L'INTESA TRA ENI. CONFCOMMERCIO E CONFESERCENTI Al DANNI DEI GESTORI
ECCO L'"ACCORDO TRUFFA".
Lo confessiamo: avremmo voluto, con oggi, illustrare -passo dopo passo- l'accordo che Eni, Confcommercio e Confesercenti hanno sottoscritto alle spalle ed ai danni dei Gestori, martedì scorso.Avevamo in animo di segnalare i pericoli, le trappole, gli inganni, i tradimenti, gli interessi velati, inespressi e na-scosti dietro formule di maniera, utilizzate nel documento. Fare una lettura che qualcuno avrebbe potuto definire "di parte", magari "strumentale" e finanche "tendenziosa". Sarebbe comunque stata la nostra opinione, QUELLA DELLA FEGICA, DEL SINDACATO CHE NON HA FIRMATO, CHE NON SI É ARRESO, CHE NON SI É PRESTATO A LIQUIDARE LA CATEGORIA E, con essa, quarantanni di lotte e sacrifici. E sarebbe stata una opinione "partigiana", a cui avremmo affidato, con convinzione, l'auspicio di convincere quante più persone possibili. E non solo Gestori. Lo faremo certamente. Non sapremmo resistere a questa tentazione. Però, ci siamo resi conto che nessuna delle nostre capacita dialettiche e retoriche sarebbe potuta essere più efficace dei documenti e delle dichiarazioni che sono state rilasciate nel corso della conferenza stampa -andata quasi deserta- che il Padrone non ha perso occasione di utilizzare per pubblicizzare gratuitamente il -10 di agosto, tra le facce sorridenti dei "sindacalisti" di tutti i Gestori, di tutti i marchi.
Non c'è scandalo visto che la dichiarazione "l'accordo raggiunto "pur non soddisfandoci appieno, é il migliore che potessimo trovare in questa fase di crisi economica ed é lo strumento giusto per essere vincenti"sul mercato dei carburanti. "E' innovativo, con elementi di flessibilità" tali da garantirci un vantaggio competitivo rispetto agli altri operatori' é stata attribuita dalla stampa presente ad un sindacalista firmatario dell'accordo. Ma un dirigente di una organizzazione che associa Gestori di tutti i marchi, non avrebbe il dovere di rappresentarli tutti? Tant'é.
Piuttosto, sarebbe interessante sapere cosa passa per la testa ai dirigenti delle altre compagnie petrolifere -comprimarie e vassalle, nell'ottica Eni- che debbono mettere mano ai cordoni delle loro borse per rincorrere l'azienda di Stato e la promozione che, grazie anche a questo accordo, gli viene frequentemente assicurata a costo zero (cfr. La Repubblica di ieri). La conferenza stampa, dicevamo.
Già il comunicato congiunto Eni-Confesercenti-Confcommercio (fa'impressione, vero?) titola in un modo che é tutto un programma: "Siglato l'accordo per la modernizzazione e innovazione della rete di distribuzione carburanti Agip e per la valorizzazione dei gestori'. Una accozzaglia di luoghi comuni ed ipocrisie. L'utilizzo consunto e trito di parole quali "modernizzazione" e "innovazione", brandite alla stregua di "manganelli ed olio di ricino" contro i Gestori, nello stesso modo in cui, in questi ultimi anni, ne hanno già fatto largo uso la Grande Distribuzione Organizzata, i titolari di reti bianche, le associazioni dei consumatori, gli opinionisti "un tanto al chilo", giornalisti compiacenti, ma anche la Commissione europea, parlamentari alle prese con i costi delle campagne elettorali e persino esponenti di Governo, di questo attuale e di quello precedente.
Sepolcri imbiancati che si ossequiano, incrociandosi nel minuetto delle reciproche congratulazioni. "Manager di Stato" che parlano di mercato, difendendo strenuamente le proprie posizioni dominanti e di monopolista assoluto. Imprenditori che pontificano su flessibilità e produttività. dall'alto delle proprie comode rendite di posizione, sempre alla ricerca della prossima prebenda da mettere a frutto. E' una parte della barricata, non c'è dubbio, molto ben frequentata e non c'è da stupirsi (troppo), se altri, nel loro piccolo, si candidino ad affollarne le fila, foss'anche dal ristretto di uno strapuntino.
