"Le variazioni intervenute sul testo originario del disegno di legge sulla concorrenza snaturano completamente il significato del provvedimento, eliminando gran parte degli interventi che avrebbero consentito di avviare un percorso di reale ammodernamento della rete di distribuzione dei carburanti". Tra i punti critici c'e' l'obbligo imposto dagli enti locali di avere necessariamente metano e/o gpl. "Tale obbligo - spiega Federdistribuzione - crea una discriminazione di fatto tra operatori gia' presenti nel mercato e chi invece vuole entrarvi, rallentando e rendendo piu' costoso l'inserimento di nuovi soggetti come la Grande Distribuzione Organizzata".
Altra controversia da dirimire e' quella sui vincoli circa le modalita' di pagamento, che per Federdistribuzione "impediscono l'apertura di impianti completamente automatizzati, fatto che avrebbe consentito una maggiore diffusione di stazioni con prezzi bassi".
L’auspicio è che le ultime decisioni possano essere riviste, tornando a dare al provvedimento normativo l’originario impulso innovativo che si è invece perso.
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A questi qui mi convinco di più, sono inclini al lato B delle persone perbene.
Sempre quell'uso tenderebbero fare delle altrui terga, senza ritegno che non sia quello del busi ness.
E dagli con stì doppi sensi.
A e B !!
Mai contenti questi wordl manager della globalizzazione.
At vegniss un cancher...