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Home Vita delle Compagnie petrolifere Benzinai con diritto di recesso

Benzinai con diritto di recesso

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Liberalizzazioni Dopo lo sciopero continua la vertenza con i distributori - Caridi: non accettiamo i diktat dei gestori

L'Eni: «Integrare il contratto di comodato d'uso, necessaria più efficienza»

Benzinai con «diritto di recesso». Arrivando magari a Licenziarli, indennizzandoli" se necessario, A valle della lunga vertenza aperta tra i gestori delle pompe e le aziende  petrolifere (il contratto è scaduto il 31 dicembre 2006 e da allora si procede in prorogatio), il gruppo Eni è deciso a rivisitare il modello distributivo della sua rete commerciale italiana (4.400 puntivendita a marchio Agip), anche a costo di «affrontare le effervescenze del sindacato gestori», come spiega al Sole 24 Ore Angelo Caridi, direttore generale Eni Refrning & Marketing. I margini nella distribuzione, garantita da circa 25mila punti vendita, sono ormai troppo bassi. La congiuntura, infatti, è quella che è: «sui mercati più ricchi viviamo un business ormai maturo», premette Caridi. «Meno consumatori e meno chilometri da fare su mezzi più efficienti. Dunque il valore aggiunto si gioca tutto sul servizio distributivo». Che in Italia è peculiare rispetto agli altri paesi Uè: «abbiamo un numero di punti vendita più numeroso e insieme più piccolo per capacità di erogazione». Insomma troppi e troppo piccoli. «In più il modello di rifornimento è pesantemente spostato sul servito invece che sul self service», continua il dg di Eni R&M. Solo il 29% è attrezzato per l'erogazione self contro il 90% di Francia e il 99% della Germania.
Non bastasse, «ci sono limitazioni amministrative sugli orari, sulle licenze, e sulla vendita dei prodotti non oil». Solo un piccolo confronto: in Italia i 3/4 del margine totale dei gestori è assicurato dai guadagni sui prodotti petroliferi, nel resto d'Europa la proporzione è ribaltata.

Ma per Caridi il vincolo vero risiede «nella rigida struttura contrattuale che regolamenta la rete commerciale, imperniata sul contratto di comodato d'uso». In pratica le compagnie petrolifere danno in affitto gratuito al gestore iloro asset per 6 anni più 6. «Una specie di fitto bloccato, interrompibile solo attraverso lunghi iter che sconsigliano qualsiasi rotazione». Tutte strozzature che, secondo Nomisma energia, fissano in 3,8 centesimi di euro/lt il differenziale medio del prezzo-italiano su quelli Uè.

Come uscirne? «Ovviamente - precisa Caridi - non possiamo né vogliamo alzare il prezzo alla pompa, l'Antitrust e i consumatori giustamente non lo tollererebbero: Ma ci rendiamo anche conto che il costo del lavoro peri gestori cresce, spingendo per una richiesta di incremento dei compensi». La strada, però, non. sono certo lebarricate o «gli scioperi, specie in mezzo ad una grave crisi economica», spiega il manager. «Ripeto: la legittimità di fondo esiste, non si giustifica l'enfasi del sindacato gestori». Per questo «occorre guadagnare efficienza aumentando la propria quota di mercato e poi, con le risorse addizionali, distribuirne una parte ai consumatori, una ai gestori e una alla remunerazione dell'azienda». Eni in parte lo fa con la modalità iperself, il rifornimento negli orari di chiusura, scontando dimedia 6 centesimi sulla benzina fuori orario (10 ad agosto e a natale). In questo modo ha accresciuto la quota di due punti in due anni, salendo al 31,7 per cento.
Ma bisogna fare di più. «Occorre incidere sul lato contrattuale», spiega Caridi. «In Uè ad esempio vigono diversi modelli flessibili ma è sempre prevista la possibilità dì disdetta. La nostra proposta parte proprio da questa premessa: l'introduzione del diritto di recesso motivato e indennizzato per favorire più redditività ed efficienza nei nostri partner commerciali».
E i competitor? Le grandi compagnie in Italia hanno piccole quote, mentre Agip è leader di mercato, «tocca a noi spronare il sistema». Spronare 0 strozzare, come dicono i sindacati, che accusano l'ex monopolista di voler precarizzare la professione di benzinaio? «Non siamo certo ipa-droni delle ferriere», si difende Caridi. Ma «non accettiamo i loro diktatprima cipagatel'aumen-to contrattuale (oggi il loro guadagno su un litro di benzina è di 4,5 centesimi di euro) e poi discutiamo del resto». No. «Noi facciamo un discorso di serietà e diciamo: negoziamo insieme aumenti e una revisione modesta del contratto capace di ammodernare la rete. Se per 2-3 anni il mio partner non raggiunge gli obbiettivi, devo poterlo sostituire».

