I GESTORI AGIP TRADITI DA UN PATTO SCELLARATO PER L'INTERA CATEGORIA
UNA PROMESSA: LA FEGICA NON MOLLA
La firma che ieri sera Faib e Figisc hanno apposto all'accordo apparecchiato da Eni é certamente un passo indietro nella storia di questa categoria. Un passo indietro nella stagione delle ragioni e dei diritti di una categoria che, con grande impegno e grande difficoltà, si era conquistata uno spazio sul "palcoscenico" del settore petrolifero ed una dignità che, di colpo, qualcuno si é arrogato il diritto di cancellare, assumendonese la gravissima responsabilità, in cambio di una "mancia". Lo ha fatto Eni, che inseguiva questo "sogno" senza speranza da oltre un anno: lo hanno fatto Faib e Figisc che hanno preferito favorire il "progetto Eni" -ampiamente pubblicizzato sulle colonne prima de "Il Sole 24ore" e poi de "L'Espresso"- in cambio del riconoscimento di un pregresso economico insufficiente e, per giunta, dovuto. A nulla può valere, se non come foglia di fico più indecente delle nudità che pretende maldestramente di coprire, il rinnovo dei contratti di tutti i Gestori Agip che, di fatto, con l'introduzione della "clausola di recesso" da oggi avranno una durata di soli due anni, relegando la formula del "sei+sei" alla pura virtualità.Una clausola che -così come disegnata ed imposta da Eni e sottoscritta da Faib e Figisc- rappresenta uno strumento di "pulizia etnica" nella mani dell'azienda e di ciascuno dei suoi funzionari, a cui sarà sufficiente alzare o abbassare l'asticella dei traguardi di ciascun Gestore "cattivo", per potersene liberare o, al meglio, ricattarlo. Con ciò, confinando anche la rappresentanza dei Gestori in un ruolo di sostanziale "testimonianza".
Questa é la vera natura di questo patto scellerato che riconsegna, mani e piedi legati, i Gestori alla compagnia petrolifera come accadeva negli anni sessanta. Un patto che l'Eni, per tentare di applicare, tradurrà nei contratti che ogni singolo Gestore sarà chiamato a sottoscrivere e che l'Eni, grazie a Faib e Figisc, sarà persino libera di riformulare e stringere intorno al Gestore come meglio crede, indipendentemente dalla stessa clausola di recesso. Una vera vergogna.
Da questa vertenza esce vittoriosa l'Eni che ha incassato, ricattando nel corso dei 18 mesi trascorsi la rappresentanza sindacale dei Gestori, il risultato che si era prefissa e, cioè, la totale destabilizzazione del settore ed un sostanziale azzeramento dei diritti dei Gestori. Da questa vertenza escono sconfitti i Gestori -e non solo quelli a marchio Agip- che, inermi e traditi da quella che, sbagliando, ritenevano ancora la "loro azienda" e, soprattutto, da quegli uomini che avrebbero dovuto difenderli, vedono immolati sull'altare della "ragione del più forte" le conquiste di quaranta anni. Da questa vertenza esce sconfitto tutto il settore petrolifero che, ancora una volta, chiuso e ripiegato nel suo silenzio complice, ha consentito imbelle che si consumasse lo strappo.
Da questa vertenza esce sconfitta la credibilità di una parte del Sindacato che, il giorno prima invitava a non firmare il documento che Eni si predisponeva a sottoporre ai singoli Gestori e che il giorno dopo ha sottoscritto -senza se e senza ma- un documento persino peggiore dei precedenti e che non è stato possibile nemmeno discutere, nemmeno letteralmente avere in mano fino all'accettazione definitiva ed alla firma.
Da questa vicenda esce ridimensionata ed umiliata anche la grande prova di maturità data dalla categoria con la partecipazione allo sciopero ed alle iniziative che erano state messe in cantiere per opporsi allo strapotere di Eni ed alla vigliaccheria di chi non si oppone. Da questa vertenza esce sconfitto anche chi, con autorevolezza e sul piano personale, si era assunto l'onere -comprendendo la gravità dei prossimi inevitabili sviluppi-di riawicinare le posizioni e di ricondurre la vertenza entro i binari della compatibilità. Ma, nonostante le loro immarcescibili certezze ostentate, è stata anche la sconfitta di quei piccoli uomini (non certo perché bassi di statura) che hanno cercato, trovato e voluto una loro meschina rivincita personale, convinti che una firma sotto il certificato di morte della Categoria -a cui debbono tutto, il loro ruolo ed i loro emolumenti- possa consegnarli alla storia come grandi dirigenti, artefici della "riforma del settore".
