovedì 14, do­mani, per partire già da questo week end.  La sostanza è: l’esasperazione delle schi­zofrenie del settore attraverso una prova tecnica (la durata sembra per ora limitata a tre mesi, ma si comincia sempre così) di aggressione al mercato da parte del mar­ket leader italiano, che ha il Tesoro come azionista di riferimento e bilanci della divi­sione Refining & Marketing in rosso da tre anni (è stato detto da ENI in questi giorni alla Commissione Prezzi del Senato). Vi si aggiunga la frattura tra gestori all’interno dello stesso marchio e tra quelli del mar­chio  e  tutti  gli altri. 

INIZIATIVA  UNILATERALE: RICHIESTA  URGENTE DI  CONVOCAZIONEAD  ENI

L’iniziativa di ENI, secondo lo stile aziendale che è ormai consolidato, è stata assoluta­mente unilaterale, non è stata preceduta da nessun preavviso formale, meno che mai poi da  una  illustrazione  di dettaglio.

L’azienda non si è degnata di farne cenno né nella riunione con tutte le rappresentan­ze della Categoria, avvenuta meno di due settimane fa, il 31 maggio, né in occasione della convention aziendale di Madrid della scorsa  settimana.

In questo modo, assolutamente al di fuori di ogni correttezza sia pure solo formale, ENI ha dato avvio ad una iniziativa che ag­gredisce il mercato, spacca la categoria dei Gestori dentro il suo stesso marchio tra chi può operare con Iperself H 24 e chi no, e nel complesso tra i Gestori ENI e tutti gli altri, incurante, peraltro, di ogni altra logica operativa e normativa connessa all’esercizio dell’attività  di  distribuzione  carburanti.

In una logica puramente commerciale (ma più propriamente «di rapina»), con l’obbligo posto al Gestore di presidiare gli impianti anche durante il week end ed in post serale non è stato tenuto conto neppure delle nor­me in materia di orari, non sono stati presi minimamente in considerazione i rischi per la sicurezza connessi all’incolumità dei ge­stori ed all’integrità degli impianti e, anzi, l’obbligo si estende all’apertura delle attività collaterali.

Infine, è stata sovvertita ogni logica com­merciale, economica, contrattuale, relativa alla modalità del selfservice, che, parados­salmente, diventa ora a tutti gli effetti in­tegrata obbligatoriamente ad un servizio di assistenza e sorveglianza, con ciò esponen­do per di più le gestioni a sopportare costi non remunerati durante l’intero arco della settimana  e  costi aggiuntivi nel  week  end.

Tutto ciò senza neppure una parola di spiegazione - se non quella che avviene oggi da parte delle strutture aziendali che stanno convocando d’imperio i Gestori col­ lettivamente – ed a zero margini di di­ scussione, in totale dispregio del proprio mondo e di coloro che ogni giorno rappre­ sentano l’Azienda sulla rete a proprio ri­ schio economico ed imprenditoriale, ma pronti solo a vendere in pompa magna al mondo esterno questa ennesima trovata del management del Cane  a sei  zampe.

Ad ENI chiediamo da queste colonne, pub­blicamente e senza ulteriore formalità, che l’Azienda convochi immediatamente e sen­za indugio le rappresentanze di Categoria per un confronto su questa ennesima e­mergenza, avvertendo che, in difetto di ciò, chiederemo la convocazione da parte del Ministero dello sviluppo economico a fronte della evidente apertura di una ver­tenza aziendale per mancato rispetto degli accordi  e  delle  norme.

I contenuti sono, in sintesi: il raddoppio (e anche oltre) dello sconto massimo su IPER-SELF H24, ossia spingere il prezzo fino a me­no 20/25 centesimi/litro nei week end (dalle 13,00 del sabato alle 24,00 della do­menica), senza oneri diretti di comparteci­pazione del Gestore (mancherebbe altro! e, comunque, fino a quando?), ma con il vin­colo del presidio diurno all’impianto anche nei fine settimana extra turno di apertura festivo, e, detta in sintesi, l’onere alle ge­stioni di anticipare tali sconti per il 20 % dei volumi di erogato venduti con tale moda­lità (preferiamo spiegarlo così!). Durata ini­ziale: dodici settimane. Altre volte è iniziata così e poi non è mai finita…. Prove tecniche, appunto.

