Candidato della prima ora a sostituire Lamberto Cardia, scaduto il 30 giugno scorso dopo 13 anni passati alla Consob prima come commissario poi come presidente, Catricalà, sostenuto soprattutto da Letta, sembrava uscito di scena quando si è accentuata la frattura tra Berlusconi e il cofondatore del Pdl Gianfranco Fini. Il suo passaggio alla Consob avrebbe infatti aperto il problema della successione all'Antitrust dove la designazionedel presidente compete ai vertici del Senato e della Camera, ovvero Renato Schifani e appunto Fini.
Nel mondo della politica e nella business community si era diffusa la convinzione che Berlusconi non avrebbe offerto a Fini la possibilità di ritagliarsi spazio e visibilità in una scelta così delicata come quella del presidente dell'Antitrust. E invece, se le voci della vigilia troveranno conferma nei fatti,la"scalata"di Catricalà alla Consob è riuscita.
Nato a Catanzaro neli952, consigliere di Stato dal 1982, Catricalà ha lavorato nei "gabinetti" di ministri importanti fino a diventare, con Berlusconi, segretario generale della presidenza del Consiglio da dove ha spiccato il volo per l'Antitrust nel 2005. Il suo attuale incarico scadrebbe nella primavera del 2012. Passando alla Consob, che fisicamente si trova a 200 metri dall'Antitrust, la sua carriera come presidente di authority si allungherebbe fino al 2017.
Nel mondo politico riscuote consensi diffusi. Va d'accordo con le associazioni dei consumatori che ha coccolato in questi anni orientando l'Antitrust verso la tutela dei loro diritti. Anche, se non soprattutto, nel settore finanziario. Per questo non è molto amato dalle banche e dalla finanza che mal sopportano le sue incursioni nel loro mondo dopo che sono state assegnate all'Antitrust, con la legge sul risparmio del 2005, le competenze sulla concorrenza anche nel settore creditizio. E singolare come i cosiddetti "poteri forti" abbiano inciso così poco sulla scelta di chi deve controllare i mercati finanziari e le società quotate. Intervistato dal Sole 24 Ore il 25 luglio scorso Catricalà, a proposito del richiamo di Giorgio Napolitano al governo perché facesse presto le nomine, aveva detto: «Quando il presidente della Repubblica fa un richiamo, lo fa perché pensa che ci sia una reale esigenza. Non è un presidente che fa un richiamo ogni dieci minuti». E qual è il profilo del candidato ideale? «Penso che debba essere una persona preparata, che conosca il mercato e che sia un vero civil servant».
Adesso si apre la partita dell'Antitrust dove Fini potrebbe spingere il segretario generale della Farnesina Giampiero Masso-Io mentre da Bruxelles potrebbero arrivare GiuseppeTizzano, giudice della Corte di giustizia Uè, oppure Enzo Moavero Milanesi, giudice del Tribunale di primo grado di Bruxelles e stretto collaboratore dell'ex-commissario alla Concorrenza Uè Mario Monti. Parallelamente, è tuttora aperta la diatriba sulla posizione vacante del ministro per lo Sviluppo Economico, da ormai più di 90 giorni occupata ad interim dal Presidente del Consiglio. Salta infatti la nomina del nuovo ministro dello Sviluppo economico. Non è all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri di stamattina, l'ultimo prima delle pausa estiva, e dunque tutto è rinviato a settembre. Fra le dure proteste dell'opposizione, "è una vergogna che si vada avanti con l'interim di Berlusconi" tuona Bersani, e i malumori dello stesso presidente della Repubblica che aveva sollecitato il governo a far presto. Ma novanta giorni non stati sufficienti a sbloccare la casella, uno snodo delicatissimo considerando la crisi economica e le vertenze aperte nel mondo del lavoro. Il rinvio sembra destinato ad affossare definitivamente l'ipotesi Paolo Romani, l'attuale viceministro sul quale però si sono appuntati i dubbi del Quirinale per i suoi rapporti con il settore dell'editoria, che dipende proprio dal ministero dello Sviluppo economico. Un conflitto di interessi che non sarebbe stato risolto nella pausa di riflessione che Berlusconi si è preso dopo l'alt del Colle, anche se Romani assicura di aver venduto tutte le sue partecipazioni editoriali e che anche gli accertamenti dell'Antitrust sarebbero risultati in regola. Fatto sta che il pre-Consiglio dei ministri di ieri sera non ha messo la questione all'ordine del giorno, e che di conseguenza non è stata affrontata nella riunione dell'esecutivo di oggi.
Fonti: Il Sole 24 ore, La Repubblica
| < Prec. | Succ. > |
|---|
- 01/10/2010 11:18 - Federdistribuzione d'accordo con Antitrust, no a modifiche ddl
- 30/09/2010 15:13 - Antitrust: l'intesa gestori allontana il calo prezzi
- 29/09/2010 15:49 - Le osservazioni della Gisc al protocollo di lavoro
- 15/09/2010 12:05 - Verbale di intesa riforma rete carburanti del 14/09/2010
- 31/08/2010 09:54 - Concorrenza: benzina e banche ora ci prova il governo
- 03/08/2010 10:14 - Benzina, via i vincoli ai mega-impianti
- 27/07/2010 23:30 - Saglia, sproporzionato lo sciopero. DDL concorrenza primo atto nuovo Ministro
- 20/07/2010 11:47 - Mse: acqua all’Autorità e riforma oil
- 16/07/2010 20:56 - Riforma carburanti, ecco le principali novità
- 02/07/2010 02:00 - Il Disegno di Legge di iniziativa del Senatore DivinaIl Disegno di Legge di iniziativa del Senatore Divina










