Il Codacons Plaude l'Antitrust e chiede di annullare l'accordo
In una segnalazione inviata al Governo e al Parlamento, con la quale "chiede il varo di norme realmente liberalizzatrici a favore del mercato e dei consumatori", l'Antitrust afferma che l'unico "elemento positivo dell'accordo è la conferma, nelle sue linee fondamentali, della liberalizzazione delle forme contrattuali per la gestione dell'impianto di distribuzione di carburante che, eliminando il vincolo di esclusiva, potrà contribuire alla definizione di un sistema distributivo più concorrenziale e alla creazione di un mercato di approvvigionamento all'ingrosso dei carburanti per autotrazione".
Secondo l'Autorità le modifiche introdotte per scongiurare lo sciopero dei benzinai, in particolare, "ritarderanno l'ammodernamento della rete di distribuzione di carburante nazionale, realizzabile con lo sviluppo di una forte selfizzazione e impediranno uno sviluppo più concorrenziale del settore". Per questo, invita l'Antitrust, "è auspicabile che (le modifiche, ndr) vengano eliminate dal testo del disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza, o direttamente in sede di analisi del provvedimento da parte del Consiglio dei Ministri, o in sede di esame parlamentare".
Tra le novità che preoccupano maggiormente l'Antitrust l'eliminazione del divieto, per Regioni e Comuni, di introdurre regolamentazioni più restrittive della concorrenza, in particolare per quanto riguarda l'uso del self service pre-pay durante l'orario di apertura e la diffusione di impianti completamente automatizzati. Cancellata anche la norma che vietava agli enti locali di obbligare i nuovi impianti ad assicurare contemporaneamente la distribuzione di carburanti e di metano e/o GPL. "L'effetto dell'accordo Governo-gestori - conclude l'Antitrust - impedirà in sostanza un'uniforme applicazione a livello locale dei principi di liberalizzazione, più volte richiesta dall'Antitrust e recepita invece dallo schema originario di disegno di legge sulla concorrenza".
IL Codacons plaude l'Antitrust e chiede di annullare l'accordo
Giudizio positivo del Codacons al richiamo dell'Antitrust sui rischi per la concorrenza legati all'intesa tra Governo e gestori per la riforma della distribuzione dei carburanti.
''Tale accordo, come ha rilevato l'Autorita', rischia di limitare la concorrenza e, quindi, di avere pesantissimi effetti sui consumatori, impedendo un calo dei prezzi alla pompa - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - Il Governo deve accogliere le osservazioni dell'Antitrust, annullando l'accordo e studiando assieme alle associazioni dei consumatori strumenti che possano garantire la concorrenza''.
''Il primo passo da fare in questa direzione - prosegue Rienzi - e' liberalizzare la vendita di carburanti aprendo alla grande distribuzione, misura finora ostacolata dai gestori e dalle Regioni, ma che comporterebbe risparmi fino a 8 centesimi di euro al litro''.
Di seguito riportiamo l'estratto integrale della segnalazione a Governo e Parlamento
AS759 - MODIFICHE ALLO SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE ANNUALE PER IL MERCATO E LA CONCORRENZA – DISTRIBUZIONE CARBURANTI
Roma, 30 settembre 2010
Presidente del Senato della Repubblica Presidente della Camera dei Deputati Presidente del Consiglio dei Ministri Ministro dello Sviluppo Economico
L’Autorità Garante delle Concorrenza e del Mercato intende segnalare, ai sensi dell’art. 22 della legge n. 287/90, le modifiche allo schema di disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza, di cui all’art. 47 della legge 49/99, allegate al verbale di intesa sottoscritto in data 14 settembre 2010 presso il Ministero dello Sviluppo Economico dal rappresentante del Governo e dalle principali organizzazioni di categoria dei gestori degli impianti di distribuzione di carburante per autotrazione FAIB Confesercenti, FEGICA Cisl e FIGISC/ANISA Confcommercio.
L’Autorità osserva che il suddetto verbale di intesa, a seguito della cui sottoscrizione le citate organizzazioni di categoria dei gestori degli impianti di distribuzione dei carburanti hanno revocato lo sciopero inizialmente previsto per i giorni 15, 16 e 17 settembre 2010, prevede che le modifiche convenute saranno inserite nello schema di disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza prima dell’esame dello stesso in Consiglio dei Ministri.
In via preliminare, con riferimento alle disposizioni in materia di liberalizzazione delle forme contrattuali per la gestione dell’impianto di distribuzione di carburante quali quelle contenute nel novellato art. 7, l’Autorità valuta sempre auspicabile l’eliminazione di vincoli di esclusiva di approvvigionamento nei rapporti tra produttori e distributori e ritiene che tale previsione, laddove nella prassi applicativa porti in concreto alla diversificazione nelle relazioni contrattuali tra compagnie e gestori, possa contribuire alla definizione di un sistema distributivo più concorrenziale ed alla creazione di un mercato di approvvigionamento all’ingrosso dei carburanti autotrazione.
