GestoriCarburanti

 

Controdistribuzione edizione FLASH N. 26 - 07 AGOSTO 2009

E-mail Stampa

GIA' TRE VERSIONI DIVERSE DEL DOCUMENTO "OFFERTO" ALLA FIRMA DEI GESTORI

ACCORDO ENI: NERVI A FIOR DI PELLE
La protesta montante comincia a far saltare i nervi ai sostenitori dell'accordo tra Eni, Confesercenti e Confcommercio e le presunte "conquiste" non riescono a passare il giudizio dei "Gestori di trincea".

Di quelli, per intenderci, che non hanno voce e che vengono considerati come merce di scambio.

Sará per questo che ogni giorno "spunta" una nuova e differente versione del documento che i Gestori Agip dovrebbero firmare "spontaneamente", per aderire ai contenuti dell'accordo, clausola di recesso compresa.

La prima, lapidaria: "se non firmi, non ti riconosciamo il pregresso e gli arretrati".

La seconda, piú morbida: "la firma equivale ad un primo adempimento dell'accordo che vi é stato presentato".

La terza, ipocrita ancora piú che criptica: "dovendo procedere alla liquidazione degli arretrati contenuti nell'accordo del 28/7/09, vi preghiamo di confermarci la volontá di rinnovo del nuovo contratto giá a vostra conoscenza, contenente la clausola di recesso".

E sará per questo che, a tempo perso, alcuni improvvisano numeri e calcoli con spericolate rivisitazioni dell'aritmetica, con il solo scopo di far passare per buono l'inguardabile accordo sottoscritto.

L'approssimazione é la medesima utilizzata per mettere la propria firma in calce all'accordo truffa.

Non volendo al momento entrare nel dettaglio, faremo almeno "due conti della serva".

Prendiamo, ad esempio, un Gestore ipotetico, il cui punto vendita ha ritirato 2,5 milioni di litri/anno, sia nel 2007, che nel 2008.

Con 5 milioni di litri totali, riceverá una cifra "una tantum" di € 6.500,00; vale a dire €/klt 1,30. Questo é quanto.

Considerando poi l'adeguamento del margine del Gestore, tenuto conto del mancato effetto di tra-scinamento dell'una tantum e che, perció, i diversi aumenti dilazionati lungo la durata dell'accordo devo-no coprire un periodo temporale di 5 anni (dal 2007, al 2011 compresi), ne consegue che per il medesimo Gestore l'accordo vale 2,2 €/klt medi. Ne piú, ne meno.

A tutto questo va aggiunto l'eventualitá -tutt'altro che improbabile, stando alle dichiarazioni aziendali a cui ora é stata messa la sordina- che dal prossimo anno il Gestore Agip venga chiamato a contribuire sia ad Iperself che a You&Agip, oltre a vedersi aumentate le commissioni Multicard.

Passando dall'aritmetica alla storia, le cose non vanno meglio.

La storia non puó essere ridotta ad una periodica visitazione di qualche Bignami o, piú modernamente, delle pagine di wikipedia.

Bisognerebbe averla frequentata a lungo per comprendere come un concetto possa essere ricompreso, per brevitá, in una sola parola.

Ad alcuni é andato per traverso il termine kapo' riferito, per altro, a chi, facendo strame dei diritti, si presta ad applicare accordi capestro, che, come é manifesto nelle diverse versioni delle lettere che i funzionari Eni stanno cercando di far firmare ai Gestori Agip, chiariscono i termini del ricatto che la Fegica sta, in ogni modo, denunciando: l'accettazione della clausola di recesso (né condivisa, né illustrata), per poter ottenere il pagamento degli arretrati di cui i Gestori sono da tempo creditori.

E' come se agli stessi soggetti -i funzionari aziendali- che oggi si danno un gran da fare per ottenere le firme dei Gestori -che oltretutto mettono a dura prova persino il concetto di validitá erga omnes degli accordi- domattina Scaroni imponesse la non applicabilitá dello Statuto dei Lavoratori e qualcuno si facesse carico di pretendere una loro firma di accettazione.

