GestoriCarburanti

Giovedì, Apr 17th

Last update:08:09:49 AM GMT

 
 

Cali carburanti, convegno Ascom e l'Ufficio Tecnico di Finanza di Brescia e l’Agenzia delle Dogane

E-mail Stampa

forme

Nei mesi precedenti abbiamo affrontato l'argomento cali carburanti prendendo spunto da una sentenza favorevole che ha coinvolto un collega che aveva fatto ricorso dopo un accertamento. Abbiamo voluto riproporre un articolo esplicativo tratto da Controdistribuzione con cui si faceva il punto sull'attuale situazione normativa che regolamenta questa difficile materia.

A questo proposito, lo scorso mese il collega e lettore Giampiero ci ha fatto pervenire la relazione riguardante un Convegno del settore, in collaborazione con Ascom  e i funzionari dell'ufficio Tecnico di Finanza di Brescia e delle Agenzie delle Dogane.

Di seguito riportiamo la sua mail, scusandoci per il ritardo nella pubblicazione dovuto ad un problema tecnico.

Gentile Redazione,

mi preme porre alla Vostra cortese attenzione che per quanto in allegato si ritiene doveroso ringraziare i Funzionari dell’Ufficio Tecnico di Finanza di Brescia e l’Agenzia delle Dogane, per l’evidente esperienza professionale che ha reso possibile qualificare per intero il lavoro svolto. A dir bene, anche con il supporto organizzativo dell’ ASCOM , l’intero Convegno del settore distributivo degli oli minerali, a cui ho potuto trarre tale spunto di interesse, è sempre stato teso “inoltre a “sensibilizzare, responsabilizzare e uniformare il comportamento di tutti gli esercenti depositi commerciali e distributori di carburante sull’esatta applicazione delle norme fiscali che disciplinano gli oli minerali, mettendoli in grado di avere un quadro organico della materia.”.

Per tale premessa, atto dovuto a mio parere, sono sicuro che l’interesse che potrà suscitare non resterà un semplice esercizio di lettura, ma un ulteriore supporto al tentativo di chiarire al meglio che le problematiche conseguenti i “cali termici” da parte dei gestori non possono e non dovranno limitarsi alla lettura rigida di norme che tendono solo a “colpevolizzare”.
Con la speranza di poter fare cosa gradita colgo l’occasione per porgerVi cordiali  saluti, Giampiero B.

Variazione di volume dei carburanti conseguente a variazioni della temperatura

Quesito posto: Come scaricare nel registro contabile tenuto ai fini fiscali i “ cali termici “ che si verificano durante l’esercizio di un impianto di distribuzione carburanti.

Risposta: Si premette che questi cali possono determinarsi sia nella fase di trasporto del carburante dalla raffineria al distributore, sia durante il periodo di giacenza del carburante nei serbatoi interrati dell’impianto di distribuzione.

La manifestazione di essi è connessa al fenomeno fisico della dilatazione o contrazione di un volume di un liquido per effetto della variazione della sua temperatura.

Con riferimento al calo termico perché esso possa manifestarsi occorre che:

  • nella fase di trasporto il carburante pervenga nel distributore ad una temperatura mediamente più elevata di rispetto a quella del prodotto in uscita dalla raffineria o da un deposito commerciale,
  • nella fase di permanenza del carburante nel serbatoio interrato del distributore, la sua temperatura sia mediamente inferiore a quella all’atto della sua introduzione. In caso contrario dovrebbe parlarsi ovviamente di eccedenza termica.

Mentre per la fase di trasporto sono state emanate alcune circolari dall’Amministrazione finanziaria che parlano e forniscono anche una indicazione numerica dell’ordine di grandezza di tali cali, per la fase di giacenza del prodotto nei serbatoi dell’impianto, ma anche in genere per quelli di tutti i depositi non si è mai parlato espressamente di essi, senza che questo possa escluderne l’esistenza.

L’U.T.F. di Brescia ha approfondito la complessa problematica analizzando con i suoi funzionari in servizio di istituto presso la raffineria di Cremona, i dati delle temperature dei carburanti contenuti nei serbatoi doganali di estrazione (tutti metallici e fuori terra).