Cosi come non ci si può stupire se, appena accennato al fatto che "l'Azienda e le Associazioni hanno concordato l'inserimento di una clausola di recesso quale strumento di flessibilità per stimolare e motivare [!?!, ndr] /'/ gestore ad operare secondo standard in linea con le migliori pratiche europee", un comunicato che presenta un accordo patrocinato dalle confederazioni del commercio individui i "punti salienti' in:
"Formazione: l'intento é quello di definire insieme alle Associazioni di Categoria, una serie di interventi di qualificazione e formazione ... con corsi di merchandising, di somministrazione per il Non-Oil e attività volte a supportare i gestori che eventualmente non riuscissero a produrre dei risultati in linea con gli obiettivi concordati, [c'è bisogno di commentare? Una via di mezzo tra i corsi di recupero di vecchia data ed i centri di disintossicazione, stile San Patrignano. Ma chi beneficerà della commessa?]
Sostenibilità: a) Certificazione ISO 14001 - l'Azienda si impegna a continuare il programma di certificazione ambientale ISO 14001 sulle stazioni a marchio Agip, [si tratta di quel "programma" che, letteralmente, scarica dal proprietario dell'impianto ai Gestori tutti quanti gli oneri e le responsabilità (anche penali) che sono previste dalle normative vigenti] b) Salute e Sicurezza - [circa chi avrà un beneficio dalla stipula di polizze assicurative ad hoc, abbiamo già detto; sulla salute, sarebbe già utile che Eni verificasse se e quanto amianto è presente nei suoi impianti e ne desse conto, eliminandone la presenza] Relazioni Professionali: ... le Parti sottoscriveranno anche un "patto di partenariato" volto a ridefinire le relazioni tra l'Azienda e le Associazioni di Categoria ... [ma si è mai visto un partenariato tra un sindacato e la sua controparte? Per di più finalizzato a farsi definire dall'azienda in quale modo relazionarsi "utilmente" con essa?] Sviluppo del Non-Oil: infine, con lo sguardo rivolto all'Europa, le parti si impegnano a studiare come realizzare nel più breve tempo possibile un modello di sviluppo del Non-Oil ... [ma quante altre volte i Gestori dovranno pagare per (non) avere lo stesso tappeto che si sono visti vendere già in decine di altre occasioni? Figurarsi che alla favola del non-oil, credette pure il Ministro Bersani quando, nell'autunno del 2006, i dirigenti di Eni R&M "promisero" 800 impianti con il "non-oil pesante" (?!). in cambio della liberalizzazione che, nell'ottica di chi faceva le promesse, significava modifica delle leggi che regolano accordi e contratti e "mano libera sui Gestori"] Se da un accordo -addobbato a festa e con il vestito buono, per il suo debutto in società- presentato in questa maniera, abbiano più da guadagnare Eni, ma anche Confesercenti e Confcommercio, o i Gestori, lo lasciamo -per carità di patria- decidere volentieri ai Gestori stessi. D'altra parte, a spiegare il perché ed a cosa serva, in realtà, quest'accordo, ci pensa il Capo in persona, Paolo Scaroni. "Sono anni che mi pongo questo obiettivo in mente. Le nostre stazioni di servizio, parlo di sistema Italia, non sono certamente a livello degli standard europei. Non lo sono per molte ragioni. Per prima cosa perché sono aperte per molte meno ore. Non lo sono perché vendono praticamente solo benzina e gasolio. Terzo perché gli standards qualitativi delle nostre stazioni di servizio, in termini di pulizia, in termini di qualità del servizio, non sono quelli che vogliamo." Ciò premesso, "sono molto contento perché con questo accordo si mette fine ad una situazione insopportabile per la quale in Italia il carburante si paga di più e con servizi più scadenti' e perché in questo modo "si chiude un'epoca, quella in cui il gestore usa il punto vendita sìne cura, solo per avere un reddito minimo'. I Gestori, ritenuti mediamente sporchi e straccioni, sono avvisati: con questo accordo e la consegna della clausola di recesso nelle mani forti, capaci e, soprattutto, "in buona fede" -come ripete compulsivamente il testo dell'accordo-dell'azienda, che ne dispone come meglio crede e senza alcuna mediazione, si metterà finalmente rimedio -in un modo o in un altro- alla summa teorica di tutti i mali. Come a dire: basterà agitare la clausola per avere impianti aperti a tutte le ore del giorno e della notte: per avere impianti puliti e manotenuti (anche se i budget annuali sono esauriti già a febbraio e l'azienda non investe più un euro): per avere prezzi più bassi e maggiori sconti sui carburanti; per avere un Gestore attento... a prendersi cura dell'impianto.
Solo sul non oil non si riesce bene a capire come il ricatto sul Gestore possa avere efficacia. A meno che non ci si riferisca alla possibilità di costringerlo a gestire -anche in perdita- attività sulle quali l'azienda pretende canoni e condizioni fuori mercato.
