I Gestori protestano per mancata convocazione al tavolo automotive

Con una nota unitaria le Federazioni dei gestori carburanti hanno contestato al Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli il metodo di composizione della compagine degli attori del settore automotive da audire.

Nella nota i Presidenti rilevano che i Gestori degli impianti di distribuzione carburanti, presenti in tutto il territorio nazionale, sono spesso chiamati ad applicare norme e risoluzioni che vengono discusse, definite e messe a punto, in tavoli di confronto nei quali non sono rappresentati. Questo nonostante rappresentino una componente essenziale a cogliere le mutazioni in atto nel comparto.

Le Associazioni hanno quindi messo in chiaro che eventuali conclusioni, cui i tavoli di lavoro dovessero giungere senza l’apporto della Categoria rappresentata, non sarebbero in alcun modo considerati vincolanti per la Categoria, che non delega a nessuno la sua rappresentanza in quanto i legittimi interessi rappresentati divergono totalmente da quelli degli altri soggetti al tavolo.

In questa ottica, Faib Fegica e Figisc hanno chiesto al Ministro Patuanelli che il tavolo già convocato venga allargato, per una questione di completezza nella disamina delle tematiche di interesse e per la definizione di eventuali conclusioni, alla rappresentanza dei Gestori.

Di seguito pubblichiamo la richiesta urgente di un incontro al ministro Patuanelli

Lettera su risoluzione De Toma

Gentile signor Ministro,
le scriventi Federazioni dei Gestori degli impianti di distribuzione carburanti, Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc Confcommercio, rappresentative dei circa 23.000 Gestori carburanti su altrettanti punti vendita con oltre 100.000 dipendenti tra rete ordinaria e autostradale, chiedono un incontro urgente, all’indomani del 4 dicembre scorso, data dell’approvazione, all’unanimità, da parte della X Commissione Attività Produttive della Camera dei deputati, della Risoluzione De Toma.

La risoluzione impegna il Governo a intervenire per la razionalizzazione e l’ammodernamento del settore della distribuzione dei carburanti, per la ristrutturazione e le agevolazioni in vista dello sviluppo della mobilità elettrica, per la maggiore protezione delle condizioni lavorative dei Gestori introducendo la previsione di forme sostitutive di determinazione del reddito in caso di mancata contrattazione, per il consolidamento dei tavoli ministeriali e rafforzamento della lotta all’illegalità attraverso il monitoraggio digitale dei prodotti erogati.

La già richiamata Risoluzione ha trovato ampia condivisione da parte di tutti i gruppi parlamentari e riaffermato l’importanza di un settore fondamentale e strategico per l’economia nazionale, come ribadito da tutte le forze economiche e sociali audite dalla Commissione.

Di particolare rilievo la denuncia del fenomeno del dumping contrattuale e dell’illegalità diffusa (che nelle parole del Procuratore generale di Trento ha assunto rilievi deflagranti per la credibilità del Paese e per l’Erario), della progressiva polverizzazione della rete, del decadimento delle strutture private della manutenzione in una logica di politiche predatorie in cui i Gestori sono vittime di una prassi che si va consolidando in assenza di interventi regolatori della Pubblica Amministrazione e che configura un vero e proprio caporalato petrolifero.

La richiesta di incontro cade in un delicato momento storico che sta attraversando la distribuzione carburanti, settore strategico in un paese che affida per oltre l’80% la sua mobilità al trasporto su gomma. Il comparto negli ultimi anni ha conosciuto una profonda crisi che si è tradotta in perdita di volumi erogati, progressivo impoverimento dei margini, abbandono del mercato da parte delle grandi compagnie a cui ha fatto da contraltare addirittura l’aumento del numero dei punti di vendita e una vera e propria “aggressione” da parte di operatori che hanno trovato in questo settore lo spazio per realizzare a quei comportamenti che la cronaca giudiziaria tutti i giorni stigmatizza.

Un quadro drammatico per il settore, consumato nell’indifferenza della politica e delle Istituzioni.

E’ evidente che siamo in una crisi strutturale di lungo periodo nella quale- come sollecita la Risoluzione De Toma- è sempre più necessaria un’azione di governo tesa a frenare il declino e rafforzare gli asset di servizio ai cittadini e alla logistica del paese, passando da una vera razionalizzazione, recuperando quelle risorse necessarie per rendere la rete italiana in linea con quella degli altri paesi europei.

Ed a proposito di razionalizzazione -in una fase congiunturale particolarmente difficile come questa- bisognerebbe perseguire la riduzione di almeno 7/8mila impianti considerando che, lo stesso MEF ha individuato la presenza di impianti a basso e bassissimo erogato (5.000 impianti con un erogato fino a 300 Klt./anno).

Le scriventi Federazioni chiedono, quindi, un incontro urgente per definire, partendo dalla Risoluzione parlamentare approvata all’unanimità dalla Camera dei deputati, un agenda di lavoro
che tracci le priorità d’intervento e faccia fronte alla pesante crisi descritta.

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capre
capre
7 mesi fa

il problema è che de Toma non è piu’ al governo …. non sò come funzionano le risoluzioni delle commissioni… ma se chi le propone se ne và non sò chi le porterà avanti

mario
mario
7 mesi fa

siamo sempre alle solite lettere.senza drastiche agitazioni
alla francese nulla si ottiene