Gestori Autostradali sempre più a rischio chiusura per fallimento

I gestori di distribuzione dei carburanti sulle autostrade escono dal Decreto rilancio. “L’articolo 52 ter, a loro dedicato, sparisce dalle ultime bozze circolanti del provvedimento perché – si apprende – bloccato dal Mef per l’assenza della relazione tecnica dell’Inps e del ministero del Lavoro. Burocrazia contro politica, insomma, e politica debole e in ritardo”.

La preoccupazione dei Gestori delle aree di servizio che avvertono “in assenza di segnali non saremo più in grado di garantire il servizio di rifornimento carburanti, e chiuderemo per fallimento, con grave danno alla mobilità dei cittadini e dei mezzi di sicurezza”.

La proposta normativa aveva l’obiettivo di “salvaguardare la funzionalità del servizio dei gestori della distribuzione carburanti nelle aree di servizio autostradale, che durante il lockdown hanno dovuto rimanere aperti nonostante il drastico calo dell’erogato e degli introiti – ridotti anche dell’80% – causato dalle limitazioni alle possibilità di spostamento delle persone fisiche all’interno del territorio nazionale. La norma utilizza come strumento di aiuto per le imprese della distribuzione carburanti autostradali un’agevolazione contributiva”.

Si trattava di prevedere il riconoscimento dell’accredito “figurativo dei contributi e dei relativi oneri accessori, in proporzione alle ore di effettivo servizio prestato, per tutta la durata delle limitazioni. “Una proposta semplice e diretta a cogliere il cuore del problema, connesso al costo di gestione garantito h24”, sottolineano i gestori che chiedono al governo “che ha mostrato di essere convinto della drammaticità della situazione in Autostrada” di intervenire “subito e correggere in fase di conversione il Decreto. Non disperiamo di recuperare la norma in fase di conversione”.

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Saturnino Orsi
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Saturnino Orsi

è mai possibile che i benzinai si debbano sempre preoccupare degli altri e non dei nostri legittimi e corporativi interessi
specialmente ora che ne và della nostra soppravvivenza

pippo
Ospite
pippo

Se per assurdo ,domani fallissero tutti i p v autostradali ,chi garantirebbe il servizi pubblico ,che di pubblico ed essenziale oramai non ha nulla ,al 20% di utenti ? Vista la drammaticità del settore perchè avete rinunciato al proseguo dello sciopero ? Chi vi ha consigliato di dimezzare lo sciopero ,vi ha detto come fare in alternativa ,per avere i vs diritti e con quali mezzi

Roberto Timpani
Ospite
Roberto Timpani

Caro Pippo, una volta appreso, ma era prevedibile per alcuni di noi, che il Governo non dava nulla, la valutazione è stata quella di ridurre. Tanto 32 o 48 non avrebbero modificato nulla. Deve essere cambiata la strategia secondo me, ma in generale. La tattica di chiamare in causa qualsiasi governo per risolvere il nostro profondo problema della incapacità di avere qualsiasi negoziato con i petrolieri, secondo me non può andare. Ma è la mia opinione…

Pasquale Violi
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Pasquale Violi

Commenta…Giusta osserevazione

pippo
Ospite
pippo

Buongiorno Timpani Sono anni che predico la stessa cosa ,ma sembra che qualcuno non ci senti da quel orecchio ,anzi sembra che qualcuno abbia l interesse a non disturbare le petrolifere Qualcuno ci ha spiegato che i soldi si devono andare a prendere dove ci sono ,i trattati vanno fatti con le petrolifere Ancora oggi sono convinto che i gestori possono avere molto cambiando strategia e magari iniziando a coinvolgere i dipendenti e i prestatori di servizi dei retisti ,oggi allo sbando ,retisti con 200 impianti !!!mini società petrolifere I petrolieri ,si portano a trattare se li si colpisce nel… Leggi il resto »

Roberto Timpani
Ospite
Roberto Timpani

Caro Pippo, dirigersi contro le petrolifere, vecchie o nuove, è delineare una strategia. Come arrivarci, è difficile. Lo sciopero del Marchio o in generale lo sciopero, per una miriade di ragioni anche storiche, è quasi impossibile. Hanno uomini e mezzi per arrivare direttamente su ogni singolo gestore e “convincerlo” con le buone o con le cattive a non chiudere. Storia vecchia che sconta la differenza notevole delle forze in campo. Forse qualche strumento di pressione come dici tu, dovrebbe essere sui RID.Forse bisognerebbe pensare a un disegno di legge che ponga pochi ma chiari diritti di questa categoria. Sono anche… Leggi il resto »

Pasquale Violi
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Pasquale Violi

Commenta…Roberto il tuo commento non fa una piega, quindi sarebbe ora di ricucire gli strappi per il bene della categoria.

