Ostacoli burocratici ai nuovi p.v. e concentrazioni ingessano il mercatoRoma, 4 settembre - Quotidiano Energia - Lungo e articolato cahier de doléance sul mercato della distribuzione carburanti dell’antitrust spagnolo Cnc, che in un rapporto di 89 pagine diffuso ieri propone una radicale riforma del settore.
La Cnc, che un mese fa ha inflitto una multa di 7,9 milioni di euro a Repsol, Cepsa e BP (QE 3/8), insiste innanzitutto sulle barriere burocratiche all’apertura di nuove stazioni di servizio, poste soprattutto dai Comuni attraverso regole “poco trasparenti e discrezionali”. Nel rapporto (disponibile sul sito di QE), la Cnc ritiene che “dovrebbero essere potenziati i criteri relativi alla concorrenza dei processi di concessione o autorizzazione, escludendo in ogni caso l’aggiudicazione di stazioni di servizio in blocco”.
Secondo l’Antitrust di Madrid, gli ipermercati sono “i partecipanti al mercato con la maggiore capacità di competere sui prezzi”, ma la loro espansione “viene frenata dalle barriere amministrative, soprattutto da quelle poste da alcuni Comuni che non applicano le facilitazioni previste dalla legge all’apertura di stazioni di servizio in questo tipo di iniziative commerciali”. Il risultato è che soltanto il 39% dei nuovi ipermercati offre ai suoi clienti anche carburanti.
Un altro punctum dolens della distribuzione spagnola è individuato dalla Cnc nel monopolio esercitato nella logistica petrolifera da Clh, dal cui capitale dovrebbero essere escluse le compagnie. “Proprio come avviene con altri monopoli della rete nel settore energetico spagnolo, gli operatori del mercato non devono partecipare alla proprietà di Clh, né intervenire nella sua gestione”, mentre “le tariffe di accesso alla rete degli oleodotti devono essere fissate dal ministero dell’Industria”, afferma l’organismo presieduto da Luis Berenguer. Nella pratica, ciò significherebbe modificare la metà del capitale di Clh, considerata la presenza nella società di compagnie come Repsol (15%), Cepsa (14,15%), Disa (10%), BP (5%) e Galp (5%).
La Cnc stigmatizza inoltre un livello troppo elevato dei margini nella distribuzione e la “eccessiva concentrazione” nel settore della raffinazione, in cui operano solo Repsol (63% della capacità nazionale), Cepsa (28%) e BP (12%). Queste stesse tre società controllano il 42% della capacità di trasporto di carburanti e il 64% delle stazioni di servizio e pongono difficoltà ai gestori intenzionati a cambiare fornitore.
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Per gentile concessione di Quotidiano Energia
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Tags: Spagna Antitrust
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