Elogio del disprezzo puntata 3 (La gestione del malaffare)

Stavolta il suo Capo Area sarebbe stato entusiasta. Lo avrebbe finalmente elogiato davanti a tutti. Avrebbe finito con l’ironia dei colleghi e lo sguardo impietoso dei suoi dirigenti. Era stato assunto sopratutto perchè era figlio di un colonnello della Guardia di Finanza. Non che il padre avesse promesso chissà quale occhio di riguardo alla compagnia petrolifera. Assolutamente no! Il padre era integerrimo e la sua vita professionale senza una ombra o una pecca.

Tuttavia gli basto’ fare la domanda all’Area commerciale di quella compagnia petrolifera inserendo nel curriculum la sua laurea in ingegneria – ottenuta fuori corso in verità – e nel colloquio con un responsabile aziendale in cui fece appena cenno al lavoro del padre che quel volto cosi’ impassibile e privo di qualsiasi emozione del dirigente si muto’ in uno sguardo affabile e compiaciuto. Vabbe’, pensava, ho comunque la mia laurea e vari attestati di frequenza a corsi di informatica, problem solving, neuromarketing che saro’ stato assunto per queste cognizioni di base. Non testate sul lavoro certo, ma se non avevo esperienze di lavoro, come potevo dire che avevo esperienze.

Pensava di essere assunto nell’organigramma aziendale con mansioni da dirigente. Ed invece lo misero a fare l’addetto rete o ACR come pomposamente erano chiamati quei giovani che dovevano seguire quella banda di lavativi – i gestori degli impianti carburanti – che si godevano a gratis stazioni di servizio imponenti, con bar totalmente allestiti e funzionanti, assolutamente incapaci di far fruttare al meglio quegli investimenti faraonici che la compagnia con magnanimità aveva messo a loro disposizione. Certo, nella sua zona molti gestori avevano abbandonato, chiudendo prima i bar e poi l’intera stazione. Dicevano quei gestori che i canoni erano troppo alti, che dovevano comprare il caffè e le bibite solo dal canale della compagnia ( anche se i prezzi erano fuori mercato) che i pochi soldi ricavati dai carburanti servivano appena a pagare quegli affitti. Che debosciati !!! Tutti a lamentarsi che non c’erano le liquidità necessarie, che l’investimento del bar era sbagliato, che forse quel bancone cosi’ imponente e cosi’ esagerato non era necessario. Che il caffe’ acquistato direttamente dalla compagnia non era competitivo, che il margine di guadagno era irrisorio. Che ingrati !. E gli toccava pure starli a sentire mentre lui invece proponeva di spingere sui servizi accessori. Cercava di spiegare che il termine “negozio” derivava dal latino “nec otium” e quindi che si dessero una mossa. Gente ignorante, certo avevano voglia di lavorare, ma incapaci di capire che il mondo era cambiato. Che le opportunità di affari andavano reinventate, che le loro lamentele erano ingiustificate. E poi, qualcuno incominciava a non pagare il rid sui carburanti, avere difficoltà, prospettare la rinuncia alla gestione almeno del bar. Con laconico cipiglio, avvertiva che nei contratti era esplicitamente scritto che se chiudevano il bar, cadeva anche il comodato dei carburanti ( era un immane assurdità giuridica che non avrebbe resistito un attimo di fronte ad un giudice..) e che avrebbero dovuto pure pagare una penale..

Tuttavia, sempre piu’ gestori abbandonavano, La sua zona ormai era costellata di stazioni di servizio chiuse, lasciate ad incenerirsi alle intemperie, ed ormai il suo capo area non perdeva occasione per sbeffeggiarlo di fronte a tutti. Non poteva andare avanti cosi’. Lui che sognava una vita da dirigente con i suoi studi, con tutto quello che aveva speso il padre per farlo studiare, veniva mortificato da quella gentaglia che gli chiudeva le stazioni di servizio, pensando di fare gli imprenditori ed erano dei morti di fame. Con i suoi colleghi che capivano che non poteva certo essere un concorrente nella mirabile ascesa della azienda. E quindi lo considerano un “appestato”. Ormai destinato a rimanere in azienda a guardare un monitor tutto il giorno dove venivano processate operazioni virtuali nelle quali il suo lavoro sarebbe stato quello di individuare eventuali insoluti o di gravare di interessi moratori degli scaduti. Un lavoro da ragioniere. mica da laureato. Doveva dare una svolta e far vedere a tutti chi era e tirare fuori un po’ di quell’orgoglio che il padre gli aveva inculcato.

