L'allarme del Garante, le liberalizzazioni finite in fondo all'agenda politica. «Inascoltati» sul conflitto d'interessi
Le riforme sono bloccate e le liberalizzazioni sono "scivolate via dalle priorità dell'agenda politica". Suona l'allarme il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, che nella sua relazione annuale alla Camera torna ad avvertire il governo "a chiare lettere che senza concorrenza è a rischio la vitalità, già compromessa, del sistema economico".L'Antitrust,ha detto Catricalà, "ha dovuto denunciare pericolosi tentativi di chiusura dei mercati dettati dagli interessi particolari in settori come le farmacie, le assicurazioni, alcune professioni, i trasporti". Inoltre, "il primo disegno di legge sulla concorrenza non ha mai visto la luce". Questo ritardo, ha insistito il Garante, "è grave; rallenta il processo di ammodernamento del Paese; fa perdere fiducia agli imprenditori che vogliono sfidare i monopolisti e agli stessi controllori. Deve essere recuperato il tempo perduto". Ferrovie, gestioni autostradali e aeroportuali, governance bancaria e assicurativa "restano i settori sui quali è prioritario introdurre assetti di mercato realmente competitivi che possano agevolare la ripresa della crescita". Troppo spesso, è la requisitoria di Catricalà, "le nostre richieste di intervento legislativo vengono ignorate, come è accaduto in sei anni di applicazione della legge sul conflitto di interessi"
Sanzioni per macrosettore economico, valori assoluti in euro
Energia e Industria 4.960.400
Comunicazioni 3.710.000
Credito e assicurazioni 2.766.000
Alimentare, farmaceutico e trasporti 2.783.000
Servizi 2.249.600
Totale 16.469.000
"Abbiamo contrastato le lusinghe del neostatalismo rinvigorite in Europa dalle recenti crisi: non crediamo che si possa attribuire a una burocrazia illuminata il potere di guidare le sorti dell'economia". L' Autorità ha svolto "con rigore il ruolo di pungolo della politica affinchè i ritardi venissero recuperati e ha attivato tutte le leve a disposizione per favorire l'apertura dei singoli mercati; ha agito nella convinzione che la concorrenza non sia un lusso da concedersi solo durante i cicli economici espansivi ma diventi strumento indispensabile nei periodi difficili per sostenere la ripresa e difendere i consumatori".
Sanzioni per esito del procedimento
Procedimenti Sanzioni Istruttori (euro)
Pratiche scorrette (B2C) 177 15.235.500
Pubblicità ingannevole e comparativa ill. (B2B) 15 868.500
Inottemperanza 5 365.000
Totale 197 16.469.000
Tra le altre, Catricalà ha annunciato un'indagine sulla pratica che risulta adottata nelle banche di subordinare la concessione dei mutui alla sottoscrizione di polizze vita "particolarmente costose".
Nel settore bancario, ha spiegato Catricalà, l'Antitrust "ha accettato gli impegni di Abi e consorzio Bancomat che hanno reso possibili riduzioni per le commissioni interbancarie fino al 36%. Il sistema creditizio è stato vincolato a un percorso che deve condurre a ulteriori ribassi grazie all'applicazione di analisi di efficienza economica. I minori oneri nel quadriennio 2007-2010 ammontano a 500 milioni di euro". "Per valutare gli effetti della riduzione sui prezzi allo sportello, abbiamo avviato una seconda indagine conoscitiva sui costi dei conti correnti", ha concluso il presidente dell'Authority -
Relazione sull'attività svolta nel 2010
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2011-06-23 11:29:56 | gattamelata - ma che stai a di
l'unico posto dove c'e concorrenza e l'apparato commerciale, i distributori ne sono l'esempio. l'unico esempio negativo sta nello stato. dispiace dover dire questo. ma c'e troppo stato in tutto, vede caro presidente Catricala' adesso ci sono gli ATO, per un'allacciamento i prezzi sono fissi, faccia fare an'allacciamento al metano, vedra che il prezzo che dovra' sborsare non ha concorrenza, provi con un allacciamento al'enel vedra che concorrenza trovera'. Smettiamola di dare sempre colpa ai commercianti. con la liberalizzazione chiunque puo costruirsi un distributore. L'associazione consumatori e avvertita.
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mi spiace, ma ogni volta che sento parlare della sua Persona mi rammento delle sue dichiarazioni apparse su un'inchiesta di Report dedicata alle Authority. Probabilmente Lei è vittima di una legge che gli consente di percepire uno stipendio netto di circa 9000 euro al mese in qualità di fuori ruolo da Consiglio di Stato, oltre chiaramente a quello di Presidente dell'Antitrust di circa 500mila euro, ben distante da quello dei gestori, ma anche da quello dei consumatori tutti.
Non mi mancherà perchè non ha mai avuto il coraggio di affrontare realmente gli effetti del mercato distorsivo dei carburanti, e non solo, solo per mantenere ben saldo un potere, quello delle aziende petrolifere e della GDO, che evidentemente è meglio mantenere per la sua immagine di "libero mercato"!.