SEGNALATE A MISE E AGCM LE DISCRIMINAZIONI PRATICATE DA ENI
I “FAVORI” DELLA CONCORRENZA
Oltre 6 cent su rete ordinaria. Quasi 17 in autostrada. Queste le ingiustificabili differenze di prezzo tra un impianto e l’altro, all’interno del “medesimo bacino di utenza”, a cui Eni costringe i propri Gestori. Il “listino personalizzato”, largamente fuori dal controllo persino dell’azienda nel suo quadro d’insieme, espelle dal mercato migliaia di gestioni sia nei confronti dei marchi competitor, sia soprattutto degli altri impianti con lo stesso marchio e approvvigionati dallo stesso fornitore in esclusiva. E finisce, fatalmente, per risultare uno strumento utile piú al favore o alla minaccia, che alla concorrenza.Che il “listino personalizzato” potesse essere uno strumento per fare tutto, ma proprio tutto, meno che quello per il quale Eni l’aveva originariamente presentato, abbiamo provato a dirlo da subito e con ogni mezzo.
E non solo perché appare poco credibile possa dipingersi come una “vittima” della ”aggressivitá dei competitor”, un soggetto che controlla a monte della filiera circa il 70% del prodotto che viene poi immesso nel mercato distributivo e che continua da tempo ad utilizzare a piene mani la leva del prezzo come se “credesse” di essere una compagnia minore.
Eni i competitor li ha “regalati” a sé stessa ed al settore, creandoli dal nulla, fin dai tempi dei “combustibilisti”, quando di mercato parlavano solo le signore mentre andavano a fare la spesa.
E li continua a “foraggiare”, non piú sola, ora che le condizioni economiche riconosciute ai numerosi rentier erodono interamente il margine industriale lordo, ormai solo nominale, invogliando anche chi prima non ci pensava a cercare dove si nasconde il “grasso” dei petrolieri, dietro la facciata dei “meccanismi del platt’s”.
In qualche modo dovranno pur trovare spiegazione margini di convenzionamento che sfiorano i 100 €/klt. o i contratti a platt’s piú zero, se non addirittura a meno qualcosa.
Per quanto potranno essere dissimulate e ricondotte sotto il rassicurante tappeto della polemica veterosindacale le nuove curiositá destate dal cosiddetto “mercato extrarete”, cosí come l’ingresso nel dibattito, anche in sede istituzionale, dell’utilizzo senza scandalo del concetto di fornitura in esclusiva?
In questo senso l’utilizzo che Eni sta facendo del “listino personalizzato”, pure perpetuando la sua politica di ditate negli occhi, appare peró come un contributo alla chiarezza.
Alla chiarezza di una realtá ingiustificabile e francamente indifendibile.
Cosa puó giustificare condizioni di cessione dei prodotti che, a margini fermi, consentono di “consigliare” prezzi al pubblico di oltre 6 centesimi differenti tra due impianti a marchio Agip distanti poche centinaia di metri l’uno dall’altro sulla rete ordinaria?
O addirittura 16,9 centesimi tra due aree di servizio poste a qualche decina di chilometri, sulla stessa tratta autostradale?
Il fatto che, in aggiunta, la gestione favorita da questo differenziale, nella fattispecie, sia condotta direttamente da EniRete, amplifica la solare evidenza della discriminazione, la fa’ scadere nella concorrenza sleale e rende il tutto, se possibile, ancora piú odioso.
Questo é l’oggetto di una segnalazione -allegata al presente numero di cd flash- che, per le loro rispettive competenze, hanno ricevuto la scorsa settimana il Ministero dello sviluppo economico, l’Antitrust italiana, la concessionaria autostradale titolare della tratta coinvolta nell’esempio denunciato, l’Eni stessa e, per conoscenza, l’Antitrust europea.
Si tratta di un documento dal quale si evince, anche attraverso gli allegati prodotti, come per alcuni Gestori il competitor piú aggressivo sia proprio la stessa compagnia petrolifera che espone il marchio sul loro impianto e fornisce loro in via esclusiva il prodotto sulla cui vendita costruire il bilancio e le condizioni di esistenza stessa delle loro imprese.