Per definire, in estrema sintesi, comportamenti di questo tipo, la storia ha preso a riferimento diverse espressioni come "collaborazionisti" -erano coloro che giustificavano ed appoggiavano il governo francese filo-nazista di Vichy, presieduto da Petain- o anche "ascari" -quelli che supportavano le truppe fasciste in Africa Orientale contro la loro stessa gente.

La scelta della collocazione storica non compete a noi.

Ció detto, torniamo all'esame dell'accordo.

Abbiamo giá visto che i soldi sono pochi: meno della metá di quelli che erano stati unitariamente negoziati a luglio ed a settembre 2008 e che facevano storcere il naso di tanti che adesso plaudono allo storico accordo.

Quegli stessi soldi che costituiscono un sacrosanto diritto che nessuno poteva e puó negare.

Quello che stupisce é l'arrendevolezza ed il querulo piagnisteo di chi dice "almeno abbiamo incassato i quattrini". Ma a che prezzo?

L'Eni ha "tenuto duro" ed ha fatto il suo mestiere, con l'assenza di stile, la prepotenza e l'arroganza che caratterizzano l'attuale gestione.

In ogni caso, ha fatto il suo mestiere.

Chi non l'ha fatto, al contrario, é proprio chi avrebbe dovuto sostenere la posizione ed i diritti dei Gestori.

Con la sola eccezione della Fegica, le associazioni di categoria, nel momento di dare forza alle giuste aspettative di una Categoria che si era mobilitata per lo sciopero ed aveva saputo mantenere la "barra al centro", opponendo forza e determinazione alla inamovibilitá delle posizioni Eni, ha scelto la strada della resa.

Prestandosi, con ció, anche a sancire una spaccatura sindacale che, per mesi, avevamo tenuta accuratamente ai margini delle nostre discussioni. Potremmo dare pubblicitá, a tal proposito, a lettere e volantini circolati tra le associazioni, ma, al momento, evitiamo per caritá di Patria.

Di peggio c'é solo che, in questo modo, ci si é prestati alla scelta di "spaccare" il Sindacato che Eni ha assunto per raggiungere, finalmente e piú facilmente, il suo obiettivo.

Quello che rimane é il forte rammarico per un'occasione persa, per aver spento tante aspettative ed aver tradito (almeno dal nostro punto di vista) la fiducia di tanti Gestori che oggi si ritrovano perplessi a guardare al domani.

E non bastano le assicurazioni di maniera.

Tutti -chi ha firmato e chi no- sappiamo che giá oggi niente é piú uguale a ieri e che qualcuno immagina, a buon diritto, di aver messo fine alla storia della Categoria.

Nessuno puó illudersi e far finta che i "margini" continueranno ad essere contrattati.

L'Eni lo ha giá chiarito in ogni modo: nessun nuovo adeguamento dei margini. Ulteriori "premi" saranno legati esclusivamente agli eventuali volumi incrementali considerati nel "piano commerciale".

Inoltre, questi "premi" saranno totalmente azzerati per l'anno seguente, mentre i volumi incrementali dell'anno precedente contribuiranno a determinare la nuova base di calcolo per il nuovo "piano base" e cosí via.

A fronte di una tale perversa "metodologia" -che, considerate le politiche di prezzo aziendali ed  i vincoli normativi imposti ai Gestori, semplicemente gli impedisce di poter quadrare i bilanci delle loro azienda- Eni ha incassato una clausola di recesso "facoltativa", vale a dire che offre la possibilitá ad Eni di applicarla, a sua completa discrezione, nei confronti di un Gestore o un altro, a seconda della "partecipazione spontanea" del Gestore a tutte le iniziative dell'azienda (compresi orari e turni).

Una forma di ricatto nel ricatto che non puó essere in alcun modo mitigata dalla rilevanza delle percentuali di raggiungimento degli obiettivi.

