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FAIB Informa 29 del 07/09/09

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"Via libera" all'accordo Eni da Firenze, Prato e Grosseto.

Dopo la riunione congiunta della Giunta Faib regionale della Toscana con il Comitato di Colore Agip, che aveva dato il "via libera" alla firma dell'accordo con Eni, in questi giorni sul territorio si sono svolte, nonostante l'estate, già diverse riunioni.

L'Assemblea dei gestori Agip delle Province di Firenze e Prato, svoltasi martedì scorso (04.08.09), che ha registrato una alta partecipazione, alla presenza di Angelo Puddu, Presidente Faib Firenze e del Presidente Nazionale FAIB, Martino Landi, dopo un approfondito confronto, ha condiviso e apprezzato l'accordo sottoscritto.

L'Assemblea, che si è soffermata su molti aspetti dell'intesa ed ha fugato dubbi e perplessità circa una corretta interpretazione di alcuni passaggi, ha convenuto sull'importanza della scelta fatta, apprezzando una conclusione positiva della vertenza. L'Assemblea si è mostrata consapevole della portata dell'intesa sottoscritta e ha richiamato tutta la categoria al massimo impegno affinché tutti gli aspetti trattati trovino corretta applicazione e adozione.

Una analoga riunione si è tenuta anche a Pisa, e ieri sera  (06.08.09) è stato il turno dei gestori di Grosseto, alla presenza di Sergio Sbordone, Responsabile del Comitato Colore Agip della Toscana e di una folta delegazione di gestori che hanno condiviso i contenuti dell'accordo.

La Direzione Nazionale della FAIB, che sta prestando la massima attenzione alla opportuna e corretta divulgazione dell'accordo, saluta con estrema soddisfazione il giudizio positivo che sta pervenendo sull'intesa dalle Province e dai Comitati regionali.


Il Presidente della Faib, Martino Landi e il Direttore, Gaetano Pergamo, augurano a tutti

BUONE VACANZE

Di particolare importanza il "via libera" all'accordo che è emerso e sta emergendo dalla Regione toscana, che resta un territorio in cui l'Associazione è fortemente radicata e che nei mesi trascorsi si era distinta, tra le altre, per aver sostenuto con incisività aspetti critici di una vertenza che si era troppo prolungata e stava prendendo forme che non sarebbero state mai accettate dalla categoria.

Il giudizio espresso oggi, alla luce dell'accordo, apprezza le novità emerse grazie alla grande mobilitazione della categoria che ha dato un impulso decisivo al buon esito della vertenza.

Nelle prossime pubblicazioni daremo conto dell'esito di altri incontri della categoria e di altre importanti realtà del Paese che, da nord a sud e nelle isole, in questi giorni e nel mese di settembre impegneranno tutta la nostra rappresentanza.


Il coraggio di cambiare, la forza di innovare

Di Martino Landi

Il coraggio di cambiare, la forza di innovare: per restare protagonisti della distribuzione carburanti in Italia, come gestori e come Associazioni di categoria. E' quello che hanno fatto Faib e Figisc, le associazioni maggiormente rappresentative del settore, che già in altri  frangenti hanno saputo interpretare i tempi nuovi. Per continuare ad essere in grado di governare ed incanalare le politiche distributive, come negli ultimi trent'anni; per indirizzare le spinte allo sviluppo, in un mondo profondamente cambiato, in presenza di una concorrenza  inedita e sempre più aggressiva.

 

Confrontarsi con i cambiamenti, affrontarli e proporre soluzioni condivisibili ed avanzate fa parte di una cultura sindacale che guarda al progresso come ad opportunità nuove, alla modernizzazione come a possibilità di crescita .

Gridare al lupo, abbaiare alla luna non porta soluzioni. Denunciare rese, lanciare invettive è un esercizio fine a stesso e alla propria visibilità.

Questo settore ha bisogno di cambiamenti, di rinnovamento: nelle politiche e negli uomini. Di nuove energie e nuove prospettive.

La categoria è in grande difficoltà e non è con i paroloni e con la voce grossa che sapremo difenderla, utilizziamo le nostre intelligenze immaginando  un futuro ancora da protagonisti.

Cominciamo a leggere la nuova realtà che abbiamo davanti.

La presenza crescente di pompe bianche, l'espandersi della Grande Distribuzione, le politiche dei prezzi,  l'aumento dei costi di gestione e l' attenzione dei media e della politica disegnano uno scenario in perpetuo mutare nel quale le strategie contrattuali e di marketing delle compagnie tentano un riposizionamento e un rilancio. Pensare che questo non coinvolga i gestori, centro nevralgico della distribuzione, è sbagliato; immaginare di opporsi sempre e comunque, a tutto e a tutti è velleitario, per non dire altro.

