La grande attenzione che ha suscitato la ripresa di dialogo tra l’Eni e la rappresentanza dei Gestori, è certamente dovuta al fatto che l’Eni continua ad essere l’Azienda Price & Market leader le cui scelte finiscono per influenzare -direttamente o indirettamente- tutto quanto il settore.
Nel corso della riunione sono emersi moti dei temi di carattere generale sui quali, in questi mesi, la Categoria e la sua rappresentanza sindacale hanno insistito. Dal pricing all’Iperself, senza trascurare altri aspetti più strettamente aziendali.
Se il quadro generale registra un andamento del mercato rete in forte perdita di erogato la soluzione delle sofferenze non può essere affidata solo alle politiche di pricing soprattutto perchè tali politiche finiscono per determinare non tanto una concorrenza fra “marchi” (come sarebbe auspicabile), ma una sorta di cannibalizzazione all’interno dello stesso “marchio” che colpisce le imprese dei Gestori e genera una “disaffezione” che sta progressivamente distruggendo un patrimonio insostituibile per chiunque abbia voglia di cimentarsi sulla rete di distribuzione.
In questo contesto il Coordinamento Nazionale Unitario Faib-Fegica evidenziato il forte squilibrio dei conti delle gestioni, costrette a partecipare -forzosamente- alle politiche di sostegno alla scontistica e a far fronte contemporaneamente alla invasiva concorrenza sleale delle pompe bianche e dei retisti, in larga parte riforniti, peraltro, dalla stessa Eni.
Lo stesso Coordinamento ha denunciato con forza l’insostenibilità della situazione e la necessità di interventi decisi che determinino un deciso miglioramento dei conti economici dei Gestori e il riequilibrio dei rapporti contrattuali. Soprattutto in vista della scadenza (31.12.2011) dell’accordo in vigore.
Alla condizione di indeterminatezza prodotta dalle difficili relazioni industriali di questi ultimi mesi, si deve aggiungere la pressochè certa mancata erogazione -così come emerge dagli atti del Governo della deduzione forfetaria dal reddito d’impresa (cosiddetto bonus fiscale) che ha garantito alla Categoria negli ultimi 20 anni un “margine differenziale”e la possibilità di continuare a mantenere viva l’attività, evitando di far venire meno un servizio diffuso e capillare a favore della cittadinanza.
Proprio per questo il Coordinamento ha sottolineato ad Eni come, in assenza di un provvedimento di rinnovo del “bonus fiscale”, le criticità in questo modo determinate non potrebbero che trasformarsi in un intervento sul pricing al pubblico che finirebbe, inevitabilmente, per incidere negativamente sullo stesso valore della rete a marchio.
Il Coordinamento ha poi giudicato negativamente l’operato del Governo sia sul fronte del mancato rispetto di tutti gli impegni sottoscritti (protocollo Scajola, impegni Berlusconi-Letta, protocollo Saglia-Romani) sia su quello delle azioni legislative unilateralmente intraprese che vanno nel segno della regressione del mercato che rischiano di far degenerare il settore polverizzando la rete in migliaia di micro-impianti. Ciò determinerebbe la riduzione della capillarità e della qualità della prestazione, annullerebbe il valore degli investimenti (e degli assets industriali) la conservazione e la restaurazione di un sistema di sopraffazione, soprattutto di quella parte dei privati da sempre meno incline al confronto. Insomma un salto indietro di oltre 15 anni della rete vendita in Italia. Altro che superare il famoso stacco Italia.
In questo senso, ciò che più sorprende è la superficialità dell’industria nel suo complesso che non si accorge che un manipolo di piccoli operatori -senza una chiara visione del futuro ma chiusa nella logica del “prendi i soldi e scappa”- in questo modo spolpa gli investimenti fatti dalle compagnie sulla rete distributiva italiana.
Figlia della medesima mancanza di visione strategica dei processi, la campagna “Iperself”, immediatamente replicata da tutti gli altri operatori, ha finito per vanificare ogni sforzo economico fatto -ed al quale, inopinatamente, sono stati chiamati a partecipare anche i Gestori- per aumentare l’appeal commerciale nei confronti dei consumatori.
Ciò è la riprova del fatto che se una politica commerciale viene realizzata solo “strumentalizzando” la variabile prezzo, non solo è destinata ad essere facilmente contrastata ma neppure consente di ottenere quei risultati sui quali, all’inizio, si sarebbe fiduciosamente scommesso.