Nel '53, Scelba provò, con un colpo di mano parlamentare, nella domenica delle Palme, a far approvare la Legge Truffa. Una fiera opposizione ne impedf la ratifica. Basterà molto meno per riuscire a proclamare la nullità di queste "minima immoralia".
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Il numero de "L'Espresso" in edicola il 24 luglio scorso, contiene un articolo a firma Paola Pilati, intitolato "Vado a fare la spesa. Dal benzinaio", con il quale si da' conto della "rivoluzione culturale" teorizzata da Eni: liberta di licenziamento del Gestore; impianti aperti 24h: tutto self service o, al massimo, con la "mancia" di un euro al benzinaio, il quale -"attore centrale del sistema distributivo di Eni"- viene equiparato aU"'omino" che, di straforo, propone il suo aiuto, di notte, sul pre-pay. Nel corpo dell'articolo, la giornalista chiosa: "Per i gestori la più traumatica regola nuova é però la possibilità di troncare il contratto dopo due anni [lo dice L'Espresso che non é stato "imbeccato" dalla Fegica, ndr]. Oggi il contratto lega gli uni agli altri per sei anni, più altri sei di tacito rinnovo. Domani, ogni quattro mesi sarà fatta una verifica su come viene gestito il distributore: pulizia, gentilezza, stato dei bagni e via dicendo, In capo a due anni, gli ispettori decideranno se l'esame é superato, o se il gestore dovrà decadere. "E' un ricatto" si scalda Martino Landi, segretario della Faib-Confesercenti, "e se nei parametri rientra anche il criterio quantitativo, cioè quanto carburante si riesce a vendere, non ci stiamo: questo non dipende dal gestore, ma dalla politica dei prezzi che fa la compagnia, e può essere sensibile anche allo spostamento di un senso unico o di un semaforo". L'altro ieri. 29 luglio, lo stesso, ancora più caldo, dichiarava "abbiamo siglato un accordo storico, significativo, che non ha precedenti, perché introduce elementi di flessibilità e modernizzazione".
Se solo la Pilati avesse avuto la pazienza di attendere 5 giorni, avrebbe scritto un altro articolo.
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La pretesa esistenza della sperimentalità della clausola di recesso é semplicemente un falso. Basta leggere l'accordo.
A pagA penultimo capoverso del capitolo "Clausola di recesso anticipato a titolo oneroso", é scritto "Nel caso in cui le metodologie venissero a manifestare criticità, troverà applicazione il successivo paragrafo "Carattere di sperimentalità delle parti innovative dell'accordo"."
Per cui il paragrafo della sperimentalità "troverà applicazione" solo se "le metodologie" trovassero la forza -non si sa bene come- dotarsi di braccia, gambe e voce pervenire "a manifestare criticità".
Si tratta, quindi, di una pura eventualità, peraltro subordinata ad una accadimento indefinito.
Non basta. Il paragrafo sulla sperimentalità, sopra citato, chiarisce che quel che semmai, nell'eventualità, accadrebbe é che, il 1° gennaio del 2012, "Azienda e Organizzazioni di Categoria dei Gestori si riuniranno, presso il Ministero dello sviluppo economico, in un apposito tavolo di congiunta disamina e valutazione dei
risultati raggiunti e delle criticità riscontrate."
Un po' pochino, visto che i risultati sono assunti, in possesso ed elaborati unicamente dall'azienda e che, in ogni caso, come si chiarisce più avanti, se non ci fosse l'unanimità (anche di Eni) di giudizio critico, neanche se ne potrebbe parlare. E che dire sul coinvolgimento del Mse che Eni ha voluto fuori dalla mediazione?
Fegica aveva proposto -anche in sede ministeriale- che durante il periodo di sperimentalità, per il carattere stesso del concetto, la metodologia non avrebbe dovuto produrre effetti.
Ciò, nella ovvia considerazione che, se fosse stata giudicata sbagliata e, quindi, da modificare una regola o parte di essa, questa non avrebbe potuto generare la perdita dell'impianto per il Gestore.
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{xtypo_rounded2} Si vorrebbe lasciare intendere che l'accordo abbia avuto il merito di scambiare l'introduzione della clausola di recesso con il blocco delle associazioni in partecipazione. Si può dire: fregnacce? Diciamolo.
