LETTERA APERTA A TUTTA LA FILIERA DEI CABURANTI E …NON SOLO!

Pubblichiamo, per gentile richiesta, una lettera aperta che vuole essere un’approfondita riflessione fatta dal Presidente Faib Calabria, Ferruccio Schiavello, rivolta a tutta la filiera dei carburanti e non solo. Una riflessione sopratutto critica sugli ultimi accordi economici sottoscritti con alcune compagnie petrolifere. Accordi definiti senza mezzi termini “finti” e “farlocchi”. Una voce critica che chiede anche un cambio di uomini e mentalità per cercare di affrontare con coraggio il futuro che ci aspetta.  

Il mondo, a noi interessa l’Italia, sta attraversando un periodo veramente drammatico a causa del Coronavirus che,nessuno, nemmeno i migliori economisti e scienziati osavano nemmeno immaginare. Quanto è accaduto e sta ancora accadendo ha messo in ginocchio il sistema economico ma soprattutto sanitario del nostro paese.

A farne le spese tutte le attività imprenditoriali sia piccole che grandi. Tra queste, che poi è quella che interessa noi, quella dei benzinai.

Siamo diventati una categoria Fantasma di cui nessuno ormai se ne accorge. Eppure siamo per 14/16 ore sui punti vendita,sulla strada,in balia di tutto e tutti, compreso criminali con pochi scrupoli. Diamo servizio, informazioni,assistenza,risolviamo problemi ma soprattutto siamo un popolo di oltre 24000 persone con un indotto di oltre 75.000 persone. Ma non esistiamo! Non ci siamo per nessuno. Non esistiamo per i Governi ( qualunque sia il loro colore), non esistiamo per le compagnie petrolifere e per i grandi e/o piccoli Retisti.

Eppure non solo riforniamo il sistema Italia di energia ma, incassiamo -nel concreto siamo sostituti d’imposta –accise statali ( circa il 75% del costo di un litro di carburante), accise regionali ( circa 26/28 euro ogni 1000 litri) il 22% di IVA ecc. ecc.

Imprenditori anomali che pur essendo lavoratori autonomi, partite IVA, siamo costretti a rivendere il carburante al prezzo imposto dalle compagnie e/o retisti, siamo obbligati a ritirare un quantitativo imposto sempre dalle compagnie, dobbiamo pagare le forniture anticipatamente, subiamo quotidianamente cali di giacenza di carburante che, ci rimborsano tardi e male ( guai a non seguire al 100% le varie procedure, sempre più stringenti, pena il mancato rimborso circa 10/15 mila euro), siamo soggetti e responsabili delle misure metrologiche, delle norme ambientali, di quelle fiscali, della salute dei dipendenti della comunicazione dei prezzi sul portale web del MISE.Tutto questo per pochi centesimi di euro. Per la precisione tra 2,5 e 3,00 centesimi di euro. Per quantificare subito, un punto vendita da un milione di litri ha un margine lordo di circa 27/30 mila euro. Togliete i costi di un dipendente e quelli di una normale gestione aziendale e ciò che resta è davvero poca cosa, meno di uno stipendio di un normale dipendente pubblico che, almeno gode di tutele e diritti (che noi non sappiamo nemmeno cosa siano) in virtù delle grandi responsabilità che ogni giorno ci assumiamo.