Orbene, il dato emergente è che durante il periodo di rilevazione e precisamente dal 20 al 30 Gennaio 2006, durante il quale la temperatura esterna ha oscillato mediamente fra lo 0°C e i 4°C, le temperature dei carburanti sono state le seguenti:

Benzina senza piombo

I° serbatoio 6,5° C II° serbato io 5,0° C III° serbato io 7,0° C

Gasolio autotrazione

I° serbatoio 19,0°C. Il carburante è stato successivamente trasferito in un serbatoio polmone, che alimenta direttamente le rampe di carico, nel quale dopo 96 ore si è rilevata una temperatura di 16,2°.

II° serbato io 13,3°C. Il carburante è stato successivamente trasferito in un serbatoio polmone, che alimenta direttamente le rampe di carico, nel quale dopo 48 ore si è rilevata una temperatura di 10,4°.

Si evidenzia come nel caso del gasolio autotrazione il decremento di temperatura, peraltro in serbatoi fuori terra e quindi maggiormente esposti alla variazioni termiche dell’ambiente rispetto a quelli interrati, sia stato effettivamente modesto in rapporto al tempo di permanenza trascorso nel serbatoio e alla bassa temperatura esterna.

Nel caso delle benzine, il più basso grado di temperatura del prodotto nei serbatoi di raffineria, in aggiunta alla bassa temperatura esterna, può indurre a far ritenere ancor più modeste le variazioni di temperatura subite dal prodotto dalla sua estrazione dalla raffineria sino al momento della sua introduzione nei serbatoi interrati degli impianti di distribuzione carburanti.

Con questo profilo di temperature (invernali), considerata l’esiguità del calo, può apparire un po’ eccessivo da parte di un gestore l’attribuirsi tali cali scaricandoli dal registro. Ciò si potrebbe fare o prendendo in carico il volume effettivo introdotto, riferito alla temperatura di 15°C (cosa che però non è prevista in quanto sul registro deve essere preso in carico il volume ambiente. La disposizione che fissa ciò è stata emanata, tra l’altro, nello stesso interesse del gestore per semplificarne gli adempimenti) o scaricando il calo termico, corrispondente al minor quantitativo di prodotto effettivamente pervenuto in rapporto a quello indicato nel DAS (emesso a scorta del prodotto) e riportato anche sul cartellino impressore del volume (del contatore volumetrico installato sull’autobotte) rilasciato dall’autista. Per il calcolo di tale calo occorrerebbe riportare il volume ambiente del prodotto introdotto a quello riferito a 15°C (utilizzando la densità a 15°C riportata sul documento di carico e rilevando la temperatura del prodotto all’atto della sua introduzione in serbatoio). Al valore così ricavato andrà sottratto il volume a 15°C, ottenuto riportando il volume ambiente (indicato sul documento di carico e coincidente con il volume introdotto a mezzo contatore) al valore corrispondente alla temperatura di 15°C (per mezzo del fattore di conversione dei volumi rilevato dalle tabelle A.S.T.M. utilizzando sempre la stessa densità a 15°C di prima, ma la diversa temperatura ambiente riportata sul DAS) ma in questo caso non si vede dal punto di vista fiscale la necessità di farlo. Infatti tale calo, se dovuto solo a variazioni termiche, sarebbe ampiamente assorbito dal calo di trasporto ammesso e quindi la società non può avere nessun timore di incorrere in una irregolarità sanzionabile.

Diversamente   può verificarsi nella stagione estiva.

E’ abbastanza evidente come si possa ritenere che nel corso dell’anno gli effetti delle contrazioni e dilatazione dei volumi che interessano sia la fase di introduzione, ma anche come vedremo in seguito quella di permanenza del carburante nei serbatoi interrati, possano compensarsi rendendo il problema dei cali termici (guarda caso il solo segnalato) meno significativo. Molto comunque dipenderà principalmente dall’efficienza degli scambiatori di calore della raffineria posti sulle linee di ingresso dei serbatoi di stoccaggio che in pratica determinano la temperatura in uscita del prodotto dalla raffineria, poi dalla durata delle singole stagioni e infine dai valori della temperatura ambiente.

