La prova provata che l'ultima bozza sia un provvedimento negativo per la categoria dei Gestori, ci viene da un articolo del Sole 24Ore di oggi dove i petrolieri si dicono "soddisfatti" perchè il governo, sempre secondo i petrolieri, ha ritrovato il buonsenso. Nello specifico, oltre alle molte giuste osservazioni fatte all'interno dei commenti sulla questione esclusiva che esclude i Gestori titolari della sola licenza UTF, si apre una veria e propria destrutturizzazione di quelli che sono gli attuali contratti posti in essere tra Gestore e compagnia petrolifera.
E proprio quella sui contratti è la maggiore soddisfazione espressa dal presidente di Assopetroli, Ferrari Aggradi, che dice "si accoglie molto positivamente la liberta' introdotta con l'apertura delle modalitò contrattuali che regolano i rapporti tra il proprietario dell'autorizzazione petrolifera ed il gestore dell'impianto. A questo proposito si ravvisa la necessità di integrare il testo con un passaggio determinante per Assopetroli: quello della tipicizzazione delle forme contrattuali attraverso la contrattazione tra le organizzazioni di tutela delle categorie coinvolte''. ''Solo in questo modo - continua Ferrari Aggradi - sara' possibile garantire una piena tutela di tutti gli attori della filiera coinvolti nel processo di liberalizzazione e dare vita, in modo armonico, al processo di apertura dei mercati avviato dal Governo, affinche' si producano quegli effetti sperati di contenimento del costo dei carburanti".
La preoccupazione, se dovesse essere confermato l'attuale articolato, è quella che le compagnie petrolifere sarebbero libere di adottare tuttle le forme cantrattuali disponibili affiancando tali contratti ad accordi economici stipulati tra singolo gestore e compagnia. Insomma un ulteriore passo in avanti verso la fine dei diritti e della categoria dei Gestori.
Da Il Sole 24ORe
"Si torna al buonsenso" sintetizzano i petrolieri. La controversa mega-riforma della rete di distribuzione dei carburanti trova, nell'ultima edizione del decreto sulle liberalizzazioni, corposi aggiustamenti. Scompare l'obbligo di vendere la metà degli impianti in mano alle compagnie, sostituito con la "facoltà" dei gestori di accordarsi per riscattare gli impianti "ad equo indennizzo" sulla base di criteri che verranno stabiliti dal ministero dello Sviluppo. Ed è stata attutita anche l'altra misura forte: la libertà per il gestore di approvvigionarsi all'ingrosso da chi vuole. Libertà concessa, per il 50% dell'erogato, solo ai gestori proprietari dell'impianto, anche se 'di marca'. Rimangono sostanzialmente immutate tutte le misure per la liberalizzazione della rete: giornali, tabacchi, piccoli ricambi per l'auto e relativi servizi, sinergie con le altre strutture commerciali.
Via alla grande riforma in grado di favorire la discesa dei prezzi di benzina e gasolio a livelli finalmente 'europei'? Interrogativo doveroso, ora che la polemica si attenua e i lavori possono partire. Per scoprire, ad un esame ponderato, che il caro benzina che opprime l'automobilista italiano è frutto, in fondo, di una congiura a più voci. Complice lo stesso automobilista.
Sussura il presidente dei petrolieri, Paquale De Vita: perché l'italiano arriva nell'impianto con il self service, ci rinuncia, si mette nella fila del servito (magari più lunga) e paga quei tre o quattro centesimi in più al litro che se non fosse per la maggior tassazione italiana equivalgono al sovrapprezzo del nostro carburante rispetto all'Europa?
Oltrefrontiera il self service è imperante. Spesso il solo mezzo per riempirsi (ben volentieri) il serbatoio. E se anche De Vita avesse solo in parte ragione mettiamoci qualche ragionamento sulla struttura industriale della nostra rete, e il gioco e fatto. A parte le presunte speculazioni dei petrolieri (e dei benzinai, visto che da qualche anno il prezzo alla pompa è libero) sui flussi del barile di petrolio e del costo industriale dei carburanti, tutto il nostro caro-benzina ha, in fondo, una spiegazione.
C'è l'insostenibilità dei margini per il gestore. Dovuta alle caratteristiche degli impianti rispetto a quelli europei: mediamente più piccoli, con meno erogato (meno della metà della Francia, un terzo dell'Inghilterra) e molto più numerosi: 23mila ancora oggi, la metà di proprietà della compagnie, quasi il doppio della Francia, il triplo dell'Inghilterra. E già questo spiegherebbe il cosiddetto 'stacco' della componente industriale del prezzo rispetto all'Europa.
Ma è il prezzo reale quello che interessa all'automobilista. E qui sono dolori. Perché entra in campo, più mordente che mai, l'ingordigia fiscale. Il Governo parla di economicità della filiera dei carburanti e mette in moto l'ennesima riforma. Peccato che ciò avvenga quando lo stesso Governo ha appena esibito la mannaia fiscale sui carburanti più poderosa della storia. Complice, certamente, una crisi della finanza pubblica non meno epocale.
