GestoriCarburanti

 
 

Maledetti signori ufficiali, venditori di noi carne umana

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di Roberto Di Vincenzo

Questo è uno di quei momenti in cui bisogna avere il coraggio di dire, con chiarezza, come stanno le cose.

Non basta “acconciarsi” e far finta che ciò che accade intorno a noi possa scivolarci addosso senza lasciare traccia.

L’iniziativa assunta da eni con lo “scontone” è la sublimazione del malessere e del disimpegno che l’industria petrolifera ha manifestato nel corso di questi anni.

Ma anche del disinteresse delle Istituzioni, dei Sindacati e della Politica che, ciascuno a suo modo, hanno scelto di tenere un profilo bassissimo e hanno preferito concentrare la loro attenzione sull’effetto comunicazionale del “prezzo” -sempre sotto i riflettori dei media- piuttosto che interrogarsi sull’involuzione del settore come frutto anche e soprattutto della loro inerzia.

Il futuro è arrivato. Improvviso, dirompente, devastante.

Un futuro che ha messo il settore in ginocchio ed ha vanificato -attraverso la massiccia dose di milioni di euro di investimenti che il market leader ha trasferito dal commerciale alla comunicazione- le poche certezze che erano rimaste.

Vale per i Gestori, che sono stati gli ultimi a cedere, ma anche per le altre compagnie petrolifere che hanno abbassato la testa seguendolo nella sua “lucida follia”.

Con un solo tratto di penna eni ha cancellato persino la denuncia delle difficoltà industriali del comparto che i petrolieri andavano rappresentando ed i cui effetti -con la cassa integrazione di migliaia di operai e impiegati- si vedranno entro la fine dell’anno.

A leggere la relazione depositata al Senato della Repubblica in occasione dell’audizione in Commissione proprio di eni, c’era da mettersi le mani nei capelli: un settore al collasso con perdite superiori al miliardo di euro ed un mercato che non dava segno della pur piccola ripresa.

Sono passati meno di sette giorni ed è arrivato il contrordine.

In conferenza stampa l’amministratore delegato di eni annuncia che il settore sta benissimo: “non abbiamo mai guadagnato tanto ed abbiamo deciso, come fece Enrico Mattei (chissà cosa ne penserebbe l’ingegnere, ndr), di far ripartire l’Italia.”

Giù i prezzi di almeno 20 eurocent/litro. Vendite sotto costo. La quotazione platts, fino al minuto prima strenuamente difesa nella foga di trovare una giustificazione plausibile ai comportamenti industriali, spazzata via in una amen.

Peccato che nessuno abbia avuto la forza o il coraggio di ricordare che il 19 marzo 1960 l’Agip (non l’eni) diminuì il prezzo allora amministrato di 5 lire al litro, come reazione allo strapotere dell’industria petrolifera privata (soprattutto americana). Agip che all’epoca aveva una quota di mercato inferiore al 10%.

Impossibile pretendere di trovare alcuna analogia.

Ma se l’eni può dire (non far credere) di fare il suo mestiere -saltando a piedi pari tutti i fondamentali delle dottrine economiche- quale giustificazione hanno le altre compagnie che hanno deciso -tra lamentazioni, imprecazioni e minacce- di seguire quello scellerato esempio?

Perché delle due, l’una: o i prezzi conseguenza della “dittatura” del platts sono i migliori possibili ed allora nessuno è nelle condizioni di seguire l’azienda market leader oppure il platts è come la pirite aurifera, l’oro dei gonzi, ed allora il settore petrolifero ha preso in giro per decenni i cittadini italiani.

La logica vorrebbe che, nel primo caso, la voce dell’industria petrolifera altra (e dei retisti, altre vittime sacrificali) fosse risuonata chiara e soprattutto coerente -anche tra le difficoltà derivanti dalla situazione di sostanziale monopolio nel controllo della logistica- in presenza di comportamenti che azzerano margini e investimenti e lanciano ombre nere sul futuro, invece di piagnucolare nelle sagrestie per gli asset industriali e per i propri azionisti.

