Pubblichiamo una lettera di Moreno Parin presidente della Gisc_TV e coordinatore Gisc Veneto sull' indagine conoscitiva dell'Antitrust su Platt's e pompe bianche.
La risposta arrivò ancora prima che finisse la domanda, Treviso era già ben fornita di pompe bianche e, ovviamente, purtroppo per me e gli altri colleghi colorati, ero ben a conoscenza dei meccanismi di prezzo per i bianchi, gli risposi che vigeva la banalissima normalità degli altri settori commerciali ovvero domanda e offerta, nel nostro caso si parlava, e si parla tutt’ora, di offerta visto che questi operatori non hanno nemmeno bisogno di farla la domanda: gli arrivano in ufficio i fax con i prezzi del giorno dopo, poi chiamano chi ha fatto l’offerta migliore in termini di prezzo e condizioni di pagamento. Semplice e banale, gli ho anche detto che comunque i gestori intelligenti e lungimiranti non ci avrebbero pensato un attimo a costituire un gruppo di acquisto.
Mi ricordo di aver anche detto loro che le quotazioni Platt’s non sono altro che una comoda cortina fumogena per giustificare gli alti prezzi dei prodotti alla pompa e che avrebbero dovuto considerare una diversa valutazione dei prezzi franco raffineria e/o all’ingrosso, mi ricordo ancora di quel grossista che anni fa, ad una mia considerazione sui contratti di fornitura basati sul Platt’s più, sorridendo candidamente mi disse: Parin… c’è il Platt più, il Platt’s e il Platt’s meno, chiaro no?
Poi sappiamo tutti come finirono le nostre segnalazioni, di Treviso e altre provincie, all’Antitrust, incontro compreso, l’Autorità concluse che era tutto ok e che non avrebbe aperto un’istruttoria, tutto nel cestino. Eppure c’era questo passaggio nella lettera con cui comunicava la sua decisione:
“Quanto alle pratiche di discriminazione dei prezzi all'ingrosso operate dalle società petrolifere e alle condizioni imposte ai gestori beneficiari dei migliori prezzi all'ingrosso, si osserva che, pur riconoscendone le possibili ricadute negative per singoli operatori, allo stato non sembrano nel complesso derivarne effetti restrittivi sui mercati della distribuzione in rete di carburanti per autotrazione tali da rendere necessario un intervento dell' Autorità.”
A parte che hanno almeno riconosciuto le “possibili ricadute negative” per i singoli gestori per il comportamento anticoncorrenziale delle compagnie petrolifere, ma di noi gliene
frega niente a nessuno, a parte che già allora qualcosa sapevano di questi “nuovi” operatori e delle scandalose discriminazioni attuate dalle sette sorelle, nel faldone hanno i documenti che lo provano e se vogliono ne abbiamo anche di recentissimi, ma quello che è certo è che questi, sia allora che adesso, se ne infischiano bellamente dei consumatori finali, perché alla fine dei gioco sono gli automobilisti che pagano le sicure “possibili ricadute negative” del vincolo dell’esclusiva. Si badi bene che noi non avevamo chiesto lo svincolo dall’esclusiva ma molto semplicemente la sua corretta applicazione conformemente all’art. 81 paragrafo 3 del trattato CE. Non la terra ai contadini recentemente tornata di moda.
E adesso qualche breve, e magari sarcastica, considerazione nei singoli punti del provvedimento AGCM:
1. L’andamento dei prezzi dei carburanti in rete, ecc.
Va bè, ma sono anni che non ne esce nulla di concreto dalle loro osservazioni!
2. Nonostante tali elementi negativi, ecc.
Questi sono ancora al “sembra essere stato” mentre i gestori trevigiani e veneti sono ormai alla certezza della morte economica, poi si dimenticano di aver imposto il silenzio sui prezzi raccomandati e, guarda caso, si accorgono che c’è la piena libertà di aprire una stazione di servizio! Che sia poi il caso di fargli notare che le pompe bianche al 90% hanno gli addetti al rifornimento? Alla faccia del self-service!