La scelta di utilizzare il “grimaldello” del “caso eclatante” non intende certamente sottacere la drammaticitá di situazioni che, diffusamente sul territorio, in modo indifferente su rete ordinaria e autostradale, colpiscono duramente le attivitá di migliaia di Gestori anche in presenza di differenze meno rimarchevoli.
D’altra parte, soprattutto in alcune realtá, differenze anche minime di prezzo tra impianti dello stesso marchio risultano incomprensibili per gli automobilisti (figurarsi con i camionisti in autostrada).
In questo modo finiscono per generare uno spostamento di volumi di vendita, artificiosamente indotto dalla stessa compagnia, e per suscitare nei clienti la convinzione che il Gestore sia, sic et simpliciter, un ladro.
Quanto tutto questo sia compatibile in generale con gli interessi dei consumatori e in particolare con regole della concorrenza e del mercato é la domanda sulla quale, indipendentemente dalle reazioni che la nostra comunicazione saprá suscitare nei destinatari, insisteremo per ottenere l’unica risposta oggettivamente corretta.
Ci sarebbe poi da chiedersi quanto questa politica produca risultati positivi per la stessa azienda leader, ma non abbiamo alcuna certezza che coloro i quali sono impegnati nel difficile compito di formare 35 cluster di prezzi, con i 4300 impianti dell’Eni, debba considerare anche gli effetti commerciali prodotti.
Quel che invece appare generalmente riconosciuto anche dai commentatori specializzati dei quotidiani di settore -malgrado quel sensibile grado di opacitá e confusione generato dall’abbandono del “bacino provinciale”- é che i prezzi dei carburanti non abbiano avuto un beneficio dai “listini personalizzati” di Eni. Anzi!
I prezzi sono mediamente piú alti di prima -anche lo “stacco Italia” ne risente- e lo “strumento concorrenziale” scelto da Eni sembra soprattutto “Iperself”. O meglio, i cartelli pubblicitari di Iperself.
E giá, perché nella realtá, oggi ed in modo particolare con la “sperimentazione” del -6 h24, é sempre piú complicato per gli stessi addetti ai lavori -per gli automobilisti non ne parliamo nemmeno- “verificare la convenienza dell’offerta” e “la correttezza del messaggio pubblicitario”, giusto per citare il Ministero dello sviluppo economico.
Poter contare sullo “strillo” di uno sconto non verificabile, che oscura il prezzo effettivamente praticato, consente politiche di prezzo convenienti. Ma per le tasche delle aziende.
E proprio questo -recuperare parte delle risorse dissipate nella rincorsa delle costosissime bandierine delle quote mercato di questi ultimi anni- é lo scopo, uscendo dalle mistificazioni, perseguito con decisione da Eni.
Peccato che prima e meglio che rivolgersi alla propria efficienza, al proprio grado di competitivitá ed alla propria competenza, Eni trovi piú semplice, meno faticoso e rischioso andare a battere cassa dai Gestori: correre l’alea non piace proprio a nessuno, nonostante i proclami.
Cosí, nell’arco di pochi mesi, l’azienda d’imperio preleva dal margine del Gestore nuove “tasse sul macinato” sotto forma di campagne promozionali, di sconti e Iperself, del cosiddetto “extrafattura”.
E, infine, si accinge a chiedere un aumento tra il 400 ed il 600% delle commissioni sulle transazioni con carta aziendale ai Gestori -un centinaio, per iniziare- che avranno la “fortuna” di essere inseriti nel progetto “TruckPass24”, la carta emessa dalla finanziaria del gruppo, per il self pre-pay dei camionisti.
Certo, il Gestore puó opporsi, ha il diritto di difendere le proprie tasche e negare la propria adesione ai prelievi coatti che taglieggiano il margine di gestione.
Ma se una volta venivano usati quali strumenti di persuasione le durate contrattuali (troppo lunghe) o gli interventi di manutenzione (non ce n’é piú per nessuno, o quasi), il “listino personalizzato” trova una sua finalmente indiscutibile applicazione.
Magari ancora nessuno sa, neanche in Eni -c’é da giurarlo- se e quali risultati porta sul piano commerciale e della concorrenza: sicuramente sono noti gli effetti sul piano del “favore” o della “pressione”.
Non possiamo stare a guardare in silenzio.