Il gestore o ancora meglio il benzinaio non ce la può più fare. Ad una situazione già di per se precaria si aggiunge e arriva tra capo e collo il così detto COVID-19. Stazioni di servizio costrette ( noi siamo sempre costretti da qualcosa o qualcuno) a rimanere aperte ma con gli italiani chiusi in casa (giustamente!) quindi pochissime auto per le strade e volumi di vendita che si abbassano sulla viabilità ordinaria del 85/90% mentre sulle autostrade quasi del 100% che,però, devono,sottolineo devono garantire tre turnazioni di personale per incassare ZERO. Però dobbiamo stare aperti. La nazione ha bisogno di noi ( però continuiamo ad essere una categoria fantasma). Vengono ringraziati medici ed infermieri (giustamente) la Protezione civile, le forze dell’ordine, i commessi dei supermercati. Noi no, non siamo nessuno! Non solo, al danno la beffa! Il Governo tra un decreto e l’altro di chi si dimentica? Dei Benzinai. Diciamo:…”così non riusciamo a sostenere i costi dei punti vendita e saremo costretti a chiudere”e tutta la stampa e tutti i social pronti a scrivere e a dire i BENZINAI MINACCIANO LO SCIOPERO! Un sacco di insulti da tutte le parti, passiamo per gente irresponsabile che minacciano scioperi nel periodo più drammatico della Nazione. Si ricorda in tal momento di noi, anche di Presidente del Consiglio, ma solo per dirci vi“precetteremo”e quasi simultaneamente l’autorità di garanzia e controllo sugli scioperi emetteva una circolare: sospendete lo sciopero! Ma chi ha mai presentato una richiesta per effettuare uno sciopero? Assolutamente nessuno. Non si accorgono di noi le Compagnie Petrolifere, eppure ci spremono quotidianamente! Non ci dicono Nulla su come affrontare il COVID-19 né una locandina, né una circolare, né quali protocolli sono da seguire! Le prime indicazioni? Tenete alte le giacenze ( che ci fanno acquistare ad un prezzo per poi abbassarlo il giorno dopo dello scarico. Addio misero margine del gestore). Dopo tante insistenze finalmente chi più chi meno formalizza accordi in periodo di Coronavirus con le sigle più rappresentative delle associazioni di categoria. Noi di Faib Calabria non siamo d’accordo. Diremo in seguito il perché. Della sostenibilità dei punti vendita, che i gestori vendono circa 300/400 litri al giorno di carburante, che non si riescono a coprire la spese vive, assolutamente nulla. Non gli interessa nulla. Che anche noi abbiamo famiglie con tutto quello che ne consegue non gli interessa nulla.

Noi di Faib Calabria abbiamo fortemente criticato, non accettato, esortato a non firmare e non riconoscere gli accordi straordinari sottoscritti da FAIB insieme a FEGICA e FIGISC con ENI, IP,Q8, EG (ESSO). Purtroppo siamo costretti a subirli.

Sono accordi che nascono solo a garanzia delle Compagnie Petrolifere e di EG (ESSO) che non portano alcuna certezza e alcuna sostenibilità economica ai gestori. Sono accordi sottoscritti tanto per essere sottoscritti. Siamo del parere che nostro fine ultimo sono le tutele per i gestori e non certamente un auto referenzialità. Accordi scritti in politichese, in burocratese. Dove ogni virgola e ogni punto dicono tutto e non dicono niente. Accordi che non producono effetti reali, concreti tangibili ma nemmeno normativi e giuridici.

In poche parole sono strumenti per tutta la categoria INSUFFICIENTI e INADEGUATI, INAPPLICABILI, CARENTI,ED INIDONEI che non affrontano veramente le necessità reali, concrete, giornaliere del gestore che vive sul piazzale, sul punto vendita.

Accordi blindati, nessuna osservazione è stata accetta. Sono stati preparati dalle compagnie e dai retisti e da noi firmati. Alcuni accordi, poi, cosa accordino e a chi non si capisce e non si sa. Vergognosi!Una cosa la mettono subito in chiaro però evidenziano e mettono a nudo che ci sono gestori di serie A e gestori di serie B.

Gli effetti del CORONAVIRUS sull’economia ha prodotto effetti devastanti, mai affrontati in passato. Questi effetti sicuramente non finiranno il giorno (?) in cui l’Italia riaprirà, come e quando poi ancora non si sa. Ci saranno sicuramente anni bui con saldi negativi con erogati per quanto riguarda i benzinai irrisori.