In questo quadro, la onerosissima partecipazione dei Gestori all’iniziativa del -10 appare, alla luce di quanto è accaduto in questi mesi, decisamente deficitaria e, comunque, al di sotto delle aspettative, registrando una perdita di risorse cui non ha fatto riscontro alcun aumento di competitività.
Per il Coordinamento Nazionale Unitario Faib-Fegica, questo è un preciso monito non solo per l’Eni ma per tutto il settore che dovrebbe tornare a politiche di pricing che consentano un equilibrio dei conti (anche per i Gestori), una ripresa degli investimenti ed una progettualità che non può esaurirsi nella mera attività di sconto. In altre parole il settore deve trovare la possibilità di tornare a produrre quella “ricchezza” che è la sola garanzia il rilancio del comparto e l’accoglimento delle richieste economiche dei Gestori, stremati da anni di risultati negativi.
Non è un caso che proprio dalla questione Iperself era partita la grande contestazione all’Azienda leader da parte delle Associazioni dei Gestori del Coordinamento unitario Faib Fegica che, in un crescendo di iniziative, hanno proclamato prima lo stato di agitazione, poi sono passate alla denuncia alle Autorità competenti dell’opacità delle operazioni messe in campo e infine hanno indetto e realizzato uno sciopero dei Gestori a marchio Eni: sciopero di colore che, in Italia non si svolgeva da oltre 10 anni.
Dopo una lunghissima ed articolata discussione ieri, 21 settembre, l’Azienda- rappresentata dal Paolo Grossi, Responsabile rete Italia ed Europa, Giovanni Maffei, direttore rete Italia e Marco Cimarelli, coordinamento Gestione commerciale retail Italia, anche sulla scorta dell’andamento del confronto, ha specificato in modo netto ed inequivocabile che l’iniziativa Iperself con sconto meno 10 terminerà con la scadenza del 30 settembre prossimo. Ovviamente, in attesa delle definizione di una nuova intesa entro la fine dell’anno, rimane operativa -in ogni sua parte- l’intesa del 25 novembre 2010. Anche in materia di prezzi e, soprattutto, di partecipazione dei Gestori agli sconti al pubblico.
Tale decisione, a lungo sollecitata dal Coordinamento Unitario Faib e Fegica, è stata salutata con soddisfazione da tutta la rappresentanza dei Gestori presente all’incontro.
Durante l’incontro sono stati anche affrontati i temi della politica commerciale connessi alla “ribrandizzazione” della rete.
Su questo punto la rappresentanza dei Gestori ha sottolineato le problematiche relative al layout degli impianti, alle questioni legate alla manutenzione, giudicata carente ed insufficiente, alle nuove divise che non possono gravare in modo tanto oneroso sui Gestori.
L’Eni accogliendo le sollecitazioni della rappresentanza a riconsiderare le modalità di ordinativi/consegne/pagamenti delle divise, ha dichiarato la disponibilità a mettere in atto i dovuti correttivi per migliorare e ottimizzare le condizioni di acquisto.
Sulla questione delle Autostrade la compagnia ha annunciato che sta sostanzialmente chiudendo tutte le questioni relative agli impegni dell’accordo siglato sul fronte delle sofferenze, impegnandosi a concludere a breve la rassegna di tutti i gestori coinvolti.
Le Parti, infine, si sono impegnate a rivedersi, sia per la rete ordinaria che per quella autostradale, entro la metà di ottobre per delineare e condividere le nuove strategie che l’Azienda intende seguire anche in considerazione della prossima scadenza a fine anno degli accordi economici e normativi esistenti lasciando inevasi diversi impegni che l’Azienda aveva assunto.
Si tratta, in definitiva, di un primo, cauto passo avanti che lascia sperare, se verranno le conferme che il Coordinamento Unitario Faib-Fegica si aspetta, in una lenta ma importante ripresa di un sistema di “relazioni industriali” imperniato sul rispetto della diversità delle analisi dal quale vengano bandite dannose scorciatoie che, certo non hanno fatto e non fanno bene al settore tutto.
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...non voglio fare il pessimista, quello che non crede mai a niente, ma l'Eni ha preso per i fondelli i sindacati tante di quelle volte, con promesse di incontri per ristabilire i rapporti e li ha disattesi puntualmente, che mi chiedo come mai i dirigenti faib-fegica ancora provano a contrattare. Cari sindacati, per favore, tornate alla base, dai gestori, riorganizziamo la federazione territorialmente ed una volta più uniti facciamoci sentire...