Spett.le
Ministero dello sviluppo economico
Autoritá di Garanzia per la
Concorrenza ed il Mercato
Autostrade per l’Italia S.p.A.
Eni S.p.A. – Div. R&M
e, p.c., Commissione Europea – Direzione Generale della Concorrenza
Roma, 24 settembre 2010
Riportiamo qui di seguito il contenuto della segnalazione inviata al Ministero dello sviluppo economico, all'Autorità di Garanzia per la Concorrenza ed il Mercato,alle Autostrade per l’Italia, ad ENI S.p.A. Divisione Refining & Marketing e alla Commissione Europea Direzione Generale della Concorrenza con la quale la Fegica segnala la politica Eni e la discriminazione delle condizioni commerciali di acquisto, per i consumatori e Gestori dei prezzi dei carburanti su Ads a marchioo Agip tratta A14.
OGGETTO: Prezzi dei carburanti su AdS a marchio Agip tratta A14. Condizioni commerciali di acquisto dei prodotti discriminanti per Gestori e consumatori.
Egregi Signori,
la scrivente federazione intende segnalare alla Vostra attenzione il fatto che la politica commerciale assunta ormai da alcuni mesi da Eni, finalizzata ad adottare listini cosiddetti “personalizzati” tanto per gli impianti di viabilità ordinaria che autostradale, ha prodotto e continua ha produrre sensibili ed ingiustificate differenze di prezzo al pubblico.
Tale situazione facilmente rinvenibile poiché diffusa su tutto il territorio nazionale, arriva a livelli paradossali in alcune specifiche realtà e soprattutto sulla rete autostradale per le Aree di Servizio poste lungo la medesima tratta e per le quali Eni assume su di sé, allo stesso tempo, il ruolo di affidatario dei servizi carbolubrificanti e di fornitore in esclusiva dei carburanti.
Ad esempio, esaminando i prezzi al pubblico delle AdS della tratta A14 Bologna-Taranto rilevati il giorno 22 settembre u.s. sul sito web del concessionario Autostrade per l’Italia S.p.A. (allegato A) , a cui fa’ riferimento anche il sito web del Ministero dello sviluppo economico e la stampa specializzata (allegato B), appare evidente come le 14 AdS affidate ad Eni, disseminate lungo entrambe le direzioni di marcia della tratta, segnalino prezzi in modalità self service che variano da €. 1,106 a €. 1,261 per il gasolio e da €. 1,239 a €. 1,408 per la benzina super senza piombo, per un delta pari a 15,5 eurocent/lt. per il gasolio e 16,9 eurocent/lt. per la benzina.
Le suddette abnormi differenze (che, tra l’altro, sembrano assorbire per intero il “ricavo lordo industriale Italia”, determinato dal delta fra prezzo al pubblico e quotazione Platt’s Cif High Med) creano una evidente penalizzazione ai danni di alcune imprese di gestione e risultano a tal punto incomprensibile per gli utenti, tanto professionali (trasporto pesante) che “privati”, che comincia ad ingenerare situazioni di conflittualità sulle AdS ormai sul punto dall’investire questioni di ordine pubblico.
Come potrà essere facilmente verificato, quella qui denunciata è, in realtà, effetto diretto delle differenti condizioni commerciali e di cessione dei prodotti carburanti praticate da Eni,
nella sua qualità di fornitore in esclusiva, nei confronti delle imprese dei Gestori che conducono le 14 AdS suddette, assunte ad esempio.
Il “margine” riservato ai diversi Gestori, infatti, è fisso, determinato dagli accordi di colore così come prevede la Legge e, nel caso specifico, si attesta mediamente sui 4,3 eurocent/lt.: ne consegue, in questo modo, che un Gestore sia costretto dall’affidatario/fornitore in esclusiva a
subire un prezzo di cessione dei prodotti -e, di conseguenza, un prezzo consigliato di vendita al pubblico- con un differenziale più alto del 400% rispetto al proprio stesso margine lordo, a favore di un’altra AdS, con lo stesso marchio e approvvigionata obbligatoriamente dal medesimo fornitore, distante appena 120 km. E questo solo per sottolineare lo scostamento massimo.