L'impegno di Eni a "congelare" i contratti di associazione é contenuto nell'Accordo del 28.4.08. quindi già era patrimonio della Categoria, quindi é stato "venduto" per la seconda volta a chi se l'è voluto ricomprare, spacciandolo per nuovo. Inoltre, quell'impegno -inserito in quell'Accordo che alludeva alla contrattazione che era in corso sugli aspetti economici e. separatamente, su quelli normativi- era propedeutico, costituiva cioè il primo passo (non l'ultimo) verso un ulteriore intesa che. a fronte della CONDIVISIONE di "elementi di flessibilità ", avrebbe dovuto necessariamente portare alla progressiva restituzione ai Gestori Veri, degli impianti gestiti in diretta da AgipRete, attraverso lo sfruttamento degli associati. Questo per un semplice ed evidente ragionamento. Se Eni -come ha sempre pubblicamente affermato- ha ritenuto di dover utilizzare le associazioni solo perché "costretta" dalla presenza di un contratto di gestione "bloccato e poco flessibile", una eventuale nuova intesa su diverse condizioni normative -con conseguente soddisfazione di Eni- non avrebbe che potuto determinare la RINUNCIA e l'ABBANDONO dei contratti di associazione in partecipazione.
Infine, con l'accordo si prende atto -sulla fiducia- che gli impianti gestiti da AgipRete. ad oggi, siano 200. Alle Fegica risulta un numero che non riesce ad arrivare a 135. Con il che, l'accordo ne avrebbe sancito l'aumento secco del 50%. {/xtypo_rounded2}
{xtypo_rounded2}Avendo scoperto l'acqua calda -cioè che la Fegica è il Sindacato che fa' il Sindacato e non altro, che non ha altro interesse se non quello di tutelare la Categoria e difendere i diritti di ciascun singolo Gestore, persino indipendentemente dalla eventuale tessera che avesse in tasca- il Retail Senior Vice President (non sapete che vuole dire? Tranquilli, non lo sa neanche Wikipedia) di Eni R&M, convocato dal Ministero dello sviluppo economico nei giorni dello sciopero, sale le scale di Via Molise non già per illustrare la "posizione" Eni, ma per rassicurare i propri interlocutori e dare i "numeri": la Fegica è realmente la sola a "rompere le scatole" (eufemismo), ma secondo le sue "stime" è residuale, ha i resti: sarà sufficiente, in un modo o nell'altro, incassare il "via libera!" degli altri. Ci penseranno loro. Cosi la mediazione della sera prima svanisce nel nulla. Cosf pure il bonus fiscale è apparso e, con la stessa velocità, scomparso. Cosi Eni preparava lo "strappo". Dietro le sue gonne si nascondono, ora, i "sindacalisti" che parlano -con linguaggio aziendale- di "libera sottoscrizione dei gestori dei contratti con la clausola di recesso". esponendo ciascun Gestore (gravato di questa responsabilità) al ricatto e alle vendette aziendali, nella speranza che altri, grati, facciano il lavoro sporco per loro conto. La Fegica fa' politica sindacale e non ha mai distolto un solo secondo del proprio tempo o un'oncia delle proprie risorse per occuparsi di "quote mercato", pur avendone tutte le possibilità (e i numeri).
I Gestori, dalla Fegica, debbono aspettarsi non la richiesta di immolarsi alle minacce e i ricatti: qualunque cosa accada, sappiano che la Fegica non finirà di battersi. fintanto che non avrà trovato qualcuno che faccia finalmente rispettare la legge. Allo stesso modo, nessun Gestore che abbia la voglia di resistere alle pressioni sarà lasciato solo: la Fegica sarà li, a lottare per e insieme a lui. {/xtypo_rounded2}
{xtypo_button1} CD FLASH n 23 31 7 09.pdf {/xtypo_button1}
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2009-08-02 15:10:07 | Nico - Ora è chiaro quale sindacato è dalla parete dei ge
Al più presto sarò un ex-scritto al "sindacato" figisc e domani nuovo iscritto al vero sindacato FEGICA. A fianco di uomini con il coraggio di combattere per i propri diritti e che non si piegano per una mancia tradendo i loro iscritti.
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- 06/08/2009 18:13 - Figisc Anisa News 34/2009
- 05/08/2009 19:36 - Figisc Anisa News 33/2009
- 05/08/2009 14:11 - Controdistribuzione edizione FLASH N. 25 - 05 AGOSTO 2009
- 04/08/2009 19:02 - Controdistribuzione edizione FLASH N. 24 - 04AGOSTO 2009
- 03/08/2009 19:36 - FAIB Informa 28 - Figisc Anisa News 32/09
- 30/07/2009 20:34 - Figisc Anisa News 31/2009
- 30/07/2009 18:56 - FAIB Informa 27 del 30/07/09
- 30/07/2009 02:46 - Controdistribuzione edizione FLASH N. 22 - 29LUGLIO 2009
- 30/07/2009 01:26 - Figisc Anisa News 30/2009
- 28/07/2009 21:13 - Controdistribuzione edizione FLASH N. 21 - 28 LUGLIO 2009



Grazie adesso ho capito