CONTRO L'ACCORDO TRUFFA TRA ENI, CONFESERCENTI E CONFCOMMERCIO
SALE LA RIVOLTA DEI GESTORI
La disinformazione, le maldestre spiegazioni di Eni e le giustificazioni di Faib e Figisc che già' negano la validità' dell'accordo, non riescono a placare il dissenso dei gestori
Anche la scelta del "tempo", la dice lunga sui contenuti dell'accordo truffa firmato, furtivamente, da Eni, Faib e Figisc: fine luglio, per consentire che la situazione di grande fibrillazione decantasse e per provare a ricominciare, a settembre, come se nulla fosse accaduto. Anche la scelta degli oratori, intervenuti alla conferenza stampa, indetta appena 18 ore dopo la firma del contratto della vergogna, sta a testimoniare che un altro obiettivo é stato raggiunto: porre sotto tutela almeno una parte della rappresentanza sindacale che ha scelto di nascondersi sotto il rassicurante mantello delle loro "Confederazioni", come mai era avvenuto prima. Anche la scelta di affidare all'AD di Eni, Paolo Scaroni, l'illustrazione delle politiche della compagnia come saranno dopo la firma di un accordo che qualcuno, senza pudore, non ha esitato a definire "storico". Scaroni ha attaccato la Categoria, ha bollato le gestioni come una "sinecura", ha sostenuto che i Gestori sono inefficienti e che i servizi resi sono di scarsa qualità, a fronte di prezzi troppo alti, come se fossero i Gestori a fissarli e che gli orari, finalmente, diventeranno di 24 ore. Ma con questo accordo, ha insistito Scaroni, niente sarà più come prima. E la
rivoluzione viene incardinata, senza esitazione, nella clausola che consente all'Eni di cacciare i Gestori che non raggiungono i risultati a cui saranno legati, in nome della "modernizzazione". E, infine, anche la voglia di rissa nei confronti di chi non si é piegato al diktat della compagnia, la dice lunga sull'ansia da firma.
La FEGICA non ha bisogno né di approvazioni posticce, né di essere annoverata fra i "buoni", fra i paladini dello strapotere dell'Eni.
Soprattutto non ha alcuna intenzione di prestarsi a caricare la sottoscrizione dei nuovi contratti capestro, che avverranno in quel clima di terrore in cui é stata cacciata tutta l'azienda, di significati "plebiscitari", per risultare primi in una sorta di classifica della rappresentanza.
Chi ha bisogno del padrone per vincere un confronto di idee é davvero messo male. A noi della FEGICA interessa di più, molto di più il consenso dei Gestori che il sorriso compiaciuto della nostra "controparte".Siamo convinti che avevano ragione i romani quando sostenevano: "timeo Danaos et dona ferentes", temo i Greci anche quando portano doni. L'enfasi posta dall'Eni su questo accordo, ci conferma della bontà della nostra posizione.
Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana.
pubblichiamo, di seguito, il testo di un editoriale. comparso sul numero di ieri, a firma Giorgio Carlevaro, che si occupa degli sviluppi della vertenza ENI.
Poco storico, molto sperimentale
Ci sono persone, tra cui molti politici, che pensano che "il tempo perduto è guadagnato". Forse sono le stesse che definiscono storico un accordo raggiunto dopo due anni di trattative quanto mai aspre, tra stop and go. tentativi di mediazione anche ministeriali, moral suasion e quant'altro. e che rischia di aprirne altri due o tre di confronto ancora più aspro. Quello firmato martedì per regolare i rapporti tra l'azienda leader e i gestori Agip è infatti un accordo poco storico ma molto, molto sperimentale. Basta leggere e spulciare con pazienza le 14 pagine (allegato compreso) del verbale d'accordo e i giudizi che ne hanno dato a caldo i diretti protagonisti.
