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Home Normativa e Sentenze Normativa e Ambiente “Esclusiva? Nessun effetto restrittivo”

“Esclusiva? Nessun effetto restrittivo”

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Secondo l'Antitrust non ci sono quindi elementi per un'indagine conoscitiva. Viespoli: sui contratti neanche il Governo può farci nulla

- Quotidiano Energia -La clausola di  fornitura in esclusiva dei carburanti, prevista nei contratti di comodato che legano compagnie petrolifere e gestori e al centro di forti polemiche legate al cosiddetto doppio canale rete-extrarete, "è conforme alla normativa nazionale e comunitaria e non inserisce elementi che possano limitare la concorrenza". Così il sottosegretario al Welfare, Pasquale Viespoli, ha risposto mercoledì a un'interrogazione presentata da Grassi (PD) in commissione Attività Produttive della Camera .

Sulla legittimità della clausola, ha aggiunto il rappresentante di Governo, si è più volte espressa la Corte di Giustizia europea e, a ottobre, l'Antitrust. Interpellato da rappresentanze locali di gestori e da singoli gestori il Garante ha infatti risposto che nella pratica di fornitura di esclusiva dei carburanti non sussistono "elementi di fatto o di diritto sufficienti a giustificare l'apertura di un'indagine conoscitiva".

Inoltre, riferisce ancora Viespoli, l'Antitrust ha osservato che, relativamente alla pratiche di diversificazione dei prezzi all'ingrosso operate dalle società petrolifere, sebbene si riconoscano possibili ricadute negative per i singoli operatori, allo stato attuale non sembra che derivino effetti restrittivi sui mercati della distribuzione dei carburanti per autotrazione, tali da rendere necessario un intervento dell'Autorità".

E se il Garante non ha intenzione di intervenire sulla clausola di esclusiva, tantomeno lo farà il Governo perché, prosegue Viespoli, "le condizioni economiche connesse con la fornitura attengono a un rapporto di tipo privatistico tra gestore e azienda fornitrice e, peraltro, riflettono accordi economici di tipo sindacale definiti tra le rappresentanze a livello nazionale di categoria e le singole aziende", come previsto dalla normativa vigente.

 

Atto Camera
Interrogazione a risposta in Commissione 5-01739 
presentata da
GERO GRASSI 
lunedì 14 settembre 2009, seduta n.213

GRASSI. -
Al Ministro dello sviluppo economico.
- Per sapere - premesso che: 

l'attuale sistema di distribuzione carburanti sull'intera rete stradale ed autostradale generalmente viene regolato, ai sensi del decreto legislativo n. 32 del 1998 e seguenti, da contratti di cessione gratuita d'uso stipulati fra i proprietari degli impianti, rappresentati in gran parte da compagnie petrolifere, e i gestori, previa clausola di esclusiva di fornitura del prodotto; 

di fatto, le compagnie petrolifere fissano in maniera sostanzialmente unilaterale il prezzo di acquisto del carburante da parte del gestore. A quest'ultimo viene riconosciuto un margine da ogni singola compagnia a livello nazionale,
circostanza che determina una forte limitazione del principio di concorrenza; 

tale meccanismo appare pregiudicare gli effetti attesi dai provvedimenti di liberalizzazione varati nel corso degli ultimi anni, anche in ottemperanza alle prescrizioni della Unione europea, con conseguente attenuazione della
auspicata riduzione dei prezzi finali e, quindi, degli oneri sopportati dagli automobilisti italiani; 

per di più, negli ultimi tempi, non mancano iniziative contrattuali volte a rendere ancora più gravose le condizioni finanziarie dei gestori, con clausole che hanno dato adito a contenziosi e primi pronunciamenti giurisdizionali -: 

quali siano gli intendimenti del Governo in materia di rapporti contrattuali tra le compagnie petrolifere e i gestori della rete di distribuzione, in particolare con riferimento agli effetti che dette clausole determinano sulla fissazione dei
prezzi finali al consumo; 

quali iniziative intenda assumere al fine di favorire, nel rispetto dell'autonomia contrattuale delle parti, un sistema più equilibrato di relazioni contrattuali tra le compagnie petrolifere e i gestori della rete distributiva, volto a garantire un'efficiente organizzazione della distribuzione, nell'interesse degli utenti finali, sia in termini di prezzo dei carburanti, sia di qualità del servizio.(5-01739)

