Faib e Figisc: note esplicative e riflessioni sull'accordo Eni
Prende il via, con questa prima comunicazione di Faib Confesercenti e Figisc Confcommercio, una serie di note esplicative sulle motivazioni e sui contenuti dell'accordo che le scriventi Federazioni hanno sotto-scritto con ENI - accordo che è stato trasmesso alle strutture del territorio in da-ta 29 luglio -, non solo con la finalità di definire il quadro generale nel quale esso è faticosamente e soffertamente maturato, le sue specificità e le questioni ancora rimaste da definire e rimandate alle intese da raggiungere con l'azienda, ma al-tresì per rispondere alla rappresentazione che ne è stata data e continua ad essere propagandata, sino ai limiti dell'insulto, dalla parte che non ha sottoscritto l'accordo.
ACCORDO DEL 28.07.2009 - ENI R&M - NOTA N° 1
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LA QUESTIONE DEI DIRITTI
FEGICA TENTA OGGI DI CONTRABBANDARE L'IDEA DI ESSERE STATA E-STRANEA AL RECEPIMENTO DELLA CLAUSOLA DI RECESSO E CHE FAIB E FIGISC ABBIANO "TRADITO" I DIRITTI DEI GESTORI PER POCHI DENA-RI. CIO' E' DOPPIAMENTE FALSO !
L'ACCORDO, INVECE, SALVAGUARDA I DIRITTI DEL GESTORE, IN QUAN-TO NE RICONFERMA LA CENTRALITA' ENTRO IL CONTRATTO DI AF-FIDAMENTO IN GESTIONE DELL'IMPIANTO, PONENDO AL BANDO LE ASSOCIAZIONI IN PARTECIPAZIONE, LIMITANDO GLI EVENTUALI EF-FETTI DELLA CLAUSOLA DI RECESSO NEL TEMPO, NEL NUMERO E NELLE CIRCOSTANZE.
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Fegica, infatti, afferma di avere sempre sostenuto che "non si possono scam-biare i diritti con niente di diverso dai diritti".
In questo argomento usato contro l'accordo vi è intenzionale doppiezza nella rap-presentazione dell'atteggiamento FEGICA sulla questione dei "diritti"
A nessun titolo Fegica può chiamarsi fuori (dichiarandosi "vergine") sulla que-stione della "clausola di recesso"! Se, infatti, tale elemento fosse stato da essa nettamente e pregiudizialmente rifiutato - come oggi essa preferisce accreditare -, nessuna trattativa che avesse anche solo citato tale oggetto all'ordine del gior-no avrebbe dovuto da essa essere condotta e prolungata da un anno a questa parte.
Le posizioni tenute da Fegica sulla "clausola di recesso" si possono leggere nel-l'appendice a questa nota: uno strumento utile per valutare se chi oggi si pro-clama "vergine" lo sia stato davvero.
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Secondo Fegica, nel caso dell'accordo ENI, "lo scambio" è avvenuto "fra diritti della Categoria e pochi (e insufficienti) spiccioli, piuttosto che con la gestione di ‘corsi di recupero' per Gestori che non hanno raggiunto i traguardi fissati dalla compagnia o con improbabili accordi di partenariato con un'Azienda che intende esclusivamente penalizzare i suoi Gestori, piuttosto che attraverso la cogestione di ‘polizze assicurative' per i Gestori che rimarranno".
In questo argomento usato contro l'accordo vi è intenzionale falsità nella rappre-sentazione dei contenuti dell'accordo in relazione alla questione dei "diritti".
Quando si usano termini - come sono stati usati in questi giorni - quali "patto scellerato", "grande
imbroglio", ecc., si tende ad accreditare l'idea, propagandi-stica e deformante, di un "tradimento" consumato contro i diritti, prima ancora che dell'accettazione di uno "scambio iniquo".
Per questa ragione, si richiama quale fosse la situazione antecedente.
E' ben noto che in ben due occasioni l'azienda si stava accingendo a scendere, con tutta la sua forza vendita ed organizzativa, presso ciascun singolo Gestore della sua rete per fargli sottoscrivere condizioni economiche e contrattuali (tra cui la famosa "clausola di recesso") non negoziate - e, quindi, non verificabili - con le Organizzazioni di Categoria.