Alla pompa il guadagno è di 4,5 centesimi al litro Anche nei paesi della Uè è prevista la possibilità della disdetta

Fonte: ILSole24ore


Commenti
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Marco  - Mi assumessero   |2009-07-14 12:51:36
Se mi vuoi licenziare mi devi assumere.... Non ho parole ma sdegno per questo
articolo. Un azienda che non sa nemmeno dove sia di casa l'efficienza. VERGOGNA
giacomo gest. tamoil  - seri dubbi...   |2009-07-14 14:38:12
Ho seri dubbi su ciò che Caridi afferma, perchè non prende lui in gestione un
impianto ENI e si accolla affitti al limite dell'usura, margini da 0,035, assume
personale e ci fà vedere come si rende efficiente un impianto?
Vorrei
cortesemente chiedere a gestori agip la durata dei loro contratti di comodato.
Sono sei anni o sei anni+sei?
Ovvero dopo i sei anni si ha diritto a altri sei
o si è liberi?
Grazie a chi mi sà dare risposta
helman   |2009-07-14 18:41:41
i secondi sei anni si rinnovano automaticamente salvo disdetta della compagnia
"per giusta causa"
Legge
27/07/1978 n. 392 - Art. 29
(Diniego di
rinnovazione del contratto alla prima scadenza).