L’occasione si presento’ cosi’ inaspettatamente, prendendo un caffe’ in un bar qualsiasi, mica in uno di quelli che la sua Azienda aveva messo a disposizione di quei servi della gleba che pretendevano di farsi chiamare “gestori imprenditori”. Addetto rete certo , ma mica era scemo del tutto. I caffe’ fatti nei bar aziendali erano pessimi, ma a ben vedere, per il solo fatto che ne venivano somministrati pochi, anche a tarda mattinata. E su questo, obiettivamente, non poteva dare la colpa ai gestori imprenditori o come diavolo dovevano chiamarsi. E quindi, appoggiato al bancone del bar piu’ frequentato del paese, piccolissimo senza i faraonici investimenti che caratterizzavano i bar della sua compagnia petrolifera, che un giovane distinto si avvicino’ e lo riconobbe. Era o no quell’addetto commerciale di quella famosa compagnia petrolifera che cercava “veri imprenditori” per le stazioni di servizio avveniristiche dotate di lavaggio automatizzato, bar ristoro, pensiline gigantesche, APP per i clienti, POS bancari modernissimi, negozi dove trovare dagli utilissimi presidi sanitari dell’ultimo momento ai cibi preconfezionati e magari anche il mazzo di fiori ? Anzi, i grandiosi esperti di marketing ipotizzavano che dovevano per forza accompagnarsi le vendite dei presidi sanitari necessari con i mazzi di fiori e con profumi inebrianti. E magari con una aragosta surgelata. Insomma, che geni ! vendite e fatturati basati sulla “trasgressione”, sul peccato, sulle bramosie ed i pruriti che la solida tradizione del cliente italiano che avrebbe avuto successo. Cosi’ quel giovane si avvicino’ ulteriormente all’addetto rete, ormai inorgoglito, e presentandosi come l’amministratore di una piccola società dotata di referenze bancarie ed esperta di gestione di alcuni esercizi commerciali ( sopratutto bar e pizzerie a dire il vero..) chiedeva di essere valutato nelle candidature che l’addetto rete stava faticosamente vagliando per tentare di riaprire alcune stazioni di servizio, ormai vere cattedrali nel deserto. E si doveva pure sbrigare.

Il giovane era ben vestito, parlava un corretto italiano senza alcun accento, dotato di una laurea in economia e commercio presa con il massimo dei voti alla Bocconi di Milano. Gradevole, con fare accattivante. Finalmente poteva interloquire con un suo pari !! Non con quei gestori ignoranti, con la divisa sempre lisa, che occupavano abusivamente complessi aziendali condotti in maniera antica, antistorica ed ormai vetusta. Ci voleva aria nuova. Giovani intraprendenti, con liquidità adeguate, inclini a seguire le strategie aziendali , che non avevano smanie libertarie. I candidati ideali insomma, per dare un impulso nuovo agli investimenti della compagnia ! Che spesso erano inutili e sbagliati, lui lo sapeva. Ma l’Azienda non sbagliava mai, piuttosto erano quegli incapaci dei gestori che mortificavano le stazioni. E poi’ basta con queste risicate liquidità dei gestori, sempre a lamentarsi, sempre polemici, sempre piu’ inaffidabili.

Fu un attimo : propose il giovane intraprendente e la sua piccola Srls ( che strana sigla : società a responsabilità limitata semplificata.. ma era un dettaglio .) al suo capo area. Sopratutto quello che impressiono’ furono le poderose referenze bancarie e la messa a disposizione di una fidejussione di un noto istituto di credito significativa, ben superiore a tutte quelle che cumulativamente la compagnia richiedeva tassativamente sulle forniture dei carburanti, sulle penali, sui canoni e sui danni delle attrezzature.