Per altri aspetti, al contrario, l’Autorità ritiene che le modifiche proposte allo schema di disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza e di seguito individuate, siano peggiorative, sotto il profilo concorrenziale, rispetto alle soluzioni normative in materia individuate originariamente nello schema di disegno di legge annuale predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico; soluzioni che, così come previsto dal disposto di cui al comma 2 dell’art. 47 della legge n. 99/09, istitutivo della legge annuale per il mercato e la concorrenza, apparivano correttamente tenere conto delle indicazioni fornite dall’Autorità nelle proprie segnalazioni in materia di riforma del settore della distribuzione carburanti.
Modifica dei commi 2 e 4 dell’art. 4 dello schema di disegno di legge
Le modifiche allo schema di disegno di legge allegate al verbale di intesa: a) limitano al 25% delle risorse del Fondo per la razionalizzazione della rete dei carburanti (di cui al decreto legislativo n. 32/98) quelle destinabili alla chiusura dei retisti indipendenti; b) eliminano la previsione di una contribuzione maggiorata del 50% al suddetto Fondo da parte degli impianti dei comuni “inadempienti” nell’attività di chiusura degli impianti incompatibili.
Si tratta in entrambi i casi di modifiche idonee a dilazionare il processo di ammodernamento della rete di distribuzione di carburante nazionale, ed in quanto tali suscettibili di determinare effetti di mantenimento dell’attuale inefficienza della rete (oltre che il perdurare del cd “stacco” dei prezzi italiani rispetto alla
media europea). L’Autorità auspica, al contrario, che vengano adottate tutte le misure idonee ad accelerare il processo di razionalizzazione della rete, il quale a sua volta rappresenta un esito coerente con una evoluzione in senso maggiormente concorrenziale dell’attività di distribuzione al dettaglio di carburanti per autotrazione.
Modifiche ai testi degli artt. 28 e 29 dello schema di disegno di legge
Nella sua formulazione originaria, lo schema di disegno di legge annuale vietava, all’art. 28, al comma 1, alle Regioni ed alle Province Autonome la possibilità di porre vincoli in materia di: a) utilizzo di apparecchiature self service pre-pay durante le ore di apertura in cui gli impianti forniscono anche la modalità servito; b) apertura di nuovi impianti, ovvero trasformazione di impianti esistenti, in modalità completamente automatizzata (cd impianti ghost). Sempre al fine di garantire una maggiore concorrenza, l’art. 28 vietava inoltre la possibilità per gli enti locali di porre l’obbligo per i nuovi impianti di assicurare contemporaneamente la distribuzione di carburanti e di metano e/o GPL (comma 2). In quella formulazione la norma correttamente recepiva una serie di indicazioni contenute in recenti segnalazioni dell’Autorità a numerose Regioni ed enti locali, nelle quali si evidenziava l’effetto restrittivo derivante dalla eccessiva pervasività della regolamentazione locale a fronte dei principi di piena liberalizzazione all’apertura degli impianti di distribuzione prescritti dalla riforma nazionale del 2008 (art. 83 della legge n. 133/08). In ogni caso, lo sviluppo di una forte “selfizzazione” della rete (sino all’apertura di impianti completamente automatizzati come avviene di norma nei principali paesi europei) è sempre stato visto dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato come un auspicabile sviluppo della rete di distribuzione nazionale al fine di ridurre il cd “stacco” dei prezzi nazionali dalla media europea. Nelle ipotesi di modifica allo schema di disegno di legge, tuttavia, viene integralmente soppresso il comma 2, e il comma 1 viene riformulato nel senso di prevedere semplicemente “anche” la presenza di impianti self service in ogni impianto di distribuzione, senza però più affermare il divieto in capo alle Regioni ed alle Province Autonome di regolamentare in modo restrittivo l’effettiva operatività degli stessi. Da ultimo, la proposta di modifica dell’art. 29 dello schema di disegno di legge annuale interviene sul comma 3 di detto articolo, eliminando la possibilità, precedentemente prevista, di esercizio delle attività non oil da parte di soggetti non titolari delle licenze di esercizio (salvo rinuncia del diritto da parte di questi ultimi).
In conclusione, le nuove formulazioni previste per gli artt. 28 e 29 del disegno di legge annuale, appaiono poco efficaci rispetto all’indifferibile esigenza di garantire un’uniforme applicazione a livello locale dei principi di liberalizzazione sanciti a livello nazionale dall’art. 83 della legge n. 133/08. L’Autorità, al fine della promozione di uno sviluppo più concorrenziale del settore della distribuzione carburanti in Italia, auspica, quindi che le modifiche sopra individuate vengano espunte dal testo del disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza, o direttamente in sede di analisi del provvedimento da parte del Consiglio dei Ministri, o in sede di esame parlamentare dello stesso, reintroducendo altresì disposizioni realmente liberalizzatrici a favore del mercato e dei consumatori, fermo restando la previsione che prevede la caduta dell’esclusiva di fornitura.
IL PRESIDENTE Antonio Pilati
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2010-09-30 16:06:24 | anonimo - complimenti
L'antitrust si conferma sempre più al soldo delle compagnie petrolifere e della grande distribuzione organizzata
Chi la paga di più, se la compra.......come le p*****e!!!!
