Petrolifera Adriatica scappa dal giudice naturale

Esultanza fuori luogo e fuori dal merito: la legge è uguale a Roma e a Brescia.

Petrolifera Adriatica scappa dal giudice naturale e si lascia andare ad un’esultanza fuori luogo, dimenticando che la Legge è uguale tanto a Roma quanto a Brescia, come in ogni altro Tribunale italiano: Petrolifera Adriatica sarà chiamata a rispondere delle proprie violazioni di Legge, le stesse che l’hanno vista condannata ripetutamente dal Tribunale di Roma.

Usare un’Ordinanza della Cassazione per ribaltare, con artifici retorici e spregiudicatezza giuridica, i giudizi di merito del Tribunale di Roma, fotografa lo stato di frustrazione della Petrolifera che gioca la sua ultima carta:
quella dell’allungamento dei tempi e della complicazione processuale.
Le Ordinanze della Cassazione non hanno in alcun modo accolto le ragioni di Petrolifera. Chiamata a decidere sulla competenza territoriale, la Cassazione -senza entrare nel “merito”, neppure incidentalmente- ha individuato Brescia come Foro competente in virtù di un ragionamento tutto interpretativo e lontano dalla realtà.

Rimangono nei fatti almeno 10 Ordinanze di condanna per Petrolifera Adriatica, in cui il Tribunale di Roma ha rigettato l’eccezione di incompetenza territoriale e condannato la medesima Azienda al pagamento delle quote fisse e dei differenziali di cui all’Accordo Esso del 2014, in cui subentrò nella proprietà.

La verità è che Petrolifera Adriatica spera di farla franca, agita Ordinanze di competenza territoriale come se avesse vinto la partita della vita: nulla di più falso. L’obiettivo è quello di demotivare i gestori, fiaccare la fiducia nelle leggi dello Stato, infondere dubbi sulle fondate ragioni dei gestori a pretendere i loro diritti e i loro soldi, scoraggiare quanti ancora non hanno intrapreso la via del contenzioso giuridico.

Ad oggi, ogni tentativo di intavolare un confronto serio con Petrolifera Adriatica per la sigla di un Accordo sindacale ai sensi della normativa vigente (DPR 32/98, L. 57/2001, L 27/2012) è naufragato di fronte alle pretese della società di imporre da una parte condizioni antieconomiche e di legalizzazione dell’autosfruttamento e, dall’altra, di mantenimento di un’attività lucrativa milionaria a scapito dei Gestori, frutto di un arricchimento derivante dalla sottrazione sistematica di quanto spettante ai gestori, in virtù dell’Accordo del 2014, che è ancora l’unico in vigore per i gestori a marchio. A Roma come a Brescia. Come le Ordinanze finora pronunciate hanno confermato.

Petrolifera si metta l’anima in pace, i diritti dei gestori non sono negoziabili, in nessuna sede. Le Federazioni dei gestori non metteranno il loro timbro a pratiche vietate dalla Legge, pertanto respingono l’ennesimo attacco alla dignità e ai diritti della categoria denunciando la mistificazione da parte di Petrolifera Adriatica
che intende far passare un’Ordinanza sulla sola competenza territoriale come una vittoria di “merito”, con il solo scopo di intimidire i gestori e la loro rappresentanza e l’azionabilità del loro buon diritto.

Faib Fegica e Figisc ribadiscono la loro disponibilità ad ipotesi di Accordo che sia in linea con le Intese già stipulate, che tutelino i gestori di Petrolifera che, fino ad ora, non ha applicato le Leggi dello Stato e l’Accordo da esse derivante del 2014, firmato in forza di legge con la Esso.

La legge italiana non è quella della giungla e non può dare ragione a chi vuole arricchirsi senza una “giusta causa”

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mario
mario
6 giorni fa

gli accordi contrattuali valgono anche per le compagnie private che espongono i colori esso