Una palese discriminazione che sta ingenerando notevoli contrazioni delle vendite, danni economici e finanziari alle imprese di alcuni Gestori che non potrebbero -come abbiamo appena visto- praticare prezzi neanche lontanamente concorrenziali né con quelli dei marchi competitor (la media dei prezzi dei quali è, in ogni caso, più bassa), né tantomeno con quelli delle AdS con lo stesso marchio Agip, nemmeno nel caso del tutto teorico che potessero decidere di rinunciare all’intero margine lordo di cui nominalmente dispongono.
Una discriminazione che espelle dal mercato alcune imprese per decisione unilaterale del fornitore in esclusiva, che impedisce forzatamente il naturale dispiegarsi della concorrenza e della competizione commerciale e che, infine, scade persino nella concorrenza sleale tenuto conto che il medesimo fornitore, attraverso una società -Enirete S.p.A.- interamente capitalizzata e controllata, gestisce direttamente l’AdS che, nel caso specifico, ha riservate le migliori condizioni commerciali ed è sfacciatamente favorita dalle differenze sopra evidenziate.
Visti e considerati i comportamenti denunciati, la scrivente chiede a tutti i destinatari, ciascuno per la sua specifica competenza, di adottare con urgenza ogni possibile azione per inibire i comportamenti medesimi, interromperne il reiterarsi degli effetti, nonché verificarne l’eventuale loro rilevanza in ordine alle disposizioni ed alle norme che tutelano diritti ed interessi dei consumatori e delle imprese dei Gestori.
Infine, non sembra secondario accertare la rispondenza con gli impegni assunti e contenuti nelle offerte vincolanti che hanno consentito all’affidatario Eni di vincere le gare ad evidenza pubblica promosse dal concessionario autostradale.
La scrivente Federazione, riservandosi ogni azione presso le sedi giurisdizionalmente competenti a tutela dei diritti della Categoria e dei singoli Gestori rappresentati, rimane in attesa di un gentile riscontro e a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento ed approfondimento ritenuto eventualmente necessario.
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2010-09-27 22:16:45 | GUIDO
E' DA UN PAIO D'ANNI CHE SUBISCO (GESTORE SHELL)QUESTE INGIUSTIZIE TRA LARETE E AICO,SOLO ORA CHE SI MUOVE ENI SI STA' MUOVENDO UN VESPAIO...
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2010-09-28 17:20:08 | Gestore shell - re:
Vero....come posso darti torto !!!! ......ma noi siamo shell incompresi......!! mica Agip......!!! destinati a continuare a subire caro collega.....saluti !
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2010-09-28 09:23:17 | Un gestore Agip
Un articolo molto completo che comunque non risolve il problema:
è vero che il differenziale di prezzi tra 2 impinati dello stesso marchio è un ingiustizia e va bloccato in tutti i modi, però è anche vero che non si riesce comunque a competere con le pompe bianche che applicano sconto fino a 15 centesimi. Bisogna una volta per tutte bloccare il canale dell'extra-rete avere un prezzo di acquisto uguale per tutti, solo così finirà questo gioco al massacro.
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2010-09-28 12:53:16 | Anonimo
in questo caso do ragione a guido dato che shell la sempre fatto da quando a deciso che dal comodato si passava ad assioc in partec e li il primo errore poi le differenze di prezzo da imp e imp ora e zitti tutti e noi a subire cipreg sicurezza sui contratti non c,e piu niente vi manca eni e ci siamo
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2010-09-28 14:25:46 | gian - iperself
ma scusate,ma l'agip con iperself deve essere fatto solo quando l'impianto e chiuso?ce un distributore agip a circa 3km dal mio che fa l'iperself anche di giorno mettendo lui stesso i soldi nell'accettatore e serve anche i clienti,ma e legale farlo in questo modo?
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2010-09-28 17:29:47 | Gestore shell
Devi esserne felice che agisca cosi........molto presto ti prenderai tutt i suoi clienti caro mio !!! .....visto che credo proprio durera' poco !!!! .....gestione fallimentare....credimi !