Sta di fatto che a gonfiare ulteriormente e non poco il costo dei carburanti sono stati i ripetuti ritocchi all'insù delle accise, che oltretutto alimentano l'effetto volano sull'Iva (che si applica anche sull'accisa, in nome della consuetudine molto italiana della 'tassa sulla tassa'). Ed ecco che un'occhiata alla composizione del prezzo finale alla pompa (vedi grafico) ha esiti sconfortanti: tra accisa e Iva il fisco divora ormai stabilmente quasi un euro ogni litro di benzina, assegnando altrettanto stabilmente all'Italia nuovi e poco lusinghieri record europei.
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2012-01-19 13:31:41 | Guido - re:santol ha scritto:Come commentato prima,non ci resta che comprarci l'impianto,consorziarsi o pregare il fondo indennizzi...
...se il prezzo parametrato è equo personalmente comprerei...
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2012-01-19 13:47:18 | santol
Giusto!
Ma in questo caso dovranno cambiare tutti i contratti...ci mettono in tasca il bonus di fine gestione
...e dovranno far bene i conti di cosa gli conviene...
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2012-01-19 13:44:27 | santol
3 sono le vie...o compri...o chiudi(indennizzato)...o ti compri un camion di vaselina!
staremo a vedere quale sarà il "prezzo equo" personalmente se devo fare una valutazione dell'impianto dovrebbero PAGARMI per acquistarlo,tra l'altro...il terreno non è loro,le pompe,le cisterne e gli impianti hanno 23 anni di "buono" c'è il self e l'impianto depurazione acque piazzale...il lavaggio è mio...vedremo...
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2012-01-19 14:13:11 | pseudosqueri - ho vinto! ho vinto! ho vintooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!
ed anche questa volta ho vinto io alla faccia della categoria che non vale un fico secco!
questa sera si festeggia con champagne, veline ed escort . Se volete potete partecipare, ci saranno de vita, io, ferrari aggradi e tutti i rappresentanti delle compagnie, da quelli eni ad esso, da api a totalerg, insomma tutti.
.... Caro luca squeri adesso difendi i gestori dal tentativo di espulsione delle aziende così come li hai difesi in occasione della firma dell'accordo agip.
bravo luca, bravo luca, sei una grandissima testa di c....xo.
ma manco na diarrea fulminante ti viene da costringerti a stare seduto sul cesso 24hsu 24 (come l'iperself) ed eviti di fare danni?
mi meraviglio dei suoi fedeli figisc che continuano a seguirlo... avete capito o no che a luca della categoria non gliene frega niente? Tanto lui ha già uno stipendio da assessore della prov. di milano, sai che cosa ci fa con i 3 cent al litro? paga da bere alla festa di qst sera .
VENDUTO! VENDUTO! VENDUTO! E MI DIMENTICAVO...... LECCHINO
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2012-01-19 14:17:13 | INFORMAZIONE
Scusate, ma quando si svolgeranno i funerali della categoria? Se qualcuno sa data, luogo ed orario me ne dia notizia, almeno avviso i miei familiari visto che io non ci sarò più!
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2012-01-19 14:33:07 | i sigari???
scusami.... permettimi una battuta..... dove ce li danno? .... immagina.....
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buongiorno a tutti, tra gli aumenti delle imposte,tasse, calo delle vendite e sottrazione ingiusta di quel qualche diritto che avevamo, non ci resta per chi non lo sapesse "della protesta dei siciliani" di unirci a loro che stanno già protestando da qualche giorno per i loro ed i nostri diritti che questi sporchi politici da anni ne approfittano del buon popolo! come dice il proverbio:
BUONO SI! MA FESSO NO!!!
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2012-01-19 15:58:47 | Un gestore Agip
Adesso al posto di piangerci adosso facciamo una settimana di sciopero, visto che ci stanno prendendo per i fondelli
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2012-01-19 19:19:45 | PEPPE - tabacchi
credo che i tabacchi siano ben lontani, visto come le loro associazioni di categoria sorridono alle interviste dei giornalisti.......sanno già che non se ne farà nulla.
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2012-01-19 22:23:42 | Enzo
ma secondo voi ci possono mai dare una licenza di tabacchi quando si vendono da 150 a 300 mila euro ma credete ancora alla befana?se non aumentano il margine di guadagno si fallisce con la vendita ridicola che cè.quindi uniamoci ai siciliani e chiudiamo per 15 giorni altrimenti si piange......
purtroppo noi non siamo rappresentati da nessuno perchè i nostri sindacalisti vengono pagati dalle società petr. e il cetriolo sempre a noi va ...............
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Come commentato prima,non ci resta che comprarci l'impianto,consorziarsi o pregare il fondo indennizzi...