Roberto Timpani
Ospite
Roberto Timpani

e chi ha “strappato”? Io finche’ non mi licenziano, sto ancora in Fegica….

Pasquale Violi
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Pasquale Violi

Commenta…GLI strappi sono dipesi dal malessere dei Gestori, i quali non siamo senza colpe, però si deve ascoltare anche chi la pensa diversamente, non bisogna chiudersi nel proprio guscio, altrimenti il tutto lascia pensare che ci siano altri interessi anche se non e vero. Scusa se insisto penso che persone come Te, si devono adoperare perché ciò avvenga

Roberto Timpani
Ospite
Roberto Timpani

Anni fa quando da giovane impulsivo facevo l’extraparlamentare – di destra o di sinistra non importa ‘ un deputato – di destra o di sinistra – mi disse che le lotte si fanno in parlamento non fuori. Si litiga si dissente ma si resta nel partito che si valuta come il piu vicino alle proprie idee. Difficile certo, faticoso certo. Ma almeno si ha qualche probabilita’ che le proprìe idee possano trovare accoglimento. E vengano rappresentate . Altrimenti si é condannato all’isolamento. È in fondo il Buddismo tibetano. Ma sempre eremiti si rimane..

Pasquale Violi
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Pasquale Violi

Tutto giusto quel che tu dici ne sono sicuro ma le verità sono tante,cosa deve fare uno che viene espulso in un partito e ha voglia di spendersi per gli altri? Penso che se avresti ancora la possibilità di incontrare quel parlamentare ti direbbe o di cambiare partito o se hai la forza di fartelo tu,così potrai esprimere giuste o sbagliate le proprio idee.Comunque mai sottovalutare il prossimo,sei proprio sicuro che rimarrà da solo,io non lo penso e non perché ci possano essere 100 o 200 o anche 300 Gestori che lo affiancano ma perché le vie del Signore sono… Leggi il resto »

Roberto Timpani
Ospite
Roberto Timpani

Gruppi di gestori in dissenso ce ne sono. Ci sono pure 5 o 5 gruppi di “partite iva” che non si sentono rappresentati dalle confederazioni dei commercianti. Manifestazioni a Roma il 30 maggio, il 2 giugno e cosi’ via..qui non ci sono vie del signore, ma traverse, mulattiere, sentieri, tratturi.. gilet gialli in francia, gilet arancioni in Italia, ti manca un pezzo di storia. Nel 1969 questa categoria fece i primi scioperi, con benzinai che venivano arrestati dalle Prefetture. Si infiltrarono uomini della Digos e della estrema destra e fecero esplodere degli impianti a Roma e Torino. La rivolta era… Leggi il resto »

Pasquale Violi
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Pasquale Violi

Commenta…Roberto sicuramente non ho la tua conoscenza ed esperienza in alcuni settori ma io mi riferisco sempre a metodi e modi democratici per far passare le proprie idee ,altrimenti non sarei qui ha discutere, voglio che questo sia chiaro a tutti.

Roberto Timpani
Ospite
Roberto Timpani

Credo che nella vicenda specifica ci sarebbero stati spazi di discussione e di confronto anche al di fuori della propria ex organizzazione. Per esempio, se io domani uscissi ufficialmente su vari siti contestando la linea della mia organizzazione, sicuramente ne dovrei uscire per evidente contrasto. A meno che, in una riunione anche con altre associazioni, non riuscissi a convincere anche gli altri. Si è montata una tempesta sui 20 euro della Eg, quando poi ufficialmente hanno ritirato il tutto, dopo le giuste contestazioni. Si fanno le “scissioni” per 20 euro ? E si manda all’aria un lavoro di tanti anni… Leggi il resto »

Kazunori
Ospite
Kazunori

tradotto…non c’e’piu niente da fare,si salvi chi puo’

mauro
Ospite
mauro

parole sante.il lavoro del benzinaio è finito.o si campa con qualcos’altro (bar,lavaggio) oppure con i carburanti si va in rovina.io sono circondato da “colleghi” che a forza di rincorrere qualche litro in più si sono rovinati.adesso,dopo gli indiani,è venuta l’ora dei pakistani