Fase di stoccaggio del carburante nei serbatoi del distributore.

Come già in parte anticipato, gli eventuali cali conseguenti alle variazioni termiche che si determinano nella fase di stoccaggio del prodotto nei serbatoi dell’impianto non vengono mai distinti fiscalmente dai cali naturali che la legge riconosce per questa fase. In pratica, ai fini fiscali, il calo naturale ammesso (calo legale) include sia le perdite per evaporazione, sia i cali termici di cui si è parlato, sia le variazioni conseguenti alle tolleranze ammesse per gli strumenti di misura, quali i contatori volumetrici delle colonnine di erogazione, sia tutti i cali conseguenti ad altri effetti secondari non determinabili. Nulla esclude che nell’arco del tempo possano aversi effetti di compensazione   con le variazioni di segno opposto (eccedenze).

D'altronde voler operare delle distinzioni tra i singoli cali è abbastanza complicato a livello tecnico, con un impegno non da poco che senzaltro esula dalla normale attività di un gestore.

Concludendo, l’Amministrazione finanziaria riconosce semplicemente i seguenti cali:

Un calo di trasporto che, previsto dalle norme doganali nella misura dello 0,5% rispetto al valore indicato sul D.A.S., per i prodotti che hanno già assolto l’accisa è invece ammesso per un ulteriore valore del 2% come indicato dall’art. 49, comma 3, del T.U. non si applicano sanzioni qualora i prodotti trasportati differiscano quantitativamente rispetto ai dati risultanti dai relativi documenti di accompagnamento in misura non superiore all'uno per cento, se in più, o al 2 per cento oltre il calo ammesso dalle norme doganali vigenti (0,5 %), se in meno.

Un calo naturale di giacenza, con riferimento al singolo carburante erogato dall’impianto, pari a :

■   Benzine: 2,5 ‰ (per mille)

con riferimento al venduto (erogato) in litri nel periodo interessato

■   Gasolio ed altri prodotti: 0,83 ‰ (per mille)

con riferimento al venduto (erogato) in litri nel periodo interessato

■    G.P.L.: 2,5 ‰ (per mille)

con riferimento al venduto(erogato) in litri nel periodo interessato

■OLI LUBRIFICANTI CONFEZIONATI:     NON sono ammessi cali o eccedenze trattandosi di prodotto confezionato.

Diverso è il caso di una autobotte, già caricata in raffineria, lasciata per le più disparate ragioni nel periodo estivo, e per alcune ore, sotto il sole cocente prima di effettuarne lo scarico in un distributore. In questo caso, chiaramente, si potrà avere un sensibile riscaldamento del prodotto e quindi una rilevante dilatazione termica con un sensibile aumento di volume.

Utilizzando nello scarico fisico del prodotto sull’impianto il misuratore volumetrico in dotazione all’autobotte il volume erogato (volume ambiente) sarà ancora uguale a quello riportato nel documento di trasporto, ma non uguale, se riportato alla temperatura di riferimento di 15°C, a quello ricavabile dal DAS emesso a scorta del prodotto (sulla base delle indicazioni della densità a 15°C , del volume ambiente e con l’utilizzo delle tabelle ASTM).

Si potrà più facilmente comprendere quanto detto considerando il caso di uno scarico effettuato nel distributore che costituisca l’ultimo di quelli effettuati da una autobotte munita di contatore volumetrico, in quanto il volume determinatosi per effetto delle variazioni termiche resta materializzato nell’autobotte se questa non viene scaricata del tutto.

Ecco perchè per l’ultimo scarico l’incaricato del trasporto ha l’obbligo, ai sensi dell’art 18 – comma 4 - del D.M. 25 marzo 1996, n.210 sui trasporti alla rinfusa di scaricare tutto il prodotto eventualmente rimasto nell’autobotte.