 

5 55 5- -- -01739 Grassi: Sistema di rapporti contrattuali tra compagnie petrolifere e gestori della  01739 Grassi: Sistema di rapporti contrattuali tra compagnie petrolifere e gestori della  01739 Grassi: Sistema di rapporti contrattuali tra compagnie petrolifere e gestori della  01739 Grassi: Sistema di rapporti contrattuali tra compagnie petrolifere e gestori della
rete di distribuzione del carburante.  rete di distribuzione del carburante.  rete di distribuzione del carburante.  rete di distribuzione del carburante. 
TESTO DELLA RISPOSTA 
In relazione all'interrogazione in esame, si evidenzia, in primo luogo, che in Italia la
gestione degli impianti di distribuzione carburanti viene effettuata, per gli impianti di
proprietà delle compagnie petrolifere, tramite la gestione diretta o con affidamento a terzi. 
Nell'affidamento a terzi, la compagnia petrolifera affida la gestione degli impianti di
proprietà mediante un contratto di comodato in uso gratuito, collegato/vincolato ad un contratto di fornitura in esclusiva, con l'obbligo per il gestore di rifornirsi esclusivamente dalla società proprietaria dell'impianto o dalla ditta da essa designata. 
Il rapporto contrattuale in essere prevede perciò, per legge, la cessione in comodato dell'impianto associata alla fornitura in esclusiva dei carburanti. Tale rapporto contrattuale risulta inoltre conforme alla normativa nazionale e comunitaria e non inserisce elementi che possano limitare la concorrenza. 
Infatti, sulla legittimità della clausola di fornitura in esclusiva dei carburanti, da parte delle compagnie petrolifere ai gestori, si è più volte espressa la Corte di giustizia europea e, recentemente, anche l'Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato. 
In particolare l'Autorità, nel corso del mese di ottobre 2009, si è espressa rilevando che, nella pratica della fornitura in esclusiva dei carburanti, non sussistano elementi di fatto o di diritto sufficienti a giustificare l'apertura di un'indagine conoscitiva. Inoltre ha osservato che, relativamente alle pratiche di diversificazione dei prezzi all'ingrosso operate dalle società petrolifere, sebbene si riconoscano possibili ricadute negative per singoli operatori, allo stato attuale non sembra che derivino effetti restrittivi sui mercati della distribuzione in rete dei carburanti per autotrazione, tali da rendere necessario un intervento dell'Autorità. 
Nei riguardi della richiesta dell'interrogante su quali siano gli intendimenti del Governo in materia di rapporti contrattuali tra le compagnie petrolifere ed i gestori della rete di distribuzione, si osserva che le condizioni economiche connesse con la fornitura attengono ad un rapporto di tipo privatistico tra gestore ed azienda fornitrice e, peraltro, riflettono accordi economici di tipo sindacale definiti tra le rappresentanze a livello nazionale di categoria e le singole aziende conformemente alle prescrizioni dettate dalla normativa vigente (decreto legislativo 32/1998 e legge n. 57/2001 recante «Disposizioni in materia di apertura e regolazione dei mercati»). 
Infine, in merito alla richiesta dell'interrogante relativa alle iniziative che il Governo intenda assumere, «al fine di favorire, nel rispetto dell'autonomia contrattuale delle parti, un sistema più equilibrato di relazioni contrattuali tra le compagnie petrolifere ed i gestori della rete distributiva, volto a garantire un'efficiente organizzazione della distribuzione, sia in termini di prezzo di carburanti, sia di qualità del servizio», si evidenzia, in primo luogo, che al Ministero dello sviluppo economico, ai sensi della sopraccitata normativa, è assegnata una funzione di mediazione delle vertenze collettive, che viene attivata a richiesta di una delle parti. 
Al riguardo, si fa presente che un'attenta funzione di mediazione, su richiesta delle
Organizzazioni di categoria dei gestori (FaibConfesercenti, Fegica Cisl e Figisc
Confcommercio), è stata svolta, nel corso del 2008-2009, tra le stesse Organizzazioni ed ENI, nell'ambito del rinnovo del contratto di categoria. 
Si aggiunge, inoltre, che le problematiche di settore di più ampio respiro sono trattate attraverso un altro strumento, istituito nel giugno 2008 presso il Ministero dello sviluppo economico. Ci si riferisce al Tavolo permanente sul mercato dei prodotti petroliferi, istituito per trovare soluzioni in grado di incidere sui problemi strutturali del settore e ridurre la differenza del costo industriale dei prodotti petroliferi tra l'Italia e gli altri Paesi europei. 
Si evidenzia che le ultime riunioni del Tavolo si sono tenute a luglio ed agosto del corrente anno e sono state finalizzate ad approfondire il confronto con gli operatori e le categorie interessate per rendere il settore più moderno, efficiente e concorrenziale. 
Si fa presente, infine, che, anche con il Protocollo d'intesa, stipulato in data 20 giugno 2008 tra il Ministero dello sviluppo economico e le Organizzazioni di categoria dei gestori degli impianti di rifornimento carburanti, è stata avviata, ed è tuttora in corso, una ricerca di concertazione, finalizzata allo studio di possibili soluzioni sui molteplici temi di interesse della categoria, volta a migliorare l'efficienza del sistema di distribuzione dei carburanti e la diversificazione dei servizi offerti. 
Si ritiene, infatti, che una efficiente organizzazione della distribuzione dei carburanti possa comportare anche una riduzione del prezzo della benzina a vantaggio dei clienti finali.