Nel secondo caso, invece, dovrebbe essere chiamata a rispondere, chiedendo scusa, ai cittadini italiani del perché pur potendolo fare non hanno ancora abbassato i prezzi su tutta la rete, tutti i giorni ed a tutte le ore.

Dalla Esso (fino a -31), all’eni (oltre -20), alla Q8 (fino a -25); dalla TotalErg (fino a -25 sulle gestioni dirette) alla IP (-16), tralasciando altre iniziative sul pricing assunte dalle altre (Superself h24 di Tamoil), è tutto un fiorire di iniziative che, ormai, hanno coperto, dal mercoledì sera al lunedì mattina, tutta la settimana.

L’informazione e la politica più distratta e arruffona si spella le mani nemmeno ponendosi il problema di essere stata finora presa per il bavero e senza porsi il problema, che presto sarà riversato addosso all’intera collettività, il costo sociale di svariate decine di migliaia lavoratori licenziati, espulsi e in cassa integrazione tra Gestori, loro addetti, operai delle raffinerie in chiusura (Cremona, Roma, Falconara, Gela, Venezia a singhiozzo, Livorno sulla lista nera, ecc.) e impiegati di sede e delle periferie occupati nel commerciale.

E c’è persino chi trova il fiato per fare dello spirito rallegrandosi con gli italiani che si mettono in fila davanti ai distributori come se fossimo in tempo di guerra.

Le Istituzioni avrebbero dovuto chiedere pubblicamente conto -se non hanno direttamente ispirato questa iniziativa per fuorviare dai morsi della crisi- ad una società direttamente controllata (il CdA di eni è nominato per i quattro quinti dal Tesoro) delle sue scelte in campo industriale ed occupazionale.

La Politica dovrebbe fare la Politica e non limitarsi ad attaccare qualche medaglietta sulla giacca.

Il Sindacato dovrebbe fare il Sindacato, pretendendo che il lavoro torni ad essere una priorità perché i cittadini, innanzitutto, sono lavoratori e pensionati, prima ancora che consumatori.

Con i 200 milioni che eni dice di avere investito nello scontone, ad esempio, la raffineria di Gela sarebbe rimasta aperta altri 3 anni, conservando l’occupazione anche agli operai dell’indotto.

Non si può pensare che tutto questo gravame sia affrontato dai Gestori che per quanto sforzi facciano o per quanto si organizzino, in un mercato protetto dall’immarcescibile esclusiva, finiscono per essere in balia delle compagnie che gli negano 2 millesimi al litro di incremento del margine (anzi ne tolgono 25) e poi spendono decine di milioni di euro in pubblicità e “relazioni istituzionali”, come dimostrano i bilanci.

Se non si ristabilirà l’equilibrio non ci sarà mai più la possibilità di considerare quello petrolifero un settore.

Ed i Gestori, come accadeva fino al 1969, torneranno ad essere mute appendici degli erogatori o, meglio, dei self service.

Occorre uno scatto di “tutti gli altri” per ripristinare un minimo di condizioni di convivenza.

Il Sindacato dei Gestori, nel suo complesso, sta provando, tra le solite mille difficoltà, ad assumere delle decisioni da sottoporre alla Categoria ed alle quali è indispensabile che i Gestori aderiscano massicciamente, senza se e senza ma. Almeno per il momento.

Se ciò non dovesse accadere, il gruppo dirigente dovrebbe giustamente interrogarsi sul livello di rappresentanza: un gruppo dirigente o rappresenta ed intercetta il “sentire comune” oppure non ha più motivo di rimanere al vertice dell’Organizzazione.

Ovviamente tale riflessione impegna solo chi l’ha fatta, perché l’obiettivo di un’Organizzazione, che ha l’ambizione di tutelare e rappresentare interessi, non può essere quello di sopravvivere a se stessa, malgrado tutto e a dispetto di tutti.

