GestoriCarburanti

 

Audizione in senato di Up su liberalizzazioni

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"Gli articoli del DL dal 17 al 20, che riguardano la distribuzione dei carburanti, intervengono nuovamente e pesantemente sul settore e rappresentano un punto di compromesso tra le varie esigenze, ricollegandosi all’art. 28 della Legge 111/2011 del luglio scorso.

Ipotesi di emendamenti e/o modifiche che ripropongano sostanzialmente la possibilità di superare i contratti di fornitura in esclusiva anche per gli impianti di proprietà delle aziende non sono proponibili, oltre che fortemente in contrasto con la normativa nazionale e comunitaria come evidenziato nel parere legale allegato (v. all. 1 e 2).

Occorre sottolineare che sull’impianto realizzato dall’azienda e sul quale la stessa azienda effettua la manutenzione, espone il suo marchio e ha una serie di responsabilità (qualità del prodotto, garanzia del servizio, etc.) verso il consumatore, è impensabile che il gestore, al quale l’impianto viene dato in comodato gratuito, possa acquistare il prodotto dove ritiene più opportuno. Ciò è palesemente irragionevole oltre che illegittimo sulla base della legislazione nazionale ed europea ed avrebbe pesanti conseguenze negative per il consumatore non più garantito dall’azienda fornitrice. Occorre ricordare che la rete carburanti (circa 24.000 impianti) è già per la metà (12.000) in mano ad operatori privati indipendenti dalle aziende petrolifere, liberi di scegliere i propri fornitori.

Anche l’eventuale proposta che preveda l’obbligo delle aziende petrolifere di vendere forzosamente parte della propria rete di distribuzione è possibile che venga ripresentata. Ciò configurerebbe un forte danno al principio della libertà di

impresa e di tutela della proprietà privata con l’effetto di scoraggiare qualsiasi investimento da parte delle aziende, che sarebbero invece fortemente incentivate a lasciare il mercato italiano.

In merito ai suddetti punti, peraltro, il decreto già prevede sia la possibilità di rifornirsi liberamente per i gestori proprietari dell’impianto sia la possibilità di vendita di impianti concordata tra le parti.

L’Unione Petrolifera ritiene indispensabile mantenere gli articoli di cui sopra nel testo attuale, in quanto, qualsiasi modifica peggiorativa dovesse essere introdotta,correrebbe il rischio di rompere il difficile compromesso già raggiunto, considerato accettabile anche dall’Antitrust. Autorità che nella recente segnalazione in materia al Governo e al Parlamento ha indicato una serie di specifiche azioni, completamente condivise dalle aziende petrolifere."

Commenti (5)
  • Anonimo

    Abbiamo capito che l'UP vuole mantenere la fornitura in esclusiva perchè le compagnie petrolifere sono proprietarie dei loro impianti, ma queste ultime non possono continuare a cedere ai gestori carburanti a prezzi ormai fuori mercato, obbligando poi gli stessi gestori a praticare sconti con la partecipazione economica erodendo un margine che è già irrisorio e che da anni non viene incrementato.
    I canoni di affitto vengono adeguati aanualmente in base all'istat, ma allora perchè non si adegua anche il nostro margine..???
    Perchè deve continuare ad esistere il doppio canale di vendita...???

  • BOLOGNESI MARIO  -  dove sono gli allegati di questo articolo?

    intanto bisognerebbe essere più chiari (TUTTI) UP RETISTI PRIVATI ASSOCIAZIONI SINDACALI, perchè tutti parlano ma tra leggi e leggine provvedimenti approvati poi subito stralciati da vecchi e nuovi governi (con tanto dicesi di BOCCONIANI DOC) che nessuno di questi conosce le problematiche della rete carburanti in ITALIA che confrontano sempre con il resto EUROPA, con articoli preparati appositamente incompleti per rendere sempre e solo più confusionale tutto quello che i media mettono (INCULCANO) TUTTI I GIORNI nella testa della povera gente, causando paure timori che fanno solo male.In poche parole chi nè sa se ne guarda purtroppo di divulgare quello che veramente è la VERITà

  • sa  - SVEGLIA

    la cosa si risolverebbe subito se ci aumentassero il margine a noi gestori tante chiacchiere non servono, lo sconto interessa solo a loro alle compagnie per primeggiare nelle vendite e poi avere i premi produzioni,e noi come cretini ci partecipiamo facendoci credere che aumenteremmo le vendite,la causa dell'aumento del prezzo del carburante e' dovuto proprio allo sconto +sconto +aumento del prezzo al consumo nelle loro tasche sempre tanto ci va. ( PROPOSTA FATTA A ME DAL CAPO LA MATTINA DEVO FARE IL GIRO DEI MIE VICINI GESTORI E COMUNICARGLI IL PREZZO +LO SCONTO ;COSI POTEVA DIRMI CHE PREZZO E CHE SCONTO DEVO FARE IO: ma si può andare avanti cosi................ ci dobbiamo fermare tutti noi anche se ognuno di noi ha problemi diversi.

  • BOLOGNESI MARIO  - bisognava svegliarsi prima

    la guerra tra poveri l'abbiamo persa entranbi, non si può chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati,sono 20 anni che io lo dico a tutte le assemblee a cui ho partecipato senza mai essere ascoltato perchè purtroppo ognuno cerca di proteggere (I PROPRI INTERESSI) invece il risultato è un'altro la disfatta x tutti

  • Feddy

    Era già da parecchio che scrivevo una cosa del genere. Era inaccettabile che noi si poteva acquistare privatamente. Da come sù letto: garanzia prodotto, garanzia fornitura , garanzia cali, garanzia manutenzione etc.etc.etc. E le società cosa avrebbero chiesto in cambio? Proposi ai nostri rappresentanti sindacali di sedersi al tavolo e di discutere dei margini a noi dati. Risolto quello si discuteva delle varie promozioni e sconti effettuati. E' su di questo che bisogna battere e non sulla liberalizzazione dell'acquisto prodotto. Meditate colleghi, MEDITATE.

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