La misura è colma. Cosi scrive, nell'editoriale dal titolo " La minaccia di Guastamacchia" il direttore storico di Staffetta Quotidiana in riferimento all'ipotesi avanzata dal Segretario Regionale della Fegica Puglia nella lettera inviata ai responsabili delle otto compagnie petrolifere presenti sulla rete carburanti .Vi riportiamo, per gentile concessione di Staffetta Quotidiana, l'articolo davvero interessante che analizza situazione attuale e scenari ipotetici futuri .
La minaccia di Guastamacchia
Di GCA
L'ipotesi evocata da Domenico Guastamacchia, responsabile di Fegica Puglia, nella lettera inviata il 16 febbraio ai responsabili delle otto compagnie presenti sulla rete carburanti (v. Staffetta 19/02 e testo lettera) non ha precedenti. Essa prevede che, a cura della federazione, un giorno prefissato venga reperito sul mercato nel canale extra-rete una fornitura di prodotto da distribuire presso un certo numero di impianti avvertendo gli automobilisti che il prodotto erogato non è di provenienza della compagnia che innalza il suo marchio sul punto vendita. Ammesso e non concesso che la cosa sia fattibile sul piano pratico e si trovi un rivenditore o una base di carico disposta a collaborare al successo dell'iniziativa, due a questo punto le possibili reazioni delle compagnie: denunciare i gestori per rottura di contratto, nella fattispecie sul diritto di esclusiva, dando il via ad una vertenza legale, o considerarla alla stregua di una mossa sindacale, come scioperi o quant'altro. Nel primo caso le compagnie si esporrebbero al rischio di un giudizio dirimente dove i gestori potrebbero far valere il fatto che dalla loro iniziativa ne hanno tratto vantaggio i consumatori in termini di minor prezzo, trovando un giudice che dia loro ragione. Nel secondo caso, senza arrivare alle estreme conseguenze, i gestori sarebbero riusciti ad ottenere con la loro iniziativa che l'annosa questione dell'esclusiva sia portata in modo dirompente all'attenzione dell'opinione pubblica e delle autorità .
Il precedente del superamento del prezzo massimo da parte del gestore (clausola prevista peraltro solo negli accordi di colore e non nel contratto di comodato) senza “rappresaglie” particolari da parte delle compagnie interessate fa ritenere che la seconda strada sarebbe di gran lunga preferita a quella della vertenza. La questione diventerebbe oggetto di contrattazione bilaterale e multilaterale con l'obiettivo di arrivare ad un temperamento dell'attuale clausola o con l'inserimento di un “patto di non concorrenza”, come ipotizzato nell'editoriale di sabato scorso “Comodato, un contratto usurato”, o permettendo al gestore di coprire un parte del suo fabbisogno (es. 20%) extra compagnia.
Dal contesto in cui è nata l'iniziativa di Fegica Puglia (iniziativa tattica che non può non aver avuto via libera dalla Fegica nazionale) e dai segnali che arrivano dall'intero settore, le compagnie dovrebbero capire che ormai “la misura è colma”, che cioè i gestori non sono più disposti a sopportare, come scrive Guastamacchia nella lettera, che la base di carico (nella fattispecie la raffineria Eni di Taranto, l'unica in zona, ndr) dalla quale partono le autobotti che riforniscono gli impianti stradali e autostradali che espongono i marchi delle compagnie sia la stessa che garantisce l'approvvigionamento del nuovo impianto Carrefour di Brindisi (rifornito a quanto pare in conto Shell, ndr), come pure di altre “pompe bianche” esistenti in zona, a prezzi fortemente scontati rispetto a quelli consigliati dalle compagnie ai loro gestori, mettendoli di fatto fuori mercato. Il tutto tenuto conto che le pompe della grande distribuzione e le “pompe bianche” non sono più una circostanza isolata e sporadica ma stanno dilagando con l'appoggio delle autorità locali e delle autorità nazionali, Antitrust in testa. A questo punto sembra quanto mai improbabile che il Governo voglia mettere a rischio le prospettive di un'intera categoria di operatori e non decida di intervenire. E infatti la minaccia di Guastamacchia non sarebbe, a quanto risulta alla Staffetta, caduta nel vuoto. (riproduzione riservata)
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