Angac scrive ad Eni dissentendo su accordo Coronavirus

Pubblichiamo di seguito, per gentile richiesta, una nota  con cui il presidente di Angac,  Govanni Zidda, parla dell’accordo sottoscritto da Eni e le associazione dei Gestori per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Un accordo definito  “meritevole di critica, censura e dissenso, sia sotto l’aspetto formale che sostanziale.” Il presidente di Angac, conclude il suo intervento, invitando gli associati Angac a rivolgersi al legale messo a disposizione dall’associazione.  

“L’accordo in questione è meritevole di critica, censura e dissenso, sia sotto l’aspetto formale che sostanziale.

L’accordo in questione, al pari di quello del 2014, è privo di una effettiva efficacia vincolante nei confronti di chi non appartenga o aderisca alle suindicate organizzazioni di settore, sia perché nel caso di specie non si può far ricorso all’architettura normativa relativa alla contrattazione collettiva afferente i rapporti di lavoro dipendente, sia perché non è dato comprendere quali siano allo stato i criteri determinativi di quella rappresentatività che ha consentito e consentito alle suindicate associazioni in nome della categoria tutta di sedersi ad ogni tipo di tavolo e di sottoscrivere ogni tipo di accordi risultati quasi sempre deleteri per la categoria stessa.

Imbarazzante, a dir poco, è l’atteggiamento postumo alla sottoscrizione di tali accordi tenuto dalle dette associazioni che diverse volte, nel tentativo di cavalcare l’onda dell’ormai cronico malcontento della categoria per consolidare le proprie vacillanti posizioni, hanno rivendicato nei confronti dei loro “compagni di penna” diritti e prerogative in precedenza depotenziati/azzerati proprio con gli accordi a cui in precedenza hanno preso parte.

Gli accordi, qualora sottoposti al vaglio della competente magistratura, potrebbero essere suscettibili di declaratoria di illegittimità e nullità per violazione di quella stessa normativa comunitaria e nazionale, di qualsiasi grado e livello, più volte citata e richiamata negli stessi accordi.

Gli accordi sarebbero oltremodo inapplicabili prevedendo trattamenti regolamentativi dei rapporti commerciali peggiorativi per i gestori, parte debole ed abusata: si è assistito, con questi accordi, alla canonizzazione di comportamenti abusivi posti in essere da una parte contrattuale in posizione dominante idonei a compromettere la economicità della gestione dell’azienda senza attenersi a canoni di buona fede e correttezza contrattuale come da art.9 L.192/98.

Ci si riferisce all’accordo ENI del 2014 il cui art.2.7 prevede pregiudizievoli limitazioni nel fissare il prezzo di massimo di vendita, in dispregio alla normativa comunitaria ivi citata, per il gestore sanzionabile addirittura con la risoluzione contrattuale qualora violi tale disposizione vessatoria per assicurarsi competitività e sopravvivenza commerciale.

Accordo quello del 2014 sottoscritto da associazioni che hanno così agevolato, se non avallato, il determinarsi di condotte contrattuali abusive da parte dell’ENI.

Le stesse parti di allora, oggi in piena emergenza sanitaria ed economica sottoscrivono un accordo finalizzato a fronteggiare le tragiche conseguenze sanitarie ed economiche della epidemia per il settore, prevedendo però misure del tutto blande ed inefficaci.

Gli interventi economici/finanziari a favore delle gestioni ENI, prospettati come cura ma in realtà solo palliativi, prevedono piccole dilazioni/sospensioni nei pagamenti di forniture, il cui prezzo continua ad essere gravosamente imposto, e di canoni di attività non oil, già irrispettosi dei parametri dettati degli accordi interprofessionali del 1997 e del 1998.

Quanto al pericolo contagio per gli operatori d’impianto non viene prevista la fornitura di dispositivi individuali e l’individuazione di protocolli di sicurezza (si tace sull’onere di presidio richiesto velatamente a mezzo sms ai vari gestori).

All’adozione della modalità iperself non corrisponde l’applicazione del margine servito per la determinazione del prezzo di fornitura cosi come avevamo richiesto a tutte le compagnie, ENI compresa, prima dell’accordo summenzionato.

Abbiamo individuato e chiesto, invero, tante misure atte a fronteggiare il drammatico momento come da nostro comunicato del 20.03.2020.

Ma sono state tutte disattese ed ignorate.

A parere di chi scrive, comunque, il dato più inaccettabile dell’accordo ENI del 20.03.2020 rimane il punto 2.4, posizionato ed esposto sommariamente in maniera del tutto strategica alla fine del testo: esiguo indennizzo di euro 10.000 per il gestore contagiato da COVID 2019.

Non viene tutelata ed assicurata da parte dell’ENI la sicurezza ed incolumità del proprio gestore chiamato ad espletare eroicamente il proprio servizio per poi prevedere un indennizzo che suscita rabbiosa ilarità per la sua esiguità.

La cui finalità non si comprende se possa essere o meno quella satisfattiva rispetto ad una eventuale richiesta risarcitoria del gestore contaminato nei confronti della ENI per non aver essa compagnia assicurato e tutelato la sua sicurezza ed incolumità.

L’ANGAC ed i propri associati manifestano formalmente il loro dissenso rispetto agli Accordi ENI del 20.3.2020 e del 19.12.2014.