Abbiamo sostenuto che era inutile, faticoso, dispendioso fare accordi straordinari per il periodo COVID-19 della durata di 60 giorni.Che anche se prolungati di mese in mese,non aggiungono e non cacciano nulla alla vita del gestore. Abbiamo ribadito noi di Faib Calabria, fino alla morte, nella nostra associazione, Faib Confesercenti Nazionale, nessuno ci ha voluto ascoltare, anzi siamo stati ampiamente criticati e attaccati che quello che si stava facendo non serviva a nulla se non a noi stessi per dirci quanto siamo bravi. Sono accordi farlocco. Non hanno alcun valore, non riconoscono e non risolvono le vere problematiche dei gestori. Il problema non è il signor COVID-19. Il Signor COVID-19 è uno dei problemi. Il vero problema è la mentalità (vecchia) del sistema carburanti. Il vero problema non è il giudizio ma il pregiudizio che serpeggia nell’ambiente. Il vero problema è la manifesta illegalità che nessuno vuole realmente combattere.Il vero problema è voler nascondere sotto al tappetto tutte le verità che Governo, Unione Petrolifera, Assopetroli, Compagnie petrolifere, retisti e associazioni di categoria conoscono bene. Si preferisce una menzogna di necessità e bisogno ad una verità vera.

Invece di sottoscrivere accordi “finti” e “farlocchi” la nostra proposta era rimettere immediatamente mano agli accordi economici sindacali, incominciare ad affrontare la discussione con una mentalità nuova, aperta, diversa che non sia concentrata sui margini (come sempre da ridurre) ai Gestori. Bisogna avere il coraggio di immaginare, studiare,lavorare permettere in atto strumenti (accordi) innovativi e adatti al prossimo futuro che garantiscano la sostenibilità dei punti vendita non solo a difesa dell’attacco del Coronavirus, ma di quel processo tecnologico che si chiama energia solare, fonti energetiche rinnovabili, scienza applicata all’automotive. Serve che i prezzi dei carburanti siano giusti. Non troppo bassi in alcune aree ne troppo alti in altre aree. Serve che non ci sia chi macina utili (che spesso finiscono all’estero) in modo sproporzionato e avido chi invece non riesce ad arrivare a sostenere i costi di gestione.

Ciò logicamente presuppone rispetto della dignità e della professione di tutti gli attori nello scenario e sul palcoscenico della filiera di cui siamo parte integrante. Nessuno escluso! Servono uomini diversi,preparati e pronti a ragionare in termini diversi. Forse il settore dei carburanti, nella sua generalità, che occupa centinaia di migliaia di risorse umane resta fermo, inchiodato al palo della storia perché non trova il coraggio di avere una nuova e diversa mentalità. E’ rappresentata da persone che sono nel settore da oltre cinquanta anni, ormai vecchi e con i para occhi. La mentalità del futuro. Gli uomini del futuro. Il coraggio di affrontare il futuro ecco cosa ci serve. Ecco cosa forse non avremo mai.

Ferruccio Schiavello

3290589099

Presidente Regionale Faib Confesercenti Calabria – Benzinaio

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Alex
Alex
5 mesi fa

Al sindacato va fatto un rimprovero,
quello di non essere stato capace di discutere con il governo un ammortizzatore sociale x uscire da questo mondo che ormai ci rifiuta da tempo.
Se è vero che siamo troppi, siamo brutti e schifosi, non sono loro che non sanno come cacciarci.
Basta trovare studiare un ammortizzatore sociale con il governo e noi siamo pronti a togliere il disturbo.
Noi x essere ricchi basta che ci concedono un misero reddito di cittadinanza che onestamente meritiamo visto che i gestori sono la classe lavorativa che in percentuale ha sfruttato meno la 104, l’inps, l’inail, quei contributi versati dal gestore valgono il triplo perché non ha mai usufruito di niente ne di permesso matrimoniale ne tanto meno permessi parentali di vario genere compreso le nascite.
Valgono il triplo perché ha fatto una vita l’esattore gratis e lo stato sa quanto costa un esattore.
Quindi abbiate la dignità di trovarci un ammortizzatore tanto non siamo più merce trattabile e andiamo via pure perché le compagnie, i retisti, i sindacati, ci avete rotto i coglioni, avete sempre una scusa x truffare l’onestà del gestore.
Voi siete degni di lottare solo con le pompe bianche.
Mi scuso x i termini ma in questo caso ci vogliono x non incorrere ad una interpretazione errata del nostro stato d’animo.
grazie e scusate
N.B. Quello che viviamo noi e fuori da ogni regola umana e civile, nemmeno gli immigrati accetterebbero un trattamento simile.