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2010-09-28 15:09:45 | Un gestore Agip
Si è legale perchè si può lascire 'impianto completamente in self-service pre pay purchè ci sia una persona che sorvegli:
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2010-09-28 21:37:24 | gian - iperself
quarda che lui non si mette solo a sorvegliare li serve lui e fa il -6 adesso e quando cera il -10 lo faceva atutti gli effetti
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2010-09-28 15:35:29 | Flavio
Scommetto che alza i prezzi e poi comunica alla società di aver venduto tutto in self !!!!!!! se ci riesce fa bene !!!!!!!
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2010-09-28 16:05:22 | Moreno Parin - Fegica e extrafattura
Brava la Fegica nel denunciare le discriminazioni tra gestori autostradali, però sarebbe bravissima se facesse altrettanto per l'extrafattura percepita da alcuni gestori Eni, magari anticipando i tempi disdettando le parti degli accordi Eni che prevedono l'extrafattura. E non credo che l'Eni avrebbe nulla da ridire in merito.
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2010-09-28 18:21:49 | Antonio - re: Fegica e extrafatturaMoreno Parin ha scritto:Brava la Fegica nel denunciare le discriminazioni tra gestori autostradali, però sarebbe bravissima se facesse altrettanto per l'extrafattura percepita da alcuni gestori Eni, magari anticipando i tempi disdettando le parti degli accordi Eni che prevedono l'extrafattura. E non credo che l'Eni avrebbe nulla da ridire in merito.
Io devo dissentire, credo che tutti debbano prendere l'extrafattura se ce n'è il motivo ( ferie, prolungamento orari etc), in quanto i margini in fattura sono quelli che prenderebbe il gestore che fa le ferie e lavora le 40 ore settimanali (ne esistono
) a mio avviso è giusto che lo sforzo del gestore per guadagnare qlcs in più debba essere fatto anche dalle compagnie!!! Il problema si pone se si tratta di compensi per rinunce a lotte sindacali...opsss mi è scappato
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2010-09-28 20:01:20 | savino - i coglioni
e tutta una manovra tra il gestore e la societa con il falso fatturato e tutto da denunciare ,i sindacati (cervelloni ) queste cose lo sanno come funzionano non loso se ci campano pure loro .i prezzi del carburante devono essere uguali per tutto il territorio nazionale visto che si carica dalle stesse raffinerie. noi stiamo a guardare e solo perche le societa sanno i nostri conti correnti e sanno che e' difficile da parte nostra lasciare,ci tengono in un pugno .mentre se il prezzo era nazionale tutto questo non so se si poteva fare...........................
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2010-09-28 21:57:13 | Anonimo - gestore agip sicilia
colleghi quiiiii la benzina e 1,413 agip e la essoooooo 1,369 comeeeeeeee è possibile in centro a distanza di 50 metri siamo 5 agip che lottiamo ma tt cio dp il primo luglio dp che eni ha rialzato i prezzi VORREI RICORDAREA A I NOSTRI SINDACATI CHE LA BENZINA E COME LE SIGARETTE MONOPOLIO DI STATO ART. 289 LGL ITAL E' ANDREBBE VENDUTO A UNICO PREZZO X TUTTE LE COMPAGNIE SIA DI NOTTE KE DI GIORNO GLI ITALIANO SI FANNO PRENDERE X IL CULO CON PREZZI DIFFERENTI DI GIORNO TRA IMPIANTO E IMPIANTO E DI NOTTE TRA LO STESSO IMPIANTO MA DOVE VIVIAMO IN UN MONDO CHE DI GIORNO LA BENZINA COSTA DI PIU' MA DOVE STIAMO ARRIVANDO O SE NO LA DIFFERENZA SERVITO FAI DA TE UN ALTRA PRESA X IL CULO IL GESTORE DEVE GUADAGNARE LO STESSO IN UN UNICO MARGINE SIA DI NOTTE KE DI GIORNO SI DA FAI DA TE A SERVITO CON UN UNIKO PREZZO CHE VIENE DATO DALLO STATO NO DALLE COMPAGNIE
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finalmente....... e dal 21 giugno che aspetto questo articolo, speriamo
sospendano questa INCREDIBILE ingiustizia,sto perdendo clienti tutti i giorni, mi danno del ladro,
e assurdo che 1-2-3-4 individui a roma rovinino la mia vita e quella dei miei familiari,ma questi individui a roma non anno una coscienza , non sanno che un gestore puo perdere la ragione e fare qualche sciochezza,