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Mse: acqua all’Autorità e riforma oil

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NOVITA' CONTENUTE NELLA BOZZA DEL DDL CONCORRENZA (il testo in allegato) GESTORI PRONTI ALLA MOBILITAZIONE

Roma, 19 luglio - Quotidiano Energia - Ci sarà molta energia nel primo Ddl annuale sulla concorrenza che dovrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri prima della pausa estiva. Così almeno ha assicurato nei giorni scorsi il sottosegretario al Mse, Stefano Saglia.

La bozza di provvedimento, preparata dal Mse come contemplato dall’art. 47 della legge 99/2009 che l’ha introdotto (QE 9/2 e 12/3), prevede norme che vanno dall’affidamento dell’acqua all’Autorità per l’Energia, alla riforma del mercato petrolifero, passando per semplificazioni in materia di Robin tax. Ma anche un restyling della stessa legge annuale sulla concorrenza (art. 25). In tutto 29 articoli, divisi in tre titoli (sul sito di QE la selezione delle norme di interesse).

Vediamo tutte le novità. L’attribuzione all’organismo guidato da Ortis delle competenze sui servizi idrici è all’articolo 20 della bozza. A questo scopo è previsto il trasferimento al regolatore delle risorse umane e finanziarie della Commissione nazionale per la vigilanza sulle risorse idriche.

Cambiamenti in vista anche per l’Antitrust. La bozza di Ddl introduce infatti modifiche sui poteri in materia di pratiche commerciali scorrette(art. 21) e pubblicità ingannevole (art. 22). E soprattutto, come più volte chiesto da Catricalà, la possibilità di segnalare al presidente del Consiglio dei Ministri questioni di legittimità costituzionale su legge regionali (art. 18).

Si alleggeriscono poi gli adempimenti legati alla Robin tax per le società con fatturato inferiore ai 448 milioni di euro. L’art. 3 della bozza di Ddl dice infatti che dal 2011 i controlli su queste imprese si effettueranno su un campione non superiore al 5%. Lo stesso articolo pone fine all’obbligo di colorazione della benzina verde. Nel Ddl (art. 2) anche l’affidamento al Mse, come disposto dalla legge Marzano n. 239/2004, delle competenze sulle infrastrutture petrolifere strategiche.

Ma veniamo alla riforma del mercato oil, cuore del provvedimento, contro cui le associazioni dei gestori (Faib, Fegica e Figisc) hanno già annunciato la mobilitazione.

In sintesi, il Ddl prova a dare attuazione al Protocollo Mse del 21 aprile con misure relative al mercato all’ingrosso, logistica e rete (QE 17/6).

Le modalità per favorire l’ampliamento dell’offerta di logistica, favorendo l’incontro di domanda e offerta attraverso una piattaforma telematica, sono contenute all’art. 1. L’art. 4 è invece dedicato allarazionalizzazione della rete carburanti, le cui modalità sono demandate a un DM da adottare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge annuale sulla concorrenza. Quanto all’utilizzo a questo scopo del fondo indennizzi, è previsto “per non più di due anni” sia per la chiusura di impianti si soggetti titolari di non più di dieci impianti (comunque non integrati verticalmente nella raffinazione), sia come contributo per le bonifiche. All’art. 5 si introduce il prezzo settimanale, che partirà in via sperimentale per 6 mesi (prorogabili) e riguarderà la modalità di variazione dei carburanti venduti “senza servizio”. Variazione che dovrà avvenire appunto con “intervallo almeno settimanale rispetto all’ultimo aumento”.

L’art. 6 riguarda la nuova modalità di determinazione del prezzo Italia, ai fini del calcolo dello stacco con la Ue: si dovrà prendere in considerazione il solo prezzo self. L’art. 6 cambia altresì la cartellonistica, mettendo tra l’altro più in evidenza i primi due decimali dopo la virgola. All’art. 7 apertura a nuove forme contrattuali tra compagnie e gestori, mentre l’art. 8 contiene norme per favorire il metano autotrazione.

Il Ddl torna a occuparsi di carburanti anche negli ultimi due articoli dettando principi nelle materie di competenza di Regioni e Comuni. Nello specifico (art. 28) si chiede la rimozione di vincoli sulla diffusione di self pre-pay durante le ore di apertura degli impianti, e automat. L’art. 28 dispone poi, contrariamente a quanto previsto in molte normative regionali, che per aprire un nuovo punto vendita non serva la presenza di Gpl o metano. Infine, l’art. 29 riguarda il non-oil, con la possibilità di vendere quotidiani, generi di monopolio etc., senza limiti di ampiezza della superficie dell’impianto.

Immediata, come detto, la protesta dei sindacati dei gestori che, sulla base delle prime indiscrezioni, hanno scritto una lettera al ministro ad interim Berlusconi (non a Saglia) per chiedere chiarimenti. In assenza di “risposte adeguate”, Faib, Fegica e Figisc sono pronte ad anticipare in estate lo sciopero già proclamato per ottobre (QE 12/7).

Bozza DDL concorrenza

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