Alfonso
Alfonso
5 mesi fa

Grazie per la presa di posizione,ma la verità è dietro la fiscalità che ha costretto molte compagnie a trasformare le Loro aziende centenarie “diciamo”cedendole ad acquirenti con sedi fiscali nei paesi dove i paradisi fiscali gli permettono di evadere legalmente. Questo è stato fatto senza intrepellare i gestori 50ennali come li definisce il collega Schiavello,oggi usati come schiavi a disposizione dei ” padroni” Molti legati al proprio lavoro da buoni titolari,sempre attenti ad ogni sorta di servizio da offrire e problema da risolvere e che oggi si ritrovano ad essere offesi,usati e scacciati dai luoghi,dove hanno dato l’anima e cresciuto le loro famiglie e si perché molti dustributori sono a conduzione familiare e l’attività è passata da genitori a figli. Su questo elemento, punto il dito contro chi ci rappresentava, doveva evitare questa catastrofe economica e proporre accordi sulla cessione dei distributori ai gestori oppure vincolare il nuovo acquirente a mantenere gli accordi contenuti nei contratti che da 120 anni sono stati una garanzia per chi ogni giorno rischia sulla sua persona e con i suoi danari per offrire un servizio alla comunità. Chi sa,comprende a cosa mi riferisco, oggi anche in basso regime di vendita avremmo avuto il garantito per vivere,puntando tutto sui numeri e gli utili ipotetici illusori,ci siamo ridotti a subire ,ricatti,offese,perdite e il trattamento come se fossimo solo numeri ,perche per un mercato globalizzato quello siamo…..Mi auguro,ci sia una presa di posizione da parte delle rappresentanze sindacali sul l’adeguamento dei margini non sotto i 0,10 Cet.di euro e un riadeguamento dei contratti per come erano prima…….Un saluto alla categoria ed a chi ci rappresenta.
Alfonso Nociti.

pippo
pippo
5 mesi fa

Grazie a Ferruccio Schiavello per avere detto ,scritto quello che da anni i gestori (non i benzinai) pensano ,e averlo letto da un Presidente di un Sindacato fa ancora piu clamore Grazie
Adesso staremo a vedere cosa dirà qualche Suo collega ,vedremmo se dirà che anche lei è culturalmente indietro ,,o non si ricorda i successi avuti ,bonus o cipreg di 25 anni fa
Io aggiungerei che questa crisi sta mettendo a nudo la competenza e la professionalità di molti ,gestori e sindacato ,e se non si cambia strategia ,se pensiamo che tra 10 giorni tutto finirà sarà una catastrofe ci faranno morire di fame e pieni di debiti ,dobbiamo smetterla di subire e fare capire che esistiamo e non siamo solo dei benzinai !!! per avere un futuro ,e se ,dopo questo il vecchi sindacato non avrà la coerenza di andare a casa dategli una spallata o non è mai troppo tardi

Massimo
Massimo
5 mesi fa

Tutto molto bello e soprtutto coerente sia nell’analisi sia nelle critiche. Mi permetto però di fare alcune riflessioni. E’ vero che gli accordi sottoscritti non risolvono proprio nulla ma è anche vero che sono gli unici strumenti che le aziende, nella loro avida essenza, hanno voluto concedere. Non tutte, visto che ci sono anche quelle aziende che sono riuscite a fare peggio non concedendo proprio nulla. Senza considerare (evito di dilungarmi) il vergognoso e deplorevole comportamento delle concessionarie autostradali. Penso sia irrispettoso (per non dire falso) volere accomunare anche le associazioni di categoria nell’uso disinvolto della ramazza che nasconde la sabbia sotto il tappeto. Intanto perché le denunce che riescono (faticosamente ed a volte sotto traccia) di tutte le malefatte che avvengono nel nostro settore sono fatte dal Sindacato. Ma cosi come ha ben sottolineato il collega benzinaio (io preferisco, visto che guardiamo al futuro, definirmi già Gestore) non sempre è facile farsi ascoltare ed a volte le cose che vengono denunciate sono (anche volutamente) usate dalla stampa contro la nostra stessa categoria, cosi come appunto uno sciopero mai dichiarato. E’ infatti bastato gridare la nostra condizione e la possibile chiusura per fallimento che l’intera opinione pubblica (compresi i nostri stessi colleghi ) ha gridato allo scandaloso ed irresponsabile comportamento dei Gestori pronti a scioperare (?). Insomma, basta guardare dove realmente punta il dito per scoprire che il mondo che ci circonda non solo non ci vede bene, ma potesse alla prima ci spazzerebbe via. Lo fanno le compagnie (con il contributo anche nostro) capaci di farci fare concorrenza al nostro stesso interno da una macchinetta self-service. Lo fanno i clienti, capaci di abbandonarci per qualche euro di risparmio e lo fa il governo a cui interessiamo solo quando c’è da intestarci nuove incombenze burocratiche. Insomma, va bene la critica costruttiva, sanguinosa e passionale ma occorre guardare bene in faccia la realtà. Il futuro di questa categoria va certamente costruito ma la categoria deve essere capace a diventare tale. Evitando anche di affidarsi a nuovi autoproclamati salvatori della patria che nulla hanno (ne di competenza e nemmeno di sostanza) se non una vocazione da armata Brancaleone convinta.