Dopo poco, la società del giovane intraprendente assunse la gestione, dapprima di una stazione di servizio ormai chiusa da tempo. Poi di altre due e cosi’ via.. Le vendite erano ottime, i piazzali puliti, i prezzi quelli raccomandati dalla compagnia, e lui venne finalmente elogiato dal capo area. E venne gratificato. E venne pure promosso. E venne pure presentato al Direttore vendite . E venne pure invitato a cena da quel Direttore vendite. E riusci’ pure ad invitare una sera quella collega cosi’ carina che prima non lo disdegnava di uno sguardo. Oppure si, qualche volta, ma era uno sguardo pieno di commiserazione. Tutto cambiato, il suo riscatto era cominciato e sarebbe stato lungo . Ormai non rispondeva al telefono piu’ a quei gestori che ancora erano sopravvissuti e che erano pieni di problemi, questioni stupide, furti, discussioni con clienti, il computer aziendale che si bloccava, i drop che non potevano fare. Gente vecchia, inadatta, morti di fame appunto. Aspettava solo che qualcuno mollasse per consegnare l’ennesimo impianto a quel giovane intraprendente che pero’ negli ultimi tempi, stava riducendo i ritiri di carburante, in modo inspiegabile.

Lo ando’ a trovare, previa telefonata. Un imprenditore serio come lui certamente non stava sui piazzali. Era piu’ delicato e rispettoso fissarci un appuntamento. Lo trovo’ accompagnato da due signori ben vestiti, uno col naso schiacciato ( forse un incidente..) ed un altro che appoggiato ad una finestra dell’ufficio del giovane intraprendente, oscurava tutto l’ambiente, tanto era grosso e corpulento. Ma non ci fece caso. Tra un caffè ed una sigaretta, il giovane gli disse che ormai le ” sue ” stazioni andavano bene e che non capiva le piccole contestazioni che l’addetto rete gli muoveva. Erogati ridotti, il caffè – ottimo del resto – comprato non direttamente dalla compagnia, le mozzarelle di bufala meravigliose ma acquistate non dai canali predisposti dall’Azienda.. Insomma tutto perfetto, stazioni di servizio tirate a lustro, ma business in “trend negativo” per l’Azienda. Che era successo ? . Lo capi’ quando i due distinti signori sempre silenziosi, lo sollevarono da terra e con brutale delicatezza lo ficcarono nella sua Audi che la compagnia gli aveva messo a disposizione, non senza avvertirlo che la prossima volta non avrebbero garantito la sua incolumità.

Aveva affidato le stazioni di servizio ad un gruppo poco raccomandabile. Con notevole liquidità certo, con pagamenti sempre puntuali, fidejussioni bancarie impressionanti, ma sempre un gruppo poco raccomandabile. A questo punto capi’ che i relativi contratti non sarebbero scaduti mai. Nessun avvocato, nessun ufficiale giudiziario, nessun addetto rete avrebbero avuto il coraggio di richiedere le chiavi delle numerose stazioni di servizio affidate al giovane intraprendente. Ed adesso come poteva dirlo al Capo Area?

E si lamentavano pure in azienda che quei gestori, quelli veri, magari morti di fame, avevano dei comodati troppo rigidi e che si faticava a mandarli via.

Aveva invece creato il comodato “eterno” per quel gruppo. Avrebbe fatto in fretta a dare le dimissioni dalla azienda e a cambiare aria..

F.To: Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre

  • 140
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
0 0 Vota
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest
3 Commenti
più vecchi
più nuovi più votati
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
davide
davide
18 giorni fa

Bella storiella.

antimo
antimo
17 giorni fa

E’ esattamente quello che sta succedendo. Imprenditori prestanome senza scrupoli che hanno rivalutato gli impianti grazie alla depenalizzazione di fatto del contrabbando. Da semplici lavatrici di denaro a vere e proprie miniere d’oro, con i carburanti pagati a meno di 60 centesimi e rivenduti al doppio. Sono sufficienti un paio d’anni per portare a casa qualche milione e sparire prima che la Gdf concluda le indagini e venga a bussare ad una casa vuota.

Alex
Alex
17 giorni fa

Si sono incontrati due simili.
Due spietati, uno conosce i numeri e l’altro conosce il denaro.
Il gestore è un povero ricco di valori, l’imprenditore è un ricco senza scrupoli.
Le compagnie non meritano di lavorare con i gestori, sono persone con troppi scrupoli, pieni di amore, vita colore, entusiasmo anche per una semplice promessa.
L’azienda è un delinquente con il colletto bianco come tanti !!!