Il diniego della
rinnovazione del contratto alla prima scadenza di cui all'articolo precedente è
consentito al locatore ove egli intenda:
a ) adibire l'immobile ad abitazione
propria o del coniuge o dei parenti entro il secondo grado in linea retta;
b )
adibire l'immobile all'esercizio, in proprio o da parte del coniuge o dei
parenti entro il secondo grado in linea retta, di una delle attività indicate
nell'art. 27 o, se si tratta di pubbliche amministrazioni, enti pubblici o di
diritto pubblico, all'esercizio di attività tendenti al conseguimento delle
loro finalità istituzionali;
c ) demolire l'immobile per ricostruirlo, ovvero
procedere alla sua integrale ristrutturazione o completo restauro, ovvero
eseguire su di esso un intervento sulla base di un programma comunale
pluriennale di attuazione ai sensi delle leggi vigenti. Nei casi suddetti il
possesso della prescritta licenza o concessione è condizione per l'azione di
rilascio; gli effetti del provvedimento di rilascio si risolvono se, prima della
sua esecuzione, siano scaduti i termini della licenza o della concessione e
quest'ultima non sia stata nuovamente disposta;
d ) ristrutturare l'immobile
al fine di rendere la superficie dei locali adibiti alla vendita conforme a
quanto previsto nell'art. 12 della legge 11 giugno 1971, n. 426, e ai relativi
piani comunali, sempre che le opere da effettuarsi rendano incompatibile la
permanenza del conduttore nell'immobile. Anche in tal caso il possesso della
prescritta licenza o concessione è condizione per l'azione di rilascio; gli
effetti del provvedimento di rilascio si risolvono alle condizioni previste
nella precedente lettera c ).
Per le locazioni di immobili adibiti
all'esercizio di albergo, pensione o locanda, anche se ammobiliati, il locatore
può negare la rinnovazione del contratto nelle ipotesi previste dall'art. 7
della legge 2 marzo 1963, n. 191, modificato dall'art. 4- bis del decreto-legge
27 giugno 1967, n. 460, convertito, con modificazioni, nella legge 28 luglio
1967, n. 628, qualora l'immobile sia oggetto di intervento sulla base di un
programma comunale pluriennale di attuazione ai sensi delle leggi vigenti. Nei
casi suddetti il possesso della prescritta licenza o concessione è condizione
per l'azione di rilascio. Gli effetti del provvedimento di rilascio si risolvono
alle condizioni previste nella precedente lettera c ). Il locatore può altresì
negare la rinnovazione se intende esercitare personalmente nell'immobile o farvi
esercitare dal coniuge o da parenti entro il secondo grado in linea retta la
medesima attività del conduttore, osservate le disposizioni di cui all'art. 5
della legge 2 marzo 1963, n. 191, modificato dall'art. 4- bis del decreto-legge
27 giugno 1967, n. 460, convertito, con modificazioni, nella legge 28 luglio
1967, n. 628.
Ai fini di cui ai commi precedenti il locatore, a pena di
decadenza, deve dichiarare la propria volontà di conseguire, alla scadenza del
contratto, la disponibilità dell'immobile locato; tale dichiarazione deve
essere effettuata, con lettera raccomandata, almeno 12 o 18 mesi prima della
scadenza, rispettivamente per le attività indicate nei commi primo e secondo
dell'art. 27 e per le attività alberghiere.
Nella comunicazione deve essere
specificato, a pena di nullità, il motivo, tra quelli tassativamente indicati
nei commi precedenti, sul quale la disdetta è fondata.
Se il locatore non
adempie alle prescrizioni di cui ai precedenti commi il contratto s'intende
rinnovato a norma dell'articolo precedente
giacomo   |2009-07-14 19:11:20
ti ringrazio per avermi dettagliato il tutto, mi sembra di aver capito quindi
che se nono sussiste una giusta causa il contratto è rinnovato automaticamente
Moreno Parin  - Contratto di Comodato   |2009-07-14 19:21:36
Mi sa che helman ha tirato fuori la legge sbagliata: quella che interessa il
quesito è la 32/1998.
giacomo   |2009-07-14 20:54:47
scusami ma vorrei sapere se dopo i sei anni si ha diritto a rimanere per altri
sei oppure no
Giampiero  - la solita tiritera   |2009-07-14 15:50:09
In premessa vorrei citare alcune dichiarazioni del dott. Scaroni in relazione
alla chiusura da parte di Eni del petrolchimico di Porto Torres: " Lo
stabilimento è strutturalmente in perdita fin dalla sua creazione. E da 2002 al
2008 Porto Torres ha registrato perdite per oltre 70 milioni di euro l'anno, una
situazione insostenibile. L'amministratore dell'Eni non parla di riapertura, ma
sottolinea: " E' interesse comune trovare soluzioni comune trovare soluzioni
che garantiscano prospettive di lungo termine; il futuro di Porto Torres e delle
persone che vi lavorano costituiscono per Eni una questione prioritaria".
L'Eni, dichiara Scaroni, " si assumerà le responsabilità industriali e
sociali che competono a una grande azienda come Eni". La prima reazione da
parte sindacale sarà già da domani un blocco di tre giorni dei depositi
nazionali di carburanti di Sarroch e Porto Torres. In poche parole da domani
mattina alle cinque sino alla stessa ora di sabato ci sarà il blocco della
movimentazione in uscita dei prodotti petroliferi con l'effetto domino di
provocare conseguenze per i distributori Agip.
Per quanto sopra, e dall'attenta
lettura dell'articolo su Il Sole 24 Ore a firma di M. Alfieri mi paiono, le
posizioni dei Signori Scaroni e Caridi, lungi dal poter essere condivisibili non
solo da parte della nostra categoria. Questi Signori, forti del loro autorevole
incarico "dominante", ritengono dover utilizzare pesi e misure diverse
condizionando nelle loro scelte ricadute in termini sociali inintelligibili, con
parvenza da parte del Governo di una contradditoria e inelluttabile situazione
verso gli stessi. Spero che, oltre l'intendimento perverso di dover sacrificare
decine di migliaia di famiglie per raccogliere plauso da parte di Catricalà e
di qualche sedicente associazione dei consumatori, abbiano colto giusta
occasione per leggere l'ultima Enciclica sociale Caritas in veritate, nella
quale viene ribadito un semplicissimo concetto: "Lavoro decente per Tutti.
No al Precariato". In tal opera Papa Benedetto XVI lancia una sfida al
mondo: "Serve garantire a tutti l'accesso al lavoro, e anzi: a un lavoro
decente. Bisogna rafforzare e rilanciare il ruolo dei sindacati, combattere la
precarizzazione e - a meno che non comporti reali benefici per entrambi i Paesi
coinvolti - la delocalizzazione dei posti di lavoro". Papa Ratzinger non
nega che, in linea di principio, la "delocalizzazione, quando comporta
investimenti e formazione, possa fare del bene alle popolazioni del paese che la
ospita". Ma, ricorda, "non è lecito delocalizzare solo per godere di
particolari condizioni di favore, o peggio per sfruttamento". Chiedo
umilmente scusa se ho scomodato il Santo Padre, ma a questo punto............,
rimbocchiamoci le maniche.
Giovanni Pandullo  - El vec Giò sfida l'ing. Caridi   |2009-07-14 16:37:43
El vec Giò, ex collaboratore dell'Agente di Torino/Aosta Ferrando Aurelio,
detto "SCRIVIA" ed amco del defunto Enrico Mattei, in riferimento
all'art. apparso su il Sole 24 Ore, colgo con attenzione alcuni passaggi di non
poca importanza. e La sfida .
"....In più il modello di riferimento è
pesantemente spostato sul servito che su self service"....

