Addio al numero chiuso per tabacchi, edicole, taxi e, probabilmente, anche per le farmacie. In sostanza, per tutte quelle attività divenute monopolistiche, perché legate a limiti di apertura fissati in base a distanze minime tra un esercizio economico e l'altro. Oppure contingentati in base al bacino di utenza, cioè alla popolazione interessata al servizio. E' quanto prevede il decreto legge 138/2011, contenente la manovra bis, all'articolo 3 commi 8 e 9.
Il dispositivo, in attesa della riforma dell'art. 41 della Costituzione sulla libertà d'impresa, ha disposto una liberalizzazione omnibus di tutte le attività economiche, con l'esclusione delle sole attività manifestamente proibite dalla legge. In particolare, in base al decreto, tra quattro mesi decadranno tutte le restrizioni legate a distanze minime, popolazione o natura giuridica dell'impresa. Proprio in relazione a quest'ultima fattispecie, la manovra bis dispone che non sia più consentita alcuna limitazione tassativa dell'attività legata alla forma giuridica richiesta all'operatore.
La manovra bis ha liberalizzato anche gli orari di apertura degli esercizi di vendita. A meno di un mese dalla modifica degli orari nel settore del commercio per le attività insediate nei comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d'arte, il Governo, con il comma 4 dell'articolo 6 del dl 138 del 13 agosto 2011, fa un ulteriore passo avanti. Ciò in quanto non limita l'applicazione delle deroghe al rispetto dell'orario e del riposo settimanale soltanto a negozi e supermercati ubicati nei territori dei comuni interessati da flussi turistici, ma rimuove, in un colpo solo, un secolo di tradizione. Peraltro, anche se a prima vista il senso della disposizione potrebbe rivelarsi di non particolare impatto, in relazione ai costanti inviti alle regioni posti dall'Autorità antitrust di procedere alla liberalizzazione degli orari degli esercizi di vendita, l'aver rimosso dall'ordinamento il riferimento alle località turistiche e alle città d'arte pone complesse problematiche per un insieme di questioni connesse all'ambito di applicazione della deroga. Sta di fatto che già il dlgs 114/1998, di riforma del commercio, all'art. 12, aveva disposto che nei comuni ad economia prevalentemente turistica, nelle città d'arte o nelle zone del territorio dei medesimi, gli esercenti determinano liberamente gli orari di apertura e di chiusura e possono derogare dall'obbligo della chiusura domenicale e festiva, nonché quella infrasettimanale. Gli orari di apertura e chiusura degli esercizi pubblici di somministrazione, invece, sono regolamentati dalla legge 287/1991 o dalle leggi di cui le diverse regioni si sono dotate, seppur mantenendo sempre l'impostazione della legge statale che impone ai sindaci di determinare, anche con riferimento alle diverse zone urbane, l'orario minimo e massimo che ogni esercente è tenuto a rispettare.
Da ciò ne consegue che non è ammessa per bar, ristoranti, pub, pizzerie che dir si voglia, l'apertura ininterrotta 24 ore su 24. Sta di fatto che con il dl 98/2011 (conv. legge 111/2011 ) il legislatore nazionale, nell'ottica di rimuovere qualsiasi vincolo posto agli operatori economici e nell'ottica quindi di dare attuazione ai principi costituzionali costantemente ribaditi, ha compiuto un passo che determina rilevanti problemi sul piano anti-concorrenziale. Più esplicitamente, il governo, con l'articolo 86, comma 6, del di 138/2011 ha inserito un' ulteriore facoltà rispetto a quelle contenute nell'art. 3 del dl 223/2006 (conv. legge 248/2006) che comunemente era stato definito la lenzuolata dell'allora ministro Bersani. In sostanza, il suddetto articolo 3 aveva individuato alcuni divieti che non potevano essere imposti nei settori economici e, tra questi, quello di assoggettare ad autorizzazione preventiva "il consumo immediato dei prodotti di gastronomia presso gli esercizi di vicinato (meno di 250 mql utilizzando i locali e gli arredi dell'azienda con l'esclusione del servizio assistito di somministrazione e con l'osservanza delle prescrizioni igienico-sanitarie.