Tale procedura viene di seguito richiamata: Se la quantità scaricata non dovesse corrispondere a quella indicata nel relativo DAS lesercente dellultimo impianto destinatario, dopo lassunzione in carico della quantità risultante dal predetto DAS, scarica, per calo di trasporto, o assume in carico, rispettivamente, le eventuali deficienze od eccedenze rilevate allatto della discarica, secondo le indicazione del misuratore volumetrico o risultanti dallo scontrino emesso dallapposito dispositivo impressore dei volumi, se installato. Lo scontrino viene emesso in due esemplari sui quali sono riportati il numero di identificazione del misuratore o la targa de lautobotte, la numerazione pro gressiva dellimpressore e la lettura del contatore, all inizio e alla fine dellerogazione; un esemplare dello scontrino, firmato dallincaricato del trasporto e completato con lindicazione del quantitativo complessivamente trasportato, resta a corredo del registro di carico e scarico dellimpianto destinatario mentre laltro esemplare, con la firma del destinatario è allegato alla distinta. In mancanza del dispositivo impressore, lo scontrino è sostituito da una dichiarazione rilasciata dallincaricato del trasporto. La suddetta procedura per lassunzione in carico delle eccedenze e per lo scarico delle deficienze è valida per le sole differenze attribuibili alle variazioni termiche che possono verificarsi fra il momento del carico e quello dello scarico ed alle tolleranze degli strumenti di misura. Se le differenze non rientrano dei suddetti limiti lesercente dellultimo impianto destinatario ne dà immed iata com unicaz ione allU.T.F.

Di questi limiti si è trattato nella Circolare n. 176 del 03.06.1998 dell’ex Dipartimento delle Dogane, ora Agenzia, relativamente al G.P.L., consentiva di determinare, approssimativamente, in ragione del 2‰ per ogni grado centigrado, le variazioni di volume dovute alla temperatura. Sulla base invece del dato tecnico ricavato dalle tavole IP A.S.T.M. e di quanto espresso dalla Circolare n. 40 del 02.10.1980, si ricava che l’aumento di volume conseguente ad un aumento della temperatura del prodotto, sia della misura di:

1‰ per ogni grado centigrado, per i carburanti liquidi (benzina, gasolio) 2‰ per ogni grado centigrado, per il G.P.L.


5 Volendo fare un esempio;

Su un carico di litri 5.000 di gasolio nel caso di un incremento di temperatura di 5°C la dilatazione di volume è dell’ordine max di 25 (venticinque) litri.

Importante: Nelle due circolari sopracitate si parla di variazioni di volume conseguenti a incrementi o diminuzioni della temperatura, con riferimento alla sola fase di trasporto del prodotto.

Nell’ipotesi anzidescritta il volume ambiente misurato dal contatore volumetrico di cui è munito l’A.T.B. risulterà evidentemente superiore a quello indicato sul D.A.S. Lo scontrino impressore su cui vengono stampati i litri effettivamente erogati dal misuratore volumetrico dell’A.T.B. consentirà al gestore di assumere in carico il maggior volume rispetto al valore indicato sul D.A.S. ma anche così facendo il problema dei cali termici come vedremo innanzi non è ancora eliminato.

Si badi bene che la deficienza nel carico, non solo l’avrà subita l’ultimo gestore (in quanto dovrà prendere in carico il volume ambiente del prodotto scaricato ancorché superiore a quello indicato sul DAS ) ma anche tutti i gestori precedenti. Essa però attiene sempre alla fase di trasporto. Ovviamente lo scarico di una partita a temperatura maggiore di 25 °, come può aversi per il caso prospettato, si ripercuoterà anche sui cali che si determineranno successivamente sul prodotto in giacenza nell’impianto per le ragioni illustrate nella prima parte, anche avendo preso in carico nel registro il maggior volume ambiente introdotto. Ciò in quanto il prodotto che sarà erogato successivamente, per la sua giacenza in un serbatoio interrato, avrà una temperatura sempre più bassa rispetto a quella di introduzione. Quindi eventuali decrementi di volume che si realizzeranno inevitabilmente durante la successiva fase di giacenza del prodotto nel serbatoio dell’impianto potranno al momento solo essere segnalati, sulla base di eventuali accordi commerciali, alla raffineria o al deposito commerciale mittente. Ciò in quanto come detto in precedenza, i cali termici che attengono al periodo di giacenza del prodotto in serbatoio non possono, né è facile farlo, essere distinti dai cali per evaporazione o dagli altri eventuali cali o eccedenze che eventualmente possono determinarsi quindi non è possibile per il gestore darsene scarico, ai fini fiscali, sul registro di carico.