C’è una vecchia canzone della prima guerra mondiale (Gorizia) che si presta a differenti letture, considerate le diverse questioni qui poste.

I soldati, rivolgendosi agli ufficiali, cantavano più o meno così: “Maledetti signori ufficiali / che la guerra l’avete voluta / schernitori di carne venduta / questa guerra ci insegna a punir. / O vigliacchi che voi ve ne state / con le mogli sui letti di lana, / venditori di noi carne umana / e rovina della libertà”.

Fonte: Fegica.com

Commenti (47)
  • luigi  - ok

    è vero bisogna far chiarezza e dire come stanno le cose!!!mandare affanculo i sindacati!! la chiarezza è che frà un pò se vuoi lavorare il distributore deve essre tuo,deve essere solo self a prezzi stracciati.E cosi e finita un'era anche per noi e questa la verità,fa male a me e a tutti ma la verità è questa!!!!!!!!

  • Franco

    Ma prima di mandare a quel paese i sindacati, dovremmo essere capaci a farlo con noi stessi. Sempre troppo comodo fare di tutta l'erba un fascio e sopratutto troppo comodo dare la responsabilità agli altri. Io non sono d'accordo e devo dire grazie al mio Sindacato che fino ad oggi mi ha tutelato nonostante l'incapacità ed il menefreghismo di tutti i miei colleghi.

  • max1

    perchè i sindacati non iniziano a denunciare le compagnie per concorrenza sleale visto che gli sconti non vengono dati a tutti e in maniera diversa, non si dovrebbe applicare con tutti la stessa politica? ora ci vogliono i fatti , e basta con pubblicità "dai gestori aderenti" dovrebbe essere " a chi lo abbiamo concesso" . si sente solo non firmate e loro sono i primi ad aderire, e nessuna opposizione per chi non ha neanche la facoltà di scegliere . basta vogliamo i fatti , altrimenti e inutile continuare a versare quote per non avere nessuna tutela ne nei confronti delle compagnie ne nei confronti dei comuni che non rispettano le leggi con impianti easy dentro i centri abitati, o turni e orari a proprio piacimento,le leggi ci sono fatele applicare.

  • MARCO58

    Leggere Di Vincenzo è sempre illuminante. Raccogliendo i suoi editoriali , almeno i più importanti nei momenti più significativi , si potrebbe scrivere la storia della categoria e del suo cammino dal '70 in poi. Di controcanto c'è che Compagnie , Istituzioni , Massmedia , qualora vengano raggiunti da tali messaggi , oltre che sordi sono anche dislessici.
    L'informazione che la categoria e i sindacati lanciano specie verso l'opinione pubblica , nostra alleata naturale , si infrange sempre contro il muro granitico posto a difesa degli interessi del potentato petrolieri.
    Anche Mattei si infranse in qualche maniera contro un muro di interessi allora non certo Nazionali.
    In qualche maniera dobbiamo o dovremmo riuscire a raggiungere un megafono mediatico che in modo unitario , univoco completo , illumini "popolo e comune" su come stanno effettivamente le cose. Una sorta di Manifesto che inchiodi ognuno alle proprie responsabilità , facendo emergere quel cammino distorto che da alcuni anni le Compagnie stanno seguendo , Eni in primis, e facendo emergere anche la totale incompetenza finora dimostrata dalle Istituzioni che in qualche modo sono costantemente raggirate dalle "chiacchiere " a senzo unico dell'industria petrolifera. Un manifesto che nel contempo ricompatti la categoria , e se possibile trovi anche nuovi alleati tra gli operatori collaterali all'attività distribuzione carburanti .
    Allora , in uno sforzo non comune di comprensione e condivisione , e al di là di visioni a volte non convergenti , si incontrino i sindacati tutti , escano con un dirompente documento comune, si attivino tutti i canali mediatici per far emergere 3-4 punti basilari per salvaguardare la categoria , e si sbatta in faccia ai massmedia la vera realtà che c'è dietro i profitti occulti e i comportamenti schizofrenici dell'ultima ora.
    Faremmo un favore alla categoria , un favore all'utenza , e un favore alla verità.
    Un saluto a tutti i colleghi.

