Dura e dettagliata risposta di Gisc_TV a Eni

Con una premessa sul riferimento all’articolo 40 ” Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano” Gisc_TV replica alla lettera di Eni mettendo in copia conoscenza allo stesso modo sia la Figisc che Confcommercio.

Una replica indirizzata direttamente al senior vice president Luciano Piferi, con cui Moreno Parin fissa punto per punto, con elementi circostanziati, le ragioni che hanno portato sia i Gestori ad indire lo sciopero sia contestando le considerazioni di Eni. Cosiderazioni dal tenore, scrive Parin, percepite come una “forma di pressione verso i gestori decisi ad attuare una legittima protesta derivante da una situazione economica fallimentare, per troppe gestioni a marchio Eni”.

Precisando che in riferimento ai rapporti contrattuali e al rispetto degli impegni dei gestori alle modalità operative del “segmento di vendita misto”, “Gisc_TV non ha sottoscritto l’accordo del 19 dicembre 2014 e ha diffidato Eni ad applicalo ai gestori associati”. E, nonostante ciò, Eni ha applicato d’imperio l’accordo a tutti i gestori e ha attuato una politica discriminatoria relativa al prezzo consigliato, ovvero di cessione, con ciò mettendo fuori mercato gli stessi. Un comportamento di cui, si legge nella lettera “abbiamo prove documentali inoppugnabili”.

Quanto al richiamo sulla chiusura, anche parziale, degli impianti, per effetto del contratto di comodato/fornitura, Parin fa invece rilevare che “gli impianti non chiuderanno, nemmeno parzialmente, saranno funzionali al 100%, nemmeno un litro di carburante verrà perduto, nessun cliente verrà deluso, probabilmente è la prima forma di protesta che gratifica il consumatore; gli erogatori dedicati al “servito” non verranno chiusi, semplicemente non utilizzati”.

Respinta al mittente anche l’accusa del presunto carattere gravemente lesivo della reputazione Eni contenuto nei messaggi che annunciano la protesta e la minaccia di azioni presso tutte le sedi competenti, presumibilmente presso la magistratura. Trattandosi, scrive Parin, di un messaggio veritiero al 100% nei numeri forniti. Infatti, alla data del 16 giugno il “margine” lordo Eni sulle vendite in iperself era di circa 14 centesimi al litro, questo in riferimento al valore Platts rilevato e al prezzo medio nazionale Eni in iperself. Ricordando che Eni è una società verticalmente integrata e non avrà quindi problemi a indicare il reale costo del prodotto ceduto ai gestori. Aggiungendo che, considerata una molteplicità di fattori, non è per nulla errato pensare che con tale margine di base, realizzato sull’intero erogato, comprese le vendite in “servito”, Eni non solo rientri da tutti i costi indicati nella missiva, ma realizzi dei congrui utili sui carburanti.

Pertanto affermare che “Eni e lo Stato mangiano sopra il gestore che suda e fatica non è per nulla scorretto e fuorviante”, semmai, al massimo, rileva Parin, “abbiamo usato un linguaggio colorito, adatto alla comunicazione social, su questo possiamo anche convenire”. Ma potremmo anche ipotizzare, aggiunge, che il margine Eni sulle vendite in iperself, e pure quello base, al netto del delta applicato, non sia sufficiente alla copertura degli oneri citati, ma allora Eni dovrà spiegare all’eventuale autorità perché non chiude gli impianti cosiddetti “ghost” dati in gestione a Eni Rete e alla GEI. Ricordando che in provincia di Treviso esistono tre impianti a marchio Eni in modalità ghost, due gestiti da Eni Fuel e uno da Gestioni Innovative Italia., il prezzo di vendita al pubblico odierno dei due impianti gestiti da Eni Fuel è di € 1,333 per la benzina e € 1,243 per il gasolio, mentre l’impianto in gestione a GEI vende la benzina a € 1,369 e il gasolio a € 1,269.

Mentre, sempre in data odierna, 18 giugno, il prezzo consigliato da Eni per le normali gestioni è mediamente di € 1,421 per la benzina e di € 1,309 per il gasolio. E allora i conti non tornano per nulla, perché il prezzo Eni Fuel. è inferiore di ben 0,098 € sulla benzina e di 0,066 € sul gasolio. E allora i casi sono due, scrive Parin: o Eni vende sottocosto o Eni comunque ci guadagna. Oltretutto i 0,030 € di margine del gestore non giustificano le differenze, anche perché in questo margine ci sono dei costi sostenuti dal gestore che “passano” a Eni Fuel. Lo stesso, con una leggera differenza vale per l’impianto GEI.

Quanto, infine, alla reputazione commerciale dei gestori sulle vendite in modalità servito, reputazione messa a dura prova dalla convinzione, della stragrande maggioranza dei clienti, che il delta applicato rimanga interamente in tasca ai gestori, Parin pensa che proprio questa “bella” reputazione, imposta al gestore, sia degna di essere portata all’attenzione delle autorità competenti con la relativa richiesta del danno di immagine.

Nell’augurarci, conclude Parin, che Eni voglia instaurare un dialogo costruttivo, per il quale siamo sempre disponibili, ci possa essere più concretezza e meno lettere, e pure meno proteste, ma questo dipende da Eni..

Lettera Gisc_TV Eni 

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Overatore
Overatore
1 mese fa

Risposta che non fa una grinza.

Topolino
Topolino
1 mese fa

Eni, ovvero la compagnia di stato da sempre da il LA, a tutti gli operatori del settore, da sempre sono con il loro modo di fare, la compagnia che da sempre ha vessato, e portato al limite i gestori. La loro politica aziendale è sempre stata quella di contrapporsi con prepotenza ed arroganza a qualsiasi trattativa o accordo, seguiti a ruota dalle altre petrolifere che come al solito colgono il peggio e mai il meglio dei concorrenti, soprattutto quando possono fare utili… Quindi di cosa vi meravigliate? Lo scontone chi lo ha inventato io????

enzo
enzo
Rispondi a  Topolino
1 mese fa

Ma una “CLASS ACTION” proprio no?
Proponila a Parin e ricordagli l”ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE”
Cordialmente.

sanguegiallo
sanguegiallo
1 mese fa

G.le Dott. Parin, in aggiunta potrebbe sussistere anche una violazione del modello 231, da tempo implementato dall’ENI per difendersi dall’operato dei suoi stessi manager.
La società petrolifera non è un ente astratto, ma un comunità di persone che attraverso le loro singole scelte e azioni svolgono correttamente o in maniera “eticamente” sleale le strategie dell’azienda. Cordialmente