Storico e innovativo sarebbe un accordo che trattasse i gestori non più da "benzinai" ma da "liberi imprenditori", che si aprisse con una premessa in cui fossero fissati i reciproci ambiti di responsabilità nel contribuire, ognuno nel rispetto dei propri ruoli, allo sviluppo e alla razionalizzazione della rete, su come superarne le criticità, che non sono solo congiunturali, su come confrontarsi con usi e costumi degli utenti della strada (automobilisti e autotrasportatori) in rapida evoluzione, su tipologie di impianti che pur con tutta la buona volontà non sono più all'altezza dei tempi, sul peso che non oil e fai da te assumeranno nell'economia della gestione rispetto all'oil, su modi nuovi di riconoscere e integrare, al di là dello sconto pro-litro, l'apporto individuale del gestore, sul ruolo del prezzo e del servizio in un gioco della concorrenza che diventa ogni giorno più aspro.
E invece l'unica "forte" innovazione è l'introduzione nei contratti, che dal 1 °gennaio dovrebbero sostituire tutti quelli in essere, di una "clausola di recesso" che verrà applicata sperimentalmente a partire dal 2012 con un tetto iniziale del 5% sul totale delle gestioni. In cambio del congelamento delle "associazioni in partecipazione". di cui viene riaffermato il carattere di sperimentazione e formazione, a un livello non superiore a quello attuale (circa 200 gestioni). Le altre innovazioni (possibile patto di partenariato, dilazione di un giorno per i pagamenti delle forniture, copertura sanitaria, copertura assicurativa contro furti, rapine e atti di violenza e vandalismo, diritto di prelazione nell'acquisto dell'impianto gestito purché non faccia parte di "pacchetti", nuovo piano strategico sulle attività non oil. equiparazione dei contributi al fondo Cipreg tra rete propria e rete convenzionata) sono solo indicate a titolo di pro-memoria con l'intesa di aprire un confronto entro il prossimo dicembre.
La "clausola", che ha sollevato fiere contrapposizioni tra i gestori, parte dall'assunto che, se i gestori non rispettano gli obiettivi concordati con l'azienda quanto all'erogato e alla qualità del servizio e non si mettono in riga, è giusto che il contratto possa essere risolto anticipatamente. A garantire il gestore che nei suoi riguardi non saranno commessi abusi da parte dell'azienda, l'accordo dedica un sacco di pagine a spiegare le metodologie di predisposizione del piano base annuale che dovrà precisare i suddetti obiettivi (allegato A) e a fissare le scadenze delle verifiche periodiche con le associazioni dei gestori e con i singoli gestori, nonché di una verifica in sede di ministero dello Sviluppo Economico (sic!) alla scadenza del primo triennio di applicazione dell'accordo, cioè nel 2013. Un vero e proprio ingorgo di date, tenuto conto che entro e non oltre il giugno 2012 l'accordo appena firmato dovrebbe essere rinegoziato.
Ora la parola passa ai gestori che dovranno apprezzare sulla propria pelle un accordo indubbiamente complesso e pieno di trabocchetti, che dà ragione a chi parla di uno strumento difficile da gestire, che obbligherà le organizzazioni dei gestori a stare col fucile in mano in una sorta di vigilanza armata. Dove i costi (i nuovi vincoli dei nuovi contratti) dovranno essere soppesati con i benefici (una tantum per il periodo pregresso, incremento dello sconto di base a far data dal 1° gennaio scorso, durata di 6 più 6 anni dei nuovi contratti). Il conto alla rovescia è già partito. Si tratta di decidere se ratificare o no l'accordo, se rinnovare o no il contratto, se firmare o no il piano di base annuale e, più in generale, come impostare il rapporto con l'azienda. Decisioni che toccano anche il rapporto di fiducia tra gestori e organizzazioni di categoria, in questi mesi messo duramente alla prova. Ci sono tutte le premesse (e le prove) di una campagna elettorale quanto mai vivace. Che sarà seguita con grande interesse e/o preoccupazione anche dalle altre compagnie e dai loro gestori. Al di là dei toni trionfalistici della conferenza stampa di mercoledì, i giochi sono quanto mai aperti.