La storia, come sempre accade, fa' giustizia di molte piccinerie e di atteggiamenti contraddittori e meschini che non si ha neppure il coraggio di difendere pubblicamente, preferendo le ristrette sedute di autocoscienza. Coloro i quali, ieri, sono stati presenti allo scempio perpetrato a danno dei Gestori, indipendentemente dalla delegazione sindacale della quale hanno fatto parte, sanno benissimo come si sono svolti i fatti, quale farsa sia andata in scena e come il "pacchetto", già confezionato nel corso degli incontri bilaterali con Faib e Figisc, sia stato semplicemente "ratificato".
La FEGICA, come é ormai noto, coerentemente con la linea che le impone da sempre di anteporre i diritti dei Gestori e la tutela della Categoria ad ogni altra contropartita, né, tantomeno, alle promesse di future prebende, non si è prestata e NON HA FIRMATO quel documento, se non per "presa visione" e, quindi, poterlo "impugnare". Lo diciamo con orgoglio e, nello stesso tempo, con rammarico, perché la nostra Federazione, sempre disponibile al dialogo, non accetta alcun ricatto e, soprattutto, alcuna imposizione che tenda ad impoverire la Categoria, liquidare i Gestori, aumentare le possibilità della compagnia di imporre le sue politiche, senza alcuna possibilità di autonomia o di dissenso. Le parole del Direttore Generale, Angelo Caridi, che si era già distinto, nell'intervista pubblicata -anche su queste colonne- dai giornali, vaticinando la possibilità di licenziamento dei Gestori, parole pronunciate mentre "sindacalisti" si affrettavano a firmare l'accordo, sono state eloquenti: non ci sono quattrini, il futuro é incerto, le macchine hanno bisogno di minor carburante, c'è una maggiore attenzione ai consumi ed alla qualità dei prodotti e la crisi ha ridotto gli spostamenti degli automobilisti: ergo, il denaro per i margini dei Gestori può venire solo dall'aumento dei volumi di vendita e, perciò, dall'adesione acritica alle politiche della compagnia. Diversamente, i Gestori che non accettassero la logica dell'Eni "dovranno essere invitati a cambiare mestiere e trovarsi un'altra occupazione".
Questo, in pillole (ma ci torneremo), é il contesto desolante nel quale é stata sottoscritta un'intesa che rappresenta un fardello enorme sulle spalle della Categoria e una ipoteca sul suo futuro.
Questa vicenda ha, se non altro, il merito di mostrare alla luce quel solco profondo fra la FEGICA, il Sindacato dei Gestori, e quelle che si definiscono associazioni, per tanto tempo tenuto ipocritamente al coperto, nel tentativo di portare benefici alla Categoria nel suo insieme.
E' un solco che sarà difficile colmare perché, questa volta,la divisione non è su fatti economici, ma su quel che ha garantito ai Gestori di essere, fino ad oggi, l'unico soggetto-individuale e collettivo- capace di resistere ai ricatti ed alla prepotenza dilagante di Eni: ad essere stati barattati sono i diritti, le tutele. In poche parole, il "Contratto", che il legislatore, il Parlamento stesso, ha inteso con lungimiranza proteggere dalla protervia della parte contraente dominante.
I diritti sono il futuro stesso dei Gestori. E, in esso, sono riposte le aspettative ed i sogni di migliaia di persone che hanno aderito al Sindacato sperando di ottenerne tutela e rappresentanza.
Ecco perché PER LA FEGICA I DIRITTI NON SONO NEGOZIABILI.
Ed ecco perché sarà difficile ricucire lo "strappo": noi abbiamo un diverso modo di guardare al futuro e continuiamo a credere che il "patto sociale" sottoscritto con la gente che rappresentiamo sia sempre valido e non intercambiabile.
Certo ora ciascuno dirà che "il proprio detersivo lava più bianco": noi offriremo a tutti i Gestori la giusta chiave di lettura dell'intesa perché, senza mediazioni culturali e senza bisogno di ricorrere all'eloquenza degli imbonitori da fiera, si possano fare una loro idea. Non solo per oggi, ma anche per domani, quando, finiti i postumi della "sbronza" auto celebrativa, dovranno fare i conti con la triste realtà di tutti i giorni. Con i licenziamenti preannunciati da Caridi e le disdette affidate all'applicazione discrezionale dell'Eni. Magari a causa di una "camicia fuori dai pantaloni" oppure di un "cestino della carta straccia pieno per Va" o anche di un "cartello
sbiadito", di una "pistola gocciolante" o un cartello fuori ordinanza con su scritto "pompa fuori servizio", per assenza di manutenzione.
Ovviamente l'Azienda potrà continuare a non investire, a non essere lei stessa efficiente, a chiedere ai Gestori, da gennaio (così come preannuncia da tempo), un contributo su Iperself e sulle campagne promozionali, oltreché un aumento sulle commissioni Multicard.