"....Se
per due o tre anni il mio partner non raggiunge gli obiettivi devo poterlo
sostituire"....

................

!° - Non può immaginare come el vec
Giò, che da 31 anni gestisce la banchina di largo Tirreno...e tutto in
servito...e con modifiche come ha voluto LUI....,
quanta soddisfazione possa
avergli dato la sua intervista!
...........
Ma corre voce che nel nuovo
accordo il segmento servito debba essere penalizzato!
E allora el vec Giò
avrebbe studiato altra forma di distribuzione e con segmento
"MISTO".....

Beh! dalle sue parole ai fatti c'è qualcosa che non
va!
Ne vuol prendere atto?
Grazie ing Caridi.

" El vec Giò diciamo
che è d'accordo sulla sostituzione del suo partner..
ed in contrasto con la
triade sindacale....ma ad una condizione.
Perchè diversamente non ci sarebbe
contropartita.
Ipse dixit !.......e basta!
La mia condizione sarebbe
questa....
....
Dal momento in cui la banchina del vec Giò---di largo
Tirreno--- è costantemente in incremento di vendite da oltre 10 anni e ,
ripeto, sempre costantemente in aumento.... allora la durata del contratto DEBBA
aumentare di un anno in anno automaticamente.
Il discorso diventa
retroattivo...: 10 anni di incremento e 10 anni di ulteriori aumenti della
durata contrattuale.
Il Suo discorso non DEVE ESSERE:.... SE PER DUE O TRE ANNI
IL MIO PARTNER NON RAGGIUNGE GLI OBIETTIVI...
MA deve essere ANCHE ..... SE IL
MIO PARTNER RAGGIUNGE GLI OBIETTIVI .....ha diritto ad un aumento della durata
del contratto!
Legalmente parlando...è un pari diritto al suo di..... poterlo
sostituire!
Par Condicio!
O no? Caro ing Caridi?
Diversamente. il suo
discorso, non sarebbe ragionevole!
Non Le sembra?
Ma Lei, Ing Caridi, è
peRsona ragionevole!
A queste condizioni ,el vec Giò , sarebbe disposto a
firmare subito un nuovo accordo con Eni!
Sarebbe il primo nella storia
contrattuale con Eni.
Con distinta osservanza e con il cuore in mano di un ex
figliastro ENI.....Pandullo geom Giovanni
xxx  - Anni?   |2009-07-15 01:15:53
Secondo il tuo raffinato ragionamento, il premio di uno che lavora bene dovrebbe
essere la sicurezza di poter continuare a lavorare? E uno che non raggiunge gli
obbiettivi perchè ha aperto un altro impianto, hanno chiuso la strada o si è
ammalato, dovrebbe essere disdettato dopo 2 anni?
Posa il fiasco che è
meglio...
Angelo  - Indecente   |2009-07-14 17:50:16
Potremmo denominarla, senza tante parafrasi, la proposta indecente. Una proposta
che viene fatta puntando sulla difficoltà economica dei gestori che
attualmente attraversano grazie alle politiche delle stesse aziende che adesso
chiede mano libera e vuole imporre una precarizazione che è già in atto vista
la poca redditività nei carburanti e la poca redditività nella parte del non
oil grazie ad affitti da strozzinaggio. Come gestore agip lo stupore nel
leggere questo articolo è tale da chiedermi se l'azienda abbia valutato bene il
suo percorso da qui in avanti e se lo ha fatto che abbia messo sul piatto della
bilancia la definitiva rottura di quella collaborazione già da tempo sgretolata
tra gestore e struttura commerciale. Se lo ha fatto e se ne è consapevole le
auguro di raccogliere per prima i cocci di questa situazione. Sciopro di colore
subito .........
Moreno Parin  - Robin Hood Strike   |2009-07-14 18:32:56
L' 8 luglio 2008 un autorevole rappresentate di categoria così, per iscritto,
sentenziò:

I gestori, spiega xxx, di xxx-xxx, puntano a chiudere "entro
luglio almeno il contratto con Eni, che darebbe ai benzinai il segnale che il
settore si muove". Altrimenti, conferma xxx,

"se non si chiudono i tavoli negoziali con le compagnie...sarà Robin
Hood strike".

Promessa mantenuta!

Dall'Eni però!!!
supernova  - Al peggio....   |2009-07-14 19:22:26
E' proprio vero......al peggio non c'è mai fine.
Giampiero  - x Moreno   |2009-07-14 19:22:06
E allora Sig. Parin diamoci una mossa, tutti insieme. Oggi questi signori
manager di stato hanno idee molto chiare, non pare si esprimano con pensiero
criptato quando si pronunciano sul futuro della rete e conseguentemente del
nostro. Blocchiamo i depositi, manifestiamo in Via Laurentina in mutande,
andiamo a prendere il te a villa certosa anche se non invitati. Troviamo una
soluzione............
Moreno Parin  - Per Giampiero?   |2009-07-14 20:02:41
Un mossa tutti assieme? Tutti chi?
Quelli che hanno dichiarato sciopero contro
tutti per convincere l'Eni? Quelli che credono di aver ragione per il solo fatto
di essere maggioranza?
Noi siamo da tempo pronti, pronti al dialogo e alla
guerra, e gli altri? Che hanno ottenuto isolandoci? Cosa gli è costato
"chiedere" alle compagnie di non parlare con noi per non essere
delegittimati? Quelli che domenica a Padova hanno chiesto al loro "capo"
di "neutralizzare e massacrare i piccoli sindacati come la Gisc_TV e
VE"? No, non credo spetti a noi muoverci per primi! C'è un limite a tutto!
fw14 gabriele  - prepariamoci   |2009-07-14 19:32:54
Purtroppo anche oggi non ho retto ad una irrefrenabile voglia di scrivere 4
righe.
Dopo lo sciopero e a bocce ferme. Incomincio a tirare le somme .
E le
somme dicono che a cisterne piene e voci di un rientro dello sciopero ci
siamo
Mangiati qualche centinaio di euro per via della diminuzione dei prezzi
alla pompa.
Ma nessuno ne parla. Io invece dico dove erano gli uffici
stampa!!!!!!!!
E dico quando sono state in gamba le compagnie tutte
assieme!!!!!!!
Noi invece siamo e saremo sempre divisi!!!!
Questo a mio avviso
e’ il momento della conta,
ritengo che sparse per l’italia ci siano teste
capaci ma divise

la mia proposta signori sparsi per l’italia e vicini (via
tirreno)
e’ semplice.

Creare un comitato di base dove far affluire tutti i
disposti a dare battaglia
Contro questo sistema coalizzato ministero compagnie
petrolifere antitrust e mondo
Sindacale obsoleto(eufemismo)
La boa di salvezza
per i titubanti e restare all’interno delle associazioni.