pippo
pippo
5 mesi fa

Buongiorno Massimo
Bella anche la Tua precisazione ,e anche io vorrei nel mio piccolo dire qualcosa .Quando dici : E’ vero che gli accordi sottoscritti non risolvono proprio nulla ma è anche vero che sono gli unici strumenti che le aziende, nella loro avida essenza, hanno voluto concedere.Dove era seduto il sindacato ? nella stanza accanto Cosa avete “minacciato ” se le vs richieste non avessero avuto risposta ? Avete minacciato la totale chiusura degli impianti per mancanza di dispositivi e di vessazione nei confronti dei gestori ? quale giudice avrebbe preso le parti delle compagnie ‘ Credo nessuno
Concordo che bisogna guardare il faccia la realtà ,cosa che molti fanno finta di non vedere per comodo o per paura , fatta di un sindacato “vecchio” per usare le parole di Ferruccio e di Benzinai succubi ,e pochi Gestori con la G maiuscola
Il futuro deve essere costruito ,certo ma deve essere un futuro prossimo non remoto ,non abbiamo il tempo di aspettare
Oggi il sindacato è al bivio ,o si fanno azioni concrete o cambiano i rappresentanti o si chiude .Non siamo più in grado di competere con le compagnie mandando a trattare rappresentanti che non sono capaci portare a casa nemmeno una mascherina ,figuriamoci 10 centesimi di margine
e non lagnarsi se si affida ad altre organizzazioni sindacali ,armata Brancaleone , inesperti,quello che sarebbe vs compito con anni di trattativa alle spalle , e visti i risultati e la Realtà siete ,al limite alla pari

Massimo
Massimo
Rispondi a  pippo
5 mesi fa

Caro Pippo, evidentemente non mi sono espresso in maniera comprensibile. Non è tanto il Sindacato a poter portare a casa quei risultati che servirebbero alla compagnia. O meglio (cosi evitiamo i fraintendimenti) non può farlo allo stato attuale. Il Sindacato dei Gestori (che ormai si considera vecchio come se ciò fosse un aggettivo dispregiativo) ha al suo interno molte idee anche innovative e molte arrivano proprio da quella parte di esperienza (fatta dalla storia, non dai vecchi) ed anche da molte nuove generazioni di Gestori che però hanno bisogno della guida e dell’esperienza che hanno le cosiddette vecchie generazioni. Il vero problema del Sindacato è non avere la forza corporativa che dovrebbe essere l’arma di una categoria. Questa forza di fuoco manca per una serie di motivi antropologici. Perché il sindacato è costretto a rappresentare individui (Gestori) i quali hanno una visione egoistica del proprio lavoro. Il collega è spesso un antagonista da combattere non un alleato su cui contare. I Gestori sono spesso scelti dalle aziende petrolifere che li tengono (a discapito dei loro stessi interessi, intendo delle aziende) all’oscuro dei diritti (uno su tutte il Cipreg) per poterli meglio sfruttare (meglio tenersi i soldi nelle casse cosi da compensare eventuali note debito) . Per stessa vocazione del Gestore che non ama informarsi e formarsi fuori dalle direttive aziendali il Sindacato fatica ad avvicinarlo e cosi viene meno la possibilità di aumentare il numero dei colleghi e dare forza numerica e valore alle richieste. Potrei continuare ancora molto ma evidentemente sarei anche logorroico oltre che aumentare l’ego della nostra controparte e di molti colleghi egoisti che ci leggono. Una controparte che conosce bene le nostre debolezze e le cavalca abilmente (a volte anche con stupido masochismo). E purtroppo il Sindacato non ha la bacchetta magica con cui imporre il proprio volere se non contrappone la forza aggregativa della categoria. Una forza che se fallimentare (ma non lo diciamo forte visto che molte volte lo è stata ) andrebbe solo ad indebolire ulteriormente la nostra categoria. Chi promette risultati fantastici (allo stato attuale sono rimaste mere intenzioni) l’uscita dallo stato di schiavitù ed altre giustissime e coraggiose intenzioni , o è in malafede e ne vuole trarre profitto come alcuni legali comparsi nella scena, oppure è uno stolto che mai si è confrontato con nessuna delle difficoltà sopra citate.

