Addio al Sistri, un pasticcio costato 141 milioni di euro

Nato nel 2010, ma mai entrato pienamente in vigore, il Sistri, il sistema di tracciamento dei rifiuti speciali, viene ora smantellato. Sarà sostituito da un nuovo meccanismo con costi meno elevati per le imprese obbligate ad aderirvi.

“Finisce uno degli sprechi nella storia della gestione dei rifiuti speciali, che anche se non è mai entrato effettivamente in funzione, è già costato alle imprese 141 milioni di euro dal 2010 ad oggi” ha commentato il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa.

Per adeguarsi alla normativa le imprese hanno dovuto “pagare iscrizioni, adeguamenti tecnologici, aggiornamenti per i mezzi e per il personale e infilarsi in un ginepraio di norme, sanzioni, poi sospese, poi riattivate, quindi nuovamente sospese, esenzioni, eccezioni, nuovi obblighi: insomma un inferno normativo durato otto anni” ha aggiunto il ministro Costa assicurando che il nuovo sistema di tracciamento costerà ale imprese non più di 3 milioni di euro anno.

Il decreto semplificazione varato ieri dal Consiglio dei ministri prevede, inoltre, la creazione di un fondo di garanzia da 50 milioni per le piccole imprese creditrici dello Stato, assunzioni nella scuola, lo slittamento del rimborso del prestito dello Stato ad Alitalia.

Oggi, intanto, la Camera dovrebbe dare via libera definitivo al decreto fiscale con un voto di fiducia al governo, il quarto a Montecitorio, il quinto in assoluto.

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