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2010-09-30 16:12:17 | GESTORE INCAZZATO - CHIEDIAMO RISARCIMENTO DANNO
PER I CONTRATTI IN ESCLUSIVA IN ITINERE CHE NEL TEMPO CI HA IMPOSSIBILITATO AD ESSERE COMPETITIVI, CHIEDIAMO I RISARCIMENTI DEI DANNI CHE ABBIAMO SUBITO FINO AD OGGI.
POI CI RIUNIAMO TUTTI E COMPRIAMO IN EXTRARETE.
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2010-09-30 16:28:27 | Moreno Parin - per gestore incazzato
PER I CONTRATTI IN ESCLUSIVA IN ITINERE CHE NEL TEMPO CI HA IMPOSSIBILITATO AD ESSERE COMPETITIVI, CHIEDIAMO I RISARCIMENTI DEI DANNI CHE ABBIAMO SUBITO FINO AD OGGI. = mica male come idea!
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2010-09-30 16:33:16 | GESTORE INCAZZATO - SE NON CI PAGANO CARICHIAMO IN EXTRARETE
ORA BASTAAAAAAAAA
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2010-09-30 16:52:07 | Max
Per il bene della concorrenza e per il risparmio dei consumatori rompiamo in maniera autonoma da subito l'esclusiva. Fino ad oggi nessuna obbiezione sull'impossibilità della categoria di essere concorrenziale. Da oggi l'ppoggio incondizionato dell'Antitrust a questa nuova era di relazioni industriali, che apre la strada alla nostra evoluzione.
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2010-09-30 16:58:27 | Anonimo - UNA BELLA IDEA
COMPRIAMO IN EXTRARETE TANTO ORAMAI L'ANTITRUST è D'ACCORDO
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2010-09-30 16:16:18 | Marco
Da quando si è data la parola al libero mercato e l'antitrust ha cominciato ad intervenire massicciamente in questo settore gli unici che ci hanno rimesso siamo stati noi gestori e consumatori.
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2010-09-30 16:37:01 | GESTORE - CLASS ACTION GESTORI
CHIEDIAMO UN RISARCIMENTO COLLETTIVO OPPURE IL SINGOLO NEL PROPRIO COMUNE DI APPARTENENZA SI RIVOLGA AL GIUDICE DI PACE FINO A 20000 DI EURO DI DANNO
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2010-09-30 18:49:22 | bitocco
per razionalizzare i costi nazionali:
- mandarea a casa il baraccone dell'antitrast e delle pseudo organizzazioni dei consumatori.......
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2010-10-01 07:40:48 | anti eni
altro che antitrust, cominciate ad abbandonare le compagnie, specialmente ENI, andate con le pompe bianche...ci guadagnerete e gli automobilisti verranno solo da voi !!! chi ruba non merita di essere tenuto in considerazione !
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2010-10-01 08:08:52 | Anonimo - x Anti Eni
Forse è megli che ti informi prima di scrivere fesserie. Se gli impianti sono di Eni è difficile che possiamo abbandonarli e i gestori che hanno in gestione le pompe bianche fanno la fame più di noi.
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2010-10-01 08:18:49 | anti eni
allora continuate a fare la fame e a guadagnare 0, (zero virgola.....) e poi le pompe bianche non mi sembrano facciano la fame, almeno a Roma stanno aumentando ogni giorno di più
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2010-10-01 10:18:41 | anti eni
se ti riferisci ai meccanici forse perchè i carburanti delle pompe bianche sono più sporchi e rovinano il motore.....scusa ma ti sbagli, se ancora non lo sapessi le benzine sono praticamente uguali per tutti, sono tutte sporche e piene di residui e zozzerie, parola di tanti meccanici e assistenza Fiat, Alfa Romeo e Renault
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2010-10-01 11:00:01 | Anonimo - perseverare è diabolico.
Vedo che perseveri nello scrivere stronzate. Una cosa sono i gestori e un'altra sono i proprietari delle pompe bianche. Quelli che fanno i gestori sono messi peggio di quelli delle compagnie.
Hai capito o devo farti lo spelling?
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2010-10-01 11:14:16 | anti eni
a me e alla gente interessa il prezzo finale del carburante, non è un problema mio se le compagnie rubano o le pompe bianche fanno prezzi 6-7-8 centesimi più bassi del normale, io vedo il risultato, cioè il risparmio, uso la testa, le fregature le lascio agli altri. Se il gestore vuole guadagnare qualcosa è meglio che cambi pompa e quindi zona e compagnia, APRITE GLI OCCHI !
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2010-10-01 12:27:44 | Flavio
Non ci arriva nemmeno se gli fai lo spelling... nun cià fà !!!!!
E' convinto che io domani possa chiamare la mia società IP e dire
" andate tutti a cagare, domani nel vostro impianto vendo carburante comprato per i fatti miei e tolgo le vostre insegne"Per lui è così punto e basta, non stare a perdere tempo a spiegargli le cose. Tempo perso......
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l'antitrust, scudo delle compagnie e del governo.
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