 

Per gentile concessione di Quotidiano Energia



Commenti
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gc  - Più chiaro di così?   |2009-12-12 20:11:55
Il Governo se ne lava le mani e rimanda tutto agli accordi
"sindacali".
Come dire: "Arrangiatevi e si salvi chi può".

Doloroso ammetterlo ma l'unica svolta possibile ci potrà (forse) essere
quando le gestioni disdetteranno a raffica e non troveranno più kamikaze
disposti a gestire impianti che non possono più garantire un reddito
accettabile.
Ma in previsione di ciò si sono già cautelati con gli Iperself e
le associazioni in partecipazione con extracomunitari senza arte nè parte.
Moreno Parin  - Decisione scontata!   |2009-12-14 08:57:57
Solamente noi di Treviso, e altri altri 3 "esaltati" abbiamo fatto le
segnalazioni serie all'Antitrust, altri parecchio più importanti di noi si sono
limitati a blandi proclami. La decisione era scontata per due evidenti motivi:
Il primo deriva dal fatto che l'Antitrust aveva approvato gli accordi sindacali,
tali accordi contenevano, e contengono tutt'ora, delle evidenti discriminazioni
tra gestori dello stesso marchio, la più palese e vergognosa è l'extrafattura
Agip, il secondo l'approvazione degli impegni delle compagnie petrolifere da
parte dello stesso Antitrust, anche questi impegni contengono delle
discriminazioni tra gestori dello stesso marchio, era sin troppo chiaro che
l'Antitrust non avrebbe potuto censurare se stessa. Adesso che l'Antitrust ha
fatto quello che doveva fare noi procederemo con quanto sin dall'inizio
previsto: La denuncia si fa in Europa, e siamo in avanzata fase di preparazione
del malloppo, ci sarà stato un motivo per cui noi abbiamo sempre inviato le
segnalazioni anche alla Commissione CE.
nico73  - fatemi capire   |2009-12-14 09:10:16
Gc hai ragione il governo se ne lava le mani ma era inevitabile loro ragionano
con il voto del cittadino e di certo non vanno ad interferire con chi permette
al cittadino di pagare meno il pieno! Dovrebbero però ragionarci sù perchè
tolta la concorrenza di certo i prezzi non saranno più così. Quello che non
capisco è perchè le compagnie non intervengano su questa questione e la cosa
mi puzza: si può sapere da chi acquistano le pompe bianche? Fatemi capire!
Sul discorso esclusiva trovo assurdo chiedere alla
compagnia di avere l'impianto in comodato gratuito e comprare da un'altra,
sarebbe come sedersi in un bar e pretendere di consumare il caffè del bar
vicino troverei invece giusto chiedere o meglio obbligare alle compagnie di non
fare figli e figliastri esempio: io ho a 100 metri un consorzio agrario che
vende lo stesso mio olio a meno di quanto io lo pago perchè???? Se la risposta
è per ammortizzare i costi della rete bene allora perchè non ammotizzarli con
l'extrarete? Su questo secondo me bisogna battagliare perchè mi sembra che la
nostra esclusiva sia l'eslusiva che ha la compagnia di fare di noi ciò che
vogliono.
Moreno Parin  - per nico73   |2009-12-14 09:39:30
