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Massacrata dai rapinatori per 180 euro

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NOLE  - Picchiata selvaggiamente per 180 euro in contanti. È quanto accaduto l’altra mattina, intorno alle 11.30, alla 59enne titolare della stazione di servizio Q8 di strada Corio, in località Ponte Masino a Nole.
Un rapinatore armato di pistola, infatti, mentre un complice attendeva in auto, non ha esitato ad usare la violenza per impossessarsi del portafogli della donna, contenente l’incasso della stazione di servizio. La 59enne, Virginia Arnero, ha opposto resistenza nel tentativo di difendere il denaro appena guadagnato: il rapinatore, sempre mantenendo la pistola in mano,
ha dovuto quindi scaraventare la donna a terra per poi strappare la tasca in cui custodiva il portafogli. Dopo l’aggressione è stata la stessa titolare della pompa di benzina a chiamare immediatamente i carabinieri prima di esssere trasportata precauzionalmente al pronto soccorso dell’ospedale di Ciriè. Se la caverà con dieci giorni di prognosi per ecchimosi e contusioni di vario genere ma la rapina avrebbe potuto terminare con un bilancio ben più grave: «Me ne rendo conto solo adesso - ammette Virginia Arnero - sul momento ho reagito d’istinto senza pensare alle possibili conseguenze e al fatto che il rapinatore era armato».

La 59enne, che proprio ieri ha “festeggiato” i 31 anni di servizio presso quella pompa di benzina, racconta così l’aggressione: «Ho visto una Fiat Punto parcheggiarsi poco dopo il distributore e ho notato un ragazzo magro venire verso di me. Pensavo volesse chiedere informazioni come spesso accade. Così l’ho salutato normalmente: in un attimo, invece, mi sono ritrovata con la pistola puntata addosso e quell’uomo che mi chiedeva di dargli i soldi». La donna, invece, non collabora: «Ho cercato di strappargli la pistola dalle mani - racconta - ma non ci sono riuscita così mi ha trascinato dentro il gabbiotto alle spalle delle pompe di benzina e mi ha buttato in terra. Poi ha visto il portafogli e mi ha strappato i pantaloni per prendere i soldi. Sono ancora riuscita a dargli un calcio prima che si dileguasse».

La Fiat Punto usata per il colpo sarà poi ritrovata nei campi agricoli della zona dai carabinieri, pochi minuti dopo la rapina: del resto si trattava di un’auto rubata qualche ora prima a Grugliasco. «Ho 59 anni non mi era mai capitata una cosa così violenta - continua Virginia Arnero - lavoro quasi sempre da sola ma a quell’ora passano spesso molte auto. Purtroppo pare che nessuno si sia accorto dell’accaduto». Sono attualmente in corso le indagini affidate ai carabinieri della compagnia di Venaria. Nonostante lo spavento, comunque, poche ore dopo la rapina la signora è tornata alla stazione di servizio: «Per forza - conclude - per recuperare quei soldi mi servono due o tre giorni di lavoro».

Alessandro Previati


Fonte: Cronacaqui.it
Commenti (3)
  • Gianluca  - la Nostra realtà

    Questa è la nostra triste realtà...la Sig ra ha preso le botte per difendere i sui sudati soldi...non ho parole...viviamo in un mondo di ME.. e sarà sempre peggio... mi rattrista molto ciòò.. saluti..

  • Simone savoia

    Non era meglio dare i soldi al rapinatore e rivalersi sull'assicurazione?

  • Sandro

    Cara signora mi dispiace molto per quello che le è accaduto , posso immaginare . Tutte le notti mi sveglio e accarezzo mia figlia sperando che il giorno seguento non vada qualcuno a scuola a dargli una brutta notizia. Con l'aumentare della povertà o meglio della crisi aumenta ogni giorno di più il nostro rischio. Siamo riscossori delle tasse del nostro stato ma per sfortuna siamo benzinai , altrimenti avevamo le protezzioni e le armi come tutti gli altri che riscuotono le tasse . Signora tanto per ironizzare lei è stata fortunata , provi ad immaginare se al posto del ladro veniva un controllo .... x la legge 81 oltre a doverglelin portare lei i soldi rischia pure il penale , la non si tratta di 180.00 euro. Perdonami se ho polemizzato ma tutto questo lo dico per far sentire la gravità e il disagio che tutti i giorni viviamo. Il gestore non morirà mai per aver contratto la leucemia , perchè morirà prima per malattia di fegato.Siamo attività a rischio, le forze del ordine dovrebbero essere di casa da noi per prevenire tali dispiaceri, mentre vengono da noi quando esce qualche nuova legge per poterci conventrazionare in modo da fare cassa qualcuno a noi che lavoriamo ci punisce ...,dovrebbe essere diverso.Qualcuno dovrebbe fare formazione ed imparare che l'abito che indossa lo distigue dagli altri perchè la sua mansione è quella di essere al servizio del ordine e del popolo e non il terrore dei castighi.

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