Siamo compiaciuti del fatto che Faib-Figisc, per giustificare la loro "Caporetto" contrattuale,
abbiano bisogno di rispolverare posizioni pubbliche e coerenti assunte dalla FEGICA nei mesi scorsi quasi a giustificare il loro "pasticcio", sostenendo che anche i "cattivi di oggi", ieri erano pronti a firmare. A differenza di altri NOI NON CI VERGOGNAMO di aver assunto posizioni che, ancora oggi, sosteniamo con forza. In discussione non é un astratto concetto di "clausola di recesso", ma i contenuti sottoscritti che non hanno nulla a che vedere con un altro concetto fondamentale per qualsiasi rappresentanza sindacale: la contrattazione.
Un valore sostanziato dalla necessità di negoziare e condividere le intese e le norme che le contengono. Un "passaggio" che é stato tenuto accuratamente lontano, nella farsa recitata il 28 luglio scorso, a beneficio degli astanti.
Siccome la lingua italiana dovrebbe essere uno strumento di utilizzo e conoscenza comune invitiamo tutti a fare una riflessione terminologica cercando di comprendere (per alcuni sarà più arduo) che "principi condivisi sui quali costruire (in progress) un nuovo modello contrattuale ... innovativi elementi di flessibilità pur nel rispetto del quadro normativo vigente", E' COSA BEN DIVERSA DELLA CLAUSOLA SOTTOSCRnTA DA FAIB-FIGISC. NELLA QUALE NON ESISTE ALCUNA CONDMSIONE. NON ESISTE UN NUOVO MODELLO CONTRATTUALE E. SOPRATTUTTO. NON ESISTE ALCUN RISPETTO DEL QUADRO NORMATIVO VIGENTE! Vogliamo annotare, anche, per i più distratti, che il quadro normativo vigente si regge sul D. Lgs. 32/98 che. a proposito di clausole risolutive/recesso, al comma 10 dell'articolo 1. cosi recita:
"ogni pattuizione contraria al presente articolo é nulla di diritto. Le clausole previste dal presente articolo sono di diritto inserite nel contratto di gestione, anche in sostituzione delle clausole difformi apposte dalle parti".
COME SI EVINCE CHIARAMENTE dalla lettura della norma, non é stata rispettata
nemmeno la condizione minima prevista dalla Legge.
UN ALTRO AUTOGOL del trio Eni-Faib-Figisc, che, nel tentativo di nascondere il proprio fallimento, cerca di arrampicarsi sugli specchi coinvolgimento la FEGICA, con un improbabile "chiamata di correo".
La FEGICA ha mantenuto posizioni chiare, limpide e lineari, che ha cercato di far valere anche intorno al tavolo del 28 luglio. Peccato che fosse già tutto scritto e l'operazione di liquidazione della categoria, già avviata. Senza possibilità alcuna di interlocuzione.
Ma, sul piano della memoria, forse il collaudato trio Eni-Faib-Figisc, farebbe bene a riflettere sulla "montagna" di documenti, nei quali le allora unitarie Federazioni di
Categoria avevano proposto stesure della clausola di recesso, ben diverse da quella presentata come "moderna", "innovativa" e "stimolante per la Categoria". Stesure che l'Eni non aveva minimamente avversato.
Sul piano economico, poi, forse i distratti di oggi non ricordano che il valore economico dell'intesa raggiunta esattamente l'anno prima, era "DOPPIO" rispetto a quello appena sottoscritto e che era stato introdotto il concetto di "piano di restituzione", ai legittimi Gestori, degli impianti condotti in associazione in partecipazione.
Queste "carte", che noi custodiamo gelosamente, sono a disposizione di tutti i Gestori che ne facciano richiesta, senza chiedere a quale Federazione aderiscano.
Ci impegniamo ad inviarli senza alcun commento. A cominciare dalla dichiarazione del D.G. Caridi che, fingendosi offeso, dichiarava che mai l'Eni sarebbe tornata sui suoi passi, garantendo i contenuti economici -dati per scontati- ai Gestori.
Insomma chi vuole sfidare la FEGICA sul piano della coerenza, della memoria, dei documenti e delle dichiarazioni si accomodi. Noi risponderemo offrendo a tutti ampia possibilità di prova. La FEGICA, come si sa, non deve tenere celato alcunché.