pippo
pippo
Rispondi a  Massimo
5 mesi fa

Espressione comprensibile e purtroppo reale
Certo tutti vorremmo un sindacato che facesse tremare la controparte ,ma sinceramente nemmeno una “mascherina ” mi sembra un po poco,magari un esposto alla magistratura per non so cosa ? circonvenzione di incapace ?Dumping contrattuale ?abuso di ???
Penso che un cambiamento sarebbero delle assemblee unitarie ,dove spiegare ai gestori in modo molto semplice -Cosi non si va avanti ,cosi si fallisce -facendo possibilmente capire,o si fa sindacato o si fallisce e che quello che ci aspetta alla ripresa ,sarà una storia completamente diversa di come l abbiamo lasciata 2 mesi fa ,e se nella peggiore delle ipotesi a Ottobre dovesse ripresentarsi impianti con 2/3 milioni di venduto 2019 chiuderanno
Nessuno intende vecchi in modo dispregiativo ci mancherebbe ma è pur vero che mettendo assieme l esperienza del “vecchio ” con lo spirito del nuovo la cosa sarebbe interessante
Io non conosco ,se non Perin ,gli autoconvocati ,penso non promettano ,e auspichino nulla di insensato Penso anche che se tutte le forze sindacali in campo si unissero le cose cambierebbero ,perché come scritto su un articolo (settembre 2019 ? ) Non abbiamo più Tempo Grazie e un saluto

mario
mario
Rispondi a  pippo
5 mesi fa

le sentenze ci sono vedi Adriatica petroli a loro non
ne frega nulla

mario
mario
Rispondi a  Massimo
5 mesi fa

i nuovi gestori molti dei quali pachistani non ne vogliono sapere
del sindacato

rocco
rocco
5 mesi fa

E comunque l’antifona e’sempre quella ,nonostante i sindacati non riescano a ottenere il nulla dai vari confronti con le compagnie e governanti, il consiglio e’… non fidatevi dei nuovi, sono solo inesperti o armate brancaleone allo sbaraglio… i sindacati siamo solo noi’ accreditati, esperti,conosciamo le magagne dei rapporti con le compagnie e stato facciamo di tutto purche’ ai tavoli delle trattative non siano ammessi i nuovi autonomi, l’unica pecca e’ quella …non riusciamo a far avere il benche’ minimo vantaggio ai gestori ….neanche ai tempi del coronavirus dove il mondo dell’industria bene o male si sta adoperando in varie forme verso i lavoratori. Poco tempo fa un esponente di uno della triade a un rappresentante di un nuovo sindacato che chiedeva collaborazione e unita’ da parte di tutti nei vari confronti con i padroni , rispose che loro accettavano cio’ solo a fronte di un cospicuo numero di tesseramenti con loro…..mi pare che questo sia abbastanza indicativo sul pensiero e sulla missione per cui si adoperano i sindacati.

