Dopo il fallimento del tentativo di inserire la proroga nel DL incentivi (culminato nella dichiarazione di inammissibilità che ha colpito l'emendamento parlamentare a firma Abrignani-Fallica), viene scritta la parola fine su una situazione di estrema incertezza per le imprese nell'anno che segna il passaggio dal sistema cartaceo di rilevazione dei rifiuti al nuovo sistema elettronico Sistri. Un caos normativo incrementato dal pasticcio compiuto dal governo che sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 28 aprile 2010 ha pubblicato il nuovo modello Mud (così come modificato dal dpcm del 27 aprile 2010), ma in una versione sbagliata (con molti errori materiali e l'omissione di numerose schede) a causa, pare, di un errore tecnico. Di qui la necessità di ripubblicare una nuova versione, corretta, del dpcm che probabilmente andrà in Gazzetta lunedì, assieme al testo del decreto legge di proroga approvato da palazzo Chigi. Il termine del 30 aprile è dunque destinato a scadere prima dell'entrata in vigore della proroga, ma nessuna conseguenza negativa potrà ricadere sulle imprese fino a quando non sarà pubblicato in G. ZI un modello valido.
In attesa che il dpcm del 27 aprile entri in vigore (15 giorni dopo la sua pubblicazione in G. ZI, quindi dal 13 maggio) nella versione riveduta e corretta, si potranno utilizzare la modulistica e le istruzioni contenute nel vecchio modello allegato al dpcm 2 dicembre 2008 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 278 del 17 dicembre 2008. La sanatoria delle dichiarazioni presentate secondo il vecchio modello è infatti espressamente stabilita dal decreto legge voluto da Stefania Prestigiacomo. Il ministro dell'ambiente non nasconde la soddisfazione per l'approvazione del di. "Oggi l'Italia può dire di aver attivato per i rifiuti speciali e pericolosi un sistema all'avanguardia in Europa ottenendo il massimo in termini di controllo ambientale, efficienza e risparmio per le aziende".
Confìndustria ha preso atto con soddisfazione della proroga del Mud. Secondo viale dell'Astronomia lo slittamento del termine al 30 giugno pone rimedio a una "situazione paradossale" ed è "indispensabile per garantire l'operatività delle imprese". Oltre a Confìndustria tirano un sospiro di sollievo anche Confcommercio, Confartiaianato, Cna, Casartigiani e Confesercenti che, in una nota congiunta, segnalano come il governo abbia "accolto il pressante appello lanciato in questi giorni dalle associazioni imprenditoriali, giungendo, anche se all'ultimo minuto, a una soluzione indispensabile per garantire l'operatività delle imprese".
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