L’ultimo attacco contro la compagnia petrolifera olandese Shell avrà gravi ripercussioni per il sud della Nigeria. Infatti, è di stamane la notizia che un nuovo attacco del gruppo armato del Mend, attivo nel Delta del Niger, e' stato condotto dagli stessi guerriglieri contro installazioni petrolifere della Shell in Nigeria. "Siamo pronti a chiudere gli impianti e richiamare il personale", dopo i cinque attacchi subiti da gennaio sino a giugno, una media di circa un attacco al mese. "Questa sospensione delle operazioni avrà ripercussioni sui contractor - ha detto la fonte - avrà ripercussioni sulle entrati federali e sulle nostre entrate". In un documento riservato ottenuto dal quotidiano nigeriano This Day, la Shell afferma che “le sue operazioni in Nigeria, così come quelle delle altre aziende internazionali che operano sia on-shore sia off-shore nel Paese africano, continuano a risentire delle precarie condizioni di sicurezza nella regione meridionale del Delta del Niger”.
Con il crescente numero di attacchi, non è per niente sicuro per il personale e i contractor portare avanti la produzione e, purtroppo, questo significa che i nostri progetti per lo sviluppo locale dell'area Western Niger Delta hanno subito un rallentamento".
Secondo This Day, la decisione della Shell comporta la cessazione della produzione nell'impianto EA, capace di 115.000 barili al giorni, e nel Terminal Forcados per le esportazioni, capace di 450.000 barili al giorno. I continui attacchi subiti negli ultimi anni hanno fatto perdere al colosso anglo-olandese la posizione di primo produttore di greggio in Nigeria, oggi occupata dall'americana ExxonMobil: da un livello record di circa 999.000 barili al giorno, garantito nel 2003, pari a quasi la meta' della produzione complessiva della Nigeria, oggi Shell garantisce meno di 500.000 barili.
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