I benzinai Faib sono scesi in piazza contro il rincaro del pieno. Cono loro i deputati Reguzzoni e Marantelli e il consigliere Tosi. "Bisogna estendere le fasce d'intervento della carta sconto, soprattutto al diesel"
Sembra un paradosso ma a protestare contro il caro benzina, di fronte a Villa Recalcati sede della prefettura varesina, questa mattina c’era un presidio di benzinai. È la conseguenza del complicato settore dei carburanti che, alla pompa,
presenta un prezzo formato da tante piccole e grandi voci diverse che coinvolgono troppi attori: dai petrolieri allo stato, dalla distribuzione ai balzelli delle tasse che negli anni si sono stratificate.
Il risultato è che ogni volta che si cerca di fare chiarezza sul meccanismo che determina il prezzo del carburante ci si infrange contro meccanismi di calcolo complicati e il rimpallo delle responsabilità.
E così, in questo meccanismo opaco, ci finiscono anche i benzinai che, organizzati dalla Faib, federazione autonoma italiana benzinai di Confesercenti, hanno deciso questa mattina di scendere in piazza e di incontrare anche il prefetto di Varese Giorgio Zanzi per far sentire le loro ragioni.
In particolare i benzinai Faib si concentrano su due richieste con le quali credono di poterintervenire immediatamente per calmierare il prezzo alla pompa.
La prima richiesta è in ambito nazionale e chiama in causa direttamente il Governo su un percorso nel quale un primo piccolo passo è già stato fatto «anche se nella direzione sbagliata». Paolo Longo, presidente provinciale Faib, contesta le liberalizzazioni fatte fino ad ora dal Governo Monti e spiega: «si è trattato di finte liberalizzazioni che non concedono nulla al libero mercato, noi chiediamo che siintervenga seriamente e che le liberalizzazioni vengano estese a tutti per dare a tutti i gestori la possibilità di rifornirsi alle stesse opportunità e aprire veramente il mercato.
Questa concorrenza avrebbe un effetto immediato sul prezzo per l’utente».
L’altra “battaglia” dei benzinai del Varesotto si concentra su un obiettivo più localizzato sul territorio, e riguarda la tessera sconto sui carburanti per far fronte alla concorrenza d’oltre frontiera. La richiesta, rivolta soprattutto alla Regione Lombardia, è quella di introdurre lo “Sconto Variabile” e della sconto anche per i diesel.
In piazza coi benzinai c’erano anche i rappresentanti delle associazoni di categoria, con il presidente di Confesercenti Cesare Lorenzini, e gli esponenti della politica.
C’erano il deputato leghista Marco Reguzzoni, il consigliere regionale del Pd Stefano Tosi e il deputato Pd Daniele Marantelli. Su fronti opposti per quanto riguarda le politiche di governo ma uniti per quegli interventi, soprattutto regionali, richiesti dalla categoria dei benzinai.
«Siamo qui al fianco dei piccoli che vengono stritolati dai grossi e penalizzati dallo stato - spiega Marco Reguzzoni contestando le liberalizzazioni del Governo -. Sono stati provvedimenti che vanno solo nella direzione di favorire i grandi poteri, le banche e le assicurazioni, mentre stritolano le piccole e virtuose realtà imprenditoriali che pagano sempre più tasse».
«Oggi abbassare il prezzo delle benzina significa tenere sotto controllo un’inflazione sempre più galoppante - spiega il consigliere Stefano Tosi, anche lui oggi in piazza con i benzinai -. Ci sono soluzione, come il distributore multimarca e le carte sconto regionali ampliate al gasolio che possono riportare sotto controllo il costo del carburante e di tutto ciò che ne deriva».
«La strada delle liberalizzazioni crediamo sia quella giusta - spiega il deputato Marantelli -, in una società ingessata come quella italiana ci sono dei settori dove un intervento deciso può portare benefici immediati nelle tasche dei cittadini. In primis parliamo del settore dei carburanti e di quello dei farmaci generici. Per la benzina aprire di più al mercato significa aumentare i canali di fornitura e contribuire al ribasso del prezzo».
Fonte: Varese News
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2012-02-20 20:23:23 | Nicola - poverino
Reguzzoni...detto anche il ruffiano di bossi. Son almeno 15 anni al governo e ci hanno solo castigato e presi in giro. Adesso vuole anche fare il salvatore!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Ma va a CASAaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
I ns problemi partono da lontano e mi sa che ormai abbiamo poco per fare miracoli
Ciao
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Questo sempre Reguzzoni All'Ansa:
''I benzinai rappresentano una delle tante categorie messe sotto pressione dalle finte liberalizzazioni del Governo Monti che, anche in questo caso, colpisce i piccoli. Invece dovrebbe colpire i grandi: le compagnie petrolifere, le banche, le assicurazioni, cioe' i responsabili dell'attuale crisi economica''. Lo ha detto il deputato della Lega Nord, Marco Reguzzoni, intervenuto questa mattina al presidio organizzato dalla Faib (Federazione Autonoma Italiana Benzinai) a Varese.
''Un benzinaio - ha spiegato Reguzzoni - si trova a dover fare i conti con l'aumento delle accise e con una finta liberalizzazione che provoca danni devastanti al suo lavoro.
Aggiungiamo inoltre che gli hanno aumentato l'eta' pensionabile e i contributi quasi del due per cento (quindi una tassa reale sul reddito). Tutto questo e' veramente inaccettabile, come e' inaccettabile il fatto che in Francia il prezzo di benzina e diesel sia molto inferiore rispetto a quello del nostro paese. Far passare il concetto che questa situazione sia colpa dei benzinai, e' qualcosa di veramente sbagliato e scorretto''.
''Va tenuto poi conto che Varese - ha continuato il deputato leghista - e' in un territorio di confine. Qui ci sono problematiche da noi abilmente risolte negli anni scorsi, con l'introduzione di un sistema flessibile di prezzi e sconti che puo' portare lavoro sul nostro territorio e arginare la fuga dell'utente verso la Svizzera, dove la benzina costa di meno. Questo deve essere un sistema non solo da riprendere, ma da incentivare, perche' riteniamo che non si possa essere sempre sordi e ciechi alle esigenze del territorio''.
''Noi - ha concluso Reguzzoni - chiediamo quindi che il Governo faccia chiarezza, che dica la verita' su queste finte liberalizzazioni utili soltanto a gravare sulle spalle dei piccoli, di chi lavora e paga le tasse''.