Durissima denuncia dei Gestori contro le Concessionarie Autostradali

Il palazzo Autostrade per l'Italia a Roma. REUTERS/Alessandro Bianchi

LE CONCESSIONARIE AUTOSTRALI FANNO SENTIRE LA LORO VOCE SOLTANTO QUANDO SI TRATTA DI BATTERE CASSA, CHIEDERE AUMENTI DI PEDAGGIO E METTERE LE MANI NELLE TASCHE DEGLI ITALIANI, COSTRETTI A PAGARE, OLTRE AI PEDAGGI PIU’ ALTI D’EUROPA, ANCHE UN’ADDIZIONALE SU BENZINA, ACQUA, BIBITE, CAFFE’ PANINI, CARAMELLE.

E’ INCONCEPIBILE CHE TITOLARI VERE E PROPRIE RENDITE DI POSIZIONE LUCRINO CENTINAIA DI MILIONI DI EURO/ANNO FACENDO PAGARE AGLI AUTOMOBILISTI, PER LO STESSO SERVIZIO, DUE, TRE, QUATTRO VOLTE.

E’ ORA DI METTERE FINE A QUESTO STATO DI COSE E CHIEDERE INDIETRO A QUESTI SIGNORI -CHE SI SONO ARRICCHITI ALL’OMBRA DEL PUBBLICO SERVIZIO- QUANTO HANNO LUCRATO FINORA E CHE CONTINUANO AD INCASSARE ANCHE NELLA DRAMMATICA SITUAZIONE DI EMERGENZA PER IL PAESE.

E’ UNA QUESTIONE DI ETICA PUBBLICA. DI MORALE.

E’ veramente insopportabile assistere alla sceneggiata che le Concessionarie Autostradali (di cui alcune a totale capitale pubblico) stanno offrendo al Paese, trattenendo nelle loro avide mani centinaia di milioni di €uro mentre tutto, intorno a loro, sta crollando: dichiarano una disponibilità ad aderire all’appello pressante del Governo manifestando timide disponibilità- ma nel concreto rinviano da 15 giorni ogni decisione e continuano a rimpallare responsabilità che sono solo le loro.

Ciò mette anche il Governo -garante del tavolo su cui si sta componendo una difficile Intesa- nella scomoda situazione di apparire prigioniero di interessi privati e di rendite di posizione che sembrano essere più forti non solo della Politica ma anche della situazione emergenziale in atto.

E’ tollerabile che le Concessionarie che incassano pedaggi “pesanti” per garantire il servizio di mobilità lungo le autostrade, aggiungano anche una royalty su ogni attività che viene esercitata? E’ legittimo che lucrino su ogni bene o servizio che viene svolto in questo segmento della viabilità per servizi che dovrebbero essere connessi (e garantiti) alla percorrenza? E’ giusto che su ogni bicchiere d’acqua, ogni litro di carburante, panini, caffè, pacchetto di caramelle, gravi una vera e propria sovraimposta a favore delle Concessionarie?

Mentre tutto questo accade, i Gestori delle Aree di Servizio dovrebbero rimanere aperti per garantire il “pubblico servizio” anche in assenza di traffico (che ormai si è ridotto di oltre l’85%) ed assicurare, quindi, l’incasso delle “sinecure” alle Concessionarie che, è bene ricordarlo hanno preteso, insieme al trasferimento dei manufatti e delle opere realizzate, un canone fisso oltre a un margine pro-litro superiore a quello dei Gestori, per un introito complessivo di oltre 250 milioni di Euro/anno.

Quando l’emergenza sarà superata, sarà utile tornare su questi aspetti: per il momento l’impegno assunto formalmente dalle Concessionarie di “rinunciare alle royalty” -fisse e mobili- affinché vengano trasferite ai Gestori costretti a rimanere aperti ed a sopportare i costi, a sostegno dell’attività, deve essere realizzato immediatamente. O dobbiamo immaginare che i Gestori, nonostante le diffide che ricevono ogni giorno, chiudano e 6.000 addetti vadano a casa senza stipendi e contributi, in attesa che le Concessionarie -bontà loro- decidano?

Dobbiamo mettere fine a questo indecoroso balletto che accomuna i più spregiudicati Concessionari privati a società che sono a totale capitale pubblico (e delle quali faremo un elenco). Anas in testa.

Poiché alcune Concessioni sono in fase di rinnovo, chiediamo al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di inserire, quale elemento di valutazione dell’offerta (se così la si può chiamare), anche quella di relativa all’impegno ad essere parte attiva nei processi che coinvolgono il Paese, nella rinuncia alla royalty su tutti i beni e servizi offerti lungo le autostrade: non abbiamo bisogno solo di “prenditori” di pedaggi e di royalty. A prescindere da tutto.

Questi sono alcuni dei motivi per i quali i Gestori dichiarano che, perdurando questa situazione, non potranno più garantire, dopo il 13 aprile, alcun servizio per mancanza della liquidità necessaria per approvvigionarsi.

Ognuno deve fare la sua parte -come stanno facendo i Gestori- ma non si possono condannare queste piccole aziende al fallimento mentre le Concessionarie voltano -per i loro interessi- la testa dall’altra parte.

Lo sa il Governo, lo sanno le compagnie petrolifere e dovrebbero saperlo le Concessionarie. Ma, la cosa più importante è che a saperlo siano i cittadini finora gabbati da un sistema di royalty rimasto “secretato” per anni.

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pippo
pippo
5 mesi fa

LORO ,stanno facendo i propri interessi ,che sia sbagliato nulla da dire ,ma lo fanno .
Cosa ,che per colpa ns o di chi che sia ,NOI non facciamo
Noi continuiamo a fare filippiche ,chiedere aiuto al governo fantoccio ,che parla ,parla e no fa nulla ,di inetti ,
Continuiamo a martellarci le palle per tenere aperto ,andiamo ad elemosinare per vendere il prodotto di altri .Stiamo scherzando !!! vogliono vendere quel poco ? portino il prodotto e saranno pagati al venduto ,non ci vuole una cima per farlo capire.Gli accordi sottoscritti prima ,del virus non sono più validi Punto Il servizio pubblico era ??? valido PRIMA ,oggi non si può OBBLIGARE NESSUNO a lavorare se non se la sente ,Quindi niente alibi del pubblico servizio
Una cosa è chiara :la solidarietà viene dal piccolo e dal basso ,persone che speculano sono ignobili
Buona Pasqua a tutti e avanti tuttaaaa, che ne andremmo fuori Auguro a tutti di non abbattersi e di fare valere i propri diritti

Beppe
Beppe
5 mesi fa

Le autostrade dovrebbero essere tutte gratis come avviene in america; è inconcepibile che nel 2020 l’automobilista deve fermarsi o rallentare per pagare balzelli vari;