Massimo
Massimo
Rispondi a  rocco
5 mesi fa

Permettimi di considerare come stupido il tuo commento. Non è una offesa ma una costatazione. La stupidità è uno stato mentale riduttivo. Le nuove associazioni (??) non mi addentro sul nuovo visto che chi le compone sono colleghi che hanno militato per anni all’interno delle sigle storiche, ma è un argomento che ci manda fuori tema. Dicevo, le nuove sigle non hanno bisogno (se non per una scusa, anche questa stupida) del benestare dei sindacati tradizionali per essere accreditati ai tavoli. Intanto perchè non spetta al Sindacato dare questa sorta di PASS e poi perchè non è nemmeno necessario. Ci sarebbero dei passaggi da fare ma che non credo sia io a dover dire. Una cosa però è (almeno agli occhi del sottoscritto) abbastanza chiara. Le nuove sigle non hanno ancora dimostrato nulla, se non gridare sporadicamente alla luna. Questo il vero dato di fatto. L’autoconvocazione (per alcuni considerata offensiva, ma assolutamente referenziale) è passata nella fase dell’auto -proclamazione. E’ una dato di fatto. Cosi come l’assoluta incapacità di farsi ascoltare dall’opinione pubblica, o forse è anche questa colpa dei sindacati tradizionali? Da osservatore interessato, mi sembra che ci sia troppo approssimazione ed improvvisazione. Spero di sbagliarmi e sono pronto a ricredermi da subito ma sono i fatti quelli che parlano. Ed a oggi quelli stanno a ZERO.

mario
mario
5 mesi fa

sono completamente in sintonia con quanto esposto,faccio notare che
se siamo arrivati a questa situazione sindacale è anche colpa nostra
in faib non vi è mai stto un vero confronto sulle tematiche congrassuali ma solo cooptazioni di comodo questo a quanto mi risulta anche nelle sezioni provinciali ,lo posso testimoniare essendo da 42 anni gestore faib

Beppe
Beppe
5 mesi fa

Invece di piangerci addosso al prezzo di acquisto aggiungiamo 0,20 cent e quello sarà il prezzo di vendita. Siamo in libero mercato un caffe a venezia nei bar arriva a 6 euro. questo si deve fare. punto

mario
mario
Rispondi a  Beppe
5 mesi fa

non bisognava firmare i contratti sul prezzo massimo
ora non si può rischio lunghe contenziosi

pippo
pippo
Rispondi a  Beppe
5 mesi fa

Un caffè a Venezia in bar si paga 1.10 €come a Bologna o Canicattì ,se poi ti siedi in piazza san marco paghi la musica ,il servizio e la piu bella piazza del mondo ,ma vedi Beppe ,la differenza che loro aumentano il prezzo , noi anche se possiamo non lo facciamo ,difatti TU dici aggiungiamo ,non IO aggiungo ,perché il gestore deve avere sempre qualcuno che gli dica cosa fare Questo è il guaio

Salvatore Palma
Salvatore Palma
Rispondi a  Beppe
5 mesi fa

Buongiorno a tutti, ricordo quando abbiamo raccolto le firme per LIBERA la BENZINA era il momento in cui alcune aziende già preparavano la ritirata dal mercato Italiano e progettavano il famoso spezzatino. Ebbene la BENZINA penso in parte sia stata liberata vedi quante pompe bianche. Le vili aziende che sono andate via invece di darle ai gestori che ci avevano buttato il sangue e sudore hanno preferito intraprendere altre strade le quali sono sotto gli occhi di tutti. Io credo che a noi sia rimasta una possibilità per chi è ancora gestore e titolare della licenza fiscale. Copriamo il marchio andiamo su mercato libero no accettiamo più le carte aziendali ed accantoniamo una percentuale per la proprietà che purtroppo non è nostra. Il Covid 19 una cosa ci ha insegnato che tutto può accadere e tutto è possibile. Poi articolo 700 cause da affrontare chi più ne ha più ne metta poi si vedrà.Intanto se siamo tutti d’accordo visto che diciamo che siamo tutti falliti e morti commercialmente cosa abbiamo da perdere? Facciamolo semplice NO…….

