Due colpi a distanza ravvicinata. Compiuti mentre gli agenti della Questura di Como lo stavano tenendo sotto controllo. Non solo lui, anche i suoi amici che solitamente stazionano nella zona di piazza Camerlata. Poi il passo definitivo per incastrarlo: il riconoscimento fotografico da parte di una delle vittime. Un 25enne di Tavernerio è così finito in manette con un quadro accusatorio pesante. È adesso al Bassone perché sospettato di quelle rapine. Due, come detto, che vengono contestate dagli agenti. La prima del dicembre 2008, alla tabaccheria di via Canturina ad Albate. Con un complice, pistola in pugno, i due entrarono quando mancava poco alla chiusura. Dopo aver minacciato i titolari, già presi di mira in passato, fuggirono con un bottino fatto di schede telefoniche (alcune utilizzate, altre rivendute) e di soldi. La seconda rapina ad inizio gennaio alla Erg di Lomazzo. Il 25enne sospettato, sempre - secondo i poliziotti - accompagnato da un complice, entrarono in azione con la pistola e si fecero consegnare 2.000 euro. Poi scapparono con un ulteriore complice, il cosiddetto palo, che li attendeva in auto. Per la squadra mobile della Questura di Como tutto questo basta ed avanza per inchiodare il ragazzo riconosciuto da testimoni alle sue responsabilità, anche se il 25enne, al momento del fermo (l’ordinanza di custodia cautelare è stata richiesta dal pm Giuseppe Rose e firmata dal gip Valeria Costi) è rimasto in silenzio. Quasi sorpreso dal fatto che gli agenti siano arrivati a lui. Ma, come detto, era da diverso tempo che il suo nome era sotto osservazione. I poliziotti lo ritengono l’autore di entrambi i colpi. Ora mancano i tre complici, ancora ricercati. Per loro potrebbe essere questione di ore o di giorni. Il cerchio si sta stringendo: «Poi valuteremo in base ai riscontri se a loro sono imputabili altri colpi - dice il dirigente della squadra mobile della Questura di Como, Giuseppe Schettino - Per il momento è prematuro dire una cosa simile». Schettino e i suoi uomini hanno avuto l’intuizione giusta già nelle scorse settimane, quando le rapine fioccavano in provincia di Como ad una media impressionante. Gente in cerca di soldi, probabilmente legata al mondo della tossicodipendenza. Bande senza un passato criminale di spessore. Schettino lo conferma, aggiungendo che la caccia prosegue anche per gli autori delle più temibili - e di rilevanza sociale superiore - rapine nelle ville messe a segno tra dicembre e gennaio. «In questi casi siamo di fronte ad altre persone che spesso arrivano da fuori - conclude il dirigente - E che va quasi a colpo sicuro quando entra in casa».
Marco Romualdi
Fonte: Corrierecomo.it
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