Che ne pensate?
Vogliamo incominciare a fare qualcosa di realmente costruttivo
Massimo  - Armiamoci e partite   |2009-07-15 11:32:31
E il bello caro Gabriele che disgraziatamente ti conosco, è ancora altrettanto
disgraziatamente ho potuto appurare quanto la tua affidabilità sul fattore
agire sia pressochè 0 -zero-. Difficile, per come sono fatto, dover (
nonostante la conoscenza) rimanere passivo spettatore alle tue "stupide"
affermazioni. Il tuo intervento dovevi intitolarlo prepariamoci e partite. Come
ci hai dimostrato ogni qual volta cera da fare un minimo di categoria e
attivarsi dovendo scrollare le proprie terga e muoverle in senso motorio. Per
chi ogni giorno respira al 100% l'azione del sindacato (dovendosi muovere anche
per te) il tuo intervento è quel pugno inferto in nome e per conto della
stupida presunzione di apparire ma mai essere. Se ci fosse realmente
quest'ultima " "essenza" forse la nostra sarebbe una categoria, non
dico migliore, ma almeno categoria. Vedi, immagino già un comitato di base
che debba contare sulla tua presenza quando non vedendoti partecipe sarà
costretto a sentirsi assurde scuse a motivare la tua assenza.
Con simpatia