  • giamaica  - x marco58

    condivido , anzi pare che mi hai letto nel pensiero precedendomi.
    Io avevo pensato di proporre ai sindacati di uscire con un documento unitario che formulando una serie di domande tra loro concatenate alle istituzioni/opinione pubblica /compagnie , che seguendo un percorso logico studiato ad arte , facciano emergere le plateali contraddizioni che ci sono nella politica del settore con riferimento alle campagne di sconti scoppiate nell'ultime due settimane . Una sorta del gioco del perchè.

  • Gestore eni

    Unita' sindacale riunioni provinciali per un serio confronto e suggerimenti sul dafarsi.bisogna muoversi tutti e subito senza se e senza ma, siamo sull'orlo del baratro quindi se non ora quando adesso o mai piu'.

  • Roberto Gestore Ip

    Ma cosa vuoi fare , ci sono troppi impianti con la Gestione diretta o soci della societa' petrolifera ... Faccio uno sciopero per fare lavorare piu' gli Impianti aziendali ??? Finche' me lo permettono avanti con L'Over Price , Quando me lo impediranno mi cerco senza problemi un'altro lavoro ...

  • Flavio

    Stessa linea di pensiero. Fino a quando riuscirò a resistere con il mio margine portato a 0,063 terrò l'impianto poi saluti a tutti.

  • fw14  - x Roberto


    Caro Roberto
    Non mi meraviglio affatto della coerenza dell'analisi che poni,
    sicuramente la situazione e' allarmante, ma lo e' da anni ormai.
    Le rappresentanze sindacali come piu' volte da me ribadito negli anni
    non rappresentano piu' la categoria e non sono in grado di promuovere un'azione sindacale decisa e tenace.
    ART 19 pari opportunita claster
    platts prezzi depositati al ministero
    da questi 2 punti sarebbe potuta ripartire un'azione di protesta seguita da interpellanze parlamentari richiesta di dimissioni del ministro, di SCARONI, IN ATTESA CHE LA MAGISTRATUTRA FACESSE LUCE sulla vendita sottocosto vincolata da normative internazionali!!! DUMPING,
    non e' un ragazzo di borgata come me a doverlo ribadire
    Ma certamente non dovresti essere tu a dimetterti e lo dice un FAIB
    MA quella miriade di zecche che stanno all'interno del sindacato
    a fare i c..i loro
    SICURAMENTE BISOGNERA RIPARTIRE DALLE EPURAZIONI
    e voglio usare questa parola brutale per dire uscita a calci nel sedere.
    Un saluto
    GARAU TORINO

  • mario da parma

    caro gestore eni ,tutto bene,ma perchè avete firmato contro il parere sindacalè?

  • Gestore eni

    Se permetti io non ho firmato, a prescindere dal parere sindacale non ci sono solo pecore, pensa che all'inizio qualche collega vicino era deciso come me per non aderire poi dopo poco tempo si son calati le braghe dicendo e sai come' quello prima, quello dopo di me',altrimenti sono la pecora nera tutto questo pensando solo all'immediato ( sconto -20 con lunghe file al self ) pensando di fottere tutti gli altri colleghi di tutti i colori non rendendosi conto che ci si sta' scavando la fossa con le propie mani.

  • mario da parma

    per fv14 non bisogna epurare nessuno,bisogna trovare colleghi che si impegnano possibilmente giovani,che partecipano,non come ora,ed eleggerli democraticamente ai congressi,per il resto sappi che siamo troppi e molti piccoli ,le auto aumentano la resa kilometrica,il mercato stà cambiando,GPL ed altre motivazioni portano ad uno stravolgimento delle realtà in essere

  • fw14  - x mario parma


    cosa mi dici di tutti coloro che siedono nella presidenza regionale provinciale e nazionale
    eseguendo strategie commerciale in aperta contrapposizione con le direttive sindacali.
    un saluto

  • Fabiano  - Presa di coscenza

    Cari Colleghi:

    Devo dire che da qualche settimana tira un aria diversa
    e questo ci fa ben sperare siamo passati dal piangerci addosso..!!! a quello di ragionare attorno a delle soluzioni..!!!