Il problema non e' tanto o solo quello degli obiettivi, ma di quel complesso di atteggiamenti che generano quella "vis psicologica", quella dipendenza culturale del singolo Gestore, al quale sará posto sotto gli occhi l'accordo annuale con il quale il Sindacato potrá definire soltanto il macro-fenomeno, lasciando che il singolo Gestore se la debba spicciare da solo con Eni nella vita (e nella morte) di tutti i giorni.

Finita la contrattazione e svuotato di valore il concetto di accordo, nel 2011, ammesso che la Categoria ci arrivi ancora integra, la clausola di recesso rimarrá a produrre i suoi nefasti risultati, indipendentemente dalla volontá o meno di Eni di stringere nuove intese.

Ecco, perché la Fegica non ha firmato l'accordo. Ecco perché la Fegica ha difeso la posizione -in precedenza, unitariamente assunta- di tenere fuori dal contratto la clausola di recesso, fosse pure sperimentale. Ecco perché la Fegica ha continuato a sostenere che ai Gestori dovessero essere riconosciuti almeno i margini giá convenuti nel 2008. Ecco perché la Fegica ha richiesto che lo "scambio" fra clausola di recesso e associazioni in partecipazione, anziché sancire l'esistente (in realtá, aumentato almeno del 30%) prevedesse la progressiva riassegnazione ai Gestori di quegli impianti sui quali la sperimentazione non avrebbe avuto piú senso dopo l'introduzione degli elementi di flessibilitá richiesti. Ecco, per l'ennesima volta, in pillole, perché la Fegica ha deciso di contrastare con forza questa intesa e, nel contempo, fare appello a tutti i Gestori perché facciano sentire la loro voce, rimarchino il loro dissenso e chiedano che del loro futuro si cominci a parlare seriamente.

A settembre faremo, come annunciato, 16 assemblee aperte, nelle quali siamo pronti a mettere in discussione le nostre certezze e le nostre posizioni.

Non andremo a cercarci facili applausi o una cinquantina di Gestori che, mugugnando, accettino le tesi.

Noi sfideremo, nel merito, chiunque abbia voglia di dare un vero contributo al futuro di questa Categoria, carte e numeri alla mano. Senza reticenze e con l'umiltá e l'attenzione che la situazione richiede.

 

La Fegica ha piena coscienza e totale consapevolezza che lo scontro che si sta preparando sará uno scontro molto duro e che non si puó chiedere al singolo Gestore di caricarsi sulle sue proprie spalle, in modo solitario, il peso di un'opposizione diretta e individuale alla compagnia.

Un'opposizione che finirebbe per pesare sulle valutazioni future -quelle legate al recesso, per intenderci- e per costituire uno scontato motivo di rivalsa e vendetta.

Per questo abbiamo detto e ripetiamo che il documento che la struttura Eni sottopone ai Gestori Agip, in una qualsiasi delle versioni nelle quali viene presentato, non vale neanche la carta su cui é scritto.

Lo sa bene perfino Eni che, consapevole del fatto che la mancata firma di Fegica avrebbe alterato la validitá erga omnes dell'intesa, si é preoccupata di richiamare precipitosamente i suoi funzionari dalle ferie e, con una rapiditá degna di ben altra causa, di ottenere le firme dei singoli Gestori.

Cosa che, come é noto, si stava preparando a fare prima -e a questo punto nonostante- le firme delle altre organizzazioni di categoria.

A condizioni date, proprio quello che queste "grandi" organizzazioni di categoria non hanno saputo opporre ad Eni, ora si vorrebbe chiederlo ai singoli Gestori?

Piú che una questione di coerenza, qui si tratta di facce toste.

Lo si sappia: non sará la firma del singolo che potrá fermare o indebolire l'azione del Sindacato, sia sul piano politico, sia su quello giurisprudenziale, che non si esaurirá certamente nella predisposizione di un quesito formale.

