La "colpa" di Mastercard è stata quella di mantenere alte la commissione interbancaria multilaterale (MIF) sui pagamenti attraverso le carte di credito e di debito, trasferendola sulle commissioni richieste ai negozianti convenzionati, con effetti sui prezzi praticati ai consumatori.
Allo stesso tempo le banche sono state accusate di aver alterato il mercato delle carte di credito, per il fatto di aver fissato clausole specifiche nei contratti con gli esercenti, volte ad impedire il confronto con altri circuiti e strumenti di pagamento caratterizzati da una Mif più bassa, favorendo così il marchio MasterCard. La commissione interbancaria multilaterale (MIF) di Mastercard, infatti, è pari a circa lo 0,90% per ogni transazione, superiore del 30-40% a quella applicata dal principale circuito concorrente Visa, a fronte dello 0,30% applicato sulle operazioni transfrontaliere. L’incentivo ad applicare Mif elevate deriva: per le banche che emettono le carte dal fatto che al crescere del livello della Mif aumentano i ricavi direttamente realizzati essendo quest’ultima voce incassata dalle stesse banche che emettono la carta. Per le banche che invece stipulano i contratti con gli esercenti il vantaggio deriva dalla circostanza che esse realizzano ricavi crescenti al crescere del volume delle transazioni effettuate con il circuito.
Gli utenti con carta di credito Mastercard hanno dunque subito un aumento delle tariffe del tutto ingiustificato e per nulla connesso all’efficienza complessiva del sistema.
Per effetto del provvedimento adottato, Mastercard e le otto banche dovranno, entro 90 giorni, inviare all’Antitrust delle relazioni che dimostrino la cessazione di questi comportamenti anticoncorrenziali.
Mastercard dovrà anche definire una commissione interbancaria che abbia giustificazioni economiche e di efficienza, mentre le banche dovranno predisporre contratti di convenzionamento privi di limitazioni concorrenziali.
Le associazioni dei consumatori Federconsumatori ed Adusbef hanno dichiarato soddisfazione per le sanzioni operate all’Antitrust, ritenendo il comportamento di Mastercard e delle banche aderenti al circuito scorretto e vessatorio nei confronti dei consumatori. Le due associazioni si sono dichiarate anche pronte a costituirsi in giudizio, per richiedere gli arretrati 60 centesimi per operazione. Allo stesso modo le associazioni hanno dichiarato di volersi schierare a fianco dell'Antitrust nel ricorso al Tar che Mastercard ha annunciato contro le sanzioni ricevute.
Le entità delle sanzioni comminate dall'Antitrust ammontano ad un totale di oltre 6 milioni di euro, così ripartito:
- MasterCard Incorporated € 2.700.000
- Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. € 910.000
- Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. € 240.000
- Banca Sella Holding S.p.A. € 360.000
- Barclays Bank plc. € 50.000
- Deutsche Bank S.p.A. € 200.000
- Intesa Sanpaolo S.p.A. € 700.000
- ICBPI S.p.A. € 490.000
- Unicredit S.p.A. € 380.000
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2010-11-08 14:25:33 | Giampiero - Le Associazione dei consumatori sperano
di far cassa. Vi è una piccola leggina, la Legge 23.12.2000, n. 388, che cita all'art. 148 "Le entrate derivanti dalle sanzioni amministrative irrorate dall'autorità garante della concorrenza e del mercato sono destinate ad iniziative a vantaggio dei consumatori".
Voi penserete come si possa chiedere consiglio ad Dott. Azzeccagarbugli per riceverne una parte, detto fatto:in Sardegna hanno, dopo dibattiti costruttivi (a loro favore) e tempo politicamente perso verso i veri "cittadini consumatori", celebrato il progetto "Sardegna Consumatore" il cui costo verrà coperto con un contributo già finanziato di Euro 444.629,00 derivato da una quota spettante da tali sanzioni. Tale contributo, guarda caso, sarà rivolto alle "Associazioni dei consumatori e degli utenti che collaboreranno alla realizzazione dell'intervento 2 - Sviluppo degli sportelli territoriali. Valorizzazione del sistema informativo e del sito web -". Alla faccia del buon senso, per chi ritiene possa essere considerato uno sperpero, davanti ai veri problemi che meritano una maggiore attenzione visto la particolare gravità del momento.
Forse sarebbe, mi spiace per le "Associazioni dei consumatori" che per esistere si dovrebbero finanziare con i tesseramenti dei loro iscritti, meglio cambiare questa legge e destinare tali somme altrove dove si evidenzino altri bisogni verso i cittadini.
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Repetita diabolicum est, Antitrust pro domus mea, ci risiamo, l'Antitrust se ne esce con sanzioni milionarie verso i monopoli oligarchici bancari come e suo tempo per quelli petroliferi...
E come allora, dopo altisonanti proclami - del cui importo delle sanzioni questi colossi se ne fanno un baffo - il Consiglio di Stato cui tutti ricorrono poi, ribalterà tutto e questi colossi ne usciranno senza spese.
Riflessione: se la stampa in generale fosse più libera e le pseudo Associazioni dei Consumatori oltre che costituirsi in Giudizi di Tribunale cui non si arriva mai..., facessero una consistente campagna di stampa di giorni e giorni come fecero per la nota questione tra i Gestori e le Gdo, probabilmente farebbero meglio il loro mestiere.
Ma mentre per quest'ultima questione probabilmente la Gdo "" ne sponsorizzava le idee"" i colossi bancari sanno già che dopo una piccola mareggiata torna la quiete, e non ci sarà stata nessuna tempesta.
(chiedo scusa al poeta per avere usurpato lo spirito della sua poesia)