Fabio
Fabio
Rispondi a  Salvatore Palma
5 mesi fa

personalmete l’ho fatto 8 anni fa….

pippo
pippo
Rispondi a  Fabio
5 mesi fa

Cosa ai fatto ,comperato un P V o comperato una catena di P V ? Grazie

Fabio
Fabio
Rispondi a  pippo
5 mesi fa

ho acquistato il pv dove ero in comodato da 15 anni

pippo
pippo
Rispondi a  Salvatore Palma
5 mesi fa

Buongiorno Salvatore
Per pura curiosità cosa vorresti e come lo vorresti comperare ? Oggi un impianto con 3/4 milioni /litri vale circa un milione ,quanti ne vorresti comperare e come ,e chi li dirigerebbe ? Semplice curiosità

salvatore palma
salvatore palma
Rispondi a  pippo
5 mesi fa

L’idea era di potersi comprare il pv di cui si era gestori da parecchi anni e non una catena.Semplicemente con contratto di fornitura in esclusiva con la propria azienda fino all’estinzione del debito. Una formula di uso copione all’inverso.

pippo
pippo
Rispondi a  salvatore palma
5 mesi fa

Franco 15 anni fa si è comperato il P V .Bravo ha fatto bene ,ha visto più avanti di molti di noi
Salvatore : oggi il solo pensarlo è un suicidio
UN milione di € e obbligo di acquisto manutenzioni e burocrazia a Tuo carico ?Lascia perdere

marco
marco
5 mesi fa

Bene Massimo concordo con la tua analisi è la fotografia puntuale della situazione dei sindacati, posso anche aggiungere che ad esempio proprio la Faib si è sempre distinta, per il rinnovo delle cariche sociali, sempre espressione del territorio, il problema è che anche con il ricambio generazionale è difficile trovare persone che dedicano tempo, energie e magari di esporsi per la categoria, e chi lo fa magari usa il sindacato per tentare il salto in politica, la Faib che è parte della Confesercenti al momento che una persona si candida con un partito per regolamento deve lasciare tutti gli incarichi federali ad esempio, ed infatti proprio tra le file dei simpatizzanti delle nuove sigle vedo soggetti che avevano tentato il salto in politica o più semplicemente non sono stati eletti nelle varie assemblee e allora cercano di cambiare cavallo.

marco
marco
5 mesi fa

aggiungo ancora un pensiero sollecitato da Salvatore ricordo che proprio i vecchi ossia FAIB e FEGICA presentarono LIBERA la BENZINA la proposta più innovativa di questo settore e che oltre ad avere contro tutta la filiera industriale del petrolio compagnie e retisti, ricordo la minaccia di ENI di chiudere 3 raffinerie o di ESSO di lasciare il mercato italiano (cosa che poi ha fatto comunque) ma i primi a non credere in una liberazione furono proprio i gestori molti dei quali contrari a mettersi in gioco.

Salvatore Palma
Salvatore Palma
Rispondi a  marco
5 mesi fa

Riprendo l’ultimo passaggio ” FURONO PROPRIO I GESTORI MOLTI DEI QUALI CONTRARI A METTERSI IN GIOCO ” oggi cosa è cambiato ” IL NULLA ” i gestori cercano sempre e solo la colpa di tutto negli altri. Nascondersi dietro qualcuno o qualcosa. Copriamo le insegne, non accettiamo le carte aziendali, chiudiamo i self durante il servizio , non facciamo concorrenza al collega vicino etc. etc. se e vero che siamo fantasmi allora cosa ci costa?

mario
mario
Rispondi a  Salvatore Palma
5 mesi fa

sono tutte e belle parole ma quando si deve agire
“avanti gli altri perchè a me scappa da ridere”
come sempre è avvenuto dal 1990 in pio

salvatore palma
salvatore palma
Rispondi a  mario
5 mesi fa

Allora non è vero che per colpa di altri i gestori dei distributori carburanti ” benzinai ” sono tutti falliti. Se anche in questo momento così delicato e unico, almeno a mia memoria, non si ha il coraggio di agire e reagire, ma solo di lamentarsi significa che siamo destinati a morire da fantasmi…….. E come le vittime del covid 19 nessuno verrà al nostro funerale..

mario
mario
Rispondi a  salvatore palma
5 mesi fa

certo non gli frega niente a ness’uno

salvatore palma
salvatore palma
Rispondi a  mario
5 mesi fa

Allora di cosa stiamo a parlare. Del nulla.