Come dissi una volta anche al presidente dell'Unione petrolifera, Pasquale De Vita: basta vedere il film II petroliere e si capisce tutto». Il Garante Antitrust .Antonio Catricalà non ha mai nascosto la sua diffidenza verso la categoria, ma oggi aggiunge un elemento nuovo. «Il modo in cui si formano i prezzi a livello internazionale non è rassicurante».
Che cosa non va negli indici dei prezzi della benzina? La società statunitense Platt's, che li realizza, offre un dato oggettivo ma parziale e ha tra i principali clienti le stesse compagnie petrolifere che teniamo d'occhio. Tanto più in Italia, dove il prezzo è storicamente più alto che altrove.
I loro esponenti giurano che non hanno mai fatto cartello. La «pistola fumante» non si è mai trovata. Ma l'indagine che abbiamo aperto nel 2007 si è chiusa con
impegni precisi delle otto compagnie indagate: rinuncia alla diffusione dei prezzi consigliati e incentivo ai self service. Se quelle regole hanno prodotto una riduzione da 6 a 3-4 centesimi per litro della forbice fra prezzi italiani e media europea ci sarà una ragione.
2,5 centesimi: meno del costo dello zucchero nel caffè. Ma se si considerano tutti i litri erogati in Italia la cifra è rilevante.
Come mai da noi la benzina costa di più? Oltre a tasse e accise pesa l'arretratezza della rete. C'è bisogno di più pompe bianche, più distributori con accanto tavola calda o supermercato e soprattutto più self service: lì la benzina costa meno.
Allora dobbiamo imparare a fare benzina da soli. Lei lo fa? Confesso di no, vado sempre alla ricerca di un «servito». Ma ho 58 anni e non sono ancora riuscito a cambiare. Mi conforta il comportamento delle mie figlie: loro, a differenza del padre, fanno benzina solo al self service.
(Stefano Caviglia)
Fonte: Economy
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2010-05-15 15:16:34 | Miki
Credo lo capirà solo quando sarà stato girato il film "Le pompe bianche". Sia chiaro argomento carburanti.....
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2010-05-15 14:41:08 | Edoardo
Ci fosse mai un articolo che parli di ridurre la pressione fiscale sui carburanti, che poi di tutta la torta è la fetta più grande, questo inutile accanimento terapeutico contro i gestori sicuramente non riduce il prezzo dei carburanti, forse non fa comodo farlo capire al consumatore. Fate capire che quando si trova un distributore " x " che fa sconto, di sicuro chi paga è anche il gestore sacrificando il suo già ristrettissimo margine. Perchè non si parla di vietare categoericamente tutte le campagne promozionali? Buon Lavoro.
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2010-05-15 18:22:52 | Gigi
Vero!
Qualcuno di voi ha letto l'articolo dei tabaccai? Sembra che vorrebbero equipararsi a noi. Secondo me è giusto, a patto che noi prendiamo i loro diritti.......;-)
Esistono molte affinità tra i due mestieri, anche se io non mi cambierei (preferisco acqua, vento, freddo e sole, preferisco le mani indurite alla schiena molliccia e le vene varicose di un disgraziato/a che rimane in piedi tutto il giorno rinchiuso tra pochi mq a respirare l'aria dello split).
Soliti diritti dei tabaccai, prezzo imposto uguale per tutti, a quel punto uscirebbe la vera qualita del servizio e i clienti non potrebbero fare a meno di valutarla.
Strano che Catricalà non ci abbia pensato, la concorrenza esercitiamola con il servizio e non con il prodotto.
Mah ho letto bene? Catricalà è uno di quelli che non vuole rimanere con la puzza di gasolio nelle mani?
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La differenza tra un marchio ed una pompa bianca non è il costo del gestore ma è il costo della filiera, forse questo non l'ha capito.