    E' paradosale cio che sto per affermare ma l'onda d'urto che ha generato Eni è stata provvidenziale..!!

    Ha smpsso le nostre coscenze !!!
    Ci ha fatto incazzare a tal punto che ha smosso il nostro pensiaro
    portandoci nella fase di coscenza

    Ora non ci sono piu scusanti il tempo è scduto

    Il gestore deve crescere si deve informare deve partecipare alla lotta

    Il Sindacato deve compattare, promuovere, ma sopratutto deve contare

    Unitevi si aprono le danze e nessuno si deve sottrarre.......

  • Flavio

    Fabiano, belle parole ma quello che scrivi rimane un sogno. Mi ha appena contattato un Ip che aderisce al meno 16 rinunciando a 2 centesimi dei suoi 3,6..........
    Dice che il suo venduto è sceso sotto i 1000 litri al giorno..........
    Qui anche se andava il padre eterno non gli faceva cabiare idea........ pensa i sindacati....
    Io non vedo nessun aspetto positivo, secondo me lo vedono solo le compagnie, che prima hanno fatto salire il prezzo creando già malumore scaricato sempre sui gestori, adesso abbassano in modo folle mettendo però nelle condizioni a migliaia di noi di non poter partecipare, così i clienti nuovamente scaricano su di noi le colpe se non aderiamo........
    IN POCHE PAROLE UN CASINO........
    Le pompe bianche pensi che si uniranno a noi ? e anche i colleghi che firmano le loro condanne?
    No loro non si uniranno e di conseguenza sarà un flop qualunque tentativo di protesta perchè l'opinione pubblica guarda solo il prezzo finale..........
    CIao

  • Donato

    Caro Flavio il tuo collega ip non ha capito che la finta guerra da play station giocata dalle compagnie non deve vederci nella parte di chi inserisce la moneta e resta a guardare per quanto riguarda lo sciopero io sono pronto a bloccare entrate delle raffinerie e depositi ma bisogna essere in molti a metterci la faccia. RESTO A PREZZO PIENO LA MIA COMPAGNIA NEANCHE MI CONSIDERA ANCHE PERCHè CONOSCE LA MIA RISPOSTA. :x :x :x

  • Flavio

    Guarda Donato, anch'io non ho problemi a bloccare le entrate delle raffinerie, ma in questi vent'anni di benzinaio ho capito che sarebbe tempo perso purtroppo.

  • mario api ip  - re:
    Flavio ha scritto:
    Stessa linea di pensiero. Fino a quando riuscirò a resistere con il mio margine portato a 0,063 terrò l'impianto poi saluti a tutti.

    0,063 cavolo guadagni troppo
    0,048 io come tanti gestori

    con quale compagnia lavori ?

  • Flavio

    Ip come colore, retista come proprietà.
    0,043 margine + 0,020 over ( magari non sempre però buona parte dell'anno).

  • Roberto gestore Ip

    0,037 cent / Colore Ip / proprieta' ....... Poi faccio il mio Over Price regolare a secondo dei periodi ... il ns promotore capisce i ns problemi e lascia correre ... Vorrei Vedere con i Cali di vendita dal 30 al 40 % da Dicembre ad oggi !!!

  • Marco

    .... invece a me hanno chiesto se voglio comprare il punto vendita,terreno ,pompe,cisterne,tutto....

  • fabio

    quanto ti hanno chiesto un milione? si saranno fatti bene i conti

  • Roberto gestore Ip

    Basta che mantieni il contratto di fornitura ti lasciano tutto !!!