In pratica, ai negozianti viene consentito di svolgere attività analoga a quella svolta dalla ristorazione. Peraltro, in molte regioni, la facoltà prevista per i negozi di vicinato è stata estesa a tutte le tipologie commerciali e quindi anche alle grandi strutture di vendita, come risulta evidente a tutti coloro i quali hanno modo di frequentare gli ipermercati che hanno realizzato all'interno dell'area di vendita una superficie destinata alla ristorazione. Con l'introduzione della lettera d)-bis a modifica dell'art. 3 del dl 223/2006, quindi, i negozi possono rimanere aperti 24 ore su 24, per 365 giorni all'anno e durante la loro apertura possono consentire il consumo sul posto di quanto è stato acquistato. Analoga facoltà, invece, viene preclusa ai tradizionali esercizi pubblici, quali bar e ristoranti. Ciò in quanto, evidentemente, la nuova facoltà riguarda gli esercizi di vendita e non quelli della somministrazione per i quali non vige l'obbligo della chiusura domenicale.
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2011-08-20 08:10:34 | Gigi
Brutti bastardi!Impossibile assumere (con i contratti vigenti) personale adeguato alle nuove richieste di mercato.
Forse............
se ci permettessero di pagare i dipendenti 2/3 euro l'ora.................forse si!
............peggio della Cina!Tutto aperto per tutti allora, tutte le categorie al lavoro senza ferie e senza possibilità di ammalarsi per almeno 80 ore la settimana.
Abbiamo mangiato la frutta da un bel pezzo...................
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2011-08-20 08:20:45 | Giank
Gigi, guarda che c'è scritto eliminazione degli orari obbligatori, non obbligo di stare aperti. Nel mio piccolo comune è già da 15 anni che facciamo gli orari che ci aggradano, quindi turni festivi quando conviene, aperture serali quando conviene e ferie quando conviene e funziona benissimo. L'unica cosa che andrà sicuramente fatta è l'accertamento della regolarità dell'inquadramento del personale da parte di chi starà sempre aperto.
onde evitare situazioni "cinesi".
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2011-08-20 09:39:24 | Gigi
Caro Giank le situazioni cinesi già esistono da tempo (vedi aico), il problema è che in pochi se ne sono accorti.Personalmente parlando il problema non mi riguarda, distribuendo (oltre ai carburanti tradizionali) metano e gpl, potrei stare aperto sempre - lo sai che scusa uso (con il mio retista) per stare aperto SOLO 65 ORE LA SETTIMANA? Che per un sano quieto vivere con gli altri impianti non dobbiamo esagerare con l'orario....................è una balla, ho fatto tre anni a 77 ore la settimana e, credimi, c'è da morire.
Dire turni festivi, ferie e altri necessari diritti "quando conviene" (con i tempi che corrono), vuol dire MAI!
Se accendi il telegiornale a Natale, a Pasqua e a cavallo di Ferragosto vedrai che L'Italia intera (o quasi) si sposta per le ferie - Giank, sei sicuro di essere pronto a far parte dei pochi che non andranno mai in ferie? Per mai intendo in tutta la tua vita!
Io non andrò mai in ferie in tutta la mia vita - hai capito bene?
E non dire anche te la "frase fatta" - hai voluto fare il benzinaio ora arrangiati o lascia il posto a un altro-
- troppo superficiale come affermazione.
Non conosco il tuo contratto ma, a meno che il distributore non sia di tua proprietà, al prossimo rinnovo dovrai garantire anche te molte più ore di quante ne garantisci adesso.
Ci sono orari produttivi e orari improduttivi, dovresti saperlo e con il margine che abbiamo assumere personale è complicato.
Ma a tutti di questo poco importa, pur di farti vendere 100 litri in + ti faranno stare aperto TUTTA LA NOTTE! Tranquillo venderai anche 5 pacchetti di sigarette, tre bottigliette d'acqua, tanto limone chiesto dai tossicodipendenti insieme alla chiave del bagno per andarsi a sparare la dose - Ma continua a stare tranquillo!! Non non avrai bisogno di versare i pochi euro (non tuoi); all'alba quando sarai distrutto dalla fatica ti verranno a fare visita i rapinatori e ti toglieranno anche il disturbo del versamento.
Rifletti Giank, io già appartengo alla categoria degli sfigati senza diritti, tu credo di no!
Tienti stretto quello che hai!
