L’ultimo saluto a signor Venanzio, 92 anni, benzinaio di San Sperate: “Che tenerezza, così amante della famiglia e del lavoro”

Il racconto dolcissimo di una delle prime persone che l’ha assistito in ospedale: “E’ caduto mentre lavorava alla sua pompa di benzina a San Sperate. Poverino si è rotto il femore e ancora prima di poter essere operato è morto. Mi ha fatto tanta tenerezza .. morto per causa di lavoro a 92 anni.. era in divisa quando è stato ricoverato..Sempre gentile e premuroso, attaccato alla famiglia e al suo lavoro”

L’ultimo saluto a Venanzio, 92 anni, benzinaio di San Sperate: addio al benzinaio più anziano della Sardegna. Con il racconto dolcissimo di una delle prime persone che l’ha assistito in ospedale: “E’ caduto mentre lavorava alla sua pompa di benzina a San Sperate. Poverino si è rotto il femore e ancora prima di poter essere operato è morto. Mi ha fatto tanta tenerezza .. morto per causa di lavoro a 92 anni.. era in divisa quando è stato ricoverato..Sempre gentile e premuroso, attaccato alla famiglia e al suo lavoro”, il racco sto di uno degli angeli che lo ha soccorso. Ma struggente è stato anche il ricordo commosso di Enrico Colluttate, sindaco di San Sperate: ” Vederlo al distributore, talmente siamo abituati a San Sperate, era quasi diventata una cosa normale, scontata, una familiarità per tutti. Ogni tanto ci si scambiava qualche opinione, se i clienti e la mia fretta, glielo permettavano.

Sarà strano non vederlo più, un altro pezzo del vecchio paese che se ne va.Uomo d’altri tempi.

Una volta, tempo fa, stavo rifornendo ed era da un po’ che non passavo nel suo impianto. Mi guardò serio e mi domandò come mai mi incontrava poco, se avesse fatto, magari, qualcosa che poteva avermi offeso. Sorridendo per la premura, gli spiegai che la mia direzione abituale era verso Cagliari, quindi più facile capitasse di rifornire in quella direzione, nient’altro. “Ah, va bene, va bene, bei bei…” disse, mi fece avvicinare al piccolo punto vendita e mi offri qualche caramella insieme a dei gadget del distributore.

Se capitava, a fine turno, che utilizzassi il self service e lui era ancora presente, non era raro nonostante il fuori orario si trattenesse per aiutarmi comunque. Una professionalità e un attaccamento al lavoro, un’attenzione che oggi è sempre più difficile trovare.

Sentite condoglianze alla famiglia. Che la terra ti sia lieve Signor Venanzio”, dice il sindaco. E qui, in questa bellissima foto di Fabio Marras (qui il suo sito: https://fabiomarras.com) ci piace ricordarlo così, nel migliore dei modi, signor Venanzio. Una istituzione in paese. Un personaggio vero, un sardo autentico. Che se ne è andato lasciandoci però tantissimi ricordi.

Fonte: Castedduonline

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Alex
Alex
9 mesi fa

Belle parole di routin dopo che uno muore.
Parole degno della politica aleatoria di oggi.
Quando era in vita oltre a rompergli la prostata come tutti fanno,
perché non si è mai fermato nessuno a chiedere cosa faceva ancora sul impianto a 92 anni ?
La sicurezza ?
La pensione gli bastava o doveva versare ancora contributi ?
Lo hanno ingannato con quota 100 ??
Ora che tristemente ci ha lasciati lo considerano un istituzione, e quando era vivo ??
Oltre alle chiacchiere per abbellire la bocca, la compagnia gli ha pagato i funerali ??
Il sindaco ha proclamato il lutto cittadino x un istituzione che se ne andata ??
Caro VENANZIO sono sicuro che se lavoravi al comune come dipendente a quella età saresti morto senza una tuta addosso, forse su un campo di bocce o dietro casa mentre coltivavi i tuoi obby e non su una pompa di benzina.
La tua morte dovrebbe far riflettere a tutti, politici , sindacati, organi di controllo, aziende e multinazionali.
Se eri un profugo avrebbero sparso la notizia sulle migliori emittenti nazionali, ma sei solo un benzinaio e fortunatamente lo abbiamo letto su questa pagina di cui ringraziamo la redazione per averci informato di una notizia così toccante.