Massimo d.
Giampiero  - x Parin   |2009-07-14 21:25:31
Sig. Parin, Ing. Caridi in Eni non è persona in grado di fare dichiarazioni che
debbano essere prive di fondamento e quindi sottovalutate, male pensa chi non
ritiene porsi preoccupazione alcuna.
La posizione da parte di Eni sui tavoli
non si discosta dalle tesi da lui espresse, ed accomuna la rigidità emersa
consequenziale causa della rottura. A mio parere Lei non è la pecora nera della
famiglia, più volte ho preso distanza dalle sue posizioni non condividendo
"in parte" il pensiero espresso ma non ritengo la sua una voce stonata
dal coro. Ad ogni modo quello che può apparire buon gioco per alcuni non lo è
per altri, ed io fra di questi, ed in questo momento il percorso in solitario
che ha inteso seguire mi pare assolutamente discutibile. Le auguro di avere le
giuste capacità per far capire le ragioni e le tesi del suo pensiero e quindi
dar concretezza al suo ruolo nell'interesse dei gestori che ha inteso
rappresentare.
Moreno Parin  - Per Giampiero   |2009-07-15 00:15:08
Nessuno sottovaluta le dichiarazioni di Caridi, ne di altri dirigenti Eni, ma è
già dal luglio 2008 che si era capito come sarebbe finita, le analisi e le
discussioni con vari colleghi in giro per l'Italia ci avevano portato alla
conclusione che da quel mese l'Eni avrebbe lavorato per non siglare nessun
accordo e andare direttamente dal gestore, d'altronde io al posto di Eni avrei
fatto lo stesso sapendo più che bene che non vi sarebbe stata una seria
reazione dei sindacati. Se la controparte non c'è o non è in grado di darmi
seriamente fastidio che devo fare? Gli interessi dei gestori o i miei? (comunque
una compagnia che non tiene conto delle esigenze dei collaboratori lascia
alquanto a desiderare).
Detto questo non è detto che se dovessero proclamare
uno sciopero di colore contro l'Eni noi staremmo a guardare, però credo che un
minimo di cooinvolgimento ci debba essere dovuto sia per quanto da proporre
all'Eni che organizzativamente, uno sciopero di colore presuppone un forte
cooinvolgimento a livello territoriale affinchè ci sia un minimo di risultato,
e su questo mi permetta di affermare che non ci manca l'esperienza. E non
chiedeteci il primo passo che a furia di primi passi siamo arrivati almeno in
Sicilia...
benzinaioAgip   |2009-07-14 22:02:11
Efficenza della rete? Molte pompe bianche sono di piccole dimensioni senza
attività collaterali e spesso solo in modalità servito.
Iperself? Molti non
sanno neanche se va a gasolio o a benzina e poi il servizio è sempre ben
accetto.
Recesso anticipato? Come se tutto fosse colpa del gestore.
Mi
immagino, prendo la gestione, pago tutti gli affitti, mi metto a posto tutti gli
adempimenti legali tra cui la sicurezza ed assumo il personale.... e poi? ci
viene messo un'altro?
Se dovessi scegliere invece di un contratto a gestione
con durata come richiesto da Eni, farei il dipendente senza nessun obbligo
economico e di responsabilità.
Davide   |2009-07-14 23:43:44
Spettabili colleghi, ci sono diversi quadri ENI nella classifica dei 500 manager
più stipendiati e arrivano a fare tali dichiarazioni pubbliche! Non pensa
l'Ing. Carridi che la sua posizione forse è anche merito di Gestori che per
anni hanno difeso e promosso il Marchio Agip sulle strade italiane in condizioni
non sempre favorevoli?
Gc  - Efficienza?   |2009-07-15 00:31:53
Incredibile che si parla di rendere più efficiente l'unica parte che è già la
più efficiente del carrozzone. Se in Eni sono così bravi perchè non si
gestiscono da soli i loro impianti?
Speriamo che l'indennizzo sia una cosa
seria, forse è la volta buona che gli ridò le chiavi...
eleonora  - Licenziare   |2009-07-15 10:12:03
Forse sarebbe opportuno cominciare a licenziare qualcuno in Agip,dal momento che
è l'azienda satellite di Eni che rende meno di tutte.Ci indennizzi pure il
signor Caridi,ci vada lui a pulire i vetri,a spazzare il piazzale,a spiegare le
campagne promozionali ad indiani,ganesi e cingalesi le cui uniche parole che
capiscono sono ciao e grazie,vada lui a gonfiare gomme e pulire i cessi di gente
che ha l'abitudine di pisciare per aria,ci vada lui a fare cinque euro di
benzina con pioggia neve e temperature siberiane,ci vada lui a controllare il
self alla domenica per togliere la banconota da cinque euro con due dita di
scoth incastrata,ci vada a lei a farsi il primo secondo terzo corso
antincendio,primo soccorso,antiesplosioni,antiparassitario,antistami nico e chi
più anti ne ha più anti ne metta.Ci dia un buon indennizzo e una tesserina
nuova per caricare i punti you and agip che noi le consegnamo le chiavi e ce ne
andiamo al mare dal momento che con gli obiettivi che darete,non avremmo nemmeno
il tempo per andare al bagno.Cari gestori,siamo tutti sulla stessa barca,pochi
nello stesso yacht,quindi smettiamola di farci la guerra con sigle sindacali
vecchie e nuove,stiamo uniti altrimenti questi ci faranno costruire nuove
piramidi.... ovviamente e tassativamente a mani nude.
francesco  - Gestore   |2009-07-15 10:12:17
Mi sembra di vivere in un mondo surreale.... ma come si fa a pensare che in
italia non sia efficiete il servizio?
Perchè si ribalta il significato delle
parole?
Se ci sono più impianti ci sarà più servizio capillare... Insomma
trovi il rifornimento meglio che in francia ed in germania.... ed allora perchè
non pensare a ritornare alla vecchia retribuzione a fasce?? Manteniamo i nostri
impianti, manteniamo un servizio capillare, e soprattutto manteniamo posti di
lavoro che in questi ultimi tempi è bona cosa.....
sono d'accordo con
gabriele... facciamo un comitato di base dato che i nostri sindacati non
riescono a salvarci......peccato
BenzinaioAgip   |2009-07-15 10:36:56
Ma se invece che iniziare gall'Agip si iniziasse dal pubblico impiego:
Ogni
dipendente sia operaio che impiegato o quadro, se non è stato raggiunto i punti
prefissati, avviene il licenziamento in automatico senza indennizzo.
Che ne
pensate, funzionerebbe meglio l'Italia?
Questo è il pensiero di ENI su di noi
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Ultimo aggiornamento ( Martedì 14 Luglio 2009 12:55 )  

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Se crisi c'è
di GCA Staffetta Quotidiana - Il governo e chi per lui (Berlusconi, Tremonti, Sacconi e Saglia) farebbero bene a non prendere sotto gamba e...
La Gisc al colloquio con Saglia
Si è svolto nei giorni scorsi un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico tra la Gisc, il sindacato dei Gestori delle province del Veneto ...