L’immagine è: un grande spot pubblicitario, con il quale ENI, parlando di «segnale forte di vicinanza ai cittadini, e in particolare alle famiglie italiane», accontenta anche il Go­verno, mettendo in ombra la questione del­la soffocante fiscalità sui carburanti, cerca di ridare fiato al crollo dei consumi, cam­biando forzosamente gli stili del consuma­tore, che ora dovrà dedicare il fine setti­mana a fare rifornimento per godere di un forte sconto, tenendo in piedi una rete che erogherà per tutto il resto della settimana (con costi costanti dell’intero sistema) solo pochi litri  di benzina.

Una iniziativa certamente «unica», tanto da sembrare il frutto di un inciucio ad altissimo livello cui non pare del tutto estraneo il rap­porto tra lo Stato e la «sua» azienda petro­lifera, condizione che gli altri competitori del mercato  non  possono  certo  vantare.

Riflettiamo un momento. Non più tardi di sette giorni fa, Leonardo BELLODI, Execu­tive Vice President Government Affairs, in audizione presso la Commissione straordi­naria controllo prezzi del Senato ha riferito che la divisione Refining & Marketing di ENI ha chiuso in rosso l’esercizio 2009 (per cir­ca 400 milioni di euro) l’esercizio 2010 (cir­ca 200 milioni) ed anche l’esercizio 2011 (circa 500 milioni). Risultati influenzati dal profondo rosso della raffinazione, ma il cui effetto   è   stato   in   parte   attenuato   dal   segno

più del settore propriamente distributivo: niente di eclatante, perché si parla di mar­ginalità (al netto dei costi) inferiori ai due centesimi/litro, ma tuttavia di un «utile». Vendere a prezzi e margini inferiori allex-trarete, ossia anche «sottocosto» (questo è, infatti, l’effetto del gigasconto da 20/25 cent/litro), mantenendo però i costi della rete (circa 10-11 cent/litro) significa ero­dere ulteriormente utile, o azzerarlo, an­che a fronte di previsioni di guadagno di quote significative di mercato. In sostanza verrebbe «socializzato» (trasferito, cioè, sul prezzo al pubblico) un certo valore e­conomico – che possiamo definire come u­tile del retail o perdita del settore raffina­zione e distribuzione -: un’operazione tut-t’altro che ordinariamente naturale per un’azienda che ha per scopo sociale quello di realizzare risultati. Insomma, se da un lato lo Stato continua ad aumentare le im­poste, dallaltro la sua azienda distributiva rinuncia ad utili per spalmarli sui consu-matori……Una specie di gioco di bussolotti, sia  pure  mediaticamente  allettante.

La domanda è: unazienda che non sia ENI e non abbia lo specifico rapporto che que­sta ha con lo Stato ed il Governo, ma ri­sponda solo alle logiche degli azionisti e dei centri direzionali che stanno allestero, può permettersi di fare altrettanto? E, al­lora, tutto regolare e rispondente alla lo­gica del «libero» mercato e della concor­renza? Qualche Authority, in genere so­lerte a cercare collusioni anche dove non ci sono, deve, per caso, vigilare ed appro­fondire questa non trascurabile circostan­za?

Commenti (3)
  • Un Gestore Agip

    Bravi dopo aver firmato quell'accordo scellerato dell'h24 adesso gridate al lupo perchè la vostra mamma non vi ha dato le caramelle, siete un branco di ridicoli, l'unico cosa saggia che dovreste fare è rimettere il vostro mandato agli iscritti e andarvene a casa che ormai di danni ne avete fatti abbastanza

  • ttr

    L'articolo è molto ben scritto. Neanche sembrerebbe parto della figisc. E poi ci sono un paio di punti, tra cui l'ultimo su cui riflettere .
    E oltre a rifletterci , portarlo all'attenzione di chi di dovere per eventuali sanzionamenti.Dobbiamo difendere diritti , serietà e credibilità della categoria , operazioni come questa di eni creano più confusione che certezze. Tolte tasse e accise , il prezzo di un litro di gasolio servito si attesta a circa 70 centesimi barile compreso. -20 cent di sconto sono il 30% !!
    Più che auspicare l'attenzione di qualche authority, pretendiamola , bombardando con comunicati giornali , e interessati a vario titolo .

    Dalle sole colonne di questo forum eni non ci leggerà come richiesto sopra da figisc, magari qualche posta certificata sarebbe più opportuno ma attenzione , entro oggi o domani venerdi perchè da sabato il palazzo eni è vuoto!!!!!

  • claudio  - Gestore

    ma quando ci decideremo a fermare tutto?non ritiriamo piu la benzina dalle compagnie per qualche giorno e dopo vediamo .

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