Vandalismo Gli artefici se la prendono con Italia e Libia: "Fate stragi di immigrati"
Rivendicato il sabotaggio delle quattro stazioni di servizioTRENTO — «L'Italia con l'Eni fa affari con la Libia: entrambe fanno strage di immigrati. Avete le mani sporche di sangue: ora basta». Quattro righe su un foglio semplice, recapitate alla sede di Rovereto del giornale L'Adige. Così è stato rivendicato l'atto di sabotaggio ai danni delle quattro stazioni di servizio Agip avvenuti nella notte fra domenica e lunedì. Nessuna firma, nessuna sigla. Solo queste parole scritte su un foglio privo di intestazione o richiami. Gli autori del messaggio hanno così rivendicato il gesto commesso nella notte. Quattro stazioni di servizio erano state messe fuori uso: l'Agip di Cadine, quella di Vigolo Baselga e due stazioni di Rovereto. Le pompe per il rifornimento erano state tagliate e i dispositivi per il rifornimento automatico di carburante messi fuori servizio; i malviventi avevano inserito nelle fessure di ingresso di bancomat e banconote del silicone e dei rasoi da uomo. La polizia ha raccolto informazioni e immagini per risalire ai responsabili del danneggiamento. Che è costato almeno una giornata di chiusura ai quattro gestori delle stazioni di servizio.
Solo ieri è arrivata la rivendicazione del gesto, che aveva per altro avuto dei precedenti anche a Genova. Nel mirino sempre l'Agip. Dal messaggio degli autori del gesto si evince che l'obiettivo è la società, l'Eni, responsabile, secondo gli autori di «fare affari» con la Libia. Sullo scenario si profilano e si denunciano le «stragi di immigrati». Il riferimento è chiaramente ai recenti episodi dei barconi in viaggio verso l'Italia. «Ora basta» scrivono gli autori, facendo capire che il gesto compiuto era un modo per contrastare questa situazione. Ma non fanno capire se appartengono a qualche movimento o a gruppi riconoscibili. Insomma la loro appartenenza rimane sconosciuta.
Gli inquirenti stanno ancora indagando per individuare i responsabili del gesto: rimangono aperte tutte le piste, compresa quella anarchica.
A. D.
Corriere del Trentino
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Si, meglio che rimangano sconosciuti anche perchè a rivendicare azioni di questo genere prendendosene la responsabilità, sarebbero necessari quel genere di attributi, che se debitamente collegati al cervello, renderebbero un 'atto di protesta cosa buona e giusta.
Siliconare il self perchè agip fa "brutti affari" con la Libia? Domanda da un milione di dollari: chi è l'unico danneggiato da questo clamoroso atto di forza? come? il Gestore? risposta esatta. Un popolo che nemmeno sa protestare, si merita quello che ha. Tristezza profunda. Ma non era più giusto siliconare Scaroni?