Sui Gestori continueranno ad essere scaricate colpe e responsabilità, i quali, per non essere "cacciati", saranno progressivamente costretti a rinunciare anche ad orari, turni e ferie, per poter raggiungere -pena il recesso del contratto- gli obiettivi fissati dall'Azienda.
LA FEGICA HA GIÀ' DETTO CHE E' SOLA MA NON SI SENTE ISOLATA.
Al contrario, siamo convinti che una sana e consapevole opposizione sia necessaria per consentire di ricostruire, con pazienza e passo dopo passo, quell'identità che é stata ceduta con questo accordo.
Lo faremo con la pazienza e l'intelligenza della quale saremo capaci: a cominciare da un giro in tutte le regioni italiane per spiegare ai Gestori cosa c'è realmente dentro l'accordo. Senza tacere nulla.
Poi, tra le altre iniziative già preparate, daremo corso alla diffida stragiudiziale inviata a Scaroni tre mesi fa', chiedendo al Magistrato di dichiarare nullo un accordo che è una palese violazione delle norme che il Parlamento ha posto a tutela della Categoria.
Non "abbiamo in tasca" il risultato di queste azioni.
Ma una cosa la promettiamo a tutti: ogni volta ricominceremo daccapo. Con umiltà, ma con tenacia.
Da questo punto di vista, le cose sono esattamente quel che erano ieri.
LA FEGICA ERA ED E', CON COERENZA, IL PUNTO DI RIFERIMENTO PER TUTTI COLORO CHE, DA OGGI, HANNO VOGLIA DI BATTERSI E NON ARRENDERSI. TUTTI DEVONO AVERE LA CERTEZZA CHE LA NOSTRA FEDERAZIONE NON CEDERÀ' MAI AL RICATTO ED ALLA VIOLENZA CONTRO I PIÙ' DEBOLI. CONTRO LA CATEGORIA. CONTRO I GESTORI.
E questo, ciascuno che abbia qualche giorno di esperienza nel settore, sa cosa significa.
Noi non abbiamo fatto e non facciamo proclami che, il giorno dopo, siamo pronti a smentire sacrificando, come se nulla fosse, i "principi" sbandierati e la gente dalla quale abbiamo ricevuto il "mandato".
Per noi la "delega", il "patto" con i Gestori si rinnova consapevolmente ogni giorno. Non sono scontati o automatici (come le iscrizioni del Contrin).
Allo stesso modo sapremo anche registrare i dissensi e le diversità senza farne drammi: la storia é un divenire e chiunque pensa che possa essere considerata a compartimenti, dimostra solo la sua ottusità.
Vedremo le capacità che ciascuno sarà nelle condizioni di dimostrare, esercitando, compiutamente, la propria rappresentanza.
A cominciare dalla vicenda del "bonus fiscale" che altri - sempre gli stessi- hanno dato trionfalisticamente per acquisito, sulla base di dichiarazioni del Ministro, smentite immediatamente dal comportamento parlamentare del Governo.
Noi ci siamo. Su di noi i Gestori possono continuare a contare. E' una promessa.
SCARONI PRESENTA L'ACCORDO IN CONFCOMMERCIO
IL PADRONE CHIAMA A SE' LA SUA CORTE.
Hanno sottoscritto un testo che, nelle diverse versioni via via presentate dopo continui aggiustamenti e rivisitazioni, ha preso le pernacchie pure durante le riunioni delle forze di vendita aziendali, che, come é noto, non sono esattamente delle assemblee dove viga un regime democratico, nelle quali i funzionari vengano liberamente chiamati ad esercitare, dialetticamente, le loro opinioni.
Non é, quindi, certamente il contenuto del documento a rappresentare, di perse, una garanzia di successo e di plauso nei confronti della Categoria. Anzi. Le prime reazioni spontanee dei Gestori che bazzicano la rete (cfr. ad esempio www.gestoricarburanti.it) rischiano di essere semplicemente "il buongiorno" dato all'accordo.
Lo sanno le "case madri", le confederazioni di appartenenza di Faib e Figisc, che hanno avuto -proprio a leggere l'accordo- un ruolo determinante nel cedimento di schianto delle due associazioni alle pressioni di Eni.
Lo sanno benissimo in Eni, la quale, a questo punto, non può che tentare di coprire, con i suoi potenti mezzi destinati alla comunicazione, i fianchi (é un eufemismo) rimasti scoperti.
Che la situazione, però, fosse stata giudicata cosi compromessa da dover calare l'asso di bastoni in conferenza stampa (vedi a lato), é una notizia. Il Padrone, il "nuovo Mattei", scende dal suo pulpito e fa' un bagno tra "la sua gente" presentando alla stampa l'accordo che ha "piegato i Gestori". Ai lati della mensa -un po' defilati, ma stretti quel tanto che basta per poter rientrare nella foto di gruppo da esibire ai nipoti- i "sindacalisti".
