C'era tutta Gorla ai funerali di Angelo Canavesi, ma anche molti colleghi, sportivi, amministratori della valle. La chiesa di San Lorenzo non è bastata a contenere quanti hanno voluto portare un ultimo saluto al caro Angelo e stringersi attorno alla sua famiglia: la moglie, i due figli e il nipotino appena nato. Telecamere e macchine fotografiche assolutamente vietate all'interno della chiesa, per volere della famiglia e casse sul sagrato per permettere alle tante persone che non sono riuscite ad entrare di seguire la cerimonia. "Cosa insegna questa morte?" si chiede dal pulpito Don Giuseppe Marinoni, decano della Valle Olona. "E' stato compiuto un atto disumano, non si può morire per pochi spiccioli. Dobbiamo tornare ad essere più umani, dobbiamo riscoprire la speranza che è dentro di noi, quella speranza che ci ha portato qui oggi". "Perdono": don Giuseppe pronuncia una parola pesantissima in questo momento. "Dobbiamo imparare il perdono. La giustizia deve fare il suo corso, ma è il perdono che ti permette di andare a letto con la coscienza a posto". Infine quell'invito, tanto cristiano quando difficile "aiutaci a pregare per chi è umano, ma anche per chi è disumano".VIDEOSORVEGLIANZA OBBLIGATORIA
Dal pulpito il sindaco Migliarino chiede giustizia. "Non possiamo accettare che un uomo venga barbaramente ucciso solo perché era andato al lavoro. Vogliamo che l'assassino venga assicurato alla giustizia". Il sindaco di Gorla chiede allo Stato un segnale concreto. "Lo Stato non può star fermo. Non è possibile che i ladri continuino a scambiare i distributori per bancomat, mentre i benzinai guadagnano 2 euro ogni 100 euro di benzina venduta". Migliarino lancia la sua proposta: "chiederemo ai nostri parlamentari che gli impianti di videosorveglianza diventino obbligatori". I costi dovranno essere pagati dallo Stato e dalle compagnie petrolifere "che sono quelli che ci guadagnano". Migliarino si rende però conto che le telecamere non sono la risposta definitiva al problema, ma "la loro presenza può avere un effetto deterrente notevole". Infine il messaggio alla famiglia "che in questi giorni di assalto mediatico è riuscita a controllare il proprio dolore. Abbiate la forza di tornare a lavorare, la comunità vi aiuterà e continuerà ad aiutarvi". In chiesa erano presenti anche Luca Squeri, presidente nazionale della Figisc, la federazione dei distributori di carburanti e Vincenzo Pezzuto, vicepresidente Figisc Milano. "Siamo stanchi di contare i nostri colleghi che hanno perso la vita". I colleghi hanno ricordato Angelo "un uomo semplice, ma forte e grande, di pacata esperienza. Dava tutto di sè alla famiglia, come uomo ma anche lavorando al distributore" e se la grandezza di un uomo si misura anche dalla quantità di persone che si ricano al suo funerale, allora questo vuol dire che Angelo Canavesi era veramente un grand'uomo.
Tiziano Scolari
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