3. Con la denominazione “impianti indipendenti” ecc.
Potevano usare l’ormai conosciutissimo termine “pompe bianche” poco elegante ma più chiaro!
4. Da un punto di vista operativo, ecc.
E basta co sta extra-rete! Sempre di rete si parla per i carburanti destinati agli automobilisti, colorati e bianchi sempre li vanno a pescare, per extra-rete si intendono solo ed esclusivamente i depositi ad uso privato, il resto è fumo negli occhi per gli allocchi. E domandarsi i presupposti a monte le politiche commerciali particolarmente convenienti? Mica penseranno che dipenda solo dal prezzi di acquisto? Parliamo di promozioni?
5. Da quanto sopra illustrato, ecc.
Fenomeno poco noto? Se lo dicono ad un gestore trevigiano si ritrovano nel Sile! ma stanno scherzando o dicono sul serio, ve bene che Roma è lontana ma internet funziona anche da queste parti. Numero esatto? 54 oggi a Treviso e per la localizzazione basta chiedere; Meccanismi di stimolo concorrenziale? 10 centesimi al litro in meno delle sette sorelle; precondizioni strutturali? banalmente la possibilità di essere altamente concorrenziali per merito delle compagnie petrolifere.
6. Inoltre, con specifico riferimento ecc.
Se si sono sviluppati in questo modo è chiaro che i canali sono ampi e ben forniti, si chiamano canale Petroven, canale Decal ecc. Ma poi questi mica penseranno che le compagnie rinuncino ai loro profitti? A parte il fatto che il profitto fa parte dell’essere impresa, gestori a parte, chiaro che li sposteranno a monte e lasceranno che i dettaglianti si scannino sulla rete.
7. Sulla base delle attuali conoscenze ecc.
piuttosto che ipotizzare che il Platt’s eccetera, eccetera, farebbero meglio a rivedersi i documenti già in loro possesso, mandare la finanza a fare un controllo sulle fatture di acquisto degli indipendenti, dei Carrefour, dei Tamoil-Auchan e perché no, degli impianti in gestione diretta e scoprirebbero di nuovo l’acqua calda ovvero un mercato reale, niente di che.
8. Tutto ciò rende opportuno ecc.
Bella quella degli eventuali ostacoli allo sviluppo dei bianchi, magari ci fossero stati! Questi girano intorno al problema di sempre: perché i colorati sono fuori mercato rispetto ai bianchi, è dalla preistoria della rete che i gestori lo sanno, basta chiedere. Per la congruità del Platt’s sarebbe stato più che sufficiente abbonarsi alla Staffetta per avere da tempo la risposta.
Che dire per concludere? Posso accodarmi al gruppo e applaudire l’ennesima iniziativa dell’Autorità, ma se mi guardo indietro non posso non pensare che se non si decideranno sul serio a mettere le società petrolifere nel banco degli imputati continueranno a perdere tempo e illudere i consumatori con inchieste inconcludenti, o mettono le mani nelle tasche dei petrolieri o non ne usciranno con nulla di utile per i consumatori, comunque di una cosa possono stare tranquilli i gestori ovvero che l’Antitrust non metterà le mani nelle loro tasche non fosse altro che già ci sono quelle dei petrolieri.
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VISTO CHE ROBA ?
PROVATEVI A VEDERE SE IN TUTTI GLI INTERVENTI DEL PRESIDENTISSIMO DELLA FIGISC POTRESTE MAI TROVARE UN INTERVENTO PUBBLICO COSI ' CHIARO E LAMPANTE RIFERITO AGLI STRANITI COMPORTAMENTI DI ANTITRUST E SOCI.
Ma cosa aspettate Gestori Figisc, dirigenti Figisc, dirigenti Confcommercio a cambiare il vostro "registro" oppure, a questo punto, potrebbe veramente esservi utile uno specialista nello studio del .... sonno.
Ci sarebbe anche dell'altro, ma mi trattengo .
Dai Treviso !