Continueremo nel contempo a portare avanti le nostre proposte, auspicando un utile quanto necessario confronto con le Istituzioni, compagnie e altre associazioni di settore.

Saremo fattivamente con i nostri associati, che invitiamo a rivolgersi al nostro legale Avv.Faustino Liuzzi messo a loro disposizione, per fronteggiare legalmente e giudizialmente i comportamenti contrattuali e pratiche commerciali della ENI e di tutte le altre compagnie che dovessero determinare il peggioramento e la risoluzione dei rapporti di gestione.”

  • 8
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

11
Lascia un commento

avatar
  Sottoscrivi  
più nuovi più vecchi più votati
Notificami
Franco Torino
Ospite
Franco Torino

Carissimi angac dovete fare chiarezza alla categoria , perchè e fin troppo chiaro che voi state utilizzando ogni scusa o pretesa per attaccare tutti i Gestori che credono ancora nella rappresentanza sindacale , dico questo perchjè la storia del prezzo massimo è la scusa visto che ad Oggi non avete preso le distanze dalla ridicola proposta gaia dove si elimina addirittuta il prezzo massimo per dare pieni poteri alla compagnia a determinare il prezzo !!! Voi dove siete e sopratutto perche non commentare i vostri amici ?? fate chiarezza grazie

Martino da Firenze
Ospite
Martino da Firenze

Ciao Garau come ti va la vita??

Alex
Ospite
Alex

Oramai possiamo sperare solo nel corona virus che faccia giustizia

Matteo da Prato
Ospite
Matteo da Prato

Quando si dicono le cose a pezzetti, si fá notare sempre solo quello che interessa. Franco, visto che sei cosí ben informato di quello che è successo all’incontro del Mise ti aggiorno che allo stato attuale (e non da oggi ma da diversi anni ormai) il prezzo massimo ed il prezzo imposto è giá in mano alle Compagnie. E non l’ha certo firmato Gaia o Ancag. Gaia ha proposto solo di continuare cosí ORMAI fino a fine crisi e di integrare con la trattativa negoziata. Strumento che te probabilmente, benzinaio da tre giorni , non conosci neppure. Si tratta di… Leggi il resto »

Gessica
Ospite
Gessica

Angac risponde.
Ai gentili lettori invitiamo a dare una lettura, possibilmente non troppo veloce, aggiudicandole una giusta interpretazione. Le memorie Angac in riferimento all’audioconferenza del giorno 30/03 e pubblicata il giorno 01 aprile per gradita concessione di Gestori Carburanti, che ringraziamo, ha una linea decisamente concreta.
In riferimento al prezzo massimo, la posizione di Angac è chiara, ne richiede l’abolizione come da ns richiesta inviata con le memorie Angac sucessivamente all’incontro presso il MISE del 25 febbraio, visionabile tralaltro nel Gruppo Gestori…
Relativamente all’accordo Eni è stata data priorità alle dissociazioni su temi urgenti sull’accordo ” covid19″.

Franco Torino
Ospite
Franco Torino

Grazie Gessica, per la risposta Angac sul prezzo Massimo , che conferma quello che avevo letto (e che mi trova d’accordo ) sull’eliminazione dello stesso dove il prezzo finale deve restare in mano al Gestore. questo Conferma che gaia la pensa in maniera totalmente diversa basta leggere il resoconto dell’audioconferenza gaia. A Matteo rispondo che ho letto bene anche la proposta gaia dove si propone un conto economico che assomigli per vostra dichiarazione alla vecchia contrattazione negoziata fatta negli anni 90 sopratutto in autostrada. Tale contrattazione pericolosissima per il gestore era fatta one to one è generava una disparità di… Leggi il resto »

Martino da Firenze
Ospite
Martino da Firenze

Franco….. oh franco…. che bischero che tu sei!!!!! Occhio che col barolo sale molto la pressione!!!!! Il chianti invece si che l’è bono……. caro Franco GARAU sta un po più calmino che non ti fa bene mica agitarti così.

Franco Torino
Ospite
Franco Torino

Caro Martino è ora che eviti di citare nomi che nulla hanno a che fare con la mia persona o le mie considerazioni , La mia era una domanda dove Gessica mi ha ampiamente risposto non solo a me ma a tutti i gestori che non avevano capito la diversità di proposte fatte con la consapevolezza di vedere che Angac non la pensa come gaia per fortuna.

Alfonsino
Ospite
Alfonsino

A proposito di leggi e prezzo massimo: REGOLAMENTO (UE) N. 330/2010 DELLA COMMISSIONE del 20 aprile 2010 relativo all’applicazione dell’articolo 101, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea a categorie di accordi verticali e pratiche concordate Articolo 4 Restrizioni che eliminano il beneficio dell’esenzione per categoria — restrizioni fondamentali L’esenzione di cui all’articolo 2 non si applica agli accordi ver¬ ticali che, direttamente o indirettamente, isolatamente o con¬ giuntamente con altri fattori sotto il controllo delle parti, hanno per oggetto quanto segue: a) la restrizione della facoltà dell’acquirente di determinare il proprio prezzo di vendita, fatta salva la possibilità… Leggi il resto »

Luigi
Ospite
Luigi

Ma chi vi ascolta? Siete veramente ridicoli abbiate alla luna da più di un anno, raccontate frottole. State facendo più danni della grandine.