Il governo, come qualsiasi politico, non guarda più in la della prossima
tornata elettorale pertanto il fatto che in futuro la GDO,e altri, possano
aumentare i prezzi dopo aver fatto il deserto attorno non li tocca.
Guarda che
il comodato gratuito non esiste, la contropartita del gratuito è l'esclusiva ed
i valore dell'esclusiva è il differenziala tra quanto paghiamo noi i carburanti
e quanto li pagano gli altri, fati due conti e vedrai che numeri ti da il
gratutito. Il discorso dell'ammortamento non vale in quanto anche gli altri lo
devono fare.
Sandro  - riflettiamo   |2009-12-14 10:10:20
Il governo parla di migliorare la qualità del servizio e renderla pari al
Europa ? Bene ,..per chi legge quest' articolo ed ha
girovagato l'eEuropa in aereo immagina che in Europa ci sono benzinai
favolosi come nelle pubblicità, e che quando ti fermi al distributore ti
regalano il panettoncino a Natale , ti puliscono il vetro, ti aiutano
a fare carburante , ti controllano le gomme, ti guardano l'olio, ti mettono
i guanti al Fai da Te, ti indicano la strada se non la sai,
ti cambiano la gomma se non sei capace, ti cambiano le lampadine, ti
cambiano i tergicristalli, NO , NO, No , niente di tutto questo , non
esisono operatori fuori nei piazzali dei distributori , quindi quale
servizio dobbiamo migliorare se non OFFRONO un servizio dove noi possiamo
paragonarci. Poi abbiamo un altro aspetto da non sottovalutare ed è
quello delle cisterne private ,(o del contrabbando) ove in italia ci sono
leggi reggionali che indicano un minimo di requisiti da rispettare per
avere una cisterna privata , ma non c'è chi li applica o forse meglio non
essendo qualcosa che fa notizia a nessuno interessa. Siccome in italia
a livello quantitativo aziende che hanno le cisterne sono di gran
numero superiori hai distributori caburanti, il nostro governo a mai
provato a paragonare i controlli fatti dai vigili del fuoco, dalla finanza
, dalla polizia giudiziaria, dal UTF, dal corpo forestale e quant'
altro nel 2009 rispetto a quelli fatti in queste aziende per quello che
riguarda i prodotti petroliferi? Questo è quello dove noi ci
dobbiamo paragonare con il resto d' Europa. Eliminando tutte le
aziende che non hanno o non rispettano i requisiti per avere le cisterne
anche in Italia i distributori raggiungono vendite accettabili ed
a sua volta le compagnie investono sui distributori. Non c'è ragione
di investire su un distributore che diventa sempre di più deserto, tanto
le vendite si fanno dietro le quinte fra gasolio agricolo , gasolio
industriale e gasolio da pesca si è formato un mercato parallelo senza
nessun controllo per ciò che riguarda la sicurezza e l'inquinamento.
Poi un' altra osservazione dove esistono pochi controlli sulle vendite
degli oli nei supermercati , al estero i supermercati non  vendono oli
con marchi che hanno dei loro punti vendita.
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Ultimo aggiornamento ( Domenica 13 Dicembre 2009 23:47 )  

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