Una prima volta all'inizio del mese di giugno, cui, all'iniziativa aziendale che si stava profilando, fu opposta unitariamente una diffida "a riprendere, in via im-mediata, il confronto negoziale con le Associazioni di categoria finalizzato al-l'adeguamento delle condizioni economiche ed all'aumento dei margini di gestio-ne" nonché "a non introdurre elementi di negoziazione individuale che possono modificare le attuali condizioni economico-normative che regolano i rapporti tra Azienda e singolo Gestore che debbono giuridicamente essere definiti all'interno di specifici accordi ‘interprofessionali' di colore stipulati con le Organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative a livello nazionale" (si vedano Faib Infor-ma N. 19 del 19 giugno 2009 e Figisc Anisa News N. 22 del 10 giugno 2009).
Una seconda volta all'inizio della seconda decade del mese di luglio (i Gestori a-vevano già avuto comunicazione di convocazione dagli assistenti di rete, con la raccomandazione di "portare il timbro"), quando Figisc richiamò l'azienda, peral-tro già diffidata stragiudizialmente, a non superare il "punto di non ritorno" che avrebbe avuto l'inequivocabile significato di "cominciare la guerra" (si veda Figisc Anisa News N. 28 del 13 luglio 2009).
In assenza, dunque, di un'ultima possibilità per il negoziato, questo era (e sa-rebbe divenuto definitivo) lo scenario plausibile: una "campagna estiva" di di-scesa al Gestore, poco importa se condotta con blandizie o con minacce a se-conda dei casi e delle condizioni delle gestioni, poco importa se basata su un blitz per conquistare posizioni (cioè, firme) da cui dettare condizioni più pesanti. Con l'esito di lasciare il Gestore in mano senza filtri all'azienda, di vedere le gestioni che avessero rifiutato di sottoscrivere seccamente disdettate alla scadenza del contratto o, al massimo, convertite in associazioni in partecipazione, nonché di avere estromesso le rappresentanze sindacali da qualunque ruolo diverso da quello di una sofferta e sconfitta funzione di testimonianza.
La riapertura di un negoziato, fermo da maggio, e l'accordo che ne è conseguito hanno evitato che questo accadesse, che si dovesse ricominciare da domani a contendere sulla base di posizioni duramente compromesse o definitivamente perdute. Lo sciopero generale dell'8 e 9 luglio, la minaccia (unitaria) di attuare lo sciopero di colore nazionale, il fermo richiamo a riaprire il negoziato hanno pro-dotto la desistenza da parte dell'azienda a proseguire nella sua azione e a sedersi nuovamente al tavolo.
Persino Fegica ha dovuto riconoscere "timide aperture dell'azienda" ed "elementi di novità nelle posizioni aziendali" (CD Controdistribuzione edizione flash N. 20 del 23 luglio 2009).
Nessun tradimento dei "diritti", dunque, nell'azione delle Organizzazioni che, do-po una trattativa lunghissima - durante la quale sono sempre stati evidenti gli elementi chiave di questa vicenda -, hanno per contro inteso difendere i diritti e porre le garanzie per la loro validità, raggiungendo con l'azienda un patto che le impedisse di avere mano libera sul singolo Gestore al di fuori di ogni contratta-zione collettiva e con la fine di ogni regola.
E nessuno "scambio iniquo"
A partire da quel primo aspetto, relativo al congelamento dei contratti di asso-ciazione in partecipazione, che è sempre stato il primo valore di scambio unita-riamente indicato (si veda più sopra a pagina 3, per la posizione della Fegica su questa aspetto, la citazione di CD Controdistribuzione edizione flash N. 1 del 30 gennaio 2009).
Il testo dell'accordo prevede, su questo punto, espressamente che "Le Parti con-cordano pertanto sull'opportunità di introdurre una clausola di recesso anticipato a titolo oneroso quale strumento di flessibilità e di ottimizzazione della competitività. A fronte di codesta disponibilità da parte dei Gestori, l'Azienda, confermando di ritenere il Gestore, inteso come autonoma impresa, quale attore centrale del proprio sistema distributivo, si impegna a riservare alla conduzione degli impianti attraverso le associazioni in par-tecipazione un carattere di sperimentazione e formazione in quantità limitata, e comunque non superiore a quella attuale (200), restando inteso che, laddove lo strumento del recesso dovesse in futuro cessare di essere applicato, siffatta limitazione numerica verrà meno".
Su quel numero (200) e sull'intero concetto di blocco delle associazioni in parte-cipazione, oggi Fegica fa gratuita ironia e mistificazione, sostenendo diversi ar-gomenti: a) che tale impegno era già stato incassato nel 2008, b) che gli impian-ti condotti da Agip Rete sono meno di 200, c) che l'azienda doveva "rinunciare ed abbandonare" questo strumento.