Un quadro in movimento, che coinvolge tutti, tocca gli interessi e i profili di ciascuno, dalle grandi multinazionali fino al micro mercato che ruota intorno alle singole stazioni di servizio, fino al gestore.

Compito delle Associazioni di categoria -certamente della Faib- è costruire realisticamente delle strategie adeguate alla tutela dei diritti e allo sviluppo della professionalità dei propri  iscritti, dare  risposte aggiornate  alle nuove sfide.

Un mondo che cambia, dunque, e continuamente.

In questo contesto, una posizione di conservazione dell'esistente sarebbe stato rassicurante. Ma perdente.

I segnali di cambiamento del quadro sono noti.  Non solo i casi Shell, le spinte Eni, le attese di alcune importanti petrolifere, ma le dichiarazioni del Presidente De Vita  che miravano dritte al cuore della distribuzione carburanti e alla legge 32/98, non potevano non essere colte.

Con l'accordo Eni, Faib e Figisc aprono una nuova stagione nelle relazioni industriali, riaffermano la centralità della 32/98 e del contratto di comodato di 6 anni più 6, respingendo i tentativi di revisione normativa e l'accusa di legge superata e ingessante. Con l'accordo, il comodato viene riaffermato nella sua centralità,  introducendo ipotesi di flessibilità concordata e cogestita Azienda- Associazioni, con previsioni certe e stringenti, contrariamente a quanto originariamente previsto sia nella bozza Eni sia nella controproposta sindacale del marzo scorso.

Passi avanti e novità rilevanti. Altro che accordo truffa.

Rispondere con il vecchio armamentario del sindacato protestatario, verboso, burocratico, ci avrebbe condotto in un vicolo cieco e  isolati dall'opinione pubblica in una dura e controproducente contrapposizione all'industria petrolifera, con la quale invece rilanciamo un patto di partenariato per affrontare insieme le nuove sfide, rilanciando con coerenza e lungimiranza l'accordo fissato anni addietro sui prezzi praticati.

Oggi come allora, la categoria  è stata chiamata a confrontarsi, oserei dire scontrarsi su scelte importanti e strategiche, i cui effetti e risultati delineano e ipotecano il futuro di migliaia e migliaia di lavoratori di questo settore. Certo tra qualche anno giudicheremo se la strada che abbiamo intrapreso oggi,  rimanendo al fianco dell'industria petrolifera evitando una contrapposizione che  ci avrebbe portato ad un conflitto aspro, sia stata vincente.

Ma una cosa è certa, se questa scelta sofferta della clausola di recesso a titolo oneroso voluta dall'azienda, mitigata nella sua applicazione, è condivisa oltre che da chi dirige questa associazione anche dalla maggioranza che essa rappresenta, va rispettata, come deve essere rispettata dopo 7 anni dalla sua applicazione, quella anch'essa sofferta di chi nel 2002 in prima persona condivise sempre insieme alla maggioranza della categoria, di gestire la politica dei prezzi nel rispetto delle leggi vigenti insieme all'industria petrolifera, evitando quei rischi che ci avrebbero espulsi dal mercato o emarginato ad un ruolo di mero precariato.

Oggi ci confrontiamo con un mondo completamente cambiato, scontando anche gli effetti di quella scelta, anche da me condivisa, giusta o sbagliata, ma dettata dalla maggioranza dei nostri iscritti.

Non dimentichiamoci, per la Faib la  democrazia è sempre stata e sempre sarà un valore irrinunciabile.

Rilanciamo oggi come ieri, una partnership che vede il gestore  al centro delle strategie e del  business aziendale, punto insostituibile e qualificante dell'immagine della compagnia a cui appartiene, messo in condizione di affrontare  nuove sfide, perseguire obiettivi stimolanti e sfidanti, con la compagnia al suo fianco, gettando  le basi per un nuovo decennio  di lavoro fecondo.

Il compito a cui siamo chiamati oggi è quello di vigilare sugli accordi e stimolare la realizzazione delle innovazioni introdotte.

Questo è lo spirito dell'Accordo raggiunto con Agip: chiamarlo truffa è solo imbrogliare la categoria.


Un precedente illustre e similare


Vale la pena ricordare che oltre 30 anni fa, il 22 febbraio del 1978, Agip e Ip con la FAIb e la FIGISC  realizzarono un accordo con la prima storica definizione del contratto di cessione gratuita dell'uso di apparecchi e attrezzature per la distribuzione di prodotti petroliferi.

Una "tipizzazione" che definì il contratto conquistato nel 1970, le lettere integrative, il contratto di fornitura e le integrazioni con i premi quantità sul ritirato.

Anche allora ci fu chi criticò aspramente la scelta, ma la storia dimostra che l'accordo fu lungimirante, per molti versi ancora attuale e in vigore.

Oggi come allora, Eni (Agip), Faib e Figisc, disegnano il futuro della distribuzione carburanti in Italia fondata sul ruolo del gestore in un rapporto forte e proficuo con l'azienda nell'interesse comune e dei consumatori.

Oggi come allora ne esce rafforzata la forza delle rappresentanze di categoria dentro un quadro di relazioni mature con la compagnia petrolifera.

Oggi come allora si è riaffermato il principio di autonomia imprenditoriale del gestore superando una visione "difensiva", che allora, nel '78, auspicava di "ridurre il gestore a semplice dipendente".

Con l'accordo di "ieri" e di oggi e senza trionfalismi, anche perché questi sarebbero davvero fuori luogo, possiamo guardare insieme al futuro e spetta a tutti noi, Faib e Figisc, ma ci auguriamo anche Fegica, avere senso di responsabilità per dare concretezza a tutti gli aspetti nell'interesse supremo dei gestori.



Firmato l'accordo con Total

Le tre associazioni FAIB, FIGISC e FEGICA hanno rinnovato l'accordo economico con la Total.

Il rinnovo, arrivato dopo 18 mesi dalla scadenza del vecchio accordo, riveste particolare importanza nel panorama delle relazioni industriali, segnato da forti problematiche con alcune compagnie con le quali il confronto non riesce a trovare un terreno di sintesi e di unitarietà.

L'accordo Total è un segnale della volontà della rappresentanza dei gestori di attenersi a criteri di forte concretezza nel rapporto negoziale privilegiando, in una fase di grande difficoltà dell'economia e dei consumi, una delle tre priorità indicate dagli organismi di Faib, vale a dire la necessità di concludere gli accordi relativi ai rinnovi economici scaduti.

L'accordo arriva fino al 2010 ed avendo recuperato il pregresso, restituisce al gestore margini economici erosi dall'aumento dei costi di gestione.

Il confronto con la compagnia ha svolto tutte le considerazioni sull'attuale momento competitivo del settore, ha valutato le esigenze di crescita dell'azienda e, dunque dei gestori a marchio, mettendo a punto, e condividendo, politiche di concorrenza adeguate, raggiungendo nell'ambito del contesto normativo che regola la distribuzione carburanti in Italia, il D.Lvo 32/98 e la L.57/2001 art.19, un importante accordo che è un segnale di crescita per i tavoli ancora aperti, valorizzando il rapporto azienda gestori.

Commenti (13)
  • Marco dalla Toscana  - quanti saranno stati?

    Quanti saranno stati ad agosto ad andare e ratificare l'accordo.
    Landi non stare troppo sotto il sole ti si brucia il cervello.
    Ops dimenticavo che ......................

  • Gestore Agip  - Cogli l'attimo

    la confesercenti faib coglie l'attimo festivo e fa ratificare l'accordo a chi per evidente crisi finanziaria è rimasto a casa. I colleghi accorsi alla riunione, avvalendosi della clausula di recesso, firmano per avere l'agognato compenso e poter cosi permettersi l'ultima vacanza.

    L'Assemblea si è mostrata consapevole della portata dell'intesa sottoscritta e ha richiamato tutta la categoria a posizionarsi agevolmento e supina ....

    Vergognatevi

  • franco  - ancora

    certo non sapete più che inventarvi per farci digerire questo accordo di mer....ma ricordatevi che i gestori non sono scemi,e continuate tanto non vi crede più nessuno,ci volete far firmare una rinuncia da mettere in mano alla compagnia in modo che ci può ricattare come vuole,provate a non fare più coccole iperself,adesioni a campagne che ci strozzeranno,e per fortuna che questo è un accordo storico,ciaoooooo

  • Eustacchio

    Alle riunioni hanno spiegato se ci sono i sei mesi di prova nei nuovi contratti??

  • Gestore shell

    SIETE VERAMENTE PATETICI !! VERGOGNATEVI DI ESISTERE !!!!! NON SAPETE PIU COSA FARE, NON RIUSCITE NEMMENO A CONVINCERE VOI STESSI !!! ADESSO ANDRETE AVANTI A SCRIVERE UN COMUNICATO OGNI ASSEMBLEA CHE FATE !!! PIRLA CHE NON SIETE ALTRO, AVETE CONSEGNATO LA VITA DEI GESTORI E DELLE PROPRIE FAMIGLIE ALLE COMPAGNIE !!! VERGOGNA ! DIMETTETEVI IN MASSA !

  • fabio

    una sola domanda?
    con 3 millesimi(rende + l'idea) come pensate che un intera categoria possa risollevarsi economicamente o l'idea era di un sonnifero prima della morte?

  • hardstone  - hardstone a Faib e Figisc

    Nel tragicomico tentativo di chiudere la partita dell'accordo ENI,
    state indicendo nel territorio, una assemblea dietro l'altra, in pieno periodo ferragostano, per ottenere
    consensi all'accordo.
    Delle due l'una: o vi aspettate che la calura estiva ottenebri quel poco di intelletto che - secondo voi - è rimasto ai Gestori AGIP e li porti all'arrendevolezza; oppure temete, che il clima più temperato settembrino, dopo una riflessione
    meno "afosa" e più raziocinante, possa far emergere un dissenso
    così diffuso ed aspro, che potrebbe
    finanche travalicarvi.
    un gestore AGIP

  • gestore agip  - accordo

    UN GESTORE A CHIAMATO UN SINDACALISTA FIRMATARIO PER CHIEDERGLI SE FIRMARE O NO LA LETTERA CHE L'ENI STA PORTANDO NEGLI IMPIANTI,LA RISPOSTA E STATA " NON FIRMARE ASSOLUTAMENTE NULLA FINO AL 3 SETTEMBRE" MA PERCHE' SE LUI A GIA FIRMATO L'ACCORDO ? CHE C'E' SOTTO? CHRE DOBBIAMO FARE ?.

  • antonietta  - faib e le donne

    voglio provare a non credere che ci siano stati dei signori con incarichi nella faib sindacali che ci sono elencati nell'accordo e NON ERANO PRESENTI. Quello che più mi irrita è che PATRIZIA SBARDOLINI, forse unica donna in tutti i sindacati è segnata come presente e anche lei non c'era.
    Almeno chiarisca perchè la mia irritazione per essere stata tradita com.e DONNA è arrivata a consultarsi con un legale civile il quale senza spese è disposto a chiedere l'annullamentol e sicuro di ottenerlo perchè è illegittimo visto che mancano delle persone segnate nell'accordo. e mi ha detto assulutamente di NON FIRMARE
    PATRIZIA E B^FAIB PER FAVORE CHIARITE QUESTO CASO

  • Maria Grazia  - ma allora.......

    ma allora che senso ha dire che è stato accettato l'accordo quando non c'erano queste persone Sono delusa come donna almeno ci fosse stata questa rappresentante ma nenache questa
    sono DELUSA e amareggiata . Il problema è che mancano donne nei sidacati ma non dobnne come questa che ho sentitoi che c'era scritta ma non c'era di persona. DONNE con gli attributi migliori di quelli che hanno dimostrato i maschietti di FAIB e FIGISC io sono associata a Figisc ma sono dei senza palle scusate ma ci voleva

  • Max

    Esiste solo la nuova GISC!!!!!!!

  • ajace

    Poveri noi! ma Landi non si accorge di quanto sia ridicolo! prima rispolvera un accordo di 30 anni fa modificato nel tempo più e più volte porofondom,ante e, poi, nello stesso messaggio dichiara che le tre organizzazioni sindacali (meglio dire due più una) hanno firmato il 3 luglio scorso un accordo con Total.
    Con la Total è stata raggiunta un'intesa fino al 31 dicembre 2010, ci sono più o meno gli stessi quattrii (ma un anno di meno di dureata) e, sopratutto, non c'è nessuna claUSOLA DI RECESSO.
    cOSA è CAMBIATO IN VENTI GIORNI TANTO DA FAR DIRE A lANDI CHE QUELLO tOTAL è UN ACCORDO STORICO (SENZA RECESSO) E QUELLO eNI ALTRETTANTO STOPRICO CON IL RECESSO?
    Nel tentativo di giustifiucare tutto e rappresentare (?) tutti Landi fa una gran confusione e mette tutto sullo stesso piano.
    In verità è il consigliere di Landi Pergamo/rRasputin ad aver dettato le politiche confederali alla Faib.
    Meglio l'autonomia di Genivi e Bertini che un Landi sotto tutela.
    Ma noi, sopratutto ex Faib, dobbiamo continuare a insistere anche presso i nostri vecchi dirigenti perchè dissocino le loro responsabilità da questa ignobile firma.
    Vedremo nelle assemblee vere che faranno quale coraggio avranno nel sostenere il loro appiattimento sulle posizioni di eni.

  • ex faib  - ho strappato tutto

    Dalla rabbia ho strappato tutti i comunicati che ho ricevuto da faib in quanto iscritto.
    E' una vergogna.

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