  • Gestore eni

    Io invece sono del parere che si puo' e si deve fare qualcosa,bisogna reagire non possiamo subire tutto passivamente fare delle chiusure antecedenti i vari sconti per esempio chiusure durature al limite fare dei blocchi alle varie raffinerie e sono convinto che col tempo anche qualche collega si ravveda e torni sulla strada del gestore ,e' comunque meglio perdere anche delle settimane di lavoro piuttosto che rmanere inermi e sopperire dopo una lenta e inesorabile agonia.

  • Anonimo

    Questa frase:

    "il gruppo dirigente dovrebbe giustamente interrogarsi sul livello di rappresentanza: un gruppo dirigente o rappresenta ed intercetta il “sentire comune” oppure non ha più motivo di rimanere al vertice dell’Organizzazione."

    perché non l'hanno usata quando hanno sottoscritto gli accordi altamente innovativi? (per loro) non è un po tardi dirlo ora?

  • Matteo Soldo  - al sig anonimo

    ciao sig anonimo che ti battezzo con un nome così so con chi ho a che fare da ora in poi sarai sig CIUCO ok??
    quindi caro sig ciuco perchè non sei andato tu a sottoscrivere gli accordi(per te)?
    non è un po' comodo dalla tua tastiera sparare ciucate?
    alza il tuo posteriore dalla seggiola mettiti in gioco, firmati, e va a rappresentare te stesso e i gestori poi fa un articolo come quello qui da te commentato che te lo commento io ma prima FA QULCHE COSA

    Matteo

  • Anonimo

    Marco,con quale compagnia lavori?quanto ti hanno chiesto per comprrare tutto?Ti ringrazio anticipatamente per la risposta che riterrai di darmi.

  • Marco

    bbiamo formalizzato una interessamente reciproco,è una grossa multinazionale,non posso sbilanciarmi ora

  • Moreno Parin  - per Matteo Soldo

    il ciuco sono io, Parin, probabilmente mi sono dimenticato di mettere il mio nome, adesso divertiti...

  • Matteo Soldo  - sig ciuco Parin

    ......allora ripeto la domanda


    quindi caro sig ciuco perchè non sei andato tu a sottoscrivere gli accordi(per te)?

    spiegaci il perchè e il percome

  • Gestore IP

    .......anch'io mi diverto da un po di giorni a questa parte........!!!
    Uno....., due,.......tre,......, quattro,........non sono pazzo e nonostante il grande caldo non sto' dando i numeri,..........sto' solo contando le pecorelle !!!!
    Grazie mamma ENI !

  • Max

    comincio a pensare che troppi sconti abbassano il livello della clientela...oggi solo marcioni...ho guadagnato di piu' sabato scorso facendo 2 ricariche e con eni a - 20 che oggi in apertura con maxi sconto..solo qualche lt in piu' a fronte di un maggior contributo...in pratica per ora sono in perdita...questa e' solo clientela mordi e fuggi...che gira,gira,gira alla ricerca dello sconto migliore...
    l'ho gia' detto...meglio fare un passo indietro e puntare sulla qualita'..
    ne guadagno di piu' anch'io...soprattutto in umore...perche' mi sento piu' libero e meno sottomesso allo schiavismo dello sconto..

  • Flavio

    Scusa, a che sconto fai riferimento ? Ip, esso, ?

  • Moreno Parin  - per Matteo Soldo

    evidentemente sono talmente ciuco da non essermi spiegato bene, se non lo hai capito ho detto, ben evidente tra le righe, che forse è troppo comodo titare in ballo ora i gestori, troppo comodo mettere il pallino in mano a loro, dovevano farlo anche quando hanno sottoscritto gli accordi, dal 2002 in avanti, molto semplicemente dovevano sottoporre ai gestori l'approvazione degli accordi sottoscritti, semplice e banale condivisione delle decisioni prese.

    poi se vogliamo mettiamoci che alla nostra lettera di invito alla manifestazione contro Eni non hanno risposto, certo, la Gisc_Veneto è piccolina, non conta nulla, ma nemmeno la cortesia di un cenno di diniego? oppure contro Eni non ci si vogliono proprio mettere? Compromessi? Ricattati? vedi un po tu di trovarne il motivo.

