ROMA - Messaggero - Il prezzo dei carburanti può scendere. Anche di 8-10 centesimi al litro. E' la promessa dei distributori indipendenti, ma è anche l'obiettivo della legge annuale sulla concorrenza che vuole ridurre il divario (3-4 centesimi) con l'Europa: 29 articoli, preparati dal sottosegretario Saglia al ministero dello Sviluppo ed ora al vaglio di Palazzo Chigi che ne ha l'interim, e per metà dedicati alla riforma della rete distributiva frutto dell'accordo del aprile tra tutte le parti in causa. Alla vigilia del grande esodo e alla luce degli ultimi dati Istat sull'inflazione a luglio (+2,2% i carburanti), i prezzi di benzina e gasolio restano sotto i riflettori. Due norme, in particolare, avranno l'impatto maggiore. Banalmente, eliminano l'obbligo di distribuire anche metano o gpl nei nuovi impianti; sbloccano le attività "non oil" abbinate ai distributori (vendita di tabacchi, giornali, ristorazione, etc). Sulle attività non oii pesava il limite minimo di 1.500 metri quadri di superficie oltire al fatto che a gestirle dovesse essere il titolare dell'impianto.. Vincoli spesso imposti dalle Regioni.
«Le norme attuali - spiega Camillo De Bernardinis, amministratore delegato del Conad -fissano distanze di sicurezza importanti tra le colonnine del metano e quelle dei carburanti tradizionali. Giustissimo. Il problema è che veniva imposto solo ai nuovi impianti di offrire le une e gli altri. Ciò rendeva due volte più oneroso, in termini di investimenti e di superficie necessaria, aprire un nuovo distributore, tramutandosi di fatto in una barriera all'ingresso». La nuova legge, quando sarà approvata, risolverà la questione. «Di sicuro — afferma De Bernardinis — avremo maggiori potenzialità di sviluppo: abbiamo già autorizzazioni per arrivare a 18 impianti entro il 2011 ma con meno vincoli potremo arrivare ad una trentina molto prima. I nostri prezzi sono inferiori di 8 centesimi, con punte anche di 12, a quelli delle compagnie». Sembrano numeri piccoli, ma la quantità erogata dagli impianti indipendenti è molto superiore alla media nazionale. Nel caso del Conad si tratta di 11 milioni di litri l'anno contro la media italiana di 1,6 milioni.
La nuova legge introduce molte altre novità : l'aggiornamento dei prezzi diventa settimanale, vi è una forte spinta verso i self service i cui prezzi diventano quelli di riferimento. Al di là dei carburanti, viene affidato all'Autorità per l'energia il controllo sul settore dei servizi idrici. Nel credito, i conflitti d'interesse dovuti ai doppi incarichi in società concorrenti, denunciati dall'Antitrust, non vengono rimossi ma almeno dovranno essere pubblicati sui siti Internet con evidenza.
«Le nuove misure sono condivisibili - conclude Piero De Simone, direttore generale dell'Unione Petrolifera - e cercano di ridurre il differenziale coni Paesi Uè. Recepisce molte nostre richieste come il via libera al non oil ma anche la maggiore automazione  passando dagli attuali 8.000 a 12-13 mila self service». E forse anche per questo non è troppo piaciuto ai piccoli gestori.
di BARBARA CORRAO
Fonte: Il Messaggero
Commenti (3)
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2010-08-03 15:28:05 | Anonimo
Il riassunto di questo articolo è sicuramente la morte certa per impianti situati in paesini come il mio, che porterà la gente a fare molta più strada per rifornirsi ( nel mio caso 34km tra andata e ritorno) alla faccia del risparmio. Potremmo forse sopravvivere con vendite attestate intorno ai 6/700 mila litri annui ma con un buon non-oil se non ci metteranno degli affitti stratosferici. Ma dubito che una società terrà in vita questo tipo di impianti. E purtroppo siamo anche in tanti, almeno in una regione come la Valle D'Aosta....
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