Indiscrezioni raccontano di possibili correttivi che finirebbero per ridimensionare l'impatto del capitolo riguardante la riorganizzazione in chiave più 'europea" della rete carburanti. Si fronteggerebbero due linee divergenti, anche all'interno dello stesso governo.
Da un lato chi non vuole arretramenti, dall'altro chi sta studiando le proposte correttive: lo stop alle esclusive per rifornirsi di carburanti verrebbe limitato solo ai gestori che sono anche proprietari degli impianti, mentre la piena deregulation degli impianti automatizzati potrebbe essere limitata al di fuori dei centri urbani. E in bilico sarebbe il riscatto della proprietà degli impianti di distribuzione dietro indennizzo per gli attuali proprietari.
Intanto, nel corso dell' audizione avvenuta ieri in commissione Attività produttive alla Camera sulla “Crisi del settore della Raffinazione in Italia†Pasquale De Vita, presidente Unione Petrolifera, si è detto molto preoccupato per le misure di liberalizzazione per la rete carburanti che dovrebbero essere varate nei prossimi giorni dal governo. De Vita nella sua relazione ha detto che se tali misure fossero confermate in atti normativi, l’immediata conseguenza sarebbe un’accelerazione del processo di disimpegno non solo dalla distribuzione, ma anche dalla raffinazione, di diversi operatori.
L’idea di procedere con una sorta di vendita forzata degli impianti e l’eliminazione dell’esclusiva sugli impianti di proprietà delle aziende appare del tutto immotivata sia dal punto legale che economico. Saremmo di fronte ad un vero e proprio esproprio di asset produttivi, cosa che rappresenterebbe un unicum tra le economie occidentali data la gratuità del contratto con cui viene affidato il p.v. al gestore, la perdita dell’esclusiva non consentirebbe alla proprietà la remunerazione degli investimenti presenti e futuri né la sostenibilità dei costi operativi o una liberalizzazione che avrebbe solo costi e non benefici.
UP ha presentato alcune proposte di intervento sulla rete volta a rimuovere i vincoli all’esercizio dei p.v., uniformando il nostro settore con quello degli altri paesi europei :
- Superamento dei vincoli sulle forme giuridiche e le durate minime dei rapporti contrattuali per la gestione dei p.v.
- Eliminazione dei vincoli all’utilizzo di tutte le apparecchiature self-service
- Liberalizzazione degli orari e delle attività non oil, soprattutto quelle di maggiore interesse per gli impianti (generi di monopolio e stampa)
- Revisione dei criteri di affidamento degli impianti autostradali
- Implementazione art. 28 legge 111/2011
Per quel che riguarda la raffinazione Up, nel corso dell’audizione, ha ribadito che i problemi del settore downstream “sono stati amplificati da una crisi economica che è stata affrontata con misure che non hanno aumentato certo la propensione ad investireâ€. Secondo l’associazione gli investimenti “si avranno solo in un quadro legislativo certo e stabile che punti a migliorare l’efficienza e la competitività dell’industria petrolifera e non a destrutturare il settoreâ€. Per questo, ha sottolineato Up, occorre puntare “a contenere i costi di produzione e quindi i prezzi al consumo†in particolare rimuovendo alcuni vincoli aggiuntivi rispetto a quelli dei principali paesi europei “che rendono più critico il quadro complessivoâ€. Tra le soluzioni, ha suggerito Up, è necessario il “riconoscimento dello stato di crisi del settore per l’applicazione dei benefici previsti sotto il profilo giuslavoristico considerato che è inevitabile che nei prossimi anni si debba ridimensionare l’attuale capacità ed investire sui restanti impianti per restare competitiviâ€. E ancora: coordinare ed armonizzazione le attività petrolifere (in ambito Mise) “con possibilità di dirimere eventuali discrasie tra normative nazionali e regionaliâ€; determinare tempi certi per il rilascio delle diverse autorizzazioni, prevedere tempi certi e brevi per le autorizzazioni ambientali (Aia e Via), agevolare con procedure ad hoc la flessibilità in uscita, eliminare o semplificare radicalmente i meccanismi di controllo della Robin tax “che si traducono in oneri amministrativi inutili e dispendiosiâ€, bloccare ogni ulteriore aumento dell’impiego dei biocarburanti prevista a livello comunitario.
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2012-01-18 12:26:16 | santol
Hai paura di un accettatore di banconote!!!??
Che sei il perfetto "gestore"...quello che tutte le compagnie vorrebbero avere!!
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2012-01-18 13:15:02 | Giank
Ho più paura dei gestori che hanno fatto danni delegando il self a fare il proprio lavoro, che l'accettatore stesso. Io non sono fra quelli.
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2012-01-18 14:28:21 | Cristian
Cosa c'è Giank ?
Non ti avevo forse già predetto che le liberalizzazioni non sarebbero state altro che acquetta ?
Il tempo è galantuomo e ne avremo ancora delle belle da vedere.
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2012-01-18 16:22:42 | Giank
Non c'era bisogno di essere Nostradamus per prevedere che le lobby avrebbero avuto la meglio. Da vedere credo ci sia rimasto ben poco se non l'estinzione dei gestori grazie sopratutto ai gestori stessi.
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2012-01-18 17:43:35 | santol
Ma perchè non aspettate il testo definitivo??la pubblicazione in gazzetta ufficiale e tutti i casini che ci saranno dall'approvazione alla pubblicazione stessa....
La strada è ancora lunga per quanto sembri vicono il traguardo...
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2012-01-18 18:07:11 | Alex
caro de vito, tu quando vai in europa, vai in aereo, noi siamo andati in auto. A te non conviene copiare l'Europa , doveci sono i politici veri, quelli che fanno il bene di tutti e non di pochi privilggiati. Se copiamo l' europa noi gestori italiani che siamo costretti a fare tutto ed anche di più , con le ore che facciamo , come singoli gestori in Europa lo fanno in tre. Copiamo, copiamo l'Europa, ma non dimenticate di copiare i nostri diritti.
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1-Superamento dei vincoli sulle forme giuridiche e le durate minime dei rapporti contrattuali per la gestione dei p.v.
2-Eliminazione dei vincoli all’utilizzo di tutte le apparecchiature self-service
3-Liberalizzazione degli orari e delle attività non oil, soprattutto quelle di maggiore interesse per gli impianti (generi di monopolio e stampa)
Traduzione:
1- Caccio il gestore quando voglio.
2- Dove posso, il gestore lo caccio e non ce ne metto un altro.
3- Fateci vendere tutto però le licenze e i guadagni li prendiamo noi, il lavoro lo diamo al gestore o al facente funzioni del gestore.
Già che ci sono io aggiungerei anche lo ius primae noctis son la moglie del gestore.