Con rispetto, ti auguro buon lavoro (Gigi)
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2011-08-20 14:28:21 | Giank - caro Gigi
Senza andare troppo sul personale, posso dirti che le eventuali nuove normative a quelli come me e te fanno un baffo visto che siamo già predisposti a sacrifici del genere. Certo è che se il lavorare tutto l'anno non mi consentisse di poter chiudere una settimana o pagare qualcuno che ci stia al posto mio, avrei iniziato una seria riflessione sul come svolgo il mio lavoro di gestore al termine della quale o avrei cambiato modo di agire o avrei cambiato mestiere. Nessuno ci potrà obbligare a tenere aperti 24 h senza una adeguata remunerazione e se ci sarà chi lo farà a sue spese, non mi metterò certo ad inseguirlo su quella china. Di questi cavalli da corsa ne ho già visti passare tanti e mentre loro hanno dovuto giocoforza cambiare lavoro, io sono ancora qui.
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2011-08-20 09:51:36 | Anonimo
se mi pagano loro l'operai con i margini che danno posso stare sempre aperto
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2011-08-20 10:01:46 | Anonimo
SCUSATE MA ALLORA POSSIAMO RICHIEDERE LA LICENZA PER I TABBACCHI NOI DISTRIBUTORI???
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2011-08-20 10:07:06 | mario da parma
cari colleghi avete sempre chinato la testa,alle volontà delle società,fai da te,sel più,ora farete anche molte più ore,rendetevi conto che siamo nella merda,ma forse non è così cattiva,basta pensare che è cioccolata!!!!!
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2011-08-20 11:05:49 | Franco
In teoria possiamo richiederla ma io aspetterei che venga approvata la legge anche perché il patentino h un costo di qualche migliaio di euro.
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2011-08-22 19:50:57 | Anonimo
Scusate ma io che sono un tabaccaio posso mettere una pompa di benzina davanti alla tabaccheria
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2011-08-23 08:32:30 | Anonimo
Dal punto di vista della licenza, certo che puoi. Bisogna vedere se hai lo spazio e puoi rispettare le norme di sicurezza oltre a non intralciare il traffico.
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2011-08-23 11:22:27 | Anonimo
Mmm... senza dubbio i grossi ipermercati, medi supermercati e catene questi problemi li risolveranno facilmente
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2011-08-20 18:15:08 | Anonimo
Sarà che ho un impianto in una zona turistica e sono il solo benzinaio ma io in 20 anni ho sempre fatto i miei 15 giorni di ferie a giugno e una settimana ad ottobre. Sono aperto 12 ore al giorno e non mai chiuso una domenica oppure una festività. Fuori i periodi turistici chiudo il mercoledì. E' sempre stata una mia scelta e non un obbligo da parte della mia società. Qui mi sembra che TUTTO quello che viene scritto o proposto lo interpretiate sempre e solo contro di noi.....
Io la vedo diversamente e credo che la libertà di orari e licenze non sia poi così male.
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2011-08-22 10:28:38 | Mattia
..spera di non diventare shell(aico),le ferie te le scordi!Per contratto l'impianto deve rimanere sempre aperto.
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2011-08-22 10:58:53 | Giank
Ma per diventare AICO si firma qualcosa o vengono a prenderti di notte e ti legano con una catena all'impianto?
Mi risulta che nella vita si possano fare altre cose oltre a vendere carburanti.
Vedo che molti hanno preferito restituire a e far chiudere l'impianto piuttosto che vivere da schiavi della Shell.
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2011-08-22 12:11:22 | Gigi x Giank
Caro Giank, per molte persone la ricerca di un lavoro è un problema serio, evidentemente tu non hai mai provato il VERO morso della fame.
Se tu, e di riflesso la tua famiglia lo aveste provato, probabilmente prima di fare certe affermazioni ci penseresti due volte.
Conosco aico che hanno capacità (e voglia) da fare invidia alla maggior parte dei gestori tradizionali.
Inoltre ti consiglio di non giudicare chi non potrà mai andare in ferie (da contratto), domani il tuo contratto potrebbe variare e saresti anche te nella solita barca......................ah già te hai tanti altri lavori pronti.......beato te.......................
Personalmente non vado in ferie perchè non posso (da contratto), ho firmato perchè volevo fare questo lavoro sin da bambino...............non ho avuto come molti di voi il paparino che mi ha fornito la pappa scodellata.............quindi ho preso quello che voi consideravate spazzatura.
Ho preso la spazzatura, l'ho ripulita, l'ho mangiata, la mangio e la mangerò.
Ho preso un secondo impianto (rasoterra) e piano piano l'ho portato al suo regime (
quindi forse questo lavoro mi riesce?
)Niente di personale con te, solo scambio di opinioni che non per forza dobbiamo condividere.
Forza e coraggio a tutti gli aico e buon lavoro agli altri.