    "ciuco" Parin

  • max1

    sono pienamente d'accordo con te , qualsiasi decisione dovrebbe essere presa col parere dei gestori, e contestualmente qualsiasi iniziativa societaria deve essere stipulata in sede sindacale e non con ogni singolo gestore, per non avere disparità nei trattamenti, e avere voce in capitolo. tutto ciò può essere utile per essere una categoria unita al di la dei vari gruppi sindacali e per evitare ricatti come " ti conviene firmare che anche tizio a aderito.

  • Matteo Soldo  - ciuco Parin

    grazie per la risposta è quello che realmente vale:
    parole tue:
    ""la Gisc_Veneto è piccolina, non conta nulla, ""

    la Repubblica è una e indivisibile ...... art 5 della nostra Costituzione
    quindi mio caro secessionista nell'interesse dei tuoi associati adeguati alle Leggi e alla Costituzione se hai a cuore il loro bene , lascia da parte il tuo narcisismo.

  • Moreno Parin  - per Matteo Soldo

    meglio piccoli locali che grossi nazionali.... , sarò anche narcisista, assieme a parecchi colleghi veneti, però di sicuro noi non confondiamo la Repubblica, io mi sento italiano al 100%, con una federazione sindacale, poi che c'entra la Costituzione e le leggi dello stato con una critica sindacale, oppure siamo in Nord Corea? Ma se Conosci la Costituzione dovresti sapere che è concessa la massima libertà di associazionismo... ho hanno tolto questo articolo?

  • max1

    ciò che dici e corretto , "unita d'italia" infatti si otterrebbe di più se le varie associazioni fossero più unite e non in guerra tra di loro.anche se il gruppo del signor parin e piccolo non e detto che non tuteli i propri associati. io sono del parere che più teste ragionano meglio di una , e sopratutto più difficili da corrompere.

  • Stefano Finotto

    Per Matteo Soldo
    Ti anticipo che sono ciuco anch'io , visto che avrei scritto esattamente le stesse parole di Parin.
    Mi rendo conto , e lo si intuisce dal fremito che hanno i commenti dei gestori quando scrive Di Vincenzo, che avere un parere contrario a quello espresso dalla premiata ditta sindacale nazionale corrisponde a bestemmiare in chiesa. Ma , siccome non c'è più sordo di colui che non vuol sentire, ti spiego perchè , tutto sommato , preferiamo a rimaner ciuchi.
    In questo articolo viene fatto un attacco alle compagnie , eni in primis e le altre a seguire.Un attacco alle istituzioni , un attacco alla politica, un attacco (indiretto ) ai consumatori , un attacco al sindacato e un falso interrogativo finale sul proprio ruolo.
    ...e nessun reale esame di coscienza.
    Già , perchè un reale esame di coscienza dovrebbe portare "il caro Roberto " ad ammettere che dal 2000 in poi lui e i suoi compagni di merende hanno firmato accordi ( altro che condivisi con la categoria ) che avevano come unico scopo quello di fare l'elemosina al gestore per qualche millesimo mentre dietro si aprivano le porte per lo scippo del margine . Un reale esame di coscienza dovrebbe portarli ad ammettere che gli annosi tavoli aperti , richiusi con "minacce" di sciopero a nulla sono serviti se non a dimostrare una carenza di idee totale .Un esame di coscienza reale dovrebbe portarli ad ammettere che , a parte la utopica proposta di Libera la benzina , in 12 anni non hanno proposto nulla . Ammettere che l'opinione pubblica parla di sistema di distribuzione europeo ( basato sul self ) e nessuno ha mai proposto un sistema di distribuzione TIPICAMENTE ITALIANO basato sul gestore e sul servizio del gestore. Ammettere che hanno sempre quietamente avvisato i poveri gestori di fare o non fare quando ormai essi avevano già sottoscritto le nefandezze che unilateralmente le compagnie propinavano.Ammettere che , chi veramente voleva metterci la faccia, dal Veneto e in piccolo, li ha sempre, sempre criticati ma anche coinvolti nelle strade alternative . Ammettere che alle proposte di coinvolgimento non hanno mai risposto , accecati come sono dalla loro superiorità. Ammettere che non hanno alzato foglia nemmeno quando si è trattato di far valere quel poco di buono che erano riusciti ad ottenere ( vedi accordo del 25/11/2010) . Ammettere che il futuro , arrivato secondo loro oggi, in realtà era già arrivato nel passato . Un reale esame di coscienza dovrebbe portarli a riconoscere che ormai ci sono solo 2 strade per il futuro del gestore come tale: nuovi contratti dasati su affitto d'azienda dell'impianto ma acquisto del prodotto senza esclusiva oppure ( ultima spiaggia ) tornare alla trattativa negoziata . Troppo comodo a questo punto limitarsi ad " interrogarsi sul proprio ruolo ".
    E infine a te ... noi che siamo ciuchi , al fine settimana andiamo a controllare che i nostri pazzi scriteriati dei gestori di Venezia e Treviso aderenti ad H24 e riparti con Eni presidino realmente gli impianti .Dove ciò non accade , vista la discriminazione che si crea nei confronti dei non aderenti, siamo NOI del sindacato ad avvisare la compagnia di violazione della convenzione . Se questo atto estremo non è metterci la faccia a tutela di TUTTI i gestori !!!...
    Ma forse non c'è più SOLDO di chi non vuol sentire .