Ora, ad accordo siglato, queste sono le posizioni di Fegica, alle quali contrappo-niamo - vedi sotto - quanto già detto e scritto in tutte le salse (perché ripeterlo nel 2009 se "era già stato incassato" nel 2008?) dai medesimi che ora lo rin-negano come ininfluente.
Questo è stato, dunque, uno degli elementi di scambio, e sulla sua importanza basti richiamare il caso Shell, in cui l'utilizzo delle
associazioni in partecipazione ha coinvolto ormai la metà della rete.
Quanto agli effetti della "clausola di recesso", essi sono soggetti a tre ordini di li-mitazioni:
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le circostanze determinanti
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i limiti massimi
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i tempi di verifica.
Le circostanze determinanti NON SONO il mancato raggiungimento degli obiet-tivi quantitativi e qualitativi previsti dal Piano Base (elementi tutti su cui torne-remo nel dettaglio in seguito in queste comunicazioni), come va diffondendo Fe-gica, ma sono il mancato raggiungimento per due anni consecutivi di almeno il 90 % degli obiettivi quantitativi o di almeno il 75 % degli obiettivi qualitativi pre-visti dal Piano Base.
I limiti massimi entro cui può essere esercitato dall'azienda il diritto di recesso, SE ne ricorrano le circostanze determinanti, sono stati fissati in numero NON su-periore in nessun caso al 5 % della rete a marchio Agip per il primo biennio di applicazione dell'accordo (avente termine al 31.12.2011); inoltre, a partire dal-l'anno successivo (dopo il 31.12.2012), tale limite viene sottoposto a verifica e ad eventuale conferma o rideterminazione.
I tempi di verifica sono da considerarsi funzionali a due ordini di fattori:
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l'effetto della clausola nei rapporti individuali
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la verifica della clausola nel contesto dell'accordo.
Nell'ambito dei rapporti Gestore - azienda, la clausola comincia ad operare a par-tire dall'esercizio 2010 e le eventuali circostanze che possono determinare effetti di recesso riguardano il biennio 2010 - 2011; non si verificano eventualità di e-sercizio del diritto di recesso sino a dopo il 31.12.2011.
Nell'ambito della verifica della clausola nel contesto dell'accordo, "alla scadenza del primo triennio di applicazione del presente Accordo, Azienda e Organizzazioni di Categoria dei Gestori" recita il testo "si riuniranno, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, in un apposito tavolo di congiunta disamina e valutazione dei risultati raggiunti e delle criticità riscontrate".
E' in tale sede (inizio 2013) che, in ordine di importanza, può venire valutato, al minimo, se il limite del 5 % debba essere confermato o rideterminato, ovvero, al massimo, se una verifica complessiva induca ad una revisione dell'accordo in merito alla clausola di recesso, affidando, peraltro, al Ministero un determinante ed autorevole ruolo di mediazione e controllo di questa parte dell'accordo.
E' questa la caratteristica di "sperimentalità" dell'accordo per la parte contrat-tuale che reca l'innovazione più rilevante (la clausola di recesso).
APPENDICE
LE POSIZIONI AUTENTICHE DI FEGICA SULLA CLAUSOLA DI RECESSO
La posizione di Fegica sulla clausola di recesso stava - nella prima decade di ottobre 2008 - in questi termini, sui quali si prega di fare massima attenzione:
"...l'Accordo" (con ENI) "contiene elementi di novità metodologica e di sistema, i cui riflessi, vanno ben oltre l'interesse, pure legittimo ed essenziale, di una specifica ‘parte contrattuale. E' proprio in questo contesto, che hanno trovato collocazione nell'articolazione dell'intesa anche principi condivisi sui quali costruire un nuovo modello contrattuale, fon-dato su diversi equilibri" e, si noti, "caratterizzato dall'introduzione di innovativi elementi di flessibilità, pur nel rispetto del quadro normativo vigente, capaci di valorizzare l'evo-luzione del mercato e gli standard qualitativi. In altre parole, la concretizzazione coerente ed in positivo delle ‘aperture negoziali' ampiamente avanzate nel documento consegnato alla va-lutazione del settore da Faib, Fegica e Figisc, con il ‘workshop del 15 gennaio scorso".