Proprio in funzione dell'azione politica e giurisprudenziale predisposta dalla  Fegica, piú di un suo dirigente nazionale e territoriale é stato incaricato di sottoscrivere i documenti aziendali.

Acquisendo, in questo modo, termini e legittimazioni sufficienti per agire in opposizione agli elementi con i quali si consuma il ricatto verso ciascun Gestore e l'intera Categoria: condizioni economiche dovute, riconosciute solo in cambio dell'accettazione della clausola di recesso, contenuta in un contratto che nessuno conosce e che dovrebbe essere accolto sulla fiducia.

Quindi, lo ribadiamo: nessuno deve sentirsi solo e la Fegica fará tutto quanto é nelle sue possibilitá (con il limite delle intelligenze che riuscirá a mettere in campo) per arrivare al pronunciamento di nullitá della clausola di recesso, cosí come é stata prevista nell'accordo.

E per ottenere che i contenuti di accordi e contratti -tutti- siano nuovamente in sintonia, compatibili ed aderenti all'attuale quadro normativo.

D'altra parte, la Segreteria nazionale ha firmato "solo per presa visione e con riserva" l'accordo, proprio per avere nelle mani il documento ufficiale.

Inoltre, il fatto che la Shell, dopo la "mazzata" giudiziaria, si sia fermata con le associazioni in partecipazione, dovrebbe far riflettere.

Un piccolo risultato ottenuto da un'associazione -quella dei gestori Aico- che con Fegica ha un patto di iniziativa politica. Una sorta di "rapporto di partenariato".

Questi sono i soli partenariati che ci piacciono.

Quelli che, al contrario, dovrebbero determinare un Sindacato diverso ed efficiente secondo la logica dell'azienda, proprio non li sopportiamo e non fanno parte né della nostra cultura, né della nostra trentennale storia.


Commenti (2)
  • Gestore shell

    Bhe......che dire....... ! Credo che ad oggi , il concetto sia orami chiaro a tutti i gestori ! Questo accordo e' una GRANDE FARSA ! INVITO TUTTI I GESTORI AGIP A NON FIRMARE LA PROPRIA ( FORSE )PROBABILE MORTE ! A MENO CHE DIVENTIATE AGNELLINI SUDDITI DEL VOSTRO CAPO..............IN QUESTO CASO ALLORA........MAGARI AVRANNO PENA DI VOI E............TRA UN " LAVORO FORZATO " E L'ALTRO..........VI LASCERANNO RESPIRARE !!! AUGURI !
    E...........attenzione........., oggi si discute di ENI domani tocchera' alle altre !!! RESTIAMO UNITI !

  • ERGestore

    Sul "Messaggero" di Roma di oggi 9 agosto c'è un'intera pagina di cazzate odiose sul tema del prezzo dei carburanti e di spudorata pubblicità al gruppo del cane (o meglio iena) a sei zampe.
    Alla giornalista che ha scritto l'articolo, postulando delle assurdità, consiglierei di stare a casa la notte anzichè girovagare per i marciapiedi della Capitale in cerca delle decine di amanti occasionali cui è avvezza da tempo, nonostante questo sia un vizio che eredità da chissà quante generazioni.

Commenta
I tuoi dettagli:
Commento:
[b] [i] [u] [s] [url] [quote] [code] [img]   
:):grin;)8):p:roll:eek:upset:zzz:sigh:?:cry
:(:x
SECURITY
Inserisci il codice anti-spam che vedi nell\immagine.

Commentando dichiari di aver preso visione e di accettare i termini e condizioni di utilizzo di questo sito.

Per mantenere un livello civile della conversazione, verranno eliminati tutti i commenti che contengono: turpiloquio, offese, violazioni della privacy, off topic, istigazioni alla violenza o al razzismo, minacce ecc. Gli utenti che violeranno ripetutamente la nostra policy verranno bloccati/bannati. La Redazione.

Articoli correlati:
Articoli più recenti:
Articoli meno recenti: