FAIB Informa 30 del 11/09/09

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Convocata la Giunta Nazionale Faib

E' stata convocata la Giunta Nazionale della FAIB per Martedì 15 Settembre 2009 alle ORE 10.30, presso la Confesercenti Nazionale - Via Nazionale 60, Roma, per discutere della questione del Bonus fiscale e del rapporti con il Governo; dell'accordo Eni, della ripresa delle trattative con le compagnie petrolifere e delle vertenze Tamoil/Shell e del convegno Oil & Nonoil di Napoli del 18 e 19 ottobre

POLEMICHE INUTILI E PRETESTUOSE  METTONO IN OMBRA I PROBLEMI DELLA CATEGORIA.

Ignorare le provocazioni, lavorare alla soluzione dei problemi

Il rinnovo dell'accordo economico tra le due più importanti  Associazioni di categoria dei gestori,  Faib e Figisc, ed Eni, dopo una lunga trattativa durata 18 mesi, ha scatenato l'ira furibonda di coloro che quell'accordo non l' hanno firmato, pur avendolo discusso, e  preparato, in tutti i dettagli, nel corso di una quarantina di incontri durati mediamente sulle 4 ore. Come dire, un po' tardi per manifestare tutta questa virulenta contrarietà.

Così assistiamo, increduli, da un mese e mezzo a invettive, insulti, offese.

Non partecipiamo a questo torneo della volgarità gratuita, abbiamo invece esposto fatti, circostanze e commenti di merito delle questioni. Con toni pacati e ragionevoli.

Dubitiamo che spostare il circo romano sulle varie piazze d'Italia, al di là dello spettacolo promesso e gratuito, possa sortire gli effetti auspicati dagli organizzatori: anzi ci sembra che più aumenta il livello di agitazione e di concitazione più sfumano le argomentazioni degli strenui oppositori alla ricerca unicamente di visibilità.

Ci permettiamo di dire che siamo in presenza di una reazione  stupefacente, inusitata, inconcludente, e molto volgare. Una reazione immotivata, ma che trova origine in diversi fattori.

Un primo elemento. La verità è che l'Accordo  tra Eni, Faib e  Figisc apre un nuovo scenario nelle relazioni industriali e segna un punto di svolta, e di rottura, nei rapporti Aziende Associazioni di categoria, superando lo schema ruotante intorno alla contrapposizione, a prescindere e per principio, e alla rappresentanza, un po' sceneggiata e superata dai tempi, intesa come quella tipizzata del lavoro dipendente. Un salto politico culturale importante, decisivo, che riposiziona  il gestore  al centro della distribuzione carburanti, lo rende protagonista attivo del successo dell'impianto, e lo riconosce come tale. Come decisore delle scelte imprenditoriali  sul pv. Non, dunque, un operatore in attesa dei clienti ma soggetto dinamico capace di attivare processi di crescita. E' un impostazione che segna una nuova visione della rete e del ruolo del gestore e può favorire  una collaborazione più ampia sul terreno delle politiche energetiche e del non oil, dove le capacità professionali saranno sempre più premianti.

Un secondo elemento. L'accordo riveste particolare importanza per i rilevanti aspetti innovativi che, da un lato, valorizzano la figura del gestore, restituiscono un quadro di certezze economiche e normative, portano al rinnovo di tutti i contratti dei gestori per la durata di sei anni più sei e, dall'altra, prevede, in forma sperimentale, l'introduzione condivisa e cogestita di flessibilità ritenute necessarie rispondere ai continui mutamenti di mercato, in un quadro di regole condivise e previste dalla legge,  che riconferma la sua attualità e capacità di interpretare i nuovi bisogni della collettività in materia di diritto alla mobilità. Immaginare, in un mondo che cambia continuamente, di mettere sotto vetro le relazioni e le dinamiche della filiera petrolifera è anti-storico e velleitario.

Occorre invece  l'intelligenza dinamica di  fornire le risposte adeguate, nella cornice delle tutele e del rispetto delle autonomie imprenditoriali delle singole gestioni, che non sono attività da mettere sotto tutela ma da liberare nella libera competizione.

Un terzo elemento. Questo quadro appena delineato si insedia nel cuore delle aspettative dei gestori a marchio e porta risorse necessarie alle gestioni con la corresponsione di una " una tantum", prevista per fasce, e innova il margine di guadagno dei gestori mediamente dell'8.5%, con la previsione di ulteriori benefici sui pagamenti dei carburanti, smentendo con i numeri le sciocchezze raccontate.

Un quarto elemento riguarda la conferma e l'attualità, condivisa dal leader dell'industria petrolifera, del contesto normativo. Sottolineiamo due aspetti assolutamente rilevanti: la possibilità di rinnovare tutti gli accordi in scadenza, secondo il dettato della legge  e, dunque, di 6 anni più 6 anni, e la disponibilità dell'Azienda di recedere da quei contratti che avevano scatenato la forte opposizione delle Associazioni di categoria e vale a dire i contratti di associazione in partecipazione. Quest'ultimo aspetto rappresenta un fatto assai rilevante, ottenuto grazie all'accordo sottoscritto, e consente di liberare l'orizzonte dei gestori Agip dall'incubo delle Associazione in partecipazione.

Un quinto elemento. Richiama il passaggio da quell'essere un  Sindacato rivendicazionista, fermo a posizioni da prima Repubblica, ad una moderna Associazione d'impresa. In questo senso aspetti innovativi rivestono la previsione  di un patto di partenariato sulle strategie di modernizzazione della rete con la costruzione di un percorso di concertazione  Azienda - Associazioni, l'introduzione di strumenti quali la formazione per ottimizzare le performance dei gestori.

La sfida imprenditoriale non è cosa che riguarda solo l'Azienda. Concerne anche il gestore e la sua rappresentanza, nelle aree di loro spettanza, che per questo non possono limitarsi a logiche contrappositive e conflittuali, ma debbono scendere sul terreno del confronto delle proposte operative, lontani dai radicalismi dei proclami ideologici.  In questa direzione ci piace sottolineare l'apertura alla valorizzazione e alla tutela delle risorse umane prevista, novità assoluta, con la copertura assicurativa sia  sanitaria contro i rischi di malattie professionali sia per episodi di furti e rapine.

Un principio di civiltà, quello della sicurezza sul lavoro, presente in tutti i contratti e storicamente assente in questo settore, dove il gestore è costretto a difendere il frutto del suo lavoro a costo della vita.

Un sesto elemento è il riconoscimenti del diritto di prelazione a favore del gestore in caso di vendita di  singoli impianti; è un riconoscimento ad una lunga battaglia della Faib e al valore del gestore che è di particolare soddisfazione.

E' su questi temi che dovrebbe  volgere il dibattito invece che sulle offese gratuite e senza sbocchi.

Sulle questioni aperte delle altre vertenze  e della soluzione del bonus fiscale e dell'applicazione del Protocollo Scajola.

Alle polemiche rispondiamo nel merito e auspichiamo che con la fine dell'estate arrivi una nuova aria nel confronto associativo. Ne ha bisogno il settore ne hanno bisogno i gestori. Per quanto ci riguarda siamo impegnati da una parte a  costruire l'agenda per l'attuazione dell'accordo e  dall'altro a trovare soluzione ai mille problemi aperti.

Su questo siamo impegnati e su questo lavoreremo.

Elementi dell'accordo in pillole

 

Eni si impegna a:

 

- A riconoscere, da subito, il pregresso ante 2009, secondo una scala concordata;

- ad adeguare significativamente il margine, unificandolo su tutti i prodotti e superando la segmentazione inizialmente  proposta;

- a prevedere ulteriori incrementi pro-litro, a premio delle maggiori efficienze;

- a migliorare le condizioni di pagamento con un ulteriore giorno di dilazione;

-a concordare e condividere, in una logica di cogestione, tutte le scelte in materia di definizione degli obiettivi quali-quantitativi, formanti la clausola di recesso;

-a introdurre la sperimentazione per il primo anno di applicazione, nel  2012, con l'obbligo a ridefinire gli obiettivi della stessa;

- a riconoscere in caso di recesso  un giusto indennizzo, secondo una scala valori condivisa;

- a valorizzare la formazione quale strumento di riallineamento agli obiettivi quali-quantitativi per quei gestori che al primo anno dovessero trovarsi in area recesso;

- a rinnovare tutti i contratti in essere, senza esclusioni;

- a rinunciare alla pratica delle associazioni in partecipazione;

- ad unificare ed aumentare i versamenti Cipreg su tutta la rete Eni, anche convenzionata;

- a realizzare un patto strategico sul non oil;

- a concretizzare la copertura assicurativa sanitaria;

- a dar vita alla  copertura assicurativa contro furti, rapine e atti di violenza in genere;

- a riconoscere il diritto di prelazione sugli impianti ceduti.

 

Accordo ENI: consensi dall'Assemblea FAIB di Torino

Si è tenuta il 7 settembre a Torino presso la sede della Faib Confesercenti l'assemblea dei gestori del capoluogo piemontese alla presenza del Presidente Nazionale Faib, Martino Landi, e del Presidente della Faib di Torino e del Piemonte, Gianni Nettis.
I lavori sono stati aperti da una breve introduzione del coordinatore della Faib di Torino Michele Berrino che ha illustrato il senso e l'importanza dell'iniziativa dando la parola al Presidente nazionale Landi.

Il Presidente ha illustrato nei dettagli l'Accordo appena sottoscritto, rimarcando le difficoltà che le organizzazioni hanno incontrato nel definire l'intesa.
Landi ha ricordato la lunga trattativa, ripercorrendo le varie fasi, nonché i passaggi ministeriali, i lunghi incontri aziendali a cui ha partecipato una larga rappresentanza del comitato di colore e, da ultimo, lo stesso Nettis in rappresentanza dei gestori del Piemonte, a cui peraltro Landi ha rivolto l'invito a partecipare ai tavoli di definizione dei singoli punti del nuovo Accordo
Il Presidente nazionale ha sottolineato il particolare momento di difficoltà delle gestioni, caratterizzato da una fase altalenante delle quotazioni e dei prezzi, dalla
crisi dei consumi e dall'aumento dei costi, con una forte domanda di certezze economiche e normative.

In un quadro nel quale la lunga trattativa minacciava di protrarsi ancora a lungo, con sbocchi imprevedibili e preoccupanti senza peraltro garanzie sui risultati finali, la forte volontà negoziale, la fermezza delle posizioni e le aperture aziendali sulle richieste dell'Associazione sia sugli aspetti economici che normativi hanno fatto maturare nuove condizioni alla trattativa. In questo scenario è maturata la condivisione, partecipata coralmente dal gruppo dirigente nazionale e dal comitato di colore con il supporto dei dirigenti territoriali, di giungere all'Accordo che segna un punto di svolta nelle relazioni con l'Azienda.
La rinuncia alle Associazioni in partecipazioni e il rinnovo per tutti i gestori del gruppo del contratto di sei anni più sei sono stati gli elementi che hanno rimesso al centro della distribuzione il ruolo del gestore: su questi due capisaldi abbiamo limato la clausola di recesso in forma sperimentale e limitata ad un numero ristretto di gestioni, aprendo forti momenti di tutela, di confronto e di intervento del sindacato a garanzia del gestore. Va in questa direzione l'impegno di Eni a definire gli obiettivi, a verificarli e ad attivare corsi di formazione gratuiti, cogestiti con le associazioni, per quei gestori momentaneamente in difficoltà e per migliorare la professionalità delle gestioni.
Le previsioni contemplate nell'accordo, su esplicita richiesta di Faib, di garanzie sulla tutela della salute e della sicurezza sono stati elementi fondamentali per la valutazione positiva del documento congiunto insieme alla possibilità, prevista dopo tanti anni di lotte sindacali, del riconoscimento del diritto di prelazione.
La parte economica riconosciuta nel suddetto accordo, sebbene non corrisponda appieno alle aspettative della categoria, riconosce importanti passi in avanti, sia rispetto al pregresso, dove Faib ha ottenuto significativi miglioramenti, soprattutto nelle fasce più basse di erogato, sia rispetto all'adeguamento del nuovo margine pro litro, Cipreg compreso, sia rispetto ai tempi di pagamento delle forniture, suscettibile di ulteriori dilazioni.
Landi ha poi evidenziato che la partita del non oil è entrata nell'Accordo come elemento centrale nello sviluppo delle attività degli impianti e nella ridefinizione delle relazioni Azienda Gestori.
Dopo l'illustrazione del Presidente Landi è intervenuta Gianni Nettis che ha sottolineato la validità dell'accordo in un contesto assai difficile ed in un momento critico per la categoria impegnata su tanti fronti.
Nettis ha rimarcato le difficoltà economiche delle gestioni registrando un insufficiente livello di corrispondenza tra le esigenze economiche effettive dei gestori e l'adeguamento ottenuto, pur riconoscendo alcune importanti conquiste che l'Associazione ha raggiunto nel corso della trattativa. L'ampio dibattito che ha visto la partecipazione di molti gestori ha evidenziato molti aspetti dell'Accordo, ponendo questioni di chiarimenti e dettagli, ed è stato assai costruttivo per chiarire i vari dubbi e le diverse preoccupazioni in merito all'applicazione dello stesso Accordo che è stato approvato e condiviso.
Nelle conclusioni il Presidente Landi e il Presidente Nettis oltre a fornire i vari chiarimenti, hanno invitato tutti i gestori ad essere vigili nell'attuazione dell'Accordo e pronti ad attivarsi con il rispettivo comitato di colore per denunciare forzature od omissioni.

 

Tamoil: Faib e Figisc chiedono la ripresa del confronto per rinnovare l'accordo economico

Faib e Figisc, con una nota congiunta, hanno chiesto a Tamoil di riprendere in tempi stretti il confronto per il rinnovo dell'Accordo economico scaduto il 30 giugno 2006.
Nella nota Faib e Figisc ricordano il lavoro già svolto e sottolineano che il lungo periodo di vacatio, il nuovo scenario dei consumi petroliferi, l'aggravio dei costi di gestione, la crescita dei livelli di competizione e di concorrenzialità contribuiscono a delineare uno stato di sofferenza dei gestori a marchio a cui occorre fornire in tempi brevi un quadro di certezze economiche.

 

Up: consumi petroliferi a luglio -6% ma il Gpl sale del 10%

"I consumi petroliferi italiani nel mese di luglio 2009 hanno fatto segnare una flessione del 6% (-435.000 tonnellate) su base annuale, attestandosi a circa 6,8 milioni di tonnellate. Lo rende noto l'Unione petrolifera che spiega "i prodotti autotrazione, a parità di giorni di consegna, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un aumento dello 0,7% (+7.000 tonnellate) rispetto a luglio 2008, mentre il gasolio autotrazione dell'1,4% (+32.000 tonnellate). La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di luglio è così risultata pari a circa 3,4 milioni di tonnellate, di cui 1 milione di tonnellate di benzina e 2,4 milioni di tonnellate di gasolio autotrazione, con un incremento dell'1,2% (+39.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2008. La domanda di oli combustibili è risultata pari a 0,4 milioni di tonnellate. Ancora un segnale positivo per il Gpl autotrazione che in luglio ha mostrato un progresso del 10% (+9.000 tonnellate)".
"Nei primi sette mesi del 2009 - prosegue l'Unione petrolifera - i consumi sono stati pari a circa 43,8 milioni di tonnellate, con una diminuzione del 7,8% (-3.700.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2008. La benzina nel periodo considerato ha mostrato una flessione del 3,9% (-251.000 tonnellate), il gasolio del 4,4% (-680.000 tonnellate). Nei primi sette mesi del 2009 la somma dei soli carburanti (benzina + gasolio) evidenzia una flessione del 4,3%     (-931.000 tonnellate)".

Commenti (11)
  • mario  - Siete da vomito

    Ma vi rendete conto cosa scrivete. Io vi auguro di godervi in medicine i soldi che avete rubato alla categoria per svenderla VENDUTI.


    Eni si impegna a:

    - A riconoscere, da subito, il pregresso ante 2009, secondo una scala concordata;

    - ad adeguare significativamente il margine, unificandolo su tutti i prodotti e superando la segmentazione inizialmente proposta;

    - a prevedere ulteriori incrementi pro-litro, a premio delle maggiori efficienze;

    - a migliorare le condizioni di pagamento con un ulteriore giorno di dilazione;
    -a concordare e condividere, in una logica di cogestione, tutte le scelte in materia di definizione degli obiettivi quali-quantitativi, formanti la clausola di recesso;

    -a introdurre la sperimentazione per il primo anno di applicazione, nel 2012, con l'obbligo a ridefinire gli obiettivi della stessa;

    - a riconoscere in caso di recesso un giusto indennizzo, secondo una scala valori condivisa;

    - a valorizzare la formazione quale strumento di riallineamento agli obiettivi quali-quantitativi per quei gestori che al primo anno dovessero trovarsi in area recesso;

    - a rinnovare tutti i contratti in essere, senza esclusioni;

    - a rinunciare alla pratica delle associazioni in partecipazione;

    - ad unificare ed aumentare i versamenti Cipreg su tutta la rete Eni, anche convenzionata;

    - a realizzare un patto strategico sul non oil;

    - a concretizzare la copertura assicurativa sanitaria;

    - a dar vita alla copertura assicurativa contro furti, rapine e atti di violenza in genere;

    - a riconoscere il diritto di prelazione sugli impianti ceduti.

  • franco  - a tutti

    Per favore estendete a tutti i gestori esso tamoil shell etc questo accordo fantastico ciao ciao a tutti

  • Giacomo  - Per carità

    La formazione la dovrebbero avere i dirigenti di faib, figisc & eni, sugli impianti per vedere finalmente cosa significa "LAVORARE" non meno di 12 ore al giorno, e beccarsi gli insulti dei clienti che vengono rivolti a Noi parte finale della filiera e non a loro seduti comodamente dietro una scrivania! Cosa pensano che con un'elemosina come quella che ci è stata proposta andiamo a festeggiare? Cari signori per me vi meritate solo pomodori in faccia! Smentitemi almeno una volta, fate qualcosa per i GESTORI ! Io sarò il primo a ringraziarvi.
    Buona giornata a tutti i colleghi.

  • Antonio  - Basta

    Basta tavoli congiunti.
    Basta trattative estenuanti
    Basta sindacato
    Non serve più aboliamolo.
    Basta Basta Basta
    Grazie a questo grande accordo ogni gestore potrà remunerare il proprio capo area eni (soldi, veline, velini etc ) e vedersi assicurato un futuro.
    E se un collega vicino ti da fastidio basta dirlo sempre al capo area che lo mettera nell'elenco dei cattivi da recedere.
    Viva il precariato dei gestori
    Viva Viva Viva
    Viva i furbi viva i raccomandati viva quelli che si fanno gli affari loro.

  • Moreno Parin  - impegni dell'Eni?

    Leggendo bene l'accordo anche un gestore analfabeta farebbe queste considerazioni:

    Eni si impegna a:

    - A riconoscere, da subito, il pregresso ante 2009, secondo una scala concordata;
    --- OK.
    - ad adeguare significativamente il margine, unificandolo su tutti i prodotti e superando la segmentazione inizialmente proposta;
    --- OK. Però ci sarebbe qualcosa da dire su quel "significativamente"
    - a prevedere ulteriori incrementi pro-litro, a premio delle maggiori efficienze;
    --- Non è stato quantificato niente di questo pro-litro, potrebbero essere 40 Euro Kl oppure 0,1 Euro Kl.
    - a migliorare le condizioni di pagamento con un ulteriore giorno di dilazione;
    --- OK.
    - a concordare e condividere, in una logica di cogestione, tutte le scelte in materia di definizione degli obiettivi quali-quantitativi, formanti la clausola di recesso;
    --- Dopo che i gestori avranno sottoscritto i nuovi contratti contenenti la clausola di recesso.
    -a introdurre la sperimentazione per il primo anno di applicazione, nel 2012, con l’obbligo a ridefinire gli obiettivi della stessa;
    --- Come sopra.
    - a riconoscere in caso di recesso un giusto indennizzo, secondo una scala valori condivisa;
    --- Balle, la tabella proposta è provvisoria, dovrà essere finalizzata entro giugno 2010, anche quì dopo che i gestori avraqnno sottoscritto i nuovi contratti.
    - a valorizzare la formazione quale strumento di riallineamento agli obiettivi quali-quantitativi per quei gestori che al primo anno dovessero trovarsi in area recesso;
    --- Avete mai sentito parlare dei centri di rieducazione di Mao?
    - a rinnovare tutti i contratti in essere, senza esclusioni;
    --- Parzialmente vero, infatti se ci sono contenziosi o pre-contenziosi non ci sarà il rinnovo automatico ma se ne dicute con i sindacati. Comunque non è stato definito un contratto standard tra Eni e sindacati, sappiamo tutti che nel contratto ci mettono di tutto.
    - a rinunciare alla pratica delle associazioni in partecipazione;
    --- Balle, dicono solo che non ne faranno di nuove ma quelle esistenti rimangono, anzi si tengono larghi: al massimo 200!
    - ad unificare ed aumentare i versamenti Cipreg su tutta la rete Eni, anche convenzionata;
    --- SI, ma dovevano impegnarsi a versarli direttamente al gestore nel caso il retista se li volesse tenere per lui.
    - a realizzare un patto strategico sul non oil;
    --- Si volessero spiegare meglio...
    - a concretizzare la copertura assicurativa sanitaria;
    --- Vedi sotto.
    - a dar vita alla copertura assicurativa contro furti, rapine e atti di violenza in genere;
    --- Anche nel 1997 c'era un accordo che prevedeva tale possibilità... stiamo ancora aspettando!
    - a riconoscere il diritto di prelazione sugli impianti ceduti.
    --- Sempre nel 1997 c'eraquesto impegno, e sempre nel 1997 valeva solamente per gli impianti venduti singolarmente, quando mai una aziendacome l'Eni vende impianti singolarmente? Ci prendiamo in giro?

  • el vec giò  - I firmatari non mollano!

    Mi soffermo sul quarto elemento della relazione Faib e cioè del contersto normativo. La Faib sottolinea due aspetti assolutamente rilevanti, la possibilità di rinnovare tutti gli accordi in scadenza secondo il dettato della legge e dunque, di sei più sei anni e la disponibilità dell'azienda di recedere da quei contratti che avevano scatenato la forte opposizione delle Associazioni di categoria e vale a dire i contratti di associazione in partecipazione. IL DETTATO DELLA LEGGE E' QUELLO DELLA 32/98 CHE SANCISCE DI SOLI 6 ANNI LA DURATA DEI CONTRATTI E NON SI SEI PIU' SEI. Anche io ho citato gli accordi del 97 e 98 e ho citato anche alcune sentenze del ns stato di diritto NON di libero imprenditore ma di lavoro parasubordinato . Le mie citazioni sono materiale di risulta, accumulate eche me ne servirei per mio uso e consumo.. Per me, no di certo, ma per i giovani che sono presi per i fondelli, si e come! E sono stato insultato. I critici sono una cosa ma che invece non esiste niente di più difficile da condurre, dell'inizio di un nuovo ordine di cose.
    Se il nuovo ordine di cose è questo i giovani avranno di che preoccuparsi. El vec Giò non di certo anche se gli eventi incalzano! Perbacco. Occorre solo dire la verità e basta! Aspetterò gli eventi che incalzano e poi diremo!

  • max  - inciucio

    quanto guadagnano ora i dirigenti sindacali sulle Ns spalle ?????????????????
    ribadisco il concetto già espresso in altra sede......... sono da delegittimare queste teste di cazzo ......... e metterli a compenso al litro come noi ......... e non vergognamoci di ribadirlo, alla fine loro hanno sempre la loro poltrona ...... magari anche + comoda..... mentre qualcuno di NOI non avrà + l'impianto grazie alle loro clausole sul recesso......... se leccargli il culo ci salva ....... allora tiriamo fuori le palle....e non firmiamo........... prima firmino le loro dimissioni e senza buone uscite.......

  • P.A.B.  - X il Vec Giò

    Vorrei approffittare della tua presenza nei commenti per chiederti alcune delucidazioni in merito all'assemblea che ha visto la tua partecipazione con un ottimo intervento.Dal titolo che leggo su questo faib scrivono '' Torino, consensi dall'assemblea........'' conoscendo il metodo utilizzato dalla faib di Torino che fa della disinformazione una cultura per i gestori Torinesi gentilmente ti chiedo Ma veramente i gestori agip di Torino hanno dato il loro consenso all'accordo ?
    Oppure i gestori continuano ad essere presi per i fondelli e la loro opinione non viene neanche presa in considerazione e si continua a fare disinformazione. Grazie

  • El vec Giò  - per P.A.B.

    Ho letto in qualche altro intervento che sostiene di aver visto Ivano Casolo con il capo basso!
    El vec Giò ha visto Landi a capo basso quando ha espresso il suo giudizio del contrasto dell'accordo con la legge 32/98 e allorquando ha tirato fuori l'accordo del 97 e del 98 circa i sei più sei non contemplati dalla legge. Ed anche quando ha citato due sentenze circa il ns lavoro parasubordinato contemplato dall'art. 409 del cod. di proc. civile in materia di lavoro.
    Eravamo una quarantina di gestori e Nettis ebbe modo di dire che gli assenti , come al solito, avessero firmato l'accordo senza sapere cosa ci fosse scritto ma è anche vero che la scarsa presenza in assemblee fosse dovuta, secondo el vec giò, ad una disinformazione del sindacato in merito alle fasi finali dell'accordo. Non si è mai verificato un blitz simile senza conoscere prima le ipotesi di accordo per po farli esaminare dal comitato di colore.
    Qui il sindacato è stato messo alle strette...o firmate il recesso oppure niente soldi...o firmate il recesso oppure si continua con i contratti a gestione diretta.
    Ma il bello sta anche in questo....i recessi non possono superare il 5% cioè 200. e allora?
    Allorquando la Fegica intraprenderà un'azione legale, Eni esibirà 4000 contratti già firmati.
    Landi ha fatto vedere in assemblea il suo contratto e ci ha detto che era all'esame dei legali per poter poi dare il via ad Eni per tutti gli altri gestori. Ecco perchè abbiamo firmato solo il foglio dell'una tantum...perchè avremmo dovuto firmare anche i nuovi contratti di comodato. Azz che Blitz

  • fw14  - pane scordato

    vorrei ricordare che niente e' stato fatto
    per smuovere l'accordo con il ministro!!!
    ma che a firmare accordi bidone questo e' stato fatto. saluti

  • franco

    parli del compagno di partito di squeri?

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