(Fegica Notizie Flash N. 25 dell'8 ottobre 2008)
E, dal momento che Fegica, in questo passaggio, citava il workshop del 15.01. 2008 ("Scenari alternativi e nuovi modelli per la rete"), di cui Fegica ed in primis il suo Segretario Generale scrissero i contenuti - si parlava espressamente di "in-serimento di nuovi elementi di flessibilità". E vi era altresì contenuto un passaggio che testualmente riprendiamo: "... in via alternativa al concetto di ‘disdetta motivata' po-trebbe essere considerata la corresponsione di un congruo indennizzo, definito con-trattualmente, in funzione della ‘perdita di chances' collegata ad una porzione del periodo contrattuale seguente non rinnovato". Un passaggio che sembra preludere, o sugge-rire, in tempi non ancora sospetti, a qualcosa di simile al concetto di "clausola di recesso".
Secondo Fegica, comunque, anche dopo l'assemblea unitaria dei Comitati di co-lore Agip e dei gruppi dirigenti tenutasi a Roma il 15 ottobre 2008 (con la pre-senza di oltre duecento Gestori) - convocata appositamente per discutere del "ruolo cruciale dei diritti" - "il confronto", evitando "i toni accesi, che pure sarebbe stato fin troppo semplice utilizzare" si orientò "responsabilmente, a definire i contorni, gli stru-menti e gli obiettivi dell'ultimo e definitivo tratto di strada da percorrere per chiudere, final-mente, una intesa dalle numerose e complesse valenze".
(Fegica Notizie Flash N. 27 del 17 ottobre 2008)
Ancora, nel gennaio 2008 Fegica scrive, riguardo al terzo punto della trattativa (definizione della sistemazione economica del pregresso, incremento del margine dal 1° gennaio 2009, parte
contrattuale) che "per concludere un'intesa soddisfacente debbano ricorrere almeno tre condizioni" di cui la terza viene identificata nella "sotto-scrizione di un'intesa normativa che contenga una clausola di recesso con indennizzo, sol-tanto a fronte del formale impegno di ENI di rinunciare allo strumento delle ‘associazioni in partecipazione' per la conduzione degli impianti, il cui uso deve essere limitato, in un ristrettissimo numero di impianti, alla sperimentazione".
(CD Controdistribuzione edizione flash N. 1 del 30 gennaio 2009)
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2009-08-03 23:03:39 | gestore Figisc - ho letto
Sig.Giampiero, ho letto tutto, a parte il fatto che l'ho letto su questo sito ed io associato Figisc non l'ho ancora ricevuto,
ho letto con attenzione ma a parte il parlare male e contro la Fegica alle mie lecite domande non ho avuto risposte!!!|
sembra che vogliate giustificare la firma dell'accordo volendo evidenziare le posizione contrarie di altri .
però a me le risposte non ci sono
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2009-08-03 23:36:03 | vecchio gestore - cosa pretendi?
ti vedo molto giovane e profano di compagnia i tuoi soldi li vedi se firmi, gli aumenti li prendi se firmi,e il rinnovo lo avrai se accetti, parlare male della Fegica è cosa ormai vecchia la figisc e la faib la patiscono da sempre .
Se sei associato figisc fai vedere bene la tessera a quelli che ti vengono a far firmare magari ci scappa una valutazione a tavolino di mister motorino più morbida, ma non ti aspettare chissà cosa se hanno deciso di vendere il tuo impianto lo vendono se hanno deciso di darlo a altri ti fanno fuori, figisc o non figisc, a meno che non fai il lecchino comprando quintali di olio o pagare gli affitti che ti dicono oppure accettare i prezzi che ti dicono .
Domani ti dicono come si sente che paghi l'iperself ............fa un po' i conti di quell'aumento margine che ti danno cosa rimane
.Sono vecchio e queste cose le ho vissute negli anni prima dei diritti acquistati con le leggi 32 e le altre .Faccio come il Parin: te lo dico adesso e vedrai se sbaglio
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2009-08-04 00:00:35 | Giampiero - x gestore Figisc
Caro collega, maggiori chiarimenti ti possono esser dati in sede di specifiche riuniuni di colore. Quanto scritto non vuol essere un atto di accusa contro la sigla sindacale che si è defilata dal sottoscrivere questo accordo, ma una risposta alla disinformazione che si è voluto dare nel merito dello stesso. Spero tu abbia letto Figisc/Anisa News 31/09, nella parte finale viene specificato: “Questo” accordo, per dire l’ultima, non è
certamente obbligatorio: saranno i Gestori a
dare un giudizio, dal momento che possono,
ove non lo ritengano conveniente,
non accettare il rinnovo del contratto (che
per essere valido deve essere sottoscritto
da entrambe le parti, non trattandosi di un
atto unilaterale).