LE CONSEGUENZE SUL RESTO DEL SETTORE E DELLA CATEGORIA
CARO GESTORE, CHIEDIGLI: PERCHE?
Caro Gestore di api/IP, caro Gestore di Erg, caro Gestore di Esso, caro Gestore di Q8, caro Gestore di Shell, caro Gestore di Tamoil, caro Gestore di Total,
quando, tra qualche ora, qualche giorno o qualche settimana, la compagnia del marchio che espone
l'impianto sul quale voi lavorate chiederà, a questo punto legittimamente, di vedere riparato quel
"vantaggio competitivo" che Faib e Figisc hanno concesso ad Eni e, per questo, vorranno siglare, anche loro, accordi di colore che prevedono l'introduzione della clausola di recesso (la liberta di licenziamento, per dirla con il Direttore Generale di Eni) nei vostri contratti di gestione;
quando il "vostro" promotore/assistente rete, presto o tardi, si presenterà sul posto dove voi esercitate, con sacrificio e con mille difficolta, la vostra attività, per informarvi che, da quel momento avete dei traguardi fissati dall'azienda -sia quantitativi che qualitativi- a cui sono indissolubilmente legati i vostri margini e la stessa prosecuzione del contratto;
quando, per rincorrere quei traguardi fissati teoricamente dai geni degli "algoritmi" e del "marketing"
seduti comodamente sulle loro comode e ben retribuite poltrone, sarete costretti a ripararvi l'impianto, abbandonato a se stesso, a vostre spese o a rimanere sempre aperti e a tagliare il vostro margine per provare (inutilmente) a contrastare la concorrenza che acquista i prodotti a condizioni cinque volte più favorevoli di quelle a voi riservate e, magari, dal vostro stesso fornitore;
allora provate a chiedervi: perché?
E se non trovate una risposta ragionevole, proprio perché mai avevate sentito, prima che fosse sottoscritto un accordo con Eni, la vostra compagnia petrolifera accennare minimamente alla necessita impellente di una "clausola di recesso", provate a rivolgere quella domanda ai Presidenti di Faib e Figisc.
Chiedetegli, perché? Perché toccherà anche a ciascuno di voi subire la modifica del vostro contratto, la perdita dei vostri diritti, delle tutele che le leggi -ottenute grazie alle vostre battaglie di anni- vi hanno riservato.
E, già che ci siete e se lo vorrete, ditegli cosa ve ne potreste fare di contratti che valgono meno della carta su cui sono scritti; di aumenti di margini di cui non potete più disporre senza l'impianto dal quale vi avranno cacciato; di sperimentazioni che non sperimentano, producendo immediatamente effetti e l'allontanamento dei Gestori; di clausole intimidatorie la cui applicazione é "facoltà" dell'azienda decidere se applicare o meno (giusto per potervi meglio tenere sotto ricatto, su tutto); di polizze sulla sicurezza che servono a rimpinguare le casse delle compagnie assicurative (quando sono anni che chiedete inutilmente di avere una telecamera a circuito chiuso o una cassaforte per proteggere voi stessi e i vostri incassi).
Ma se, oltre questo, accetti un consiglio, allora chiedeteglielo subito.
Cercate voi, loro. Adesso. Prima che la clausola di recesso, con il bollo tondo di Faib e Figisc, trovi voi!
| < Prec. | Succ. > |
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- 04/08/2009 19:02 - Controdistribuzione edizione FLASH N. 24 - 04AGOSTO 2009
- 03/08/2009 19:36 - FAIB Informa 28 - Figisc Anisa News 32/09
- 31/07/2009 17:30 - Controdistribuzione edizione FLASH N. 23 - 31LUGLIO 2009
- 30/07/2009 20:34 - Figisc Anisa News 31/2009
- 30/07/2009 18:56 - FAIB Informa 27 del 30/07/09
- 30/07/2009 01:26 - Figisc Anisa News 30/2009
- 28/07/2009 21:13 - Controdistribuzione edizione FLASH N. 21 - 28 LUGLIO 2009



Oggi, che tutti cercano la Fegica, sono orgoglioso di aver capito da tempo quali prerogative fossero in seno a questo che è l'unico Sindacato a cui i Gestori faranno riferimento. Certo, anche ieri, anche gli altri iscritti alla fine, con la m. fino al collo, bussavano da noi e venivano (grazie allo spirito di solidarietà che ci contraddistingue da sempre) accolti e "sopportati". Da oggi, si toglie finalmente il velo ipocrita che ci ha sin qui accompagniati. W la Fegica, Lunga vita a VOI.....