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Il nodo degli impianti incompatibili

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Carburanti, tra scadenze imminenti e articoli fantasma

Di Elena Veronelli

 - Staffetta Quotidiana - Mentre tutti giornali e una parte della politica parlano di “Borsa dei carburanti”, “unbundling” e “vincolo di esclusiva”, gli enti locali hanno a che fare in questi giorni con qualcosa di molto più “terreno”: il 14 novembre è infatti la prima scadenza di una delle norme contenute nell'articolo 28. Entro questa data le Regioni devono emanare gli indirizzi ai Comuni per la chiusura effettiva degli impianti dichiarati incompatibili ai sensi del dm 31/10/2001 e dei criteri di incompatibilità successivamente individuati dalle normative regionali di settore.

Sono quindi partite le prime circolari regionali indirizzate agli operatori e ai sindaci per ricordare la scadenza. Tuttavia, facendo un giro di telefonate, si capisce che tutto è ancora in alto mare: “non ci riuscirà nessuno entro il 14 novembre, perché le lettere sono partite solo ora, le amministrazioni sono lente e di certo la chiusura degli impianti non giova all'immagine di un sindaco”, dice chi sta sul territorio. C'è anche da dire, tuttavia, che per molte regioni, in particolare per quelle del Nord, in realtà si tratta di un “falso problema”, perché hanno già adempiuto agli obblighi previsti dalle leggi precedenti (tra cui la Marzano). Quindi i pv incompatibili si conterebbero sulle punte delle dita. E poi, dicono i più maliziosi, non si prevede nessuna sanzione in caso di inadempienza. Tant'è che anche il mondo sindacale non mostra la minima preoccupazione: anzi c'è chi rileva che “è come dire che da oggi i ladri vanno in carcere”.

Lo stesso vale per l'implementazione dei self-service pre payment (scadenza 5 luglio 2012, in questo caso però sono previste sanzioni pecuniarie). Molti enti locali hanno infatti già recepito la norma nelle loro leggi regionali. Per questo in molti si rifiutano di parlare di “riforma” e preferiscono dire semplicemente “articolo 28”.

Ma al di là di questo, una serie di domande sorgono comunque spontanee: oltre ai grandi annunci e slogan, cosa si sta facendo per attuare le norme dell'articolo 28? Qualcuno sta gestendo tutto il processo? Che fine ha fatto il tavolo autunnale “per implementare e attuare la riforma contenuta in manovra”, annunciato a luglio dal sottosegretario Saglia (a quanto si apprende finora è stata convocata solo una riunione specifica sul fondo indennizzi, v. Staffetta 20/07)? Gli operatori lo attendono impazienti perché, dicono, il ministero deve chiarire le modalità attuative dell'articolo 28. E invece, si lamentano, come al solito “c'è mancanza di dialogo”. Cosa sta facendo quindi di concreto il ministero, a parte diramare un comunicato in cui, con uno accostamento alquanto discutibile, tenta di far passare l'idea che lo stacco Italia sia sceso grazie alla sua “riforma”? (in verità è tornato ai livelli di luglio dopo essere salito ad agosto ai massimi: 5,7 centesimi per la verde e 4,7 per il gasolio).

E, infine, proporre (ora nel dl sviluppo, domani in qualche altro strumento legislativo) una Borsa dei carburanti, l'unbundling o l'eliminazione del vincolo di esclusiva (al di là di essere favorevoli o meno) è pura utopia? Considerato che non si riesce neanche a rispettare una scadenza molto più alla portata come la chiusura dei pv incompatibili?

Nota a favore del ministero è però che finalmente sembra essersi accorto che, oltre allo stacco Italia, è giusto parlare anche di raffinazione: giovedì c'è stato un incontro Saglia/sindacati su Marghera e il 25 ottobre ce ne sarà uno Mse/UP/compagnie per affrontare le problematiche su tutto il territorio nazionale. E anche nel suo comunicato, Saglia parla di “prossimi interventi che riguarderanno il settore della raffinazione” (anche se poi, effettivamente, rimanda il tutto alla normativa per il recepimento della direttiva europea sulle scorte petrolifere, quindi al 31 dicembre 2012, v. Staffetta 07/09).

E poi il governo sembra anche essersi accorto che esiste un problema sulla logistica (depositi costieri, oleodotti, depositi costieri energetici e depositi destinati al rifornimento aeroportuale, ecc). Il tema viene infatti affrontato in una delle tante bozze circolanti del dl sviluppo. Certo, in molti dicono che il provvedimento non vedrà mai la luce (o comunque verrà ancora modificato moltissime volte), però almeno se ne parla. Almeno è un primo passo.

© Riproduzione riservata

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana

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