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Home News Cronaca La rabbia dei benzinai:«Bancomat dei delinquenti»

La rabbia dei benzinai:«Bancomat dei delinquenti»

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«SIAMO preoccupati: ci sentiamo come degli sportelli bancomat a disposizione dei delinquenti». È un vero e proprio grido di allarme quello che arriva da Daniela Maroni, presidente provinciale e vicepresidente nazionale della Federazione italiana gestori impianti stradali carburante. La sua è una riflessione amara che arriva dopo una serie di rapine che hanno interessato in questi giorni alcuni distributori della Bassa comasca, portando a sei il bilancio degli assalti agli impianti in questi primi mesi del 2008.

PARTICOLARMENTE grave la situazione a Lomazzo, dove un distributore di via Monte Bianco è stato preso di mira due volte nel giro di pochi giorni malgrado gli autori della prima rapina siano stati arrestati venerdì scorso dagli agenti della Questura di Varese. «Alla luce di tutto quello che sta avvenendo non possiamo che dirci molto preoccupati - spiega Maroni - a mio parere uno dei problemi maggiori resta la scarsità di uomini delle forze dell'ordine sul territorio e molto spesso il loro scarso controllo dei nostri impianti. Anche per questo ci sentiamo soli». Tra le ipotesi al vaglio della categoria una serie di accordi con gli istituto di credito della zona per favorire l'uso della carta di credito e sottrarre contante dalle casse: «Ho già avuto degli incontri con le Casse rurali della zona e con rappresentanti di Intesa-San Paolo. Visto il contante che siamo costretti a maneggiare ci sentiamo spesso come dei bancomat a disposizione dei delinquenti mentre se favorissimo l'utilizzo delle carte di credito da parte dei clienti potremmo rendere più sicure le stazioni di benzina. Purtroppo molti istituti di credito chiedono però delle commissioni ai loro clienti che disincentivano l'uso della carta, speriamo che almeno da questo versante si possano ottenere dei risultati».

LA RABBIA dei benzinai si rivolge anche alla politica: «La Regione ha recentemente approvato delle sovvenzioni a chi installata le telecamere, ma si tratta di contributi così risicati che non servono pressocché a nulla. Ci piacerebbe che chi è chiamato a prendere delle decisioni come queste lo faccesse con maggiore cognizione di causa. Il sentimento che prevale nella categoria è l'arrabbiatura perché se da un lato siamo alla mercé dei delinquenti, dall'opinione pubblica riceviamo pochissima solidarietà visto che ai loro occhi restiamo la categoria responsabile dell'aumento del prezzo della benzina quando non è assolutamente vero».

di CORRADO CATTANEO
— COMO — 



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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 18 Aprile 2008 20:37 )  

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