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2009-08-04 21:51:27 | gestore Figisc - Giampiero
Sei stato gentile a darmi una risposta però voglio chiederti : se arrivano come ho letto qui a chiedermi un impegno al nuovo contratto e non sono state fatte riunioni specifiche che spieghino l'accordo cosa devo fare? firmare e poi avere le spiegazioni?
capisci che sono titubante e non ho ancora trovato, forse per mancanza di spiegazioni da parte di Figisc che si è concentrata su Fegica , le risposte alle mie domande. Chi me le darà? la Compagnia?
Mettiti nei miei panni e capiscimi non credo di essere l'unico in questo stato confusionale
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2009-08-04 12:06:19 | Commerciante??? - Ancora...
E' vero che l'Italia è un paese democratico, e che vige la libertà di pensiero e di parola, ma considerando tutti i commenti negativi che i sindacati firmatari continuano ad avere, in funzione di quello che hanno "non ottenuto", farebbero molto meglio a smetterla con questi inutili comunicati, a stare zitti e a riflettere su ciò che sta per accadere!
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2009-08-04 13:44:12 | Cattivo - Posso dire una cattiveria
Ma come è scritto male questo comunicato congiunto. Non sarà che quelli con le tre sigle li scriveva la Fegica che sapeva come parlare e farsi capire dai gestori.
Ancora una volta Fegica è l'unico vero sindacato di categoria a livello nazionale.
Va dato però merito a Parin per quello che ha fatto a livello locale e spero che valuterà di affiancare Fegica nella battaglia per la modifica dell'accordo con Eni o nel suo totale annullamento.
Iscritti Figisc e Faib pensateci prima di rinnovare la tessera.
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2009-08-04 14:11:55 | Moreno Parin - Cattivo???
E te ne sei accorto adesso che era la Fegica a fare tutto?
Certo che affiancheremo la Fegica, ma non sarebbe male se la Fegica chiarisse dove vuole andare da grande! E con chi andarci.
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2009-08-05 00:29:46 | Angelogestore Figisc ha scritto:Sei stato gentile a darmi una risposta però voglio chiederti : se arrivano come ho letto qui a chiedermi un impegno al nuovo contratto e non sono state fatte riunioni specifiche che spieghino l'accordo cosa devo fare? firmare e poi avere le spiegazioni?
capisci che sono titubante e non ho ancora trovato, forse per mancanza di spiegazioni da parte di Figisc che si è concentrata su Fegica , le risposte alle mie domande. Chi me le darà? la Compagnia?
Mettiti nei miei panni e capiscimi non credo di essere l'unico in questo stato confusionaleInoltre, se posso richiedere, i nuovi contratti sottoscritti avranno i 6 mesi di prova come previsto per legge nella sottoscrizione di nuovi contratti di comodato???
| < Prec. | Succ. > |
|---|
- 07/08/2009 16:22 - Controdistribuzione edizione FLASH N. 26 - 07 AGOSTO 2009
- 06/08/2009 18:13 - Figisc Anisa News 34/2009
- 05/08/2009 19:36 - Figisc Anisa News 33/2009
- 05/08/2009 14:11 - Controdistribuzione edizione FLASH N. 25 - 05 AGOSTO 2009
- 04/08/2009 19:02 - Controdistribuzione edizione FLASH N. 24 - 04AGOSTO 2009
- 31/07/2009 17:30 - Controdistribuzione edizione FLASH N. 23 - 31LUGLIO 2009
- 30/07/2009 20:34 - Figisc Anisa News 31/2009
- 30/07/2009 18:56 - FAIB Informa 27 del 30/07/09
- 30/07/2009 02:46 - Controdistribuzione edizione FLASH N. 22 - 29LUGLIO 2009
- 30/07/2009 01:26 - Figisc Anisa News 30/2009



Carissimi sindacalisti, ammesso e non concesso che quello che scrivete sia vero, come pensate che Eni scriverà la "clausola" di recesso? Io mi aspetto due righe messe lì senza ferire nessuno con le quali al momento opportuno far cadere la tagliola sulla gola del gestore.
Provate a smentirmi per piacere.
Grazie comunque mi avete fatto ricredere sull'importanza di avere un vero sindacato.