Gestori IP auto convocati dicono no ad accordi lesivi ed imposti

Gestori IP

Gestori IP riuniti nel Gruppo Gestori Autoconvocati, lanciano una duro appello in vista della riunione indetta dal direttore di API

Alla vigilia della riunione convocata dal direttore rete di Api IP Fabio Bonavita per domani, ci arriva il duro appello dei Gestori Ip autoconvocati. Diversi fronti aperti: dall’integrazione dei sistemi IP con quelli TotalErg, ai problemi sulle partite dare/avere fino agli accordi “one to one”.

Di seguito la comunicazione degli autoconvocati:

Continua ad aumentare l’adesione dei Gestori Ip al Gruppo Gestori Autoconvocati nato a Brescia, per cercare nuove e più efficaci soluzioni visto le enormi problematiche gestionali e che tuttora coinvolgono gli impianti a marchio Ip.

Le sofferenze sono in tutti gli aspetti gestionali, ma la principale è quella di carattere economico. Gli accordi economici (vecchi e nuovi)  firmati tra la compagnia e i rappresentanti sindacali, sono deludenti e distanti dalle reali esigenze dei gestori.

Le  associazioni dei gestori sono ritenute responsabili di aver accordi peggiorativi in termini di margine pro litro, permettendo alla Compagnia di praticare quella concorrenza sleale infrabrand con le ormai solite dinamiche e con la foglia di fico del cosiddetto libero mercato. 

E’ davvero stucchevole e per certi versi irrisorio sentire le parole del presidente della Faib Martino Landi che nell’intervista a Radio24  sulla sicurezza degli impianti candidamente ammetteva che “al gestore restano 2 euro ogni 100 incassati” , vale a dire 3 centesimi al litro, lordi , cioè esattamente quanto previsto dall’accordo che lui stesso insieme ad altre sigle sindacali ha sottoscritto.

Un accordo spacciato per buono e che avrebbe permesso la sopravvivenza delle gestioni.

A queste difficoltà si sommano i prezzi fuori mercato imposti da Ip; il differenziale tra il self-service ed il servito, che a volte supera anche i 30 centesimi al litro senza nessuna motivazione se non per fare esclusivamente cassa ai danni dei gestori e dei consumatori;

Per tutto questo i Gestori autoconvocati diffidano le associazioni di categoria dallo stipulare ACCORDI LESIVI, ILLEGITTIMI di mantenimento o, come già successo, peggiorativi senza essersi preventivamente confrontati con la base che affermano di rappresentare. Chiedono di affrontare un’analisi profonda e coraggiosa da fare ascoltando le motivazione dei gestori rappresentati.

gruppogestori-ip@hotmail.com

GRUPPO GESTORI IP AUTOCONVOCATI
Referenti/coordinatori :
Garau Gabriele
Bottaro Pier Antonio
Messina Andrea
Ferri Federica

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mauro
mauro
1 anno fa

Complimenti, questa è la strada da prendere, ciò vuol dire che la base ha preso coscienza,decidete cosa fare se le richieste non vengono accolte lavorate molto su questo,complimenti ancora

Alex
Alex
1 anno fa

Non serve creare nuove associazioni, altre associazioni ecc.
Basta frequentare quelle esistenti e dire la propria.
Se formiamo nuove associazioni e quando dobbiamo fare uno sciopero (l’unica forma possibile di mostrare le nostre forze) non siamo uniti perché prevale la vostra laurea in economia e commercio nel fare i conti del vostro vicino, non continuate, perché farete la stessa magra figura dei sindacati.
Quello che hanno ottenuto loro, è il meglio delle lotte che noi abbiamo fatto.
Nessuna !!!
Noi non siamo i giubetti gialli, non illudiamoci.

mauro
mauro
Rispondi a  Alex
1 anno fa

Commenta…Illudersi vuol dire sperare,perchè scoraggiare chi sta facendo.

Federica
Federica
Rispondi a  Alex
1 anno fa

Posso capire lo sconforto, la delusione negli anni è stata tanta. Purtroppo non siamo stati rappresentati in modo adeguato. Ma dire che ci sono altre organizzazioni che stanno facendo qualcosa, non mi sembra. Non vedo i laureati in economia in questo gruppo di gestori, sottolineo gestori e non sindacalisti, forse ci confondi con altre organizzazioni di cui non sono a conoscenza. Bisogna avere decisione e forza, ma soprattutto coraggio e quest’ultimo è presente in noi adesso. Abbiamo iniziato un percorso partito dalla disperazione, questo urlo non si può fermare.