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2011-08-22 12:36:33 | Giank
Caro Gigi, chi ha voglia di lavorare, una testa funzionante, due spiccioli da investire, un lavoro non lo trova, se lo crea e se devo fare il povero preferisco farlo per mia colpa e non perchè qualcun'altro ha deciso così.
Scusa, ma permettimi di dubitare delle capacità di uno che accetta un contratto Aico dopo tutto quello che è stato scritto e detto su quest'argomento.Questi imprenditori sono quelli che hanno dato terreno fertile a richieste che andavano rifiutate prima che aprissero bocca per proporlo. Riguardo al paparino, questa è una tua idea che riguarda pochi e non certo me.
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2011-08-22 14:29:45 | Flavio
quando alcuni anni fa ho rinnovato il contratto di comodato alcune voci non mi piacevano. Ho chiamato l'azienda, ho discusso il tutto e abbiamo trovato una quadra che andasse bene ad entrambi. Le società se hanno un buon gestore se lo tengono stretto. Non conosco a fondo il contratto Aico ma resto dell'idea che non andava firmato da nessuno. Stesso discorso per scontistica e bollini. Se firmo devo essere consapevole di quello che rischio in termini economici e valutare bene subito i danni, non PIANGERE DOPO......... e sparare alla società. La gestione Aico chiede che i gestori siano almeno in due ?
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2011-08-20 19:02:45 | Tony
Gli impianti in zone turistiche vendono il prodotto da 6 a 10 cents + alto quindi guadagnano in 5 mesi quello che tutti gli altri lo fanno in 12......altro che ferie possono fare.
X le liberalizzazioni nessun problema diventa tutta una bolgia e andranno bene solo i grandi nomi.
Dai qualche pezzo di pane rimane pure a noi.
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2011-08-20 19:15:53 | flavio
Il mio margine ( benzinaio turistico !!!) è 0,043 con un over di 0,002 e vendo 800 mila litri all'anno..... ma alle ferie mi dispiace non rinuncio a costo di andare a prendere il sole in un prato. Non scrivete giusto per il gusto di farlo....
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2011-08-21 10:44:07 | Anonimo
GUARDATE IL LATO POSITIVO I CARBURANTI ANDRANNO IN SELF SICURAMENTE NEL GIRO DI 12 24 MESI A NOI DANNO I TABACCHI LE ORE IN PIU' NON SONO OBBLIGATORIE CHE VOLETE DALLA VITA TI DANNO IL PANE FRESCO E POI TE LO LEVANO COME VOGLIONO E COSI L ITALIA E BISOGNA FARSENE UNA RAGIONE IN OGNI COSA CHE IL GOVERNO APPROVA SICURAMENTE NN CI FA' UNA CORTESIA A NOI PULTROPPO DOBBIAMO VIVERE CON QUESTE COSE E FINCHE CAMPIAMO CON QUEI 4 SOLDI CHE PRENDIAMO CERCHIAMO DI VEDERE IL LATO POSITIVO CHE FORSE DOVREBBERO ESSERE I TABBACCHI ADESSO VI AUGURO UNA BUONA DOMENICA E DI VIVERE OGNI GIORNO TRANQUILLAMENTE PERCHE' QUESTI PROBLEMI A DA ANNI CHE CI SONO MA FIN AD OGGI SIAMO TUTTI QUA BUON LAVORO
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2011-08-21 16:58:29 | Anonimo
nella nostra città siamo in 16: 16 tabacchi in più? e perchè i tabaccai non dovrebbero protestare?
gian
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2011-08-22 11:38:05 | Anonimo
Una domanda una!!! Le liberalizzazioni valgono solo per noi gestori o anche per le altre attivitè commerciali?
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2011-08-22 12:15:25 | Gigi
Dimenticavo,
aico di nuovo inchiappettati:
le licenze dei tabacchi le prenderà aico srl
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2011-08-22 16:22:29 | gattamelata
non preoccupatevi io a spese mie sto' insegnando alla gente come si fa' la benzina da soli, tempo 2 anni o forse prima, potremmo fare molte ferie, tanto arrivera' una legge fatta per le compagnie petrolifere, con la quale saremo OBBLIGATI a lasciare il distributore in self service tutto il giorno. potremmo fare le ferie come tanta gente in italia, potremmo stare a casa al caldo con un piccolo rafreddore. e adesso vorrei fare una domanda, sperando che qualcuno mi sappia rispondere che fine a fatto LIBERA LA BENZINA ????????
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vorrei sapere se anche i distributori sono liberi negli orari