Si fa quindi presente che l’insorgere di eventuali controversie sulle deficienze di prodotto in arrivo nel distributore attiene strettamente alla sfera dei rapporti commerciali tra il gestore e la raffineria considerato che si tratta di prodotti ad accisa assolta.

Quanto detto fa comprendere come la materia sia abbastanza complessa con implicazioni che attengono ai rapporti tra gli operatori commerciali.

A parere dello scrivente, dal punto di vista fiscale occorrerebbe che le due figure di operatori interessati attraverso le loro rappresentanze effettuassero uno studio tecnico più approfondito del problema portandone le conclusioni a conoscenza dell’Amministrazione finanziaria in modo da poter eventualmente elevare, con una nuova norma di legge, i valori dei cali legali oggi ammessi.

Di gran lunga più onerose per i gestori e oggetto di maggiori controversie risulteranno invece, a parere dello scrivente, le puntuali estremizzazioni di carattere tecnico sulle deficienze del carburante, sia nella fase di trasporto, sia nella fase di giacenza che si possono determinare nell’impianto.

Ing. Carlo Laiena

Convegno del settore distributivo degli oli minerali Cremona, 13 giugno 2006

 

 

Commenti (20)
  • Anonimo

    In tutta questa relazione non vengono considerata alcune variabili importanti che determinano i cali di fine anno.

    Oltre alla temperatura: gli additivi aggiunti ai carburanti in certi periodi e che vanno in "nebbia" dopo un certo lasso di tempo (vedi etere);
    se sei l'ultimo scarico, lo sbattimento del carburante nel tragitto all'interno dell'autobotte in serbatoi mezzi vuoti;
    le autobotti che stanno sotto il sole per ore prima di arrivare;
    le pompe tarate dagli uffici metrici sempre in massima eccedenza;
    ecc...

    Così, a fine anno, sono sempre migliaia di litri in meno (l'anno scorso 3000 tra gasolio e benzina) e per la compagnia sono io e l'autista che rubiamo.

  • flavio

    Ho l'impianto a 1500 mt di altezza in uno dei paesi più freddi d'italia.
    Su 900mila litri venduti l'anno scorso ho avuto circa 5800 lt di calo tra benzina(3400) e gasolio (2400). Caricano il mio prodotto vicino a Torino dove abitualmente in pieno inverno credo che ci sia al massimo 0° quando fa freddissimo.......... io ho una temperatura media ANNUALE al mattino di circa 1,5°...... con punte abituali in inverno (6 mesi da noi) di -18/23°........
    Salgo sulle botti sempre da 19 anni e non ho mai beccato un calo di trasporto....MAI..... Cisterne semi nuove, colonnine tarate giuste e il terrore ogni giorno di avere un controllo che mi contesti questi schifosi cali naturali... pur segnando sempre mensilmente il tutto sul registro utif.
    e per finire, l'anosa discussione con la societò per il rimborso.
    CHE PALLEE

  • un collega stufo  - The Caldo

    ma vogliamo anche dire a che temperatura arriva il prodotto dalle raffinerie/deposito ?!?
    d'inverno con temperatura esterna 3° C. il diesel è a 20° C.
    vi pare normale ?!?
    se aprite i bocchettoni sulle autobotti KILOLITRICHE sembra che stiate aprendo una tazza di the caldo in montagna !!!