AVEVA DETTO SCARONI: I PREZZI NON AUMENTERANNO
Sosteneva Scaroni (come il Pereira di Tabucchi), nella conferenza stampa tenuta in compagnia di Confcommercio e Confesercenti (con la partecipazione straordinaria di Faib e Figisc) che il prezzo non sarebbe aumentato e che. anzi, lo sconto Iperself avrebbe consentito notevoli risparmi agli automobilisti vacanzieri.
Il giorno dopo la Conferenza stampa pero', ha innanzitutto cominciato ad alzare i prezzi. Lo schema e' quello classico e collaudato nei mesi scorsi: una campagna di sconti secondo la consolidata prassi collaudata nei mesi scorsi: prima alzare il prezzo, attendere l'allineamento di tutte le altre compagnie e. quindi, applicare uno sconto su un presunto listino unico nazionale che. come ben sa l'Antitrust (che farebbe bene a far sentire la sua voce), non esiste. Sconto, quindi, rispetto a che cosa? Intanto gli automobilisti hanno bevuto l'ennesima panzana amplificata da "media" che non hanno perso tempo a rilanciare la "voce del padrone" e glorificare sconti e mirabilie da parte di Eni. Si dirà che il prezzo internazionale è salito e che Eni ha, di conseguenza, adeguato i suoi listini. Forse visto il potere "divinatorio" del capo dell'Eni che vaticina prezzi come la Sibilla cumana il futuro, sarebbe stato mantenere un atteggiamento più' sobrio e più' cauto. Ma dove sono i consumatori plaudenti, visto che l'intesa sottoscritta da Eni-Faib-Figisc e' stata raggiunta solo per avvantaggiare loro (ma non i Gestori)? Forse sono tutti in vacanza!
NOI NON ABBIAMO PAURA DELLA VERITÀ' ENTRO SETTEMBRE LA FEGICA TERRA' 16 ASSEMBLEE REGIONALI
PER ILLUSTRARE A TUTTI I GESTORI AGIP. MA ANCHE A QUELI DELLE ALTRE COMPAGNIE CHE FINIRANNO PER ESSERE PENALIZZATI DALL'ACCORDO TRUFFA APPENA SOTTOSCRITTO DA Eni-Faib-Figisc. IL TESTO DELL'INTESA (già' largamente di dominio pubblico) PRESENTATA COME "STORICA" DA CHI HA RACCONTATO SOLO CIO' CHE HA INTERESSE A RACCONTARE. NOI. INVECE. ENTREREMO IN TUTTI I DETTAGLI SENZA ALCUNA REMORA 0 RETICENZA. FORNENDO TUTTI I DOCUMENTI NECESSARI PER CONSENTIRE Al GESTORI UN INFORMAZIONE LIBERA E NON DI "REGIME".
INFORMEREMO INOLTRE LA CATEGORIA DI TUTTE LE INIZIATIVE CHE STIAMO DEFINENDO NEI DETTAGLI. ANCHE QUELLE GIUDIZIARIE A DIFESA DELLA LEGGE ESISTENTE. CI OFFRIREMO AL DIBATTITO PRONTI AD ACCETTARE. NEL CONFRONTO. LE CRITICHE ED ANCHE GLI ATTACCHI ALLE NOSTRE POSIZIONI. QUESTE SONO LE REGOLE DELLA DEMOCRAZIA.
NOI ABBIAMO ANCORA IL GUSTO DI METTERCI IN DISCUSSIONE.
- Riforma petrolifera, protocollo di lavoro Mse/operatori su rete carburanti
- OMV METTE IN VENDITA LA SUA RETE DI DISTRIBUZIONE
- Eni R&M, possibile cambio al vertice
- Riforma distribuzione carburanti: è l'ora dei contratti
- La Gisc Treviso dà mandato al legale sulla questione dei cali Esso
- Benzina, dieci pompe diventano low cost Gestori in busta paga, dipendenti a casa
- E Obama sfida le super-lobby
- Proposta dell'Antitrust di riforma concorrenziale ai fini della legge annuale per il mercato e la concorrenza
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- 05/08/2009 17:36 - Figisc Anisa News 33/2009
- 05/08/2009 12:11 - Controdistribuzione edizione FLASH N. 25 - 05 AGOSTO 2009