  • Marco  - re:
    Roberto gestore Ip ha scritto:
    Basta che mantieni il contratto di fornitura ti lasciano tutto !!!


    nel mio caso è tutto di loro proprietà,vedremo

  • Stefano Finotto

    Dimenticavo...Non hai capito proprio nulla . Il Gisc non ha mai cercato la secessione . Il gisc è nato perchè, in totale disaccordo con la politica e il comportamento di squeri , i nostri gestori hanno voluto rilanciare un altro tipo di antagonismo con le compagnie . Su questo abbiamo SEMPRE cercato la sponda con gli altri . E sempre hanno fatto di tutto tapparci la bocca e boicottarci . Quindi lascia stare secessioni, costituzione e repubblica che qui non c' entrano per niente . E se proprio non ce la fai a riconoscere il reale narcisismo, bhè, fatti raccontare come avvengono gli accordi a Roma . Discussioni in aula per ore , poi qualcuno esce a fumare una sigaretta o a sgranchirsi le gambe , qualcun altro lo raggiunge , rientrano e l'accordo viene sottoscritto da tutti. Indovina chi spesso esce ?

  • fabio  - scommessa

    scommetto tutto il mio margine ( che non è niente) che il tizio si chiama squeri, assessore al bilancio della provincia di milano e quando serve ( a loro), presidente figisc

  • Moreno Parin  - Per Fabio

    Scommessa Persa....

  • fabio  - x moreno parin

    ora ti devo tutto il margine di ieri ( venduti 1221 litri x 0.032 = € 39.07). la scommessa è persa però mi sono avvicinato molto o meglio non era quel giorno li , ma il tizio lo fa spesso.

  • Stefano Finotto

    Fabio , scommessa o meno , la provocazione che volutamente ho fatto deriva da fatti risaputi. Di Vincenzo è un tecnico ferratissimo in materia carburanti, uno dei massimi conoscitori . Questo va riconosciuto . Landi è malleabile ( a volte ricattabile ) , Squeri si è venduto. Chi ha sempre " gestito " la triade dal 2002 in poi è stato il " buon Roberto " . Secondo te , quando c'era da firmare accordi improponibili , da chi le compagnie cercavano l'avvallo ?
    Ora puoi ben capire con chi condividevano una sigaretta o una passeggiata in corridoio.

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