  • Giampiero  - x anonimo

    Per quanto riguarda quelle che Lei definisce "variabili importanti", mi permetto farle notare che l'articolo stesso cita ad un certo punto della sua lettura : "Diverso è il caso di una autobotte, già caricata in raffineria, lasciata per le più disparate ragioni nel periodo estivo, e per alcune ore, sotto il sole cocente prima di effettuarne lo scarico in un distributore. In questo caso, chiaramente, si potrà avere un sensibile riscaldamento del prodotto e quindi una rilevante dilatazione termica con un sensibile aumento di volume.", prendendo ad esempio il problema temperatura del prodotto. Per quanto riguarda gli additivi, questi ultimi costituiscono a tutti gli effetti un carico di prodotto se pur aggiunti in modeste quantità, devono essere sempre presi in carico sul registro di carico e scarico e considerati in sede di chiusura dello stesso. Sulle "pompe tarate" mi permetta farle notare che gli U.M. verificano le misure e non tarano gli erogatori, questi devono essere eventualmente "TARATI" DA APPOSITE DITTE AUTORIZZATE A POTERLO FARE CON TANTO DI SIGILLO E RAPPORTO DI LAVORO DI SEGUITO REDATTO.

  • Anonimo  - Preciso

    Spett. Sig.Giampietro, essendo Gestore da 9 anni, ho assistito a più di una delle visite periodiche (in teoria 1 ogni 2 anni) degli ufficiali metrici per appore il tagliando verde di taratura dei misuratori:

    a tarare le pompe sono, ovviamente, gli incaricati della ditta di manutenzione della compagnia (con tanto di piompini e rapporti di lavoro) ma, nella taratura, si devono attenere alle indicazione dell'ufficiale metrico che, tutte le volte, gli impone di regolare le pompe alla massima tolleranza in eccedenza ammessa per legge (almeno questo è quello che è sempre successo a me)

    secondo lei non sarebbe giusto che venissero regolate allo zero per mille?

    questo, aggiunto al resto (temperature, sole, ecc...) genera i migliaia di litri di cali a fine anno.

  • Giank  - Confermo

    Anche qui, l'Ufficiale Metrico classifica come ben tarate le pompe nell'
    eccedenza di legge, mentre fa rettificare quelle deficitarie anche se sono nei limiti legali. Se si aggiunge questo alle differenze di temperatura che sono state certificate anche da tecnici della compagnia, non c'è' da meravigliarsi se, a fine anno, mancano alcune migliaia di litri. Forse sarebbe il caso che chi di dovere intervenisse per far aumentare le tolleranze ammesse per legge. Non dimentichiamo anche la scarsa attendibilità delle misurazioni con aste metriche e delle tabelle di ragguaglio dei serbatoi.

  • Guido

    :upset Il tutto si risolverebbe pagando semplicemente a peso come fanno le compagnie o i grossi privati che hanno i contro marroni. :grin

  • Anonimo

    è possibile conoscere gli orari di scarico c/o i distributori di carburante in città, in questo caso napoli. grazie.

  • ipstation  - mah...

    dalle 6 alle 19.......come si fà a saperlo??? nemmeno noi sappiamo quando arriva,troppe variabili,orario di carico al deposito,traffico,tempo di attesa degli autisti x gli assegni e......forse....pure loro mangiano a mezzogiorno :grin

  • Anonimo

    ho un distributore da poco piu' di 2 anni e mi trovo nella condizione di avere a fine anno su 750mila litri di venduti un calo di 2700 litri complessivi su tutti i prodotti questo comporta ad essere soggetta a sansione perchè sono fuori tolleranza. Come posso fare per tutelarmi da tale pericolo? grazie ;)

  • Francesca

    Intanto ciao. Per quel che riguarda il problema che hai esposto, bisognerebbe capire se hai ottemperato a quelle che sono le procedure di verifica mensile dei cali carburanti che cambia ma sostanzialmente sono uguali tra compagnie diverse. Tutelarti adesso dal pericolo è un po tardi. Al momento puoi solo sperare che non ti arrivi un controllo e che i cali siano dovuti a tante altre cause ma non a quella di una perdita con eventuale danno ambientale. Anche perchè il controllo per il calo serve a scoprire se eventualmente ci sono delle perdite per segnalarle alla compagnia che diventa come proprietaria la responsabile.
    Spero di essere stata chiara.
    Ciaoooo

  • maria  - Per anonimo con un calo di 2700 lt su 750mila...

