andrialive.it -Bari-Nota del segretario cittadino del partito dei Comunisti in merito all'approvazione della nuova disciplina sul Commercio a favore della grande distribuzione e a danno dei piccoli commercianti
"Il Consiglio Regionale ha approvato la legge che modifica la disciplina del commercio con il parere contrario delle associazioni di categoria e con il solo consenso della grande distribuzione.
Ancora una volta si è preferito sposare le esigenze dei più forti (la grande distribuzione con il sistema delle Coop, da sempre organica ai DS prima e al PD ora) e si sono ignorate le esigenze dei piccoli commercianti e artigiani.
Vorremmo far presente ai nostri illuminati amministratori regionali che i profitti della grande distribuzione non vengono reinvestiti sul nostro territorio ma prendono le strade del nord Italia e in qualche caso di paesi esteri, mentre i profitti dei nostri commercianti e artigiani restano sul nostro territorio e sono da sempre il fulcro della nostra economia.
Favorire la grande distribuzione a danno dei piccoli commercianti equivale a distruggere il tessuto sociale ed economico delle nostre città.
Se le attività commerciali chiudono le nostre città diventeranno sempre più buie, deserte e quindi insicure.
Non si favorisce neanche l’occupazione, perché la grande distribuzione aumenta notevolmente le fila dei precari.
Non è aumentando le aperture domenicali e favorendo l’apertura di nuovi centri commerciali che si incrementano i consumi delle famiglie italiane (anche perché molto spesso i centri commerciali non sono poi tanto economici come vogliono farci credere), i consumi sono fermi perché i salari e le pensioni sono troppo bassi e non vengono adeguati al costo reale della vita.
La Regione dovrebbe preoccuparsi di intervenire sui salari e sul costo della vita per quelle che sono le sue competenze, la Regione deve al più presto ridurre l’aliquota irpef e sopratutto le accise sulla benzina che sono la tassa più odiosa perché colpisce soprattutto le fasce deboli della popolazione, magari quei lavoratori che devono muoversi necessariamente in auto per raggiungere il posto di lavoro.
Noi Comunisti Italiani non abbiamo votato questo ingiusto provvedimento e non lo abbiamo fatto ne in Consiglio Regionale ne in Giunta dove i Comunisti Italiani non sono rappresentati".
Il segretario cittadino
Vincenzo Sinisi
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