    E per tutti i Gestori alle prese con i cali...
    I cali son calcolati al 1% sul gasolio e 3% sulle benzine rapportati ai mesi, quindi se si tratta di gasolio fai 750.000 x 1%= 7500;
    se è invece è benzina 750.000 x 3%= 22500;
    se fosse stato rilevato il calo nel mese di settembre il calo sarebbe stato di 750.000 x 1%= 7500 :12= 625 x9= 5625, intendendosi per mese intero se supera il 15° giorno.
    Ti consiglio di leggere la sentenza n. 384/1/10, della Ctp di Lecce.
    Spero di esserti stata d'aiuto...
    ciao maria

  • Guido

    ...e le eccedenze come si registrano?

  • Marco

    Le eccedenze riscontrate come si prendono in carico?

  • Anonimo

    Le eccedenze vengono prese in carico sul registro ma, attenzione che, se si supera la tolleranza ammessa in eccedenza (pari al 5 x mille dell'erogato per tutti i prodotti), è dovuta l'accisa sul quantitativo di prodotto in eccedenza....

  • Salvatore  - tabelle ASTM

    Salve
    dove posso trovare le tabelle Astm per il
    gasolio

  • michele  - calcolo cali tollerati

    Buon giorno,
    volevo avere maggiori delucidazioni circa il calcolo dei cali ammessi.
    1) Se il calcolo è riferito ad un anno intero (12 mesi) il calo della benzina ammessa ammonta al 3% dei litri erogati nell'anno.
    2) Se invece è riferito a 9 mesi il calo della benzina ammonta ai 9/12 (del 3% (=2,25%) dei litri erogati nei nove mesi.
    E' giusto questo calcolo oppure mi sfugge qualche passaggio ?

  • francesco

    sono un rappresentante del consorzio agrario con deposito, mi è stato addebitato con delle note da pagare il calo dei carburanti agricoli pari
    all'1% del carico riferito ad un anno. E' legale tutto ciò o mi posso rifiutare perchè il consorzio ha recuperato il calo dalla ditta mandante.
    Grazie per una risposta chiarificatrice a proposito

  • malu

    salve, la GDF ha trovato gasolio nello scomparto dell'autobotte al rientro dalle consegne. In questi casi il calo ammesso per contestare il verbale come bisogna effettuarlo,grazie

  • Anonimo

    Sono un esercente al dettaglio di carburanti e lubrificanti sotto la forma giuridica di sas in contabilità ordinaria.Il mio operare consiste in questo:ogni fine mese controllo il calo su gasolio e benzina e lo inserisco nei corrispettivi, su cui scorporo l'IVA.Successivamente la ditta concedente mi invia una Nota Credito per i cali,rimborsandomi con bonifico il valore del corrispettivo al netto dell'IVA.In questo modo,avviene una duplicazione di ricavo,in quanto ho prima un corrispettivo fittizio e successivamente uno storno di costo con la Nota Credito .Vi chiedo, come sarebbe giusto operare? Grazie.

Commenta
I tuoi dettagli:
Commento:
[b] [i] [u] [s] [url] [quote] [code] [img]   
:):grin;)8):p:roll:eek:upset:zzz:sigh:?:cry
:(:x
SECURITY
Inserisci il codice anti-spam che vedi nell\immagine.
Commentando dichiari di aver preso visione e di accettare i termini e condizioni di utilizzo di questo sito.
Per mantenere un livello civile della conversazione, verranno eliminati tutti i commenti che contengono: turpiloquio, offese, violazioni della privacy, off topic, istigazioni alla violenza o al razzismo, minacce ecc. Gli utenti che violeranno ripetutamente la nostra policy verranno bloccati/bannati. La Redazione.

